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lunedì 31 gennaio 2011

L'importante è cadere "dalla parte giusta" (ma "dalla parte giusta" lo spazio è ben poco...)

Aggiornamento delle ore 16
Come vi dicevo, l'Economia Vincente continua la sua marcia senza minimamente curarsi dell'Economia Perdente....
Flash Usa: l’indice Chicago PMI sale sui massimi da luglio del 1988
Nel mese di gennaio l’indice Chicago PMI si è attestato a 68,8 punti, rispetto ai 66,8 della rilevazione precedente e rispetto alle attese per 65 punti.
Naturalmente con qualche piiiiccolo effetto collaterale inflattivo per tutti...belli&brutti, come da avvertenze sul "bugiardino" della Terapia Bernanke....;-)
Prices Paid, at 81.7, compared to 78.0 previously, indicated increased inflation, increasing to the highest level since July 2008...
...."Steel prices are going crazy."....
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Come ben rappresenta Robert Reich nelle sue analisi american-komuniste, ormai esistono due Economie che procedono su binari sempre più divergenti.
Sono sempre esistite ma la divergenza sta aumentando sempre di più, in particolare a causa della globalizzazione e della de-localizzazione selvaggia.
A proposito di radicali ed insanabili divergenze economico-sociali, clicca sull'immagine per goderti l'indimenticabile battuta di Alberto Sordi ne "Il Marchese del Grillo"...

Anche il PIL USA uscito venerdì può essere interpretato
in base al punto di vista
dell'Economia Perdente
e dell'Economia Vincente....

Per esempio il premio Nobel per l'economia Paul Krugman fa un'analisi impietosa sul PIL 'mericano dal punto di vista dell'Economia Perdente:
La poco piacevole aritmetica del PIL
Il PIL USA del 4° trimestre è cresciuto di un 3,2% annualizzato: Evviva!
O forse no....

Il Report sul PIL indica un ritorno ai livelli del 4° trimestre 2007 (anzi un poco più alto, ma poco importa)
.
Considerando la battuta d'arresto della Grande Crisi, l'economia americana avrebbe dovuto crescere di un 2,3%/2,4% all'anno in quel lungo perido di Recessione: facendo questo conteggio attualmente gli USA sono circa a -7% di quanto avrebbero dovuto essere.
La crescita è l'inseguimento di un obiettivo che si muove: una crescita del 3,2% compensa meno di 1 punto percentuale all'anno di quel gap da -7 punti percentuali sopra citato.
Dunque, evviva!
Siamo sulla giusta strada per recuperare il livello di piena occupazione nel 4° trimestre 2018....

Perchè non dovrei essere felice?
L'aritmetica di Krugman è assai illuminante, anche se Paul continua a vivere nel Sogno della "piena occupazione" generata dall'incremento keynesiano della Crescita infinita a suon di Debito Pubblico....
L'impietosa aritmetica di Paul è la dimostrazione lampante della sudamericanizzazione, del livello di disoccupazione STRUTTURALMENTE assai più elevato rispetto al passato, della de-localizzazione selvaggia etc etc
Ma il tenero Paul dalle sue ineluttabili dimostrazioni non riesce a trarne le inevitabili conclusioni (o forse perferisce non vedere...).

Bene passiamo all'analisi del PIL USA dal punto di vista dell'Economia Vincente...
Scomponendo i dati, 'sto PIIILLL è stato trainato
dall'export (verso i nuovi consumatori...)
da uno stellare incremento del +7,1% nelle Real Final Sales (domanda finale) come non si vedeva dai "reaganiani" anni '80
Real final sales of domestic product -- GDP less change in private inventories -- increased 7.1 percent in the fourth quarter, compared with an increase of 0.9 percent in the third.
e da un bell'incremento nei Consumi (almeno secondo le statistiche ufficiali)
Real personal consumption expenditures increased 4.4 percent in the fourth quarter, compared with an increase of 2.4 percent in the third.
Per la serie i sopravvissuti alla Grande Crisi sono in gran forma....

Invece a sottrazione c'è stato uno forte alleggerimento delle scorte: questo però potrebbe essere un segnale positivo perchè storicamente ha spesso preannunciato un'altra tornata di re-stocking (rimpinguamento scorte) e dunque almeno altri due trimestri di pimpante crescita del PIL USA (senza un'impellente necessità di assumere a casa propria...).
Non è detto che anche questa volta andrà così: per esempio il balzo della domanda finale potrebbe essere soddisfatto soprattutto da prodotti esteri o potrebbe non essere sostenibile.
...On the domestic front, disappointing earnings were offset by a good GDP report. Although GDP missed expectations, Final Sales did register 7.1%, the best gain since 1984.
Importantly,
businesses sold from inventories and the change in inventories subtracted 3.7% from GDP.
Such inventory adjustments are generally driven by recessions.
Going back to 1948, in scenarios
where inventories subtracted more than 2% from GDP and GDP was 2% or greater, the following 2 quarters posted average GDP prints of greater than 4%.
Going back to 1980, the subsequent three quarters averaged gains of 4.45%, 4.75% and 4.65%.
We cannot predict whether historic averages will repeat, and this number has two more revisions coming, but it does help place the recovery on more stable ground.
It further reinforces the likelihood of buyers emerging as this corrective move runs its course.....
Inoltre questi dati possono avere due opposte letture:
- quella del mio coca-cow-boy preferito (ottimista ad oltranza) della serie "se sei un po' più debole in questo trimestre vorrà dire che nel prossimo trimestre sarai più forte..."
A weaker-than-expected Q4 GDP points to a stronger Q1
- e quella dell'ottimo John Mauldin (realista ad oltranza) che consiglia non esaltarsi in una "bolla di auto-compiacimento" sui dati del PIL ma di andarci con i piedi di piombo
A Bubble in Complacency
Consumer Spending Rose? Where Was the Income?
The really surprising number you saw the talking heads on TV mention was the growth of consumer spending, at 4.4%. Is the US consumer back?
After all, real final sales rose by 7.1%, a number not seen since 1984 and Ronald Reagan.
But real income rose a paltry 1.7%.
Where did the money that was spent come from? Savings dropped a rather large 0.5% for the quarter.
That was part of it. And I can’t find the link, but there was an unusual drawdown of money market and investment accounts last quarter, somewhere around 1.5%, if I remember correctly. (David Walker remembered that article as well.)
That would just about cover it.
But that is not a good thing and is certainly not sustainable.
Let’s see what good friend David Rosenberg (more on Rosie below) has to say about those numbers: “Even with the Q4 bounce, real final sales have managed to eke out a barely more than 2% annual gain since the recession ended, whereas what is normal at this stage of the cycle is a trend much closer to 4%. Welcome to the new normal.

Però alla fine della fiera....per l'Economia Vincente made in USA sono comunque segnali promettenti.
Insomma la Corporate-America delle Multinazionali che de-localizzano manodopera e consumatori + l'America sopravvissuta alla selezione naturale post-Grande Crisi
molto probabilmente potranno gongolare per (almeno) altri due trimestri...

Come si suol dire....l'importante è cadere dalla parte giusta....
Il PROBLEMA è che la gente a CADERE è assai NUMEROSA....
mentre I POSTI DALLA PARTE GIUSTA sono contati....nonché ad assegnazione preferenziale....
e si stanno riducendo ogni anno sempre di più (intendo "dalle nostre parti").

lunedì 17 maggio 2010

USA: anche il mini-boom manifatturiero incomincia a rallentare


Come insegnano i tre Porcellini, la casetta di paglia si costruisce molto in fretta, è molto accattivante e carina....ma non è molto DUREVOLE e rischia di volare via alla prima sbuffata del Lupo (o dell'Orso...).

Usa: il NY Empire State Index scende a 19.1
17 mag ore 14.31 Segnali di un peggioramento dell'attivita' manifatturiera. In maggio, l'indicatore che misura l'attivita' delle aziende nell'area di New York frena rispetto a 31.9 di aprile.
Un filino PEGGIO delle attese che erano per un impercettibile rallentamento a 30 punti....e NON per una frenatona a 19....

Oggi vado di fretta: solo alcune veloci osservazioni.

venerdì 29 gennaio 2010

Il PIL della Cina è.....oops scusate: volevo dire degli USA....


Questa volta non mi spremerò in approfondite analisi sul PIL USA dell'ultimo trimestre 2009 che si è sparato IN APPARENZA una crescita "quasi-cinese"...
(leggi in questo Blog PIIIIIIIILLLLL !!, Mamma! Mi si è ristretto il PIL USA... e Mamma! Mi si è ristretto (di nuovo) il PIL USA...)
La farò breve...

1- I 2/3 sono stati generati dal re-stocking che è un classico processo "altalenante" ed una tantum: quanto più si erano tagliate le scorte PRIMA (per 13 mesi di fila) tanto più di devono rimpinguare DOPO. Ne consegue una bella spintarella di PIL...ma poi?
Senza re-stocking il PIL sarebbe cresciuto del +2,2%.
In the fourth quarter of 2009, about two-thirds of the growth came via the swing in inventories. Excluding the change in inventories, final sales increased at a 2.2% annual rate, a signal that the economy remained weak despite stellar topline numbers.
(per capire meglio il meccanismo leggi Un po' d'aritmetica ed Il Rimbalzo)
Non ci sono ancora stime dell'impatto sul PIL nel 4° trim. da parte piani di stimolo: restiamo in attesa. Nel 3° trimestre 2009 l'impatto è stato del 90%, ovvero poco meno del 2%.
...I have seen no analysis (yet) on the impact of the stimulus spending, but it was 90% of the growth in the third quarter, or a little less than 2%....
Vedi questa OTTIMA ANALISI (in inglese) di John Mauldin sul PIL USA.

2- Facendo le somme, al di là delle percentuali trimestrali "annualizzate" (che fanno molto "teatro"), il PIL del 2009 è crollato del -2,4%: non accadeva dal 1946 post-bellico.
Anche gli investimenti delle imprese (il sale della futura crescita) sono crollate come non succedeva dal 1942!
Even with healthy growth in the second half of the year, the economy shrank 2.4% in 2009, the worst year for GDP since the 10.9% drop in 1946, when the United States geared back to a peacetime economy. Business investment fell the most since 1942.

3- Il deflattore allo 0,6% nettamente sotto alle attese ha contribuito in modo significativo.
GDP rocks but less than expected deflator helped alot
Q4 GDP rose 5.7%, better than expectations of 4.7% but nominal GDP was only .3% above estimates as the price deflator rose only .6%, .7% less than expected. Nominal GDP rose 6.3% vs estimates of 6%.

I dati appena usciti sono una RETROSPETTIVA del 4° trimestre 2009 nel quale la RIPRESA TECNICA indubbiamente prendeva piede negli States.
Una bella accellerazione di fine anno, non voglio certo negarlo....sospinta anche da monumentali piani di stimolo governativi e da una epocale politica di tassi a zero.
La ripresa tecnica dovrebbe continuare anche nel primo trimestre 2010 (ad un ritmo più lento), per poi decelerare nel prosieguo dell'anno.
Nei trimestri successivi potrebbero fare capolino i primi problemi di SOSTENIBILITA' DELLA RIPRESA: ne abbiamo già visto i segnali nel settore immobiliare americano e ne vediamo da tempo i segnali nella terribile situazione occupazionale americana (8 milioni di nuovi disoccupati e 15 milioni tra disoccupati e sotto-occupati), una situazione talmente grave da mettere in dubbio lo status di lagging indicator (indicatore ritardato).

Insomma, il gioco si farà veramente DURO nel 2010...
In modo scaramantico...facciamo le corna.

PER METTERE IN PROSPETTIVA questa stellare ma un po' ingannevole accelerazione del 5,7% nel 4° trimestre 2009, ecco un bel GRAFICO più eloquente di 1000 parole....
Ma le borse erano in iper-venduto: dunque è possibile cavalcare un DATO già ampiamente scontato.

Real (and Nominal) GDP Back to Black The VERY low nominal growth over the past year is still worrisome, but nice to be back in black.





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giovedì 17 settembre 2009

Ho pescato un pesce grosso così...


Sembra di essere nella taverna dei pescatori dove il vecchio Jack mezzo ubriaco spara: "Ragazzi! Ho pescato un pesce grosso così!"...e mima un paio di metri...In realtà il pesce è di 20 centimetri ma tutti giocano a crederci.
La differenza è che in borsa queste "sparate" si autoavverano ed il pesce magicamente cresce da 20 centimetri a 2 metri...almeno finchè dura l'euforia e la BOLLA...

Ormai il 99% dei gestori, delle banche d'affari, degli analisti e di tutto il carozzone della Borsa sono saltati sul carro di Toro Drogato e fanno a gara a spararle più grosse: "S&P500 a 1200 entro 2 mesi" ovvero ad un microscopico -20% sotto ai massimi storici, come se la Grande Crisi fosse svanita in 6 mesi senza lasciare conseguenze, un piccolo rovescio di pioggia e la festa continua...
Il bello è che hanno ragione loro e che 1200 potrebbe essere ancora poco...tanto "garantiscono gli Stati e le Banche Centrali"...
Infatti le Bolle per definizione sono fenomeni speculativi irrazionali, per cui potremmo tornare tranquillamente e nel più breve tempo possibile ai massimi storici dell'S&P500 (1500) od addirittura superarli....E chissenefrega se l'economia sottostante (si fa per dire) continuasse a girare al 25-30% in meno...

Ogni mattina siamo bombardati da una trentina di report di analisti: tutti rigorosamente innalzati a buy, overperform, add, accumulate, tutti con Target Price innalzati di botto anche del 40-50% e....(quasi) tutti emessi rigorosamente DOPO 6 mesi di rialzi consecutivi.
Alcuni titoli sono tornati già ai livelli massimi "medi" di un paio di anni fa (non ancora ai picchi assoluti, ma quelli furono passeggeri) pure avendo fatturati a -20%, Ebit a -30% etc
La giustificazione naturalmente è che in borsa si anticipa: nei prossimi mesi la Ripresa farà sembrare questi prezzi addirittura convenienti, gli utili decolleranno e così via...
Peccato che paradossalmente Obama, Bernanke, Yellen, Geithner, King, Draghi, Trichet ed economisti vari...dicono che la ripresa sarà molto lenta ed alcuni vedono addirittura rischi di ricadute...
Ma il mercato si sa ha sempre ragione e con "la Bolla che corre" avrà ragione per forza...
Nota: mediamente questi titoli super-performanti per i quali la Grande Crisi non ha quasi avuto effetto sulle quotazioni di borsa (ma l'ha avuto sui fondamentali) sono stati consigliati 1-4 mesi fa da Goldman Sachs ed hanno raggiunto mediamente proprio il prezzo indicato...Che preveggenza! Ed ecco che allora GS sui titoli che hanno corso inizia il movimento inverso e taglia giudizio e TP...missione compiuta!

Mentre il mercato non ha dubbi (perlomeno finchè si riesce a speculare al rialzo senza freni su TUTTO)...gli Economisti qualche dubbio ce l'hanno ma ormai la loro categoria è sputtanata quasi in toto, visto che non ha saputo prevedere la Grande Crisi.
Solo alcune Cassandre che ormai ben conosciamo ci riuscirono, probabilmente più per caso che per altro...
Beh, il premio nobel Paul Krugman fa un'interessante analisi.
Ultimamente il buon Paul mi era un po' scaduto con suo keynesianesimo da URSS e con un paio di sparate dove affermava che il debito pubblico degli USA era salito ancora poco...che non è un problema passare dal 40% all'80% in pochi mesi: basta che ci sia una bella Ripresa da ricostruzione post-bellica ed il debito si ri-assorbe (come se Riprese così ci fossero tutti i giorni) ...ed altre amenità del genere...
Anche in questa analisi la conclusione è di fare un altro piano di stimoli e di aumentare ancora il debito senza preoccupazioni....
Ma conclusione statalista-keynesiana a parte, a me interessa il ragionamento.

Nel suo articolo Macro situation notes, Krugman prima di tutto si trova totalmente d'accordo con la Yellen, "capa" della FED di San Francisco, la quale ribadisce che molto probabilmente la recessione è finita (chissà perchè continuano a metterci davanti un "molto probabilmente"....) ma ci aspetta una ripresa lenta, tiepida e molto vulnerabile. E che i miglioramenti per ora sono sostanzialmente collegati a stimoli ed a ricostruzioni delle scorte ovvero a fattori una tantum.
Ed identifica svariate "crepe" che potrebbero far crollare la diga messa su dalla FED.

Krugman vuole dimostrare come ci sia una grossa differenza tra la "fine tecnica della recessione" ed una performances "soddisfacente" dell'economia.
"Prima di tutto vediamo in che fossa profonda siamo caduti"...
"Facciamo il calcolo più semplice possibile: paragoniano il PIL attuale dall'inizio della recessione al PIL che avrebbe dovuto essere se la crescita fosse continuata al trend precedente (1999-2007)"

Ecco qui:
DESCRIPTION

"Più o meno siamo sotto dell'8% rispetto a dove avremmo dovuto essere. Questo si traduce in una perdita di output di oltre 1000 miliardi di dollari all'anno (ed in una grande massa di disoccupati...). Continueremo a soffrire questa perdita anche se il PIL stesse già crescendo, fino a quando non saremo di fronte ad una crescita sufficientemente robusta per chiudere questo gap (differenza negativa). Fino a quando non ci saranno dati o prove reali che suggeriscano dei progressi nella chiusura del gap, sarà una tragedia continua...Semprechè non ci troviamo di fronte a qualche ricaduta come una recessione a W..."
"C'è una tendenza a considerare ormai le preoccupazioni per una recessione a W come assurde, come un qualcosa che riguarda solo le persone un po' pazze che hanno predetto questa Crisi. Ma ci sono alcune concrete ragioni per preoccuparsi. Una di queste ragioni è che la spinta dello stimolo fiscale inizierà a svanire in paio di trimestri. Un'altra ragione è che la maggior parte dei miglioramenti per ora sono collegati alla ricostruzione delle scorte ovvero ad un fattore una tantum" (come dice anche la Yellen).

"Non abbiamo bisogno di guardare molto lontano per vedere come possono essere transitori i miglioramenti indotti dalla ricostruzione delle scorte. L'immagine qui sotto mostra la crescita prima, durante e dopo la recessione del 2001 in parallelo al contributo alla crescita da parte delle variazioni nelle scorte.
Notare la spinta da parte delle scorte tra il 4° trim. 2001 ed il 1° trim 2002, che poi man mano svanisce e si trasforma in una contrazione nel tardo 2002. Non è stata letteralmente una double-dip, una recessione a W... ma ci è andata molto vicino..."

DESCRIPTION

Ed eccolo qui lo statalista-keynesiano a sfondo URSS...
"In un contesto politico razionale le implicazioni di tutto questo dovrebbero essere chiare: abbiamo bisogno di maggiori stimoli. Va bene, il debito federale crescerà ulteriormente, ma non è forse importante aiutare a ridurre il gap negativo di output che ci fa perdere potenzialmente 1000 miliardi di dollari all'anno?"
Tanto paga Pantalone...ovvero le casalinghe, i pensionati, i minatori, gli spazzini etc
Inoltre sembra che questi soldi del debito federale arrivino da un'altra dimensione invece che dallo stesso "cortile: prendo i soldi dalla iper-dimensione astratta del debito pubblico e li metto nella dimensione reale delle'economia....semplice no?

A parte questa conclusione, i ragionamenti di Krugman mi sembrano molto interessanti e dimostrano ulteriormente come certi atteggiamenti iper-euforici abbiano basi economiche molto fragili ma nello stesso abbiano un formidabile alleato nella Bolla che li sostiene (tassi a zero, alluvione di liquidità, quantitative easing etc etc)...finchè durerà.

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martedì 15 settembre 2009

Consumi stimolati


Una buona notizia: Vendite al Dettaglio in USA +2,7%, ben oltre le attese.
Un boom che non si vedeva dal 2006...
MA...
Eh sì: ci sono sempre dei se e dei ma, perchè i dati macro vanno letti nel contesto generale altrimenti si possono rigirare come fa comodo.
Senza la vendita di auto, pompata dal programma una tantum di incentivi cash for clunkers, scenderemmo a +1,1%...
e senza la benzina, che è cresciuta di prezzo, scenderemmo ad un assai più ridimensionato +0,6% che è il dato core (depurato), ovvero il dato meno volatile e più indicativo (comunque sopra alle attese).

Va considerato che in agosto mediamente si consuma di più, essendo periodo di vacanza nel quale si ha più tempo per fare shopping.
Va consideraro che un +50% delle borse ed un martellamento giornaliero a suon di "il peggio è passato, siamo in ripresa" sicuramente aumenta la fiducia e di conseguenza i consumi.
Va considerato che rispetto all'anno scorso le vendite al dettaglio rimangono ancora in negativo di un pesante -5,3% e di un -6,2% al netto delle auto.
Va considerato che se i consumi salgono, nello stesso tempo le scorte di magazzino continuano la loro discesa (sopra le attese) che continua ormai da 12 mesi di fila, come a dire che i produttori prevedono per il futuro una domanda ancora debole e non rimpinguano i magazzini...
Va considerato che questi dati sono condizionati dal picco di efficacia dell'Obama-stimolo (800 miliardi), fattore che dovrebbe scemare nei prossimi mesi.

Sarà proprio nel periodo settembre-dicembre 2009 che dovremo monitorare con attenzione le vendite al dettaglio USA per vedere se riusciranno a camminare ed a crescere con le proprie gambe e non soprattutto a suon di stimoli ed ottimistici proclami.
L'alto livello di disoccupazione (che continua a crescere), il taglio dei redditi ed il credit crunch sono fattori che giocheranno contro.
Ma per adesso "godiamoci" la buona notizia che però va letta con le sopracitate "sfumature".

Interessante il seguente articolo che dimostra come il commercio internazionale abbia ancora qualche "passaggio a vuoto" il che non è molto di buon auspicio per la ripresa dei consumi...
Singapore e le navi fantasma!!!

Quando parliamo di Stimoli, di Salvataggio delle Banche e delle Istituzioni finanziarie, di quantitative easing, di riacquisto di titoli di stato e di tutte quelle cure da cavallo messe in campo per tamponare la peggiore Crisi dal 1930, parliamo del maggiore incremento di DEBITO PUBBLICO della storia americana in tempo di pace...il tutto in una manciata di mesi (dal 41% all'82% circa).
Buona parte di quel +2,7% di consumi o di quel +50% di S&P500 viene da lì...
Lo stesso schema naturalmente vale anche per le nazioni della UE e per il Giappone.

Un'immagine è più eloquente di mille parole.
INCREMENTO DEL DEBITO USA



















Leggete anche l'interessante articolo Ad un passo dalla crisi valutaria e dei mercati con l'opinione di Jim Rogers, un vecchio e navigato Guru.
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