martedì 10 febbraio 2026

La Fragola


Fu un rapido istante, 
le sue risate tese come pelli di tamburo,
le sue parole ratte si accavallano le une sulle altre, 
come le telefonate, i messaggi 
e la tensione a spasimo per mantenere la veglia. 
Ma la luna dietro la grande nube nera sul porto 
occhieggiava gli alti alberi delle barche 
e gettava un tenue magnetismo su noi.
Io nella mia calma contemplativa 
mi concentravo solo sui suoi occhi 
e tutto tornava limpido, chiaro e profondo 
come un mare di stelle 
che le nubi non potevano nascondere 
in quel riflesso che non si può descrivere 
ma solo contemplare.
E le labbra vermiglie che si muovevano tese e veloci 
erano come i carichi di frutta rossa e carnosa 
che le navi scaricavano nel porto. 
Ogni tanto una fragola rotolava via dalle casse 
lasciando una scia vermiglia e voluttuosa 
che chiunque voleva baciare leccare 
ma nessuno si osava 
e man mano il sole la asciugava.

Stefano Bassi