La casa era antica
o forse, come direbbero alcuni, avita
Non mi ricordo la prima volta che la vidi
ma so solo che c'era Lei
Mi ricordo che spaccava la legna con un colpo solo
non era questione di forza
ma di tecnica di equilibrio
di un ricordo che scaturiva fuori ad ogni colpo ed era suo padre
Io lo capivo ma tacevo
perché non volevo dire
e dunque guardavo la biblioteca,
annusavo i libri antichi e li sfogliavo con amore sensuale
Poi quello che tra noi nasceva la sera
nel freddo della casa
era abbracciarsi nudi sotto le coperte
con una vecchia stufetta accesa
e c'era un brivido di freddo ma di amore in più
Un abbraccio stretto, per scaldare i corpi ed il cuore
un amore pieno di baci
e poi sempre l'orgasmo insieme, non so come riuscissimo
so solo che quello ci ha portato a concepire quello che abbiamo concepito
Questi possono anche essere ricordi lontani
i percorsi possono essere cambiati
o aver deragliato
ma io non dimentico
non dimenticherò mai
Ed oggi negli ultimi mesi
dopo anni di buio e di smarrimento
ho ritrovato tutto questo
con una forza ancora maggiore
magari senza quella ingenuità
di Macondo e di quel libro con dedica
ma forse con maggiore consapevolezza
con una passione stratificata
Questo volevo dirti amore mio
insieme a tanto altro
chi scrive tutto questo
e lo mette in parole
può anche sbagliare
ma non si può temere in nessun modo
perché è una fenice che vuole rinascere
con te se lo vorrai