ed in questo caso ci aggiungerei anche un bel "purtroppo"...
clicca sulle immagini per ingrandirle
E poi
ecco un piccolo riassunto
degli ultimi disastrosi Dati Economici Italiani...
- Pil/ Istat: Crollo -2,5% (su base annua) in secondo trimestre, peggiore da 2009
- Istat, Pil ancora in calo. -1,9% nel 2012 finora
- Italia: Il PIL cala nel secondo trimestre dello 0,7%
- PIL ITALIA in contrazione da 4° trimestri di fila: 3° trim 2011 -0,2% 4° trim 2011 -0,7% 1° trim. 2012 -0,8% 2° trim. 2012 -0,7%
- Italy govt estimates 2012 GDP -1.2% but already -1.5% in H1 (Q1 -0.8% Q2 -0.7%); -2.5% YoY in Q2
- Pil Italia: variazione acquisita per 2012 -1.9% (se secondo semestre fosse a crescita zero, e non lo sarà)
- Recession continues in Italy. Economy contracted -0.7% q.q in Q2. Follows fall of -0.8% q/q in Q1 and fourth consecutive contraction.
- Italy Q2 GDP -0.7% est -0.8% still -2.5% YoY as expected; 4 Qs of contraction
- Produzione industriale a picco: -8,2%. Auto in calo: -22,5% in un anno.
- alla grande! Italian Industrial Production WDA (Jun) Y/Y -8.2% vs. Exp. -6.5% (Prev. -6.9%, Rev. -6.7%)
- alla grande! Italian Industrial Production SA (Jun) M/M -1.4% vs. Exp. -1.0% (Prev. 0.8%, Rev. 1.0%)
Me ne torno a godermi la vacanza...
.


55 commenti:
Non c'è dubbio che la situazione è tragica...o tragicomica, visto la classe dirigente che abbiamo.
Tuttavia guardo il primo grafico che hai pubblicato (gdp) e alzo le sopracciglia.
Ciò che mi rende inquieto è questa domanda:
la crescita del pil con alti deficit è crescita reale?
Qui, ovviamente, entra in gioco la tua tesi sui drogati in un mondo di drogati (bellissima!!!).
Però ritengo il tema oggettivo; per esempio, scontato del deficit, gli usa sarebbero a segno meno...e ho il dubbio sulla Francia e gli UK, per esempio.
A me sembra che l'Italia sia in un "cul de sac" (riferimento alle tue foto hard) dal quale è impossibile uscire senza decisioni forti.
O diventi la Germania con anni di austerity e distruzione del tessuto industriale o esci dell'euro e ti metti a stampare (...a dir la verità esiste una terza opzione utopica...esci dall'euro, mandi a fanculo la tua classe dirigenziale e ti applichi a diventare la Germania, meglio...la Svezia...ma è fantascienza visto l'italiano medio).
Quel diagramma, che vedo riportato da più parti in forme diverse, proprio non lo mando giù.
Preferisco quelli sul calo industriale...li reputo più "genuini".
ciao
sinbad
caro sindbad
hai riassunto ed illustrato benissimo la nostra situazione
torno a godermi il lago....
e me lo godo più tranquillamente pensando che lascio il blog in buone mani...:-)
io continuo a pensare che l'italia sia sempre + avviata alla divisione in 2 o + pezzi
Personalmente credo che l'Italia lascerà sul tappeto almeno un 20-25% del PIL dal picco nel 2007, prima di vedere un qualche miglioramento economico. Ovviamente questo implica un cataclisma finanziario (default) e sociale (saltano le pensioni e tutti i servizi), un po' come accadde con la shock therapy nei paesi dell'Est durante i primi anni Novanta. D'altra parte la società italiana, e più in genere il mondo occidentale, non possono continuare su questo binario ancora a lungo.
Rimango dell'idea seppur non condivisa da nessuno che l'Italia dovrebbe fare un bel respiro e buttarsi giù dal precipizio dichiarare default non pagando il debito pubblico, bot btp ecc.... cipizio, ossia uscire dall'euro e dich il che non vuol dire uscire dall'Europa e da accordi comunitari per la circolazione delle merci.
Sarebbero 18 mesi durissimi, ma poi ci sarebbe una ripresa enorme, esportazioni a go go e in questo periodo utilizzare il proprio petrolio che se non erro ha stime per due anni di autonomia.
Se invece continuamo così, i risparmi verranno comunque erosi e la m....a in cui siamo non uscira dal tappo ma continuerà ad affogarci fino all'ultimo respiro e dopo non rimarrà più nulla.
Meglio soffrire senza sapere per quanto durerà l'agonia e se quest'agonia ci porterà alla fine.
o meglio farsi male ma sapere che da allora in poi si potrà solo migliorare?
Caro Max io penso che tra tutte le altre cose dopo il default staremmo peggio,e senza soldi chi li presterebbe più a uno stato che ha deciso di non onorare i suoi debiti? Visto poi la congiuntura internazionale.Ciao.
@ Max
Alcune riflessioni sparse sul dopo-uscita dall'euro per l'Italia:
1) prima di esportare, bisogna importare, specie per un paese come l'Italia. Ma come le paghiamo le importazioni? Con la nuova lira? Non ce l'accetta nessuno.
2) siamo nell'epoca delle globalizzazione, è illusorio pensare che esista ancora un'»economia italiana« nazionale, ma solo pezzi di un'economia globale. Oggi qualsiasi cosa è fatta di componenti realizzati in paesi diversi.
3) il benessere di un paese non dipende tanto dalle esportazioni, ma dai consumi interni. In Italia abbiamo già gli stipendi più bassi d'Europa, vogliamo davvero svalutare?
4) dopo essere andati in default e svalutato, i Tedeschi e tutti gli altri ci lascerebbero forse esportare nei loro mercati? Certo che no, se salta tutto, saltano anche i mercati aperti e tornano dazi e barriere commerciali. Quindi le esportazioni non funzionarebbero. D'altra parte noi entrammo nell'euro proprio per mettere fine a questo tipo di pratiche.
Con tutto ciò, non voglio dire che noi usciremo dall'euro. Forse sì. E con ogni probabilità faremo un bel default, magari mascherato. Ma sarà tutt'altro che un processo virtuoso a 18 mesi. Magari a 18 anni. Sempre che le cose nel resto del mondo vadano per il verso giusto.
Credo che il problema centrale sia questo: molti Italiani credono che l'Italia sia ancora quella del 1994 (con discrete tecnologie, una propria industria, una demografia relativamente giovane). E che il mondo sia ancora quello del 1994. Ma non è così. Gli Italiani devono ancora capire il significato profondo della parola "globalizzazione"...
Un saluto a tutti e a BT con le sue impeccabili analisi.
Ho trovato un articolo interessante sul Il Giornale. Interessante in senso ironico perchè titola in prima pagina web:
"SCUDO ANTI-SPREAD? PUNTATE SULLA CASA"
http://www.ilgiornale.it/news/economia/esperti-sicuri-scudo-anti-spread-puntate-sulla-casa-828234.html
Ora vabbè che Il Giornale è il megafono del berlusca, e che il mattone sta soffrendo come mai, ma certi consigli falsi, tendenziosi e soprattutto "cinici" neanche i promotori finanziari li propinano più.
Ciao
@Robert
Io vedo scenari più complessi di quelli che hai delineato.
Premesso che, tutti, credo, sappiano benissimo che i primi mesi dopo il default sarebbero tragici: aumento criminalità, aumento esponeziale di livelli di povertà e di disoccupazione, etc. etc.
Ma spostiamo a medio termine...diciamo 6-8 mesi dopo la fatidica data x.
L'Italia ha un valuta svalutata ma che incomincia a essere trattata sulle piazze internazionali.
Ipotizziamo un 40% vs euro.
Io che sono azienda tedesca, compro l'anello del cuscinetto per la mia BMW in Italia o in Cina (essendo per me un prodotto non strategico). Stesso discorso per la miriade di prodotti non strategici perfetti per il Sciur Brembilla. Aggiungo che perfino la Apple, potrebbe rivedere la Supply Chain a quei costi fissi e aprire forniture in Italia (...rinascita industria elettronica?)
Sempre io, tedesco o, peggio, francese, la mia turbina (prodotto strategico) non la compro dall'Italia. Anzi, gli metto il dazio.
Già...ma qui gioca a favore dell'Italia proprio ciò che l'ha fottuta: la Globalizzazione. I russi, gli indiani...a costi fissi della liretta, dove andrebbero a prendere le turbine?
Anzi...ai sauditi direi...petrolio in cambio di raffinerie e turbine.
Oggi, l'impiantistica, dove l'Italia (non so ancora per quanto) è una potenza è tutta fuori Europa. I dazi della Germania non sarebbero così dannosi.
Potrei continuare ma credo di aver dato l'idea.
Il default non è solo una questione del "se" ma anche del "come" lo fai.
Per esempio, quanto sopra, sarà tanto più vero quanto più faccio default tenendomi stretto gli amici che contano (Russia, Usa) e quanto meno avrò svenduto i miei asset strategici (motivo per il quale SONO CONTRARIO ALLA SVENDITA ENI/FINMECCANICA....come invece lascia intendere il manifesto di Giannino...).
Infine...tutto il ragionamento l'ho fatto senza prendere in considerazione gli effetti collaterali che potrebbe avere il default Italia e che, al momento, nessuno può prevedere. Per esempio, se sto all'ammontare dei contratti derivati che girano per il pianeta, non posso escludere che il default italiano sia anche un default del tipo "muoia Sansone con tutti i filistei".....
ciao
sinbad
chi vuole trovare un po' di verità sull'immobiliare italiano....provate un po' ad immaginare dove la può trovare...:-) lasciate perdere i giornali e cercate nel form di ricerca colonna di destra "un po' di verità..."
Vi ringrazio per i commenti.
Volevo essere solo un pò ottimista.
La soluzione che penso realmente non posso postarla, ma a mali estremi, rimedi estremi.
E se le cose e le persone che ci governano da sempre non vogliono cambiare vanno comunque cambiate.
Pensate Beato all'economia, di sicuro si troverebbe in difficoltà perchè la situazione è usando un termine gentile un m....a ma credo che avrebbe il consenso e l'appoggio della popolazione, e starebbe a noi difenderlo dalle lobby.
Adesso invece hanno la popolazione contro, ma essendo noi tutti (popolo italiano) innocui, fanno ciò che chi non lo è gli ordina e li lascia tutelare i propri interessi.
Cerchiamo di dare a Cesare quel che è di cesare. L'Italia non ha nessuna risorsa naturale o per lo meno ne ha poche e limitate, ma ha un gran valore geopolitico (la sua posizione nel mediterraneo). Pensate forse che gli usa lascerebbero ad un coglione qualsiasi di prendere le redini della situazione a portare fuori l'Italia dall'Euro? Non esiste! Solo che molti politici non l'hanno ancora capito, oppure hanno tanti di quegli scheletri nell'armadio che puntare i piedi e battere qualche pugno sulla tavola nelle trattative rischierebbe di far aprire certi armadi...
Purtroppo non vedo nessuna testa calda (con grandi idee), ma solo vermi striscianti per un posto al sole. Gente solo utile da massacrare, il resto non conta nulla.
spero che qualche stella cadente realizzi il mio desiderio ........
Il default non è una semplice opzione, ma la fine ineluttabile (PER TUTTI) per il semplice motivo che il debito è IMPAGABILE, il debito sulla moneta-debito è impagabile.
L'unica alternativa sarebbe un enorme salto culturale, sarebbe non considerare importante la crescita indefinita del debito.
Ma mi pare che qui vogliamo stare lontani dalla MMT, no?
:)
@sinbad e @Robert
premesso che la svalutazione della newlira del 20-40% (ipotesi direi surreale e senza riscontri nella storia... ma vabbè..) nei CONFRONTI DELL'EURO, non vuol dire lo stesso in tutte le altre monete come se fossero un monoblocco. Una tale svalutazione nei CONFRONTI DELL'EURO potrebbe voler dire che il realtà la new lira si svaluta del 20%, mentre il neweuro si valuta del 10% in confronto alle altre monete.
Con quali conseguenze per l'economia tedesca lo possiamo immaginare....
Premesso ciò, ovviamente la newlira verrà accettata proprio perché con essa ci compri la qualità, il gusto ed il lusso made in Italy. Se la nostra bilancia commerciale è in attivo, se già oggi, nonostante l'euro, esportiamo più di quanto importiamo, FIGURIAMOCI CON UNA LIRA SVALUTATA.
Facciamo il mazzo a tutti, soprattutto conquistando quelle fette di mercato dove l'euro e i tedeschi non sono più competitivi.
Per quanto riguarda il mercato interno, la svalutazione (ipotetica) porterebbe pure alla piena occupazione e infine ad un aumento degli stipendi, che compenserebbe il costo delle materie prime. Questo farebbe rilanciare pure i consumi interni. L'Italia sarebbe un paese da favorire per gli investimenti esteri.
azz siamo tornati ai soliti discorsi...a giova'....già prima della globalizazz spinta e della iper-finanziarizzazione informatizzata la svalutaz della lira aveva più pro che contro ed efficacia limitata...FIGURATEVI ORA....rischi molto maggiori e benefici ancora minori...figurarsi poi se rimanesse un'area new euro concorreziale...aggiungo che a quei tempi non dovevamo nemmeno competere con l'est europa....suvvia usiamo un po' di cervello pragmatico e meno approcci teorici staccati dalla realtà...
un paio di mesi fa, a radioilsole24ore, un ospite disse che il sistema "Germania" ha ancora un margine di crescita della produttività intorno al 20% !!!!
qualcuno puo confermare o smentire questo dato ?
perchè se fosse vero, della nostra svalutazione , i crucchi se ne farebbero una pippa !!
( in autunno la VW inizierà a vendere anche in italia la UP a metano ...cioè tenterà di scalzare la FIAT da una di quelle poche nicchie che le era rimasta, le piccole/medie a metano...auguri Marpionne - e ai tuoi amici della cisl e uil !! )
comunque fino a quando il 50% di italiani - o meno - non trova il sistema di sbarazzarsi , in termini politici, di quel 50% o più che parassita e distrugge il paese, hai voglia di farne di discorsi da economisti della domenica !! ....monti dice per la prima volta una cosa vera - lo spread sarebbe a 1200 - che poi deve telefonare per chiedere scusa , penso consigliato da bersani , al piu grande uomo politico di 150 anni di storia italiota ... ma dove cazzo vogliamo andare ....
per non sapere ne leggere ne scrivere, intanto io delocalizzerei i risparmi , cercherei una residenza all'estero e manderei i figli a studiare sempre all'estero, per evitare che si vedano sorpassare da quella che scopa con il prof o dal solito figlio di papa o politicamente coptato
lavoro nel turismo e ogni volta che parlo con clienti tedeschi gli dico chiaramente " please, no eurobond, let us go bankrupt, any single euro you give to italy il will go to all italian mafias , corruption and frauds ! "
ma come dice Barrai, non ci faranno fallire, ci terranno a bagnomaria, a quota 300/400, per spolparci lentamente e con controllo .
BT tiin a boota !!
grazie e saluti . luca /toscana
@ Robert
Non c'è dubbio che in caso di collasso dell'eurozona i Tedeschi si prenderebbero una bella batosta, ma il punto è: chi si riprende prima? La Germania è una grande potenza industriale e tecnologica, con tutta una seria di mercati che non possono far altro che seguirla ovunque, dall'Olanda all'Europa danubiana, alla Russia. Noi non abbiamo un fico secco. In caso di collasso dell'euro, scatterebbero delle guerre commerciali vere e proprie, che non scattarono a suo tempo negli anni 70-80 per il semplice fatto che gli Americani non volevano: c'era da far fronte comune contro 4,5 milioni di soldati del blocco EST. Oggi questi limiti non esistono. Se cade l'Europa, torniamo ad una situazione simile a quella degli anni 30. Mica crederete che la seconda guerra mondiale scoppiò solamente perché i Tedeschi sono tanto brutti e cattivi? È sempre una questione di ordine geopolitico. Se facciamo i furbi, i Tedeschi possono strangolare la nostra economia senza grosso sforzo. Anzi potrebbero persino usare il giochetto che ha consentito loro la creazione di stati di comodo come Slovenia e Croazia, questa volta in Veneto e Lombardia.
Ma il punto che vorrei mettere in chiaro è questo: se salta l'euro, le conseguenze sono incalcolabili, e si aprono scenari POLITICI, prima che economici, impensati.
esatto robert, lo dico da secoli ma in molti faticano a capire: nessuno é immune alla grande crisi ma ci sono economie più resistenti e che si riprendono prima...fai confrontoita-germania nel 2009-2010....;-)
Quando si parla di Germania che "si prenderebbe una bella batosta" (con gagliardo spirito italico alla "mal comune mezzo gaudio") si tenga conto del fatto che i tedeschi in una decina d'anni hanno annesso la Germania Est investendo qualcosa (leggevo non ricordo dove) pari all'equivalente del loro debito pubblico attuale.
La parola chiave e' "investire". I crucchi spendono quello che serve e facendolo fruttare ragionevolmente sul lungo periodo.
Noi emettiamo debito per pagare i forestali (tra gli altri).
Giovanni, di grazia, Lira o non Lira, chi vuoi che venga ad investire in un paese che ha una tassazione come la nostra, con una burocrazia come la nostra, che tendenzialmente non parla inglese e che come corruzione e' seconda solo alla Slovacchia tra i paesi piu' sviluppati?
"Sempre che le cose nel resto del mondo vadano per il verso giusto.
Credo che il problema centrale sia questo: molti Italiani credono che l'Italia sia ancora quella del 1994 (con discrete tecnologie, una propria industria, una demografia relativamente giovane). E che il mondo sia ancora quello del 1994. Ma non è così. Gli Italiani devono ancora capire il significato profondo della parola "globalizzazione"... "
Straquoto Robert. Si vive di un passato idealizzato (e costruito sui problemi che abbiamo oggi).
Siamo indietro di 30 anni (se va bene), sarebbe ora di rendersene conto.
esatto lorenzo, proprio quello che dicevo io nell'area commenti altro post...idealizzano vecchio schema e non colgono variazioni basilari globalizzazione, europa est, finananziarizzazione etc leggete commenti post prec.
Purtroppo l'italia non ha le grandi aziende,multinazionali quelle che fanno ricerca ed impongono le loro merci agli altra paesi.
Avevamo Montedison nella chimica,fallita col tragico suicidio di Ferruzzi.La D ha colossi della chimica del calibro di Bayer Basf Merk cosi la Svizzera.Nel campo dell'elettronica zero.Grossa distribuzione in mano francese così ci vendomo meglio i loro prodotti.
Telefonia avevamo Telecom che controllava retiin Brasile,Argentina,Grecia,portata al fallimento prima da colannino e poi dal tronchetto della felicita',poi comperata da Telefonica ecc.
Per quanto riguarda l'auto Marpionne ha già sistemato tutto.
Abbiamo perso tutti i marchi del food a partire da Parmalat,Galbani.Teniamo duro con Barilla e Ferrero.
Naturalmente questo è solo umo dei principali motivi della nostra situazione,gli altri li abbiamo ripetuti più volte sul Blog.
Bt é andato in ferie in Alto Adige pardon Sud Tirol non vefe l'ora di incontrare Angela!
Ciao a tutti.
:-) nein nein sono sui laghi a metà tra bergamasco e bresciano, nei luoghi risorgimentali e poi leghisti...più di così....quando vediamo un crucco lo meniamo e poi lo derubiamo dei marchi...:-)
Bello leggere i vari commenti tra pro newlira e pro rimanenza in euro, la verità è però che cosi come siamo messi ora non c'è futuro, non stiamo andando da nessuna parte, oltre ad non avere crescita non ci sono neppure prospettive di speranza, E DI QUESTO PENSO CHE SIAMO TUTTI D'ACCORDO.
stiamo rasando il baratro, e anche se i telegiornali (massmedia ipercontrollati)parlano di recessione vuol dire che in realtà siamo in depressione.
Se analiziamo i fatti (e il bello di questo blog è proprio quello, tanti fatti e poche balle) nessuno ha la ben che minima idea del da farsi, ripetiamo per l'ennesima volta: organizzazione criminale da guiness al sud, ma anche al nord, politica ipercorrotta, classe dirigenziale abituata agli aiutini dell'amico politico, popolazione mediamente ignorante abituata a seguire i gossip o i reality in TV, insomma pecoroni facilmente manovrabili, e poi a livello internazionale: sistema CONCENTRATIVO che premia sempre + pochi e penalizza sempre più tanti, e quindi sempre meno possibilità di scambio, America che continua la sua conolizzazione a casa nostra, finanza che ci massacra, imponendoci l'olio di ricino Monti "per il nostro bene", e mi fermo qui.
A questo punto cosa volete che ci rimanga per il futuro ancora da sperare??
Forse costi quel che costi è ora di essere coraggiosi e provare un salto nel buio cambiando in toto le regole del gioco, cercando di tirarsi dietro tutti gli eurodelusi ed euro tartassati con un idea nuova di economia, e se funziona allora vedrei la megatorre dell'economia mondiale controllata dalle lobby, crollare a favore di un economia locale che ricominci a DISTRIBUIRE la ricchezza come era fina a 30 anni fà, (distribuzione che a mio avviso è la madre di tutti i problemi di sostenibilità economica attuale Italiana e Mo ndiale) alla faccia della globalizzazione.
Io crco di portare la mia opera di disinformazione nel piccolo. Oggi ero presso un produttore di vini sui colli eugnaei (PD) e mi raccontava la vessazione che gli enti pubblici stanno facendo alla sua azienda, così come ad altre in questo momento di gravissima siccità. Per esempio, avendo questo una piccola osteria, aperta solo il sabato e la domenica, ha messo, come pubblicità alcune foto del suo locale, visibile da tutti anche dall'eseterno. Per l'occasione ha inserito anche alcune canzoni degli anni 70. Morale: è intervenuta la SIAE è gli hanno aumentato la tassa del 100 % (da 300 euro a 600 euro) perché quella musica ora va di moda è la tassa è più cara. Non so se vero, ma a vedere la sua faccia infuriata pare proprio di sì. Altro esempio: hanno le viti che stanno morendo per la siccità e a 40cm di profondità si raggiungono i 30/45°. Cosa ti fa questo produttore? Si mette d'accordo con un altro che ha la fortuna di avere un invaso di acqua e assieme ad altri produttori vicini agiscono per irrigare gli appezzamenti vicini con condotte comperate a spese proprie (distanza dall'invaso 1000 metri!!!) fanno anche la richiesta al consorzio che però si mette di traverso impedendo loro la possibilità di dare acqua alle viti, perché prima devo fare le carte, pagare e dopo, solo dopo forse, ma non è certo potranno, se tutto va bene, dare acqua alle viti (tempo richiesto un paio di mesi, ma siamo ad agosto e le vendemmie sono imminineti!!). Scoppia la bagarre e uno dei più grossi produttori, che faceva parte del gruppo che aveva bisogno dell'acqua, pianta i piedi e li minaccia di denuncia e di pubblicare sui giornali questo atteggiamento vessatorio e ricattatorio.
Io suggerisco loro solo una cosa: NON PAGARE LE TASSE, EVADERLE SEMPRE DI PIU così da affamare quella bestia infame che è macchina pubblica che si nutre delle vessazioni, dei vari bolli, controbolli e piccole spese. Stesso discorso per quanto riguarda l'assunzione per le vendemmie: solo studenti e pensionati...e gli altri disoccupati??? No, non si può è la risposta dell'INPS. In più aggiungono che è necessario pagare anticipatamente la spesa per le persone che verranno assunte, ma giustamente questo imprenditore mi diceva che lui non sa se avrà bisogno di 5/10/20 o più lavoranti e che alla fine lui li pagherà alla fine del lavoro e non prima.
Morale.
Chi può delocalizza e "in parte fa benissimo", ma quelli che come questo agricoltore ha la terra in italia che cosa dovrebbe fare se non quello di falcidiare quei parassiti che ricattano i privati per avere un tozzo di pane?
L'unica cosa che trovo utile che tutta questa gente, e non solo, dovrebbe fare: è non pagare nessuna tassa ed impedire che altri la paghino. Questo stato deve soccombere e quella putrida ed infame cosca malavitosa di 4 randagi rognosi che alberga nei palazzi del potere dovrebbero essere passata tutta a fil di spada, senza pietà e senza remora.
Credo che ad ogni cosa vi sia un limite e ora mi sembra superato.
4realinf...quante vessazioni come quelle che racconti...tutti di noi ne hanno da raccontare...sembra di essere poco prima della rivoluzione francese...;-)
Nella vicenda lira / euro vorrei commemorare una cosa che mi ha sempre impressionato: le quote latte. Avete presente le quote? Quelle che ci hanno obbligato a chiudere le stalle ed importare latte dalla Germania? Vi siete mai chiesti come mai i nostri politici hanno firmato quote che all'origine non coprivano che la metà del fabbisogno italiano?
No, non erano matti: avevano deciso di tenere aperti alcuni altiforni di troppo. Era l'epoca della crisi dell'acciaio, e bisognava ridimensionare. Ma noi no, noi siamo furbi: contrattammo allora con l'Europa nascente il mantenimento di una quota eccessiva di produzione di ghisa / acciaio, svendendo in cambio la nostra zootecnia. Come dire che industriali ed operai salvavano le aziende, ed il conto lo pagavano i contadini. Che si sono in effetti estinti, più che in ogni altra realtà europea. Nel mentre la ferraglia di troppo veniva spedita negli alvei dei fiumi, ad armare quelle inutili gettate di cemento che per anni assorbirono l'invenduto. E che ora demoliamo.
A distanza di decenni quelle scelte si sono rivelate una idiozia in piena regola, e ora paghiamo il conto. Il nostro errore è sempre quello di volerci considerare una potenza regionale: faremmo meglio a realizzare che siamo una nazioncina priva di minerali e ricca di problemi irrisolti.
@Fardiconto.
Stai parlando degli anni 60/70, il così detto boom industriale (del cazzo, espressione poetica). Le grandi aziende (Falck, Breda, Fiat e tante altre, ora fallite, ma non i loro proprietari. Un inciso che dico da decenni: responsabilità civile-sociale e penale dei capitalisti che devono rispondere in toto dei loro cattivi "voluti" affari. E non sono comunista, sia chiaro!) avevano bisogno di grandi volumi di carname da impiegare nelle varie catene di montaggio e della bassa manovalanza. Il mondo contadino, il vero tesoro di qualsiasi nazione, è stato ancora una volta vessato, devastato e privato delle loro tradizioni in cambio di una paga inutile e marcescente, sulla quale hanno gozzovigliato migliaia di imprenditori. Finita la gubbana tutti a casa, ma i campi non ci sono più, la cultura millenaria, tramandata oralmente da padre in figlio, è stata persa per sempre. In parole povere hanno raso a zero un'intera epoca storica a vantaggio dell'industria (per lo più inutile) dando maggior peso al consumo anziché al bisogno.
Oggi si produce cibo in eccesso ed il 70% della produzione di cibo che va negli scaffali è buttata al macero. Che serve produrre di più se non c'è consumo, solo per far quadrare qualche riga di bilancio?
Le quote latte hanno quindi una storia ben più complessa che ha favorito la Germania, l'Olanda la Francia e l'Inghilterra svantaggiando i paesi più idonei per la produzione agricole (Grecia, Spagna e Italia). Ad oggi il maggior produttore di pomodorin è l'Olanda (bupn appetito). Un caso? Io da inveterato complottista non ci credo anche perché esistono documentazioni ultradecennali sullo sviluppo industriale dell'europa e su come avrebbe dovuto essere il panorama europeo nel caso fosse caduto il muro di berlino. Parliamo degli anni 50/60. E adesso ne facciamo le spese e ci lecchiamo le ferite senza calciare e scaravnetare dalle finestre dei palazzi i veri responsabili.
@4realinf
grandi post, davvero.
potresti darmi qualche link (se ci sono) con articoli sugli argomenti che hai trattato?
te ne sarei davvero grato!
Qui la discussione si sta (giustamente) infuocando.
Ma bisogna stare attenti a non trascendere.
@ MaxP, io capisco e condivido il tuo ragionamento, ma bisogna stare attenti ad usare precisamente certi termini, perché si corre il rischio di una denuncia per istigazione a delinquere.
Il motivo per cui sono uno strenuo sostenitore dei sistemi di Moneta Complementare è ANCHE perché sono un modo lecito per diminuire l'imponibile in modo del tutto legale. Pure io sono convinto che, piuttosto che far morire l'impresa, meglio far morire di fame lo stato.
Per tornale alla questione della sovranità monetaria, il cuore della questione non è il prezzo di cambio con l'estero, come se quello fosse il nostro unico sistema di sopravvivenza.
Il cuore della questione è, in un contesto di durissima RAREFAZIONE MONETARIA, dare liquidità all'economia reale.
Proprio quella economia che costituisce la struttura portante del sistema Italia, cioè quella rete di piccole e medie imprese capaci di inventiva, professionalità, qualità, laboriosità, i cui componenti (imprenditori e operai) si sentono e si trattano come una famiglia e si sostengono in tutte le difficoltà.
Sono state dette cose sacrosante sulle grandi imprese italiane e su certi problemi italiani: mi pare soltanto che vi sia una sopravvalutazione di questi e una sottovalutazione degli aspetti positivi.
Se nonostante tutti i problemi siamo la terza economia in Europa, ci sarà pure un motivo!
Oggi grazie all'euro stiamo distruggendo le PMI ed il futuro non può che essere nero.
Se con la sovranità monetaria ridiamo linfa vitale alle PMI, il futuro non può che essere migliore, nonostante tutti i problemi (che comunque pure io vorrei vedere risolti!).
Relativamente al cambio con l'estero, ho solo voluto sottolineare che certe situazioni (svalutazione eventuale) non è detto che portino solo problemi, anzi.
Se una nuova moneta nazionale portasse problemi da un lato e vantaggi dall'altro, e poi sostegno alle PMI e difesa dagli effetti perversi della globalizzazione, allora viva la sovranità monetaria!
@Giovanni
Se posso controbattere, mi permetto di osservare alcune cose.
Hai detto "Pure io sono convinto che, piuttosto che far morire l'impresa, meglio far morire di fame lo stato.
Intendiamoci! Lo stato, nella sua essenza primaria è cosa diversa dall'attuale sistema clientelare-mafiosa-delinquente-raziante il bene minimo ndispensabile per una economia di sopravvivere.
Parliamo quindi dell'attuale "Sistema", che non ha nulla a che vedere con il concetto di stato che è cosa ben più alta che quelle croste di latrina che attualmente ci governano non riescono nemmeno a percepire data la loro posizione nel fondo del letamaio. Chiamiamolo un sistema virale autodistruttivo. Infatti, qualsiasi virus non è capace di autodistruggersi perché in sè verrebbe meno la sua azione. Quindi questa classe di pseudo-persone sono addirittura inferiori ai peggiori virus, e già questo la dice lunga sulla loro capacità di governare.
Seconda cosa. Una nazione od uno stato che porta la sua economia ad utilizzare il debito per incrementare l'occupazione e di conseguenza far girare le macchine è di per sè già perdente. In Italia abbiamo circa 4.5 milioni di parassiticon punte di 5.1 milioni con i contratti a tempo determinato. Tutta gente rispettabile, ma ritengo che almeno la metà siano persone che producono il nulla. La spesa media per l'occupazione pubblica è molto alta e se non sbaglio si aggira sui 750 miliardi, forse sbagli, vado a memoria. Liberare questo enorme prolasso anale del pubblico renderebbe l'evacuazione più agile e il corpo ne risentirebbe migliorandosi nel carattere e nel portamento.
Per mantenere questa enorme massa servono solo una cosa: tasse su tasse e se la storia non ci inganna queste verranno applicate con certosina operosità. Infatti nella situazione attuale cosa sarebbe possibile fare?
1) ripudiare il debito e far fallire milioni di aziende/banche e persone;
2) Rimborsare il debito con tasse talmente assurde che non ci sarà neppure la possibilità di piantare u chiodo in casa tua
3) ritorno alla lira ed inflazione galoppante.
Tutte cose già accadute in passato e più propriamente nel basso impero romano dal 400 fino al 1000 i cui le spese della burocrazia bizantineggiante, delle armi e del peso dello stato faraginoso, dell'immnesa orda di schiavi che avevano inquinato l'idea romana portarono non solo alla distruzione dell'impero stesso (la faccio molto corta), ma crearono i presupposti per l'impoverimento della classe media di allora a servitù della gleba, poiché incapaci di far fronte alle continue gabelle.
Uno stato sano funziona solo se il denaro è di sua proprietà e guarda caso sono state ridotte al lumicino tutte quelle nazioni che avevano queste prerogativa.
Terza ed ultima cosa. Dare linfa alle PMI è solo il placebo che si da al moribondo. Non serve a nulla per un semplice motivo: la produzione deve essere locale per quanto possibile e delocalizzata per quanto non produttibile in loco. Si deve produrre quello che serve e basta, il surplus deve essere dato a quei paesi che ne sono privi (esportazioni). Le aziende devono essere responsabili dell'intera catena produttiva e la loro funzione è sociale, capitalistica, economica e penale.
Vanno abolite tutte le società. Tutti rispondono di ciò che fanno e per quanto fanno in toto.
Ma è talmente semplice che anche uno scemo lo capirebbe, eppure...ci sguazzano a fotterci.
ciao BT.
Mi è venuto un dubbio inquietante.
La FED controlla la massa monetaria ed ha gli strumenti per monitorare i flussi monetari.
La FED è stata progettata con lo scopo principale di impedire il ripetersi di una bolla simile al 1929.
Mi spieghi come mai invece la FED non ha evitato la bolla (anzi l'ha pure alimentata)?
Inoltre è anche chiaro che la BCE è stata progettata in questo modo per obbligare gli stati membri a cedere sovranità, perche a causa del suo statuto, la BCE non può essere accusata di creare deliberatamente aree depresse in Europa.
Io ci comincio a vedere un mano dietro. Giuro che non sono mai stato un complottista. Ma è inquietante.
un'altra cosa.
Leggendo il trattato del MES. Ho capito il trucco.
Il dispositivo serve come arma speculativa. Infatti il parlamento può avere accesso ad un conto economico e patrimoniale annuale, ed a una relazione annuale. Nient'altro.
Il direttorio amministrativo, invece può in autonomia dal direttorio governativo stabilire le strategie di investimento dei fondi.
Parliamo di 700 miliardi. Una cifra ancora più stronomica se consideriamo che tra poco daranno al MES licenza bancaria.
Il MES è stato studiato come dispositivo di speculazione. I profitti che poi gli stati si divideranno, saranno niente rispetto a quelli che le lobby si divideranno influenzando il direttorio amministrativo.
La FED e' controllata privatamente.
Quando scopri che puoi creare soldi dal niente e' una bella tentazione. Quando puoi scaricarne l'inflazione sul resto del mondo diventa una tentazione ancora piu' grossa.
Quando poi la tua cricca ormai vive gomito a gomito con gente molto poco raccomandabile, magari ti rendi conto che non hai nemmeno la possibilita' di fare un passo indietro (e non sto dicendo che lo abbiano mai voluto fare).
Lorenzo, quello che mi preoccupa è che la missione della FED è quella di evitare loo scoppio di bolle. La FED ha fallito e nessuna istituzione ufficiale ha preso le distanze dalla FED.
Se questo non è un complotto, cosa è?
Chiarisco riguardo al MES. Il dispositivo per statuto deve utilizzare i fondi per stabilizzare la zona Euro. Ma i fondi non utilizzati per statuto il consiglio amministrativo è obbligato ad investirli. E' qui l'inghippo. E la cappa di segretezza serve per non far trapelare nulla sul vero scopo del MES.
Il cane guarda il dito e non il cielo. Ci mettono il dispositivo davanti agli occhi, e noi non possiamo vederlo perchè non capiamo quale guerra stanno combattendo.
delymith
ma scusa sono 4 anni che lo dico in questo blog....
la FED...le banche centrali...i governi delle grandi potenze
TUTTI IN MANO alle lobbies trasversali, in primis finanziarie
le hanno salvate in questi 4 anni di Grande Crisi
la FED non ha fatto altro che tamponare le varie Vitì, Merril Lynch, etc etc (a parte l'errore Lehman....)
e nessuno è finito in galera
anzi....
tutto tamponato ri-gonfiando la bolla ad ogni costo
ed avanti così finchè tiene
la BCE è un ibrido incompleto
come tutt l'eurozona
ma non mi tirate fuori sempre sta storia del sottrarre SOVRANITA'
visto che in una federazione che sta nascendo male e zoppa
E' COMUNQUE SOLO NORMALE che i vai stati membri perdano sovranità
vedi negli USA....
se uoi vogliamo discutere che la UE fa cagare
è un altro discorso
ma è solo normale perdere sovtanità
ma andrebbe persa er cederla ad istituzioni efficienti e super partes..
invece....:-(
BT, è vero. Ma io comincio a intravederci un complotto. Per te il complotto non esiste. Io sto affermando che la FED potrebbe aver pilotato la bolla.
e che complotto c'è se è tutto evidente?
la FED e soci
supportano prima di tutto i loro azionisti....
e dunque
tutto chiaro
nessun complotto
ma solo centi di potere e d'interesse
che fanno quello che è loro peculaire e vantaggioso
"...una federazione che sta nascendo male e zoppa E' COMUNQUE SOLO NORMALE che i vai stati membri perdano sovranità vedi negli USA...."
Giuro che, nella mia ignoranza, questa non l'ho capita.
Mi pare che una cessione di sovranità sia comprensibile solo in un progetto di egemonia, o di esautorazione dei poteri che si occupano del bene pubblico. Ma allora il potere nascente è ben difficile che si occupi del bene pubblico.
E in ogni caso l'Europa, almeno sulla carta, non nasce certo con una qualsiasi idea di egemonia.
Al contrario, il principio di sussidiarietà e presente nel trattato di Maastricht.
E il principio di sussidiarietà e del tutto incompatibile con qualsiasi progetto di egemonia, con qualsiasi cessione di sovranità.
E' COMUNQUE SOLO NORMALE che i vai stati membri perdano sovranità
vedi negli USA....
se uoi vogliamo discutere che la UE fa cagare
è un altro discorso
ma è solo normale perdere sovtanità
BT, ti prego, non fare il Monti per l'occasione.
Se parli degli Usa e della composizione dei loro stati posso caprile, ma se parli dell'europa e dei suoi stati no!
Ogni stato europeo ha una storia millenaria che gli usa nemmeno conoscono e l'attuale congrega della commissione europea (ribadisco NON eletta da nessuno) fa e disfa a piacimento indipendentemente dalle nazioni che compongono l'europa. Non puoi confrontare le nazioni usa con quelle europee, manca un terreno comune e sopratutto una cultura comune e tradizione comune.
Basterebbe che quegli imbecilli ed ignoranti della parlamento europeo compresa la Commissione Europea copiassero, senza inventare nulla, quello che riuscirono a fare i romani 2000 anni fa.
guarda che è quello che ho detto anche io e più volte
differenze economiche, culturali, e soprattutto di lingua che rende difficile la mobilità lavorativa inter-stati (viene sempre sottovalutato)
unione che non funziona così com'è
ho solo detto che nei processi di formazione di una federazione E' SOLO NORMALE CHE SI CEDA MAN MANO SOVRANITA'
anche qui lo stiamo facendo ma male, in modo inefficiente e dannoso
però sono convinto che gli stati uniti d'europa abbiano senso e che da qualche parte bisogna cominciare
non so da dove però....;-)
"però sono convinto che gli stati uniti d'europa abbiano senso e che da qualche parte bisogna cominciare
non so da dove però....;-) "
Io inizierei con la lingua. Da quel che ho potuto vedere nel mondo, il poter esprimersi in una lingua comune è uno dei pilastri del sentirsi parte di una nazione o di un popolo.
Per capire quanto sia divisa l'Italia si pensi che quasi tutti noi impariamo due lingue: l'italiano e il dialetto locale.
L'Europa non avrà mai un'unione linguistica, indi si fa presto a dire "vado a lavorare in Germania", se non sai una parola di tedesco. Si, certo lo studi a scuola e lo impari "sul campo", ma hai un enorme svantaggio competitivo nel lavoro e nella vita sociale.
Indi l'UE è fallita prima di cominciare, come progetto, può solo soccombere alle ingerenze (solite) a marchio Germania o Francia (e paesi satelliti). Con l'UK che guarda da fuori e cerca in tutti i modi di rompere le uova nel paniere alle suddette.
Sembra un film già visto. Io non credo nell'UE, stante i burocrati (chiamati impropriamente "tecnocrati", quando lo sanno tutti che un meccanismo ha sempre un fine) vadano avanti con la cantilena. Cioè, si, magari l'Euro breakup non ci sarà, troppi hanno troppo da perderci, ma gli stati uniti d'Europa, per nascere, avranno bisogno di altri 100 anni (se basta). Per ora c'è l'europollaio [(C) BT].
BT, una volta che ammettiamo che la FED potrebbe aver pilotato la bolla, possiamo anche cominciare a pensare che la depressione dell'area periferica dell'europa sia stata programmata a tavolino, e che i vincoli costituzionali e i nuovi trattati imposti agli stati più deboli sono una capitolazione e servono come strumento per pilotare agevolmente la depressione nel sud europa.
Stavo rivedendo la faccenda dell'interrogazione parlamentare di Borghezio sulla questione del diritto di proprietà dell'euro.
Visto che se ne occupava Borghezio, il mio pregiudizio non mi ha permesso in passato di andare a fondo. Ma ora ho capito quel'è la truffa.
C'è un buco nell'impostazione logica dello statuto della BCE. Non è coperto il punto riguardante la proprietà delle banconote una volta stampate.
La commissione europea dice che le banconote appartengono alla BCE.
Questo significa che noi dobbiamo fidarci di quello che fa la BCE delle banconote appena stampate.
Ma nella logica non esiste la fiducia. C'è un buco nello statuto.
E' inquietante. Io direi che adesso forse è meglio dimenticare l'Europa e richiudere i confini all'interno del nostro stato.
In tempi passati la chiesa si oppose alla grande unificazione europea quando invece Federico di Svevia voleva riunificare sulle rovine dell'Impero Romano. Così come durante l'avvento di Fedirico il Grande nel 700, ma con altre mire.
Oggi e come fino a 150 anni fa l'Inghilterra, o meglio, le alleanze economico commerciali anglosassoni, impediscono che vi sia l'unità europea adducendo piuttosto quella monetaria, sulla quale sanno come muovere certe leve.
Anch'io son convinto che l'unione europea abbia senso, ma nei tempi e nei modi che ogni parte delle varie nazioni riesce a metabolizzare.
Inoltre, riprendendo alcuni post passati sulle cicale e sulle formiche consiglio vivamente di leggere Sergio Quinzio (Radici ebraiche del moderno) e sulla considerazione del "tempo" come valore ellenico e sul "lavoro" come metà principale dell'individuo secondo il pensiero calvinista/protestante. Se noi siamo cicale...beh abbiamo da dare una tale ed immenso valore alla vita che le formiche dovrebbero pagarci per l'eternità, ma inteso che nessuno mangia gratis l'una cosa non può stare senza l'altra.
alcune riflessioni sul tema acciaio/quote latte
penso siamo tutti d'accordo che la politica agricola della UE ( 50% del bilancio comunitario!!) è stata ed è una tragica, folle e criminale storia . di cui anche tanti in italia hanno goduto e godono tuttora (reporter di tempo fà - aziende che percepiscono contributi per animali inesistenti). scelte folli gestite in italia in modo ancora più folle e cialtronesco : infinite storie di truffe e corruzzione, soldi usati non per creare ricchezza ma solo per alimentari i soliti canali del sistema partitocratico.
la scelta di scambiare acciaio x latte, forse non è sbagliata in quanto tale ma il modo , ripeto, cialtronesco e truffaldino con cui è stata gestita dall'italia.
invece di produrre ghisa e ferraglia per cementificare il paese, bisognava puntare sulla siderurgia di qualità, acciai speciali, quindi high tech industriale, innovazione, ecc , collegato con un piano industrilae generale nazionale e soprattutto investire nelle tutule ambientali. invece ci ritroviamo con il caso ilva taranto irrisolto da decenni!
le caratteristiche climatiche e morfologiche dell'italia, non sono adatte alla produzione del latte nelle quantità industriali che lo schema alimentare occidentale richiede. frutta, ortaggi cereali si, ma non latte.
le mucche mangiano erba, l'erba cresce dove piove, piove al nord europa e non in italia.
a meno chè non pensiamo a tutte quelle stalle senza terra che alimentano le mucche, tenute in batterie come polli, con mangimi e pastoni fatti con materie prime tutte importate e di qualità che è meglio non indagare ( dimneticato Mucca Pazza ?)
anche quest'anno stiamo subendo l'ennesima siccita, anche il nord in ginocchio, perchè si vuole produrre piante consumatrici di acqua e quel poco di acqua che c'è gestita male con tecniche inefficienti ! quindi giusto rinunciare ai milioni di tonnellate di latte , ma bisognerebbe puntare invece sulle decine di migliaia di litri delle tante produzioni di nicchia/qualità, collegate alle tante specificità autoctone di fauna e flora di cui l'italia è ricca .
invece la solita buffonata/truffa italiota :
un miliardo di multe accumolate dalla UE, i furbi che fanno affari protetti dalla politica di turno , il tutto scaricato nel bilancio dello stato.
quindi ci stiamo deindustrializzando e allo stesso tempo siamo stati e saremo, purtroppo, incapaci di valorizzare ciò che abbiamo di meglio : patrimonio archeologico/architettonico/culturale e specificità climatiche/produzione agricole di alta qualità ed a chiudere l'anello il turismo.
per non parlare della battaglia persa nel campo della ricerca scientifica, high tech, informatica, ecc.
un'ultima cosa sul tema latte: c'è una altra considerazione che faccio sul perchè è meglio puntare sul poco ma buono che sulla quantità e cioè l'aspetto nutrizionale.
gli umani sono gli unici mammiferi che continuano ad assumere latte, tra l'altro nemmeno della propria specie, anche dopo lo svezzamento. in natura, nessun mammifero con la maturità beve latte , tantomneo di altre speci. è come pensare ad un bufale che beve latte di elefante, per esempio.
il nostro organismo perde in modo automatico, con la crescita, quella flora batterica che permette la digestione del latte , che per la sua complessa struttura ( grassi, proteine e zuccheri insieme ) è alimento di non facile digestione . non avede idea di quante persone soffrono per tutta la vita di disturbi di vario tipo che sparirebbero eleminando o riducendo il consumo di latticini.
il calcio se non è accompagnato da altri minerali ( presenti nel vegetali, non viene assorbito dall'organismo, l'ostioporosi non si combatte bevendo latte o derivati )quindi un diverso approccio culturale al mondo del latte, ne ridurebbe il consumo e le distorsioni/brutture della sua produzione nel modo industriale attuale. stessa cosa si potrebbe dire per la carne...ma questa non è la sede.
l'Italia sarebbe il paese più bello del mondo..peccato che ..
grazie e saluti.
luca /toscana
delymith
il macello del sud europa non conviene a nessuno
non conviene alla Germania visto che siamo suoi clienti primari
non conviene alla Cina che ha inchiodato di brutto
http://www.rischiocalcolato.it/2012/08/cina-crollano-export-e-produzione-industriale-la-crisi-della-zona-euro-sta-affondando-il-dragone-tutti-i-dati.html
non conviene agli USA che senza sti casini avrebbero il DJ a 15mila punti
etc etc
BT, se togliamo l'assioma che le risorse sono infinite, cosa succede?
Mettiamo che le potenze si stanno ripolarizzando per non perdere l'accesso alle risorse reali del pianeta.
Il popolo è sacrificabile in questo gioco geostrategico?
mah?....
@Luca
le piogge hanno un'utilità funzionale alla produzione che si "vuole" fare e non far avere.
In Italia da sempre, ci sono, per esempio, dei pomodori, chiamati "da serbo" che non hanno gran che bisogno di acqua, basta quella poca del terreno e sono conservabili sino a primavera. Di esempi del genere ce ne sono a bizzeffe. In Toscana, per esempio, era molto diffuso l'allevamento della Chianina, ora allevata solo in alcune zone, per il valore della sua carne, ma sopratutto come animale da lavoro, perché animale rustico e sopratutto frugale.
@4realinf
mi sembra stiamo dicendo la stessa cosa. valorizzare le innumerevoli varietà animali e vegetali ed i prodotti che ne seguono, uniche e che il mondo ci invidia , anzichè voler competere con il nord europa a produrre latte tenendo le pezzate olandesi intubate ed incubate in stalle artificilali alimnentate forzatamente con mangimi e medicinali vari (in tali condizioni innaturali, l'animale sviluppa malattie). è come se nel nord europa volessero fare del chianti con vigneti in serra.
il mio punto è che lo scambio "teniamoci l'acciaio e rinunciamo al latte" non era sbagliato . era l'occasione per mantenere e sviluppare un settore basilare per una nazione industrile in una ottica di qualità, avanguardia tecnologica e di rispetto ambientale da un lato e dall'altro indirizzare a sua volta l'agricoltura italiana verso produzioni di qualità e non di quantità .
il punto è , di nuovo, che non è stata la "cattifa cermagnia" a distruggere l'agricoltura italiana o a creare il caso il va/taranto (o mestre, o gela, o manfredonia, porto torres, ecc..) ....vorrei urlare come fa giannino ....
MA LA COLPEVOLE CIALTRONERIA ED INCOMPETENZA DELLA CLASSE DIRIGENTE ITALIANA , CORROTTA ED IGNORANTE, E DELLE PARTI SOCIALI COINVOLTE, INCAPACI DI INDIVIADUARE I VERI INTERESSI NAZIONALI E DI DIFENDERLI A LIVELLO INTERNAZIONALE! come sempre si è usato la logica dell'interesse miope ed immediato, delle furberie truffaldine, degli interessi delle varie mafie corporative, del rinviare e poi si vedrà.
grilli : "... l'italia non ha bisogno di aiuti UE.." ci credo, prima devono finire di saccheggiare i redditi ed i risparmi degli italiani .
comunque, teniamoci forte, la stessa cosa la disse poco tempo fa, anche rajoy riferendosi alla spagna. auguri !!!
grazie e saluti
(uniamo le forze, non becchiamoci come i capponi di manzoniana memoria )
http://icebergfinanza.finanza.com/2012/08/23/ecco-la-vera-pistola-fumante-della-crisi-europea-3/
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