sabato 20 giugno 2026

Anche solo un giorno prima


Lui d'un tratto si illuminò

e le disse:

"Sarebbe stato bello conoscerci

anche solo un giorno prima"

Lei rispose semplicemente: "Sì"!

Lui aggiunse - sorridendo con gli occhi -

"Per quel giorno in più con te

avrei rinunciato a dieci anni di vita"...

E lei chiuse gli occhi

Restò in silenzio

Respirando a fondo

Come fosse l'ultimo respiro...

venerdì 19 giugno 2026

La nostra Itaca


L'isola del nostos, del ritorno 
Di Ulisse distruttore di città e ideatore dell'inganno del cavallo.
Astuto, intelligente, mai sazio di conoscenza.
Rischiando sempre la vita
Perché "fatti non foste per vivere come bruti ma per seguire virtute e canoscenza"
Lo canta 1500 anni dopo il sommo Dante nell'inferno
che non ha potere su Ulisse 
perché è l'uomo mortale per eccellenza che affronta ogni sfida.
Senza di lui l'umanitlà sarebbe animale, immobile.
Ulisse è "luomo", fuori da qualunque schema: ecco perché dopo 4000 anni si narra ancora della sua Odissea,
valori, avventure - simboliche - ed i mostri che ti portavi dentro
Perfino la rinunzia all’immortalità offerta dalla Dea Calipso 
piuttosto di tornare a casa dalla moglie Penelope - non più giovane - e dal figlio, nella rocciosa Itaca. 
Navigando un'estate ero commosso di arrivare su quell'isola di rocce che era un simbolo supremo. 
Auguro a tutti di arrivare un giorno alla Vostra Itaca, 
in spirito e fisicamente.

 Stefano Bassi

giovedì 18 giugno 2026

Senza fine


La poesia non finisce 
Come il cielo 
E' la vita 
nella sua vera forma 
Finché ci saranno le onde del mare 
Finché nasceranno fiori e colori 
E le persone si stringeranno la mano 
Sempre la poesia 
che crea
l'amore insieme al dolore 
la poesia nata 
insieme ai tuoi occhi

La vendemmia deserta



Il cuore cosa morta
La figlia ti ripudia per sempre
L'hai ferita profondamente 
senza volerlo 
perché non eri tu 
eri un'altro
nelle grinfie dell'alcol
Lei in fuga dal mostro
Oggi finalmente stai uscendo dal tunnel 
Ma ecco un tunnel peggiore
Impotenza 
Come morire due volte 
I ricordi bellissimi
- ero il suo compagno di giochi 
mentore 
cantore omerico -
oggi provocano solo dolore 
per entrambi
Per me ormai il tempo è breve 
Dovrei godermi le ultime vendemmie 
Le più belle e gaie 
ma la vigna è deserta
i vitigni...sillabe storte e secche
Non odi voci allegre 
ma lugubre silenzio
La fila di candele nere alle spalle
sempre più lunga 
quelle accese davanti a me 
man mano si spengono
Il tempo non esiste più 
Si è fermato a un "non voglio mai più vederti in vita mia"
Oltre il dolore 
la beffa che finalmente Satana 
sta mollando sempre più la presa
Che io sono tornato io
Stanotte sto vedendo spegnersi un'altra candela 
Da solo 
Nel buio dell'esilio
Ma figlia mia! 
Ti sto portando sempre in braccio 
Come in un altro tempo 
Come in un altro luogo

Spiegazione necessaria

 


................La guardavo mentre dormiva, 
il ginocchio piegato ad angolo sul
lenzuolo 
Non era solo l'amore. Questo angolo
era il crinale della tenerezza, e il profumo
del lenzuolo, di pulito e di primavera completavano
quell’inspiegabile che ho tentato, ancora inutilmente,
di spiegarti.

 Ghiannis Ritsos


mercoledì 17 giugno 2026

Torniamo a guardare le mani che abbiamo stretto con passione


Non è sole nero né tempesta, 
ma stanchezza a camminare ancora,
insieme.
Dividere invece che condividere.
Una mano stringe il cuore
quando dimentichiamo la felicità che dà l'amore.
Ma c'è una luce oltre il grigio (che tende all'oscurità) 
Il ponte di una barca a vela 
teso verso candele accese
laggiù in mezzo al mare.
Scegliamo di ridere insieme: 
tutto diventa più bello, 
e trasforma acqua stagnante 
in onda inarrestabile.
Torniamo a guardare le mani 
che abbiamo stretto un tempo con passione, 
oggi sono perfino più belle!
Incomprensione e sofferenza 
siano un nuovo slancio a cuore aperto.
No! Non pensiamo al giorno che ci ha stancato,
ma amiamo il cammino che abbiamo fatto insieme.
Coltiviamo il bello, mettiamo da parte il brutto.
Seminiamo gioia: 
scacceremo la cenere e la sofferenza.
sarà la nostra cura, 
la nostra salvezza 
per rendere i nostri baci
i nostri abbracci 
nuovamente
la cosa più bella del mondo
con gli alberi su di noi a contemplarci
e il mare per un attimo si fermerà
a guardare un po' sorpreso questo prodigio 
della fenice che fa rinascere l'amor perduto.

giovedì 28 maggio 2026

Il vestito di A.


Il vestito di A.
man mano si è sbiadito 
si è consunto
ha perso la sua trama 
è qualcos'altro 
forse non c'è più 
forse non c'è mai stato
Eh sì che era così lucente! 
Ma oggi solo ombra
polvere, ricordi, sogni
Ne amo ancora la scintilla 
che illuminava il vestito di Anna
i miei occhi ancora abbagliati!
Ma la luna splende nel cielo 
Insieme alle stelle 
finché ci sarà quella luce 
nella mia vita - ormai perduta
ci sarà ancora tenue speranza 
il vestito di Anna tornerà a splendere
regalando felicità a tutti.

venerdì 10 aprile 2026

Naufragio


Amo, soffro.
L’universo è troppo ampio per la mia mente
il mio cuore, nube scura e multiforme.
Anima, sollevati sopra le onde dell'incertezza
e afferra tutto il mare
con un solo colpo del tuo occhio.
Trattieni bene la tua rotta
che non vacilli.
Ma d'improvviso torni ad inabissarti nel mare 
e prosegui la lotta.
La mente è una nave
che naviga sopra acque
color blu scuro.
Che il nostro scopo 
sia fare naufragio?!

mercoledì 4 marzo 2026

Ellade


Una notte sotto le stelle
il cielo  più limpido di sempre 
Un treno scorre
un finestrino illuminato 
dove il sonno 
 - non sai perché -
improvvisamente 
diventa veglia
I sassi 
gli ulivi
gli armenti
i muretti a secco
le case antiche dei pastori 
 - ove Eumeo
Offrì la sacra ospitalità 
a Ulisse ritornato -
In lontananza 
l'odore del mare 
Passato il confine invisibile 
sei in Grecia
lo sai
ti ha chiamato sommessamente 
e hai subito risposto
Non riesci a trattenere la commozione 
che ti sommerge il cuore
insieme a ondate di euforia

Stefano Bassi

La guerra delle passioni


La guerra infinita delle passioni 
Onde si scontrano 
Fuochi si accendono 
Foreste scosse dai venti
Fiumi rigettano gli argini 
Piu lune nello stesso cielo
Mi sento impotente
ma poi voluttuosamente mi lascio trascinare
Triste e vano resistere
Mi sento più vivo che mai
Mentre la morte 
mi guarda da lontano 
dietro la collina 
dove le stelle brillano 
in compagnia delle lucciole 
Nella bocca il sapore dolce
dei fichi maturi 
E sono ebbro delle passioni 
Dei ricordi indimenticabili
Del futuro che ancor mi resta

Stefano Bassi

giovedì 26 febbraio 2026

Palco a teatro


Nel palco a teatro
la scena e gli attori
riflessi nella penombra dei suoi occhi
Contempli le espressioni del suo viso e il suo profilo adorabile
Guardi sorridendo con il cuore le sue labbra
prendere la forma del sonno
e rivedi la bambina che è in lei - in tutti noi
La musica divina di Mozart a commuovere
mentre nel palco settecentesco
assume una postura "nobile"
come nobile è la sua anima
All'improvviso ti mancano le notti
abbracciati insieme
sotto stelle e costellazioni
riflesse sul mare
una voce lontana ti diceva "che bello stare intrecciati insieme"
i nostri corpi uno nell'altro, la nostra anima
Ma il pensiero torna alla recitazione che si mescola con la luce e con la musica
in una cosa sola
e il teatro si piega attorno al nostro palco
al tuo amore profondo per Lei

Stefano Bassi

martedì 17 febbraio 2026

La mano che sperai


Sospesi nella luce
Adamo ed Eva rinati
tra il vento la vela il mare 
Ma io temevo il mostro 
che mi attendeva nell'ombra
tra le mura 
tra le case
tra le vie strette 
dove il sole s'affanna
Né più dormire 
sotto il cielo 
sotto le stelle 
sotto la luna 
Né più respirare l'aria tra le vele 
tra gli sguardi
Né più vivere nudi
nudi i nostri cuori 
Il mostro nero mi aspettava 
tra le mura in penombra 
pronto ad afferami nuovamente
Ma la mano che sperai 
non arrivò a salvarmi
a portarmi nuovamente 
tra il vento la vela il mare 
nell'amore ritrovato 
a portarmi in qualunque luogo 
purché fosse sicuro
purché fosse lontano
un aiuto alla mia volontà insufficiente
una tregua dal lungo dolore 
per tornare a vivere
insieme felici
finalmente più forti 
al riparo dall'oscurità

Nell'antica casa


La casa era antica 
o forse, come direbbero alcuni, avita
Non mi ricordo la prima volta che la vidi 
ma so solo che c'era Lei
Mi ricordo che spaccava la legna con un colpo solo 
non era questione di forza
ma di tecnica di equilibrio 
di un ricordo che scaturiva fuori ad ogni colpo ed era suo padre
Io lo capivo ma tacevo 
perché non volevo dire
e dunque guardavo la biblioteca, 
annusavo i libri antichi e li sfogliavo con amore sensuale
Poi quello che tra noi nasceva la sera
nel freddo della casa 
era abbracciarsi nudi sotto le coperte
con una vecchia stufetta accesa
e c'era un brivido di freddo ma di amore in più
Un abbraccio stretto, per scaldare i corpi ed il cuore
un amore pieno di baci 
e poi sempre l'estasi insieme, non so come riuscissimo
so solo che quello ci ha portato a concepire quello che abbiamo concepito
Questi possono anche essere ricordi lontani
i percorsi possono essere cambiati 
o aver deragliato
ma io non dimentico
non dimenticherò mai
Ed oggi negli ultimi mesi
dopo anni di buio e di smarrimento
ho ritrovato tutto questo 
con una forza ancora maggiore
magari senza quella ingenuità 
di Macondo e di quel libro con dedica
ma forse con maggiore consapevolezza
con una passione stratificata
Questo volevo dirti amore mio 
insieme a tanto altro
chi scrive tutto questo
e lo mette in parole
può anche sbagliare
ma non si può temere in nessun modo
perché è una fenice che vuole rinascere
con te se lo vorrai

La certezza


Mentre guardavo i traghetti immancabilmente partire dal porto 
e ritornare al porto 
sul mare che brilla di luce 
anche con il cielo coperto di nubi
ebbi di colpo la sensazione - direi quasi la certezza - 
che tutto sarebbe finito bene
Se si porta la felicità dentro di te
nulla la può fermare

Petali al vento


Si narra che gli elfi della luce prima di una battaglia 
piantino i semi degli alberi
È generare una vita futura prima della morte
Sono alberi dai petali bianchissimi leggeri e profumati 
Quando arriva il vento i petali turbinano nel cielo 
salendo sempre più in alto fino a sparire
È la vita che si rigenera sempre e comunque
spesso lasciando solo lievi ma indimenticabili tracce dietro di sé

lunedì 16 febbraio 2026

La felicità senza null'altro in mezzo


Nella nebbia della sera i contorni svaniscono
ma il disegno è chiaro come la luce
materico come la pietra non lavorata
Sarò all'altezza di questo percorso verso la felicità?
Ardua è la strada quando gli spettri ti perseguitano
quando finanche la verità porta sofferenza
È la via verso una nuova vita
prima dell'oblio finale di noi mortali
È l'eternità del tramonto più bello di sempre 
da contemplare insieme
abbracciati come alberi 
in una foresta scossa dai venti
ma solidi nelle radici
un lungo percorso nella terra
centimetro per centimetro
Vedevo le navi partire
allontanarsi all'orizzonte
sfumare nel vento e nelle onde
sempre più lontane verso chissà quali porti
E pensavo 
la libertà ha tante declinazioni
basta sempre volerla
cercarla e perseguirla
basta che dopo la sofferenza
arrivi la felicità così com'è
senza null'altro in mezzo
insieme, tenendosi per mano
lievemente muovendo il pollice che accarezza l'anima

Stefano Bassi

martedì 10 febbraio 2026

Il porto infinito


Il porto era diventato un mare illimitato.
Lei da una parte a guardarsi intensamente attorno 
alla ricerca del suo Ulisse 
mai riscattatosi dal maleficio di Circe,
uomini in porci.
Io per puro caso dall'altra parte della cala 
che era mare infinito in quel momento.
Non ne provai nessuna soddisfazione
anche se tutta la sofferenza cagionatami l'avrebbe giustificato.
Mi sentii invece impotente e triste, 
la amai ancora di più 
e le lacrime che mi scorrevano copiose
andarono via nel vento verso la spiaggia.
Poi i giorni successivi facemmo all'amore come forse non mai.
Non mi posi troppe domande 
ma cercai di darle tutto me stesso e di renderla felice, 
che fossimo felici insieme.
Spero non pensasse a lui ma a me, 
però non importa
che l'amore non ha compromessi né ragione.
Questo è scritto nelle pagine della mia vita 
e lo sarà per sempre.

Stefano Bassi

La Fragola

Fu un rapido istante, 
le sue risate tese come pelli di tamburo,
le sue parole ratte si accavallano le une sulle altre, 
come le telefonate, i messaggi 
e la tensione a spasimo per mantenere la veglia. 
Ma la luna dietro la grande nube nera sul porto 
occhieggiava gli alti alberi delle barche 
e gettava un tenue magnetismo su noi.
Io nella mia calma contemplativa 
mi concentravo solo sui suoi occhi 
e tutto tornava limpido, chiaro e profondo 
come un mare di stelle 
che le nubi non potevano nascondere 
in quel riflesso che non si può descrivere 
ma solo contemplare.
E le labbra vermiglie che si muovevano tese e veloci 
erano come i carichi di frutta rossa e carnosa 
che le navi scaricavano nel porto. 
Ogni tanto una fragola rotolava via dalle casse 
lasciando una scia vermiglia e voluttuosa 
che chiunque voleva baciare leccare 
ma nessuno si osava 
e man mano il sole la asciugava.

Stefano Bassi

martedì 27 gennaio 2026

TRASFORMAZIONE



Il mio ben conosciuto Blog di economia, finanza e geopolitica da 30 milioni di pagine viste 
attivo fin dal crack Lehman Brothers del 2008-2009 
che tante persone ha aiutato a salvare i risparmi e a guadagnare investendo al meglio 
seguendo le migliori occasioni del momento e/o cogliendo treni epocali come per esempio Berlino immobiliare in gruppi di acquisto o il Bitcoin dal 2016 e tanto altro
Da oggi si TRASFORMA
in un blog di Poesia, mia antica passione 
Perché se riesci a realizzarti 
le due cose più importanti da perseguire sono 
avere tempo che nessuno ti può ridare 
e avere la possibilità di scelta.

Non è detto però che qualche Profetica analisi economica 
in cui 10 Anni fa o anche 15 anticipai alla perfezione i trend presenti 
e quindi ciascuno dei miei lettori ha potuto prendere per tempo le scelte migliori 
ebbene possa tornare a diventare un post anche se ormai il blog è un media sempre più obsoleto.

Nel frattempo Buone Poesie

Itaca (di Kostantinos Kavafis)


Mi ricordo quando veleggiammo alla volta di Itaca e io lessi proprio Kavafis⛵

Itaca 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti − finalmente, e con che gioia −
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta, piú profumi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Costantinos Kavafis - 1911

(Traduzione di Margherita Dalmàti e Nelo Risi)

da “Constantinos Kavafis, Cinquantacinque poesie”, Torino, Einaudi, 1968