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giovedì 24 febbraio 2011

Un paio d'interessanti grafici sul PETROLIO (release 2.0)


Stamattina il Petrolio (Light Crude aprile 2011) sale ulteriormente a 102$...anzi....mentre scrivevo è già andato ad un soffio dai 103$...anzi...mentre correggevo alcune cosette E' GIA' SCHIZZATO per un attimo oltre 104$....
PREMESSA: se il Petrolio continua a salire in questo modo
e se l'incendio in Medioriente continuerà
tutti i dati macro o societari che stanno uscendo
NON HANNO PIU' VALORE, anche se sono POSITIVI
sono STORIA, ROBA VECCHIA e sorpassata
Infatti, se continua così, ci mettono poco a girarsi in Negativo.
vedi cosa scrivevo in 24 Grafici Bullish: una ventata di ottimismo dagli USA...

Un esempio a caso: l'ATA‘s truck tonnage index negli USA a Gennaio è schizzato del +3,8% segnalando che le merci su TIR stanno girando per benino sulle strade degli States....
Ma l'economista dell'ATA ha già subito messo le mani avanti: se il Petrolio continua così.....
Bob Costello, Chief Economist of the ATA says oil increases pose a serious risk....
“At this point, the biggest threat is the recent run-up in oil prices, which could dampen consumer spending.”

Principali produttori di petrolio: dato in barili al giorno
con indicazione (in rosso) dei paesi attualmente in rivolta



Altro grafico interessante: i paesi Emergenti maggiormente esposti allo shock di elevati prezzi del Petrolio
in base chiaramente a quanto petrolio producono vs. di quanto petrolio hanno bisogno.
Purtroppo nel grafico ci sono le sigle dei Paesi che sono un po' difficili da interpretare.
I peggio messi sarebbero Malesia, Indonesia, Turchia e Polonia.
La Russia invece ne sarebbe il maggiore beneficiario.
...on emerging market vulnerability to the situation in the Mideast higher oil prices.
More broadly, looking at net exports of oil as a percentage of GDP, Asian markets, bar Malaysia and Indonesia, together with Turkey and Poland, appear to be most vulnerable to higher oil prices, while Russia stands to be a major beneficiary.
Our EM team recommends selling Russia CDS vs buying Poland.

Asia Stocks to Watch: Asia faces challenge from $100-a-barrel oil
The return of $100-a-barrel oil price level may not be a reason for panic, but it would bring bigger challenges to economic growth and the fight against inflation in Asia.
emerging markets oil

mercoledì 28 aprile 2010

Peggiorano ulteriormente i CDS: Grecia a quota 945!


I Credit Defaul Swap, ovvero le "scommesse-assicurazioni" sui fallimenti di Stati Sovrani, Banche, Aziende etc etc
anche oggi PEGGIORANO
La Grecia schizza a 945, diventando lo stato più a rischio del Mondo.
Il Portogallo schizza a 440.
E sbuca fuori anche la Polonia: segno di un contagio anche sull'EST Europa?

Credit Default Swap Spreads Blowing Out In Greece, Portugal, And Poland

New day, same story.
From CMANews on Twitter:
Sovereign credit carnage: 5Y Poland +20% at 152bps, Portugal +13% at 440. Greece at 945bps - most expensive sovereign CDS in the world.


Secondo il mitico Marc Faber è tempo di sbattere fuori la Grecia dall'area Euro
Insomma....meglio tagliarsi subito una gamba prima che tutto il corpo vada in cancrena...

Faber: It's Time To Kick Greece Out of The Eurozone

Oggi, ore 12 a Berlino incontro di Trichet (BCE), Stauss-Kahn (FMI) e capo del parlamento tedesco.
Oggi, ore 16.45 la Merkel parlerà sul caso Grecia.
E' convinzione diffusa (e sensata) che aspettare il 10 Maggio post-elezioni tedesche SIA TROPPO TARDI.
E' necessario trovare una soluzione SUBITO (naturalmente solo un Tampone di breve periodo).
Come ribadisco da lungo tempo: nessuna minima crepa nella DIGA è tollerabile, altrimenti rischia di venire giù tutto.
E anche il fattore TEMPO è vitale nell'evolversi delle crepe...
Ma prima o poi i CONTI andranno pagati.

venerdì 11 dicembre 2009

I sommersi e i salvati


Il recente caso Grecia, che (sarcasmo) tra un paio di giorni ci saremo già dimenticati...insieme alla sua voragine debitoria da 300 miliardi, mi ha portato a fare un'analisi retrospettiva ed a raggiungere una maggiore chiarezza nell'affresco della Grande Crisi.
In un mio articolo del 3 aprile 2009 "il Punto G" avevo già centrato il punto e ci avevo visto lungo: in quel "topico" G20 la decisione più importante era stata quella mettere a disposizione dell'FMI una considerevole dotazione (1000 miliardi di dollari circa) per mettere in piedi una rete di prevenzione e protezione a favore degli anelli deboli del sistema.
Scrivevo...
...VENIAMO ALLE COSE POSITIVE In effetti la gravità della crisi ha fatto da stimolo e gli stati del G20 hanno aperto i cordoni delle borse a favore dell'FMI che si ritrova 1000 miliardi in più di dotazione.
Questa risultato è ottimo per aiutare "i piccoli stati" come quelli dell'Europa dell'EST.

Non è stata generosità ma semplice calcolo costi-benefici: lasciare andare a fondo alcune areee economiche avrebbe gravemente danneggiato molti paesi del G20.
Questo tampone quindi è ben venuto, vedremo però come verrà usato.
Forse, per alcuni mesi, Austria ed Unicredit possono tirare un sospiro di sollievo sulle loro esposizioni a rischio nell'EST Europa...
E' comunque positivo che un'entità sovranazionale si trovi più soldi da spendere a favore di tutti piuttosto che ogni stato si tenga ben stretti i suoi soldi e li spenda egoisticamente solo per sè. Non è generosità come dicevo ma è comunque apertura mentale e visione di maggiore respiro, non solo rivolta al proprio orticello.
Come potete vedere avevo già intuito il punto focale ma adesso mi è tutto più chiaro.

Nel rattoppare il sistema si erano identificati due punti critici:
le grandi banche too-big-to-fail (dei veri e propri "Stati" come dimensioni dei bilanci) e gli Stati nazionali a rischio debito pubblico.
Ed è stata messa in piedi la rete di protezione
sommergendo le banche di aiuti diretti (salvataggi) od indiretti (liquidità delle banche centrali)
e dotando l'FMI di un bel fondo che è stato usato CON MOLTA DISCREZIONE a marzo-aprile-maggio 2009 per tamponare gli stati deboli a rischio di default.

Tanto per fare un esempio a caso, la Romania a fine marzo prese 20 miliardi di prestito che evitarono il tracollo della sua economia e dei suoi conti pubblici.
Venti miliardi vi sembrano pochi?
Considerate che il PIL della Romania è di circa 165 miliardi di euro: il salvagente è stato dunque del 12% del PIL (!!).
Se l'Italia avesse ricevuto lo stesso aiuto, in proporzione ci avrebbero staccato un assegno da 200 miliardi di euro! Ovvero circa 20 finanziarie medie!...
Ed addirittura la Polonia, l'economia "più forte" dell'Est Europa, in aprile si beccò 15 miliardi di euro sonanti contro 422 miliardi di euro di PIL/anno.
Bellissima la dichiarazione rilasciata all'epoca dal ministro polacco delle finanze, per capire a quali livelli di "retorica fallace" riescono a giungere i politici (ed i parrucconi del FMI/Banche Centrali)...
Lo ha annunciato il ministro delle Finanze polacco, Jan Rostowski, spiegando che «non si tratta di aiuti. I fondi serviranno per costituire una riserva aggiuntiva, accessibile alla Banca centrale polacca».
La Polonia chiederà a breve termine all'Fmi di poter accedere alla nuova «linea di credito modulabile» (Lcm) per un ammontare «che permetterà di aumentare le riserve del settore bancario nazionale di un terzo, e cioé di circa 20 miliardi di dollari» per «immunizzare la Polonia dagli effetti della crisi e dagli attacchi della speculazione».
Unicredit avrà sicuramente ringraziato...
...La Polonia soffre, tuttavia, a causa del progressivo esaurimento dei flussi di finanziamento dall'estero e ai timori del mercato sulle prospettive di crescita della regione. UniCredit controlla la seconda banca polacca, Bank Pekao che, assieme alla concorrente pubblica Pko, domina larghi segmenti del mercato finanziario. UniCredit ricava circa un terzo dell'utile operativo dalle controllate nell'Europa centro-orientale e in Polonia. ...

Questo per capire sull'orlo di quale baratro stanno navigando "queste economie emergenti/sommergenti ed i loro tiratissimi sistemi bancari pieni di toppe" (e noi insieme a loro): il tutto è stato "pompato a mille" dai prestiti e dagli investimenti delle economie avanzate nel periodo delle vacche grasse...con leve stratosferiche rispetto al valore effettivo ed al tasso di crescita di queste economie.
Ed in periodo di vacche magre naturalmente si creano le voragini.
Insomma lo schema è sempre lo stesso, che lo si applichi ai mutui subprime, che lo si applichi ai leverage bancari, che lo si applichi alle aziende, che lo si applichi agli stati....
Scommesse...passo più lungo della gamba...surriscaldamento...leverage esasperati...insomma un mondo fondato sul DEBITO e sulle sue varie architetture.

La Rete di protezione, zitti zitti, è stata applicata ad un gran numero di Stati....vado a memoria: Ungheria, Lettonia, Turchia, Ucraina, Polonia, Bielorussia, Serbia etc etc
Insomma a quel famoso G20 di aprile si strombazzava&banfava sui paradisi fiscali, sulle nuove regole e sulle riforme strutturali...MENTRE in realtà si stava mettendo in piedi un bello scambio tra USA ed UE (ed altri big player mondiali): tu sorreggi me ed io sorreggo te, una mano lava l'altra.
Infatti, senza la super-dotazione all'FMI, la tanto decantata UE e l'area euro SAREBBERO ANDATE IN PEZZI in 4 e 4 otto....
Ed anche altri "pezzi del sistema" sparsi nel mondo sarebbero collassati, come per esempio il Messico "dei miracoli" con il suo super-prestito da 47 miliardi di dollari....

Il tutto è stato fatto con la massima discrezione, mentre allo stesso tempo è incominciato il martellante BOMBARDAMENTO quotidiano di OTTIMISMO (in crescendo): una colossale operazione di ipnosi di massa per il recupero della confidence del minore tempo possibile.
"Tutto bene Madama la Marchesa"...mentre si camminava sul ciglio del baratro e tutt'oggi la maggior parte dei problemi STRUTTURALI sono stati solo tamponati e nascosti sotto al tappeto.
Ma come si narra nel mainstream...basta lasciar passare il tempo e tutto si risolverà: nel 2010, 2011, 2012 (la data non è certa e tende a spostarsi sempre più in avanti) questo "sfortunato incidente di persorso" sarà solo un cattivo ricordo....

Sono stati bravi non c'è che dire, sono stati bravi ed hanno mantenuto una freddezza ed un faccia tosta invidiabili....
Mi si dirà: che altro si poteva fare? Si doveva lasciar collassare il sistema?
Ed io come al solito risponderò: tamponare era lecito, anche se non così sfacciatamente a 90° nei confronti del sistema bancario/finanziario....
Però da questo tamponamento andava messa in atto UNA CORREZIONE DI ROTTA seria, profonda e tempestiva.
Bisognava intervenire sui PROBLEMI STRUTTURALI che hanno portato alla Grande Crisi.
Invece, dopo l'onerosissimo tamponamento a discapito dei debiti pubblici, NULLA O QUASI E' STATO FATTO.
E tutto procede come prima, peggio di prima....
Ci siamo dati A CARO PREZZO una seconda possibilità...ma per ora non è stata minimamente sfruttata.
Anzi si è creato un colossale MORAL HAZARD che, facendo sentire i responsabili praticamente intoccabili e con le spalle coperte, ha gettato i semi per la prossima Grande Crisi...che sarà quasi sicuramente ancora più grave di questa.

Vabbè...fine delle prediche.
Tanto per adesso il Ghota dei Debiti Pubblici l'ha scampata (anche perchè i giudizi delle agenzie di rating sono "fatti in casa"...) e dunque la baracca può ancora reggere.

La Gran Bretagna si salva (per il momento) dalla scure di Moody's
11.12.09
La Gran Bretagna si salva per il momento dalla scure degli analisti di Moody's.
Gli esperti dell'agenzia di rating non ha intenzione di tagliare il rating sovrano di Stati Uniti e Gran Bretagna, attualmente al livello massimo di AAA.
Lo ha detto il vice presidente dell'agenzia di rating, Tom Byrne, a Bloomberg News. Per entrambe le due economie l'outlook è stabile.

L'outlook stabile in particolare sull'UK è qualcosa di "stupefacente"...come pure la conferma della tripla AAA...per uno Stato che ha visto letteralmente decollare il deficit ed il debito pubblico in pochi mesi di pari passo al drammatico crollo della propria economia nazionale...
..Il massimo in Europa e’ stato raggiunto dall'UK, il debito pubblico e’ schizzato dal 60% del PIL sino a rasentare il 90% in pochi mesi: per avere un paragone, Craxi impiego’ quasi cinque anni per ottenere lo stesso effetto (nel 1983 il debito pubblico italiano era ail 66% del PIL. Nel 1987 era all’ 88%. In Inghilterra ci sono riusciti in pochi mesi, il che significa una cosa: l’economia inglese risente terribilmente dell’indebitamento e dei flussi di cassa...
Chissà che cosa bisogna fare peggio di così per perdere la mitica tripla AAA....???

Germania: Standard & Poor's,Tripla A
mercoledì, 9 dicembre 2009

Standard & Poor's conferma il rating sovrano di Tripla A della Germania a lungo termine.Confermati anche il rating A-1+ a breve termine e l'outlook (prospettive) stabile.
Lo ha comunicato l'agenzia di rating in una nota citata dall'agenzia Bloomberg.
anche se....GERMANIA: VEDE IN 2010 NUOVE EMISSIONI NETTE DI 86 MLD EURO, DEFICIT A 6% PIL, DEBITO A 78% PIL ...
CRISI: LA GERMANIA RADDOPPIA IL DEFICIT


Nota: Mi permetto di prendere a prestito il titolo dall'ultimo libro di Primo Levi, un saggio che analizza in modo razionale il mondo dei campi di concentramento nelle sue dinamiche inter-funzionali ed inter-personali.

Nessuno me ne voglia....ma è incredibile notare come ci siano molti "schemi" perfettamente applicabili alla Grande Crisi che stiamo vivendo...anche se naturalmente su un piano esistenziale ben differente. Ed è lo stesso Primo Levi a fare una "salto" del genere
andando alla ricerca della replicazione di analoghe dinamiche comportamentali nelle realtà quotidiane odierne.

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giovedì 8 ottobre 2009

Lettonia sull'orlo del baratro?


In Lettonia è andata completamente deserta un'asta di titoli di stato da 17 milioni di dollari.
E fin qui niente di "strano" visto che non è la prima volta che le aste dei titoli lettoni vanno deserte: successe già in giugno creando un'ondata di panico ma erano altri tempi...quando le borse ancora scendevano di fronte alla cattive notizie...
La parata delle Bionde svoltasi a Riga servì però a risollevare almeno il morale...;)
Tutti conoscono la situazione disperata del paese baltico ed ogni nuova emissione di titoli di stato viene fatta accendendo preventivamente dei ceri a San Canuto, evangelizzatore della Lettonia...(quello in foto con le mani giunte).
Però questa volta è stato battuto ogni record di sfiducia visto che l'asta era di titoli SEMESTRALI, a brevissima scadenza dunque: non ne è stato piazzato nemmeno uno!
Che la Lettonia sia arrivata alla frutta rischiando d'innescare un effetto domino?
vedi "Lettonia" chiama "Argentina" e Scricchiolii dalla Lettonia...e non solo...

La repubblica baltica si sta accapigliando con con i leader occidentali, in particolare quelli della Svezia, sull'entità dei tagli di spesa: recentemente aveva tagliato per esempio del 20% gli stipendi dei dipendenti pubblici e del 10% le pensioni.
Inoltre è molto probabile che la Lettonia sarà costretta a svalutare pesantemente la sua valuta ancorata all'euro se non arriveranno i fondi d'emergenza del FMI.
Se questo accadrà ci saranno gravi ripercussioni sulle economie dei paesi vicini (per es. la Lituania) e le banche Svedesi (le più esposte) dovranno aumentare le svalutazioni su prestiti che hanno erogato nel paese.
Il rischio è che le banche svedesi creino un effetto trascinamento sulle altre banche europee innescando un'altra "ondata" della Crisi.
Non per nulla a giugno 2009 Roubini gufava: «La Lettonia rischia di diventare l'Argentina europea»...
In ogni caso questo sarebbe lo scenario peggiore ipotizzabile e non è detto che si realizzi: la situazione generale è più stabile di 4 mesi fa, non tanto per miglioramenti strutturali nel sistema finanziario (quasi nulla è cambiato) quanto piuttosto perchè gli Stati ci hanno messo la faccia ed una marea di liquidità sbracando i conti pubblici.
Intendo quegli Stati che hanno ancora una faccia da spendere: non è certo il caso della povera Lettonia.
La più compromessa a Riga e dintorni è la Swedbank, già soccorsa e tenuta in piedi dallo stato Svedese. La Swedbank sta emettendo nuove azioni allo scopo di raccattare 2 miliardi di dollari per affrontare eventuali tempeste dall'Est...E non è la prima volta: l'aveva già fatto in Novembre 2008 per circa 1,7 miliardi di dollari.

La tempesta più pericolosa è rappresentata dalla sorpresina che stanno minacciando le autorità lettoni in merito ai mutui in mano alle banche:
...Il governo lettone proporrà la fissazione di un limite sull’ammontare massimo recuperabile dai detentori di mutui in default da parte delle banche.....un motivo di preoccupazione per le banche del Nord Europa, principali creditrici, a loro volta, degli istituti del Baltico.
...Se la nuova norma sarà approvata le banche saranno autorizzate a recuperare per ciascuna proprietà immobiliare un controvalore corrente (mark-to-market) e non il valore di mercato misurato al momento della stipula del mutuo. Si calcola che dallo scoppio della crisi a oggi il valore degli immobili lettoni si sia ridotto del 70%.
..... Per i grandi istituti del Nord Europa come Swedbank, SEB e Nordea, le paure si fanno ora più concrete. I creditori temono infatti che la politica di Riga possa ispirare scelte analoghe nel Baltico e nell’intera Europa dell’Est.

Ricordiamo che il 10 settembre andò semi-deserta un'asta di Titoli di stato della Polonia da 2 miliardi, scadenza 2011: vedi in merito il mio articolo Attenzione: Asta di titoli di stato della Polonia semi-deserta.
Scrivevo in merito:
....Questo avvenimento pone inquietanti domande sulla sostenibilità del debito pubblico (schizzato alle stelle in pochi mesi) per i paesi emergenti...o per quelli "sommergenti" ...
Non è che tutti hanno la linea diretta con i Cinesi o con le altre banche centrali per sostenere il proprio debito...
Non è che tutti hanno la propria banca centrale che stampa denaro dal nulla e si ricompra i propri titoli di stato...

Non è che tutti hanno la potenza economica e la credibilità degli USA....

C'è un intasamento colossale di emissioni di titoli di stato.
C'è un incremento dei debiti pubblici epocale.

C'è un esponenziale incremento del rischio sui debiti pubblici.

Chi avrà il potere di farlo manderà in BOLLA pure il debito pubblico.

Chi avrà il potere di farlo terrà gli interessi sul debito pubblico forzatamente bassi.

Mentre i vasi di coccio subiranno le conseguenze di una dura SELEZIONE e dovranno aumentare gli interessi.

E chissà che qualcuno non SALTI PER ARIA...

E' la legge della Jungla signori...


Anche l'Ucraina sta rischiando il default: oberata dal debito estero, sfiduciata dalle agenzie di rating e non del tutto protetta dagli interventi del Fondo Monetario Internazionale.
...Il FMI non ha ancora sbloccato la seconda tranche del prestito promesso lamentando l’assenza delle riforme bancarie e del programma di risanamento di bilancio richiesto.
Nel corso del 2009, ricorda ancora RGE, l’Ucraina ha programmato un rastrellamento di capitali esteri da 700 milioni di dollari preparandosi, però, ad affrontarne i costi sottoforma di alti interessi.
A Febbraio Standard & Poor’s ha declassato il rating del Paese al livello CCC+, il più basso d’Europa.
Gli interessi dei derivati assicurativi sul debito nazionale (Credit Default Swaps) sono saliti a 3.400 punti base (servono 3,4 milioni di dollari per assicurarne 10).
Di fronte a questa situazione, è bene ricordarlo, non è solo il governo di Kiev.
Un fallimento del Paese, ha ricordato Business Week, metterebbe nei guai le banche occidentali più esposte nei crediti con l’Ucraina.
A rischiare maggiormente, precisano gli analisti, sarebbero soprattutto gli istituti di Austria, Germania, Svezia, Francia e Italia. Si stima che l’esposizione complessiva delle suddette ammonti a 30 miliardi di euro....


Ma è un po' tutto l'EST ad essere in difficoltà nel giocarsi l'ultima carta: "la Bolla del Debito Pubblico".
vedi Bolle ri-gonfiabili

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giovedì 10 settembre 2009

Attenzione: Asta di titoli di stato della Polonia semi-deserta


ATTENZIONE
Come volevasi dimostrare...
La logica del mercato non si può drogare del tutto.
Un'asta di Titoli di stato della Polonia da 2 miliardi, scadenza 2011 e rendimento al 5,75% è andata semi-deserta: ne hanno piazzati solo la metà...
Era la prima asta della Polonia dopo aver annunciato il raddoppio del suo budget di deficit per il 2010.
Primo caso in UE di asta semi-deserta...

A seguito di questo preoccupante avvenimento BNP è uscita con un report poco incoraggiante per i detentori di titoli di stato polacchi...
“This is a direct consequence of a very dangerous fiscal outlook presented in the 2010 budget draft. We recommend selling Polish bonds across the curve.”

Questo avvenimento pone inquietanti domande sulla sostenibilità del debito pubblico (schizzato alle stelle in pochi mesi) per i paesi emergenti...o per quelli "sommergenti" ...;)

Non è che tutti hanno la linea diretta con i Cinesi o con le altre banche centrali per sostenere il proprio debito...
Non è che tutti hanno la propria banca centrale che stampa denaro dal nulla e si ricompra i propri titoli di stato...
Non è che tutti hanno la potenza economica e la credibilità degli USA....

C'è un intasamento colossale di emissioni di titoli di stato.
C'è un incremento dei debiti pubblici epocale.
C'è un esponenziale incremento del rischio sui debiti pubblici.

Chi avrà il potere di farlo manderà in BOLLA pure il debito pubblico.
Chi avrà il potere di farlo terrà gli interessi sul debito pubblico forzatamente bassi.
Mentre i vasi di coccio subiranno le conseguenze di una dura SELEZIONE e dovranno aumentare gli interessi.
E chissà che qualcuno non SALTI PER ARIA...

E' la legge della Jungla signori...

P.S. Chissà come sarà contenta Unicredit che possiede la seconda banca della Polonia...
Ma tanto le azioni UCG hanno fatto quasi +400% in pochi mesi, per cui tutto okkey!
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