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giovedì 12 aprile 2012

"They are coming to teach us good manners' risposi 'but wont succeed, because we are gods..."


Per metonimia estensiva, sostituite "Sicilia" con "Italia intera"...

Da uno dei più grandi film della storia del Cinema
Da uno dei più grandi romanzi della Letteratura Italiana....
IL GATTOPARDO....

Anche se il web è il regno incontrastato della semplificazione, dell'approssimazione e del "ci dedico 5 secondi liberi o sottratti ad altro..."
dedicateci almeno 10 minuti....
se potete PERMETTERVELI....




DAL GATTOPARDO DI Tomasi di Lampedusa.
.....Don Fabrizio gli sorrideva, lo prese per la mano, lo fece sedere vicino a lui sul divano:
"Lei è un gentiluomo, Chevalley, e stimo una fortuna averlo conosciuto; Lei ha ragione in tutto; si è sbagliato soltanto quando ha detto: 'i Siciliani vorranno migliorare.'
Le racconterò un aneddoto personale.
Due o tre giorni prima che Garibaldi entrasse a Palermo................

mercoledì 1 febbraio 2012

Disoccupazione: in Italia al MASSIMO, in Germania al MINIMO


Pensavo di risparmiarvi almeno stavolta...tanto è sempre la stessa storia.
Ma visto che la corrente fantasy-nazional-populista è sempre attiva...
con un giorno di ritardo sono costretto per l'ennesima volta a riportarvi l'impietoso confronto tra la Germania che continua a vincere (per una ragione o per l'altra) e l'Italia che continua a perdere...

Il titolo riassuntivo, al di là della fantasy, potrebbe essere questo:
DISOCCUPAZIONE: IN ITALIA AL MASSIMO, IN GERMANIA AL MINIMO

ITALIA
Italia, disoccupazione Dicembre a 8,9%, massimo dal 2004 - Istat
A dicembre il tasso di disoccupazione italiano è salito all'8,9%, il livello più alto almeno dall'inizio delle serie storiche mensili nel 2004.
A novembre il tasso era pari all'8,8%, rivisto da 8,6% secondo ...
E questi sono i dati addolciti dall'ISTAT...
mentre, se faccessimo i conteggi come c'insegna Bankitalia (che non è certo Rifondazione Comunista), la disoccupazione REALE in Italia starebbe all'11-12%.
vedi il mio post DISOCCUPAZIONE ITALIANA ALL'11%: CAZZO! LO DICE ANCHE BANKITALIA!

Sul solito DISASTRO della disoccupazione giovanile mi taccio: ogni commento è superfluo.
A parte due sfumature: ..........

mercoledì 11 maggio 2011

La saggezza del Caimano...


Si sa....i Finanzieri non sono certo degli stinchi di santo né degli eroi, però sanno stare al mondo
o meglio sanno spremere il massimo profitto da "questo" mondo.
Dunque potranno anche essere dei "caimani" ma non sono certo degli stupidi.
Pertanto le opinioni e le analisi di un Finanziere di successo vanno lette e vagliate con attenzione perchè si possono trovare spunti molto interessanti.

Ernesto Preatoni è un finanziere ed immobiliarista italiano di successo che calca poco la ribalta. Un mesetto fa ha rilasciato ad Affari Italiani un'intervista che va letta perchè offre spunti di riflessione molto interessanti, anche se si può non condividere.

Ve ne avevo dato un assaggio sul mio canale Twitter un paio di giorni fa
@grandebluff 9 Maggio
stefano bassi
Da Affaritaliani.it: provocatoria proposta del finanziere E. Preatoni INFLAZIONE AL 10% per diluire il valore reale del debito pubblico...

QUI potete trovare il report che descrive in dettaglio la sua Ricetta per l'Italia e per risolvere il nostro annoso problema del Debito Pubblico
IL DOCUMENTO DI ERNESTO PREATONI " ...La mia mania cercare di sapere come finiscono le cose, perché mi occupo di investimenti, è il mio mestiere." "Il debito pubblico italiano ha un costo mediamente del 3,6 per cento. Se per 7 anni fossimo di fronte ad un'inflazione del 10% il debito pubblico italiano si ridurrebbe ogni anno del 6,4%. In pochi anni quindi, il debito pubblico potrebbe essere riportato al 75-80% del PIL, percentuale questa sicuramente accettabile dai mercati...
LEGGI IL DOCUMENTO INTEGRALE:
IL TESTO - LE TABELLE


Ed ecco una SINTESI della sua interessante Intervista ad Affari Italiani
....Abbiamo costruito un giocattolo troppo complesso. Assolutamente troppo complesso.
E poi questo mondo è talmente interconnesso che quando succede qualcosa in una parte del mondo i riverberi sono ovunque.
Per questo investo in Russia: è un gigante che esporta materie prime, che quindi non hanno bisogno di trasformazione, ed è scarsamente connesso con il resto del mondo. Ho già otto iniziative immobiliari, e non mi fermo".

Dottor Preatoni, c'è appena stato un cambio al vertice delle Generali. Impossibile non farle una domanda, proprio a lei che tentò di scalare la compagnia nei primi anni Novanta...

Su Geronzi e Galateri non sono in grado di esprimere nessun giudizio perché non ho il tempo di seguire queste cose.
E devo dire che non faccio operazioni in titoli azionari dal 1995, da quando misi insieme un pacco di Generali...

Lei, ricordando la sua scalata alle Generali, disse che "si illudeva che il mercato in Italia" prevalesse sul "sistema". Questo, almeno, prima di provare l'assalto al Leone di Trieste. Poi cambiò idea. Secondo lei il mercato in questi anni si è rafforzato oppure prevale ancora il "sistema"?

Non ho incertezza nella risposta: il mercato è ancora più debole di allora.
Basta pensare a tutte le leggi che hanno tirato fuori per evitare che rompessero le scatole ai manovratori.

Per esempio?

L'Opa obbligatoria al 30 per cento, che addirittura adesso, per contrastare Lactalis, vorrebbero far scendere ulteriormente.
Parmalat e Alitalia sono vicende emblematiche.
Poi c'è la questione del "concerto", che è un assurdo. E' un reato facilissimo da contestare, ma che poi è difficilissimo da confermare con una condanna. Però intanto l'effetto sull'assemblea è immediato.
Tutto è stato fatto per difendere il sistema, per consolidare ulteriormente il potere di quelli che sono al comando.

Cambiamo argomento. Lei è stato l'inventore di Sharm-el sheik. Mubarak ha avuto un infarto, i suoi figli sono in carcere, il Paese è in una situazione molto difficile.

Io penso che l'Egitto sia il paese che meglio ha reagito alle rivoluzioni in Medio Oriente. E questo perché è di gran lunga il più maturo.
La realtà è che questa gente va verso la democrazia, anche se con alcune esagerazioni.
E' un paese sul quale fare affidamento in futuro, sicuramente. Certo, se i media esagerano tutto... ......

Lei investe, a livello immobiliare, in Russia, in Estonia, in Siberia, a Sharm. Che cosa ne pensa dello sviluppo immobiliare di Milano?
L'immobiliare in Italia è morto, per adesso.
Se ci sarà una grande inflazione, come io prospetto e auspico, potrà avere una chance, altrimenti è defunto.

Non investirebbe su Milano, quindi.

Dico che non farei un'iniziativa immobiliare in Italia neppure se mi pagassero. Anzi, mi passa la voglia pure di investire in Europa.
Il debito pubblico in Estonia è del tre per cento. In Russia è al 7 per cento. In Italia siamo al 119 per cento, e la tanto decantata Germania sta al 94 per cento.
Non mi vengano a raccontare fole...

A proposito di mattone e di difficoltà. Lei conosce bene Ligresti, che ultimamente non se la passa bene.

E' un settore che in questo momento è geograficamente sbagliato.
Guardi, le racconto una cosa. Qualche tempo fa incontro Salvatore e gli dico: "Vieni con me a investire all'estero".
E lui mi fa: "Ho già fatto un salto da pazzi a Milano, non me la sento di fare un azzardo nei baltici".
Beh, oggi posso dire che quello è stato il suo errore.
Avrebbe dovuto prendere in considerazione di ridurre i suoi interessi qui. Lui invece li ha aumentati e questi sono i risultati.
Sono passato davanti ai suoi cantieri, ho visto quello che sta costruendo e mi sono venuti i brividi. Perché è vero che le banche ti aiutano, ma prima o poi le banche bisogna ripagarle.
Se i prezzi non salgono, e secondo me a breve i valori immobiliari non risaliranno, non riesco a capire qual è il senso di opere così imponenti.
Forse il senso è politico, più che economico.

Recentemente Tremonti ha presentato il Documento di Economia e Finanza. L'ha letto? Che cosa ne pensa?

Penso che non vorrei essere nei panni di chi deve far tornare i conti in un paese come l'Italia. Gli faccio i miei auguri, ma è molto difficile.

Come è stata la gestione della crisi da parte del Governo?

Chiunque avesse gestito questa crisi avrebbe avuto gli stessi tipi di problemi.
Non voglio esprimere un giudizio politico. Non li invidio.

Senta, è vero che la crisi è finita?

Ma che cosa dice?
Gli effetti pesanti di questa crisi non li abbiamo ancora visti fino in fondo.
Siamo riusciti a galleggiare, questo sì.
Ma supponga che fallisca uno Stato: sarebbe il disastro.
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Secondo le ultime statistiche, i compensi dei manager sono saliti, in un anno di crisi, del 17 per cento. Non le sembra immorale?

I compensi dei manager, o degli imprenditori, sono in diretta proporzione al fatto che in questo mondo sempre più gente vuol pensare e preoccuparsi sempre di meno, e i pochi che invece vogliono pensare e preoccuparsi guadagneranno sempre di più.
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