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mercoledì 20 agosto 2014

L'Italia trainerà l'economia dell'Europa....

“Non c’è un caso Italia, perché tutta l’Europa è in stagnazione ma non vale il principio mal comune mezzo gaudio”.
“L'Italia trainerà l'economia dell'Europa”
“Oggi l’Italia è nelle condizioni di poter essere, nei prossimi anni, la guida dell’Europa”.
Cit. Il Cazzaro da 41%
Clicca sulle immagini per ingrandirle


Guardate con attenzione questo Grafico che parte dal 1980 (come a dire che i problemi dell'Italia non sono esattamente di breve periodo...)

martedì 10 giugno 2014

Malattie dell'Italia e "cure letali"...

Un'intervista "pragmatica",
con spunti di riflessione molto interessanti...

L'Italia deve sforare il tetto del 3%
mercoledì 4 giugno 2014

Uno dei più stimati economisti al mondo, Preside della Facoltà di Economia alla Fordham University di New York dove vive, Consulente alle Nazioni Unite, Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale, Economic Policy Institute di Washington, e varie Banche centrali e multinazionali.
Un suo testo “International Economics”, tradotto in più di 10 lingue, è il più venduto al mondo sul tema.
Non solo ha origini italiane, ma parla del nostro Paese come se fosse il suo.
.....Stiamo parlando di Dominick Salvatore, che abbiamo raggiunto per fare un punto della situazione europea e italiana.

Cominciamo con un parere sul risultato delle elezioni europee. Secondo lei, questo voto può
rappresentare l’inizio di una svolta per un’Europa che ancora stenta a ripartire e a riprendersi
dalla crisi?

La cosa importante è che chi ha la responsabilità di governare, sia che abbia perso o che abbia guadagnato voti, capisca che l’austerità è necessaria ma non in una situazione di crisi.
Se ci sarà una svolta nella ripresa della crescita, avverrà perché il sistema e le sue regole verranno cambiate.

Quindi la parola d’ordine è “riforme”?
Il problema delle riforme è che costano e i costi sono da affrontare subito, mentre i benefici vengono dopo.
Le riforme andrebbero fatte quando l’economia va meglio, ma in quel momento manca l’interesse a farle.
Poi in momenti di crisi ci si rende conto di quanto siano importanti, ma non si hanno i soldi per farle...


Proprio come sta accadendo in Italia…
Adesso tutti ci auguriamo che Renzi faccia quello che deve fare e che cominci il prima possibile…
Ma ciò che farà, che beneficio porterà alla competitività?
Quale traguardo si prefigge?
Per un raffreddore gli antibiotici non servono, ma per una polmonite sì.
Se risolverà il 20% dei problemi, sarà troppo poco.

Il successo di Renzi alle europee viene letto come un mandato esplicito degli elettori: non ci sono
più alibi per rimandare le riforme…

L’Italia aveva un tenore di vita e un Pil procapite fino al 2000 superiore del 10-15% a quello inglese e francese.
Senza avere ciò che la Francia ha: grandi imprese, infrastrutture di prima categoria e una scuola di Pubblica amministrazione.
Siccome l’Italia è un Paese ricco (la ricchezza delle famiglie è superiore in Italia che in Germania) ci si è finora adeguati, ma dopo vent’anni di graduale declino, oggi la situazione è drammatica.

Può darci un’idea più precisa?
C’è un indice ufficiale della competitività internazionale che vede gli Usa come Paese più competitivo.
In questa graduatoria l’Italia risulta meno efficiente degli Usa del 44%.
Inghilterra e Giappone del 30%, la Germania del 20%.
L’Italia è l’unico Paese avanzato al mondo dove la produttività del lavoro è diminuita: con più preparazione tecnica, più tecnologie, più capitali, un’ora media di lavoro produce oggi meno di dieci anni fa. Cosa incredibile!

Cos’è successo? .....................................

giovedì 29 agosto 2013

APRITE GLI OCCHI!

(ringrazio i miei VERI lettori che hanno "risposto" all'appello per il sostegno attivo all'informazione indipendente, motivando dunque i bloggers a continuare...)

VIDEO: IL CETRIOLO GLOBALE



Lo so che fanno di tutto per tenervi gli OCCHI CHIUSI...
Lo so che spesso si preferisce CHIUDERE GLI OCCHI di fronte alla cruda realtà...
Ma SE UNO HA IL CORAGGIO DI GUARDARE...ha anche MOLTE PIU' POSSIBILITA' DI CAVARSELA e di non soccombere...

Vi posto alcuni articoli PREPARATORI
da leggere con MOLTA attenzione e senza pregiudizi ideologici.
Nei prossimi giorni seguirà un mio post INTERPRETATIVO
che cerchi di APRIRE GLI OCCHI
e di andare oltre alle VECCHIE ED IPOCRITE INTERPRETAZIONI
che girano sui giornaletti a libro paga,
sulla base delle "veline" piene di ragnatele dettate dalla Casta dei Politici, dalle amministrazioni locali, dai sindacati, da API&Confindustria, dalle camere di commercio e da parassiti vari...

PRIMA DI TUTTO ecco un'intervista DA NON PERDERE
di un DEVASTANTE REALISMO
che ci fa capire
come ormai DEBBA ragionare un imprenditore per sopravvivere alla spietata competizione globale
e come ormai l'Italia sia sempre più fuori dai giochi e destinata al declino, alla de-industrializzazione ed all'impoverimento (se non cambia marcia di brutto....).
Evidenzio in ROSSO le parti più illuminanti di questa intervista:................

martedì 20 agosto 2013

Chi vuole andare OLTRE alla solita "sbobba precotta" che ci rifilano...NON PERDA questo POST

Mercato Libero è assolutamente IMBATTIBILE
quando si lancia nelle sue STORIE VERE...
Sono storie che fanno riflettere,
che fanno andare oltre ai luoghi comuni che quotidianamente ci propinano,
sono storie che rivelano una profonda conoscenza dell'economia reale italiana (e non).
Dunque
chi vuole andare OLTRE alla solita "sbobba precotta" che ci rifilano...si legga con attenzione il seguente Post
e forse allargherà un po' di più la sua visione...

STORIA VERA: DIPENDENTI TRADITORI E IMPRENDITORE BASTARDO? NO, DA QUESTA STORIA VERA SI DEDUCE CHE I VERI TRADITORI SONO.......

Questa e' una storia italiana che NON troverete sui giornali, ma è realmente accaduta a una persona che ho avuto modo di conoscere questa estate in vacanza.
usero' nomi di fantasia solo perche' la storia e' accaduta nelle scorse settimane e le conseguenze di quanto accaduto sono a tutt'oggi imprevedibili e probabilmente spiacevoli.

La storia si svolge nei pressi di Vicenza in una azienda FRIGORISTA ovvero una azienda che si occupa della vendita di celle frigorifere (vedi supermercati e ristorazioni) e di manutenzione delle stesse.
Il settore soffre la crisi in maniera importante, negli ultimi 12 mesi oltre il 50% delle aziende concorrenti hanno chiuso in Italia........

lunedì 24 settembre 2012

ITALIA: ormai è chiaro. Ha perso la sua competitività.

CARO LETTORE, PRIMA DI LEGGERE IL POST, FAI LA TUA PARTE...E CLICCA SU TUTTI E DUE I VIDEO PUBBLICITARI CHE TROVI IN ALTO.

Da non perdere la classica e lucidissima analisi dell'amico Gaolin...
che illustra con grande competenza ed efficacia esplicativa alcuni dei cavalli di battaglia del mio Blog.
Altro che Spread! Che è solo un sintomo (terminale?...), seppur aggravante.

Se preferite, saltate questo post a piè pari...e continuate pure a tenere la testa sotto la sabbia oppure a credere alle fole che vi propinano "di lassù"...
del tipo: San Monti che avrebbe salvato l'Ita(g)lia, San Draghi che ci avrebbe fatto vedere la luce, le banche Centrali che sarebbero la ns. ancora di salvezza, etc etc etc
  
ITALIA: ormai è chiaro. Ha perso la sua competitività.
da intermarket&more

Gaolin: che cosa ci attende?
Fino poche settimane fa, sui media sussidiati e allineati la parola competitività non faceva parte degli argomenti su cui si discuteva. Pare invece che da qualche settimana l’argomento sia diventato centrale.
Alleluia, finalmente, … era ora, anche se un po’ troppo tardi. Non nascondo ai lettori di I&M il mio disagio a dover sempre dare, riguardo l’economia reale s’intende, un quadro del mio paese a tinte fosche.
Non riesco però a intravedere nell’attuale situazione uscite da quel tunnel in cui, al momento dell’ingresso nessuno aveva detto che eravamo entrati. Non riesco neppure ad avere visioni ottimistiche sul nostro futuro, grazie ai provvedimenti di questo governo che, a onor del vero in campo internazionale ci ha ridato una certa considerazione e un po’ di credibilità, morale almeno.
Peccato solo che questa credibilità ci costerà più cara del non averla.
In un mio post precedente, che ha riguardato La competitività economica della Germania , ho un po’ esaltato le virtù di questo paese. Chi ha avuto modo di leggerlo avrà pure fatto qualche confronto con il nostro, con particolare riguardo alla nostra classe dirigente.. Se ci concentriamo poi sulla nostra classe politica, messa a confronto con quella tedesca, veramente ne usciamo impietosamente e vergognosamente distrutti.
Eppure come paese non saremmo proprio ancora così mal messi se solo avessimo la capacità di spostare il focus dei dibattiti politici-economici, che imperversano ormai dappertutto, dal problema del debito e dello spread a quello della crescita ma soprattutto a quello della competitività.