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lunedì 13 febbraio 2012

Disoccupazione Giovanile: un leading indicator?


















Ho definito varie volte (in modo non molto ortodosso) la disoccupazione giovanile
come un leading indicator che ci da un'idea di come si configureranno i tassi di disoccupazione nei prossimi anni all'interno delle economie ex-avanzate,
grazie alla globalizzazione selvaggia (distruzione dei tessuti produttivi e dei posti di lavoro qui da noi)
ed all'equalizzatore globale (tendenza all'equalizzazione dei compensi tra 3.000 euro in Cina compreso involtino primavera e 30mila euro qui da noi compreso Iphone...)
vedi nel mio blog: E l'Equalizzatore Globale che fa? Equalizza naturalmente!...

Infatti adesso ci sono ancora un sacco di persone di 40-50 anni che lavorano con vecchi contratti a tempo indeterminato e che abbassanno la media del tasso di disoccupazione
ma quando questi "brontosauri" si estingueranno
allora il mercato del lavoro assomiglierà sempre di più a quello che vediamo anticipato nella componente giovanile
sia come tipi di contratti, che come retribuzioni,
che come tasso di disoccupazione (vedi dati Eurostat under-25 sotto riportati)
Nuovi assunti prima metà 2011: 8 su 10 precari
Lavoro, il rapporto Istat: «Solo il 19% a tempo indeterminato».

Il calcolo naturalmente è spannometrico
perchè molti giovani ormai......

lunedì 4 luglio 2011

Italia: basta saper fare 2+2 (purtroppo...)


Per fortuna nella Blogosfera Economica siamo ancora in molti a saper fare semplicemente 2+2...
perchè dalla Grande Crisi in poi
Mass-media, Istituzioni, Banche Centrali e Politica
hanno fatto di tutto per confonderci nel cranio 'sto elementare 2+2....

Anche nel caso dell'Italia (purtroppo) il 2+2 è evidente
come ho più volte ribadito in questo Blog
Basti vedere il mio ultimo articolo
Ooooohhhhh ma qui siam pazzi! Mica siamo qui a mettere le pezze alle minigonne delle Escort....
e seguire tutti i link in esso contenuti.
Oppure cliccare sul TAG ITALIA

Come dicevo, per fortuna (o per sfortuna...)
siamo in molti a saper fare 2+2 sull'Italia
e dunque a fare analisi che possano servire da base REALISTICA
per trovare SOLUZIONI EFFICIENTI ai NOSTRI PROBLEMI.

Infatti noi blogger dobbiamo cercare di Vedere le COSE come stanno
e non come vorremmo che fossero...
visto che, per fortuna, non abbiamo nessuna lobby di potere alle spalle che ci costringa a scrivere ciò che non è....

Ecco infatti Cobraf che giunge addirittura a conclusioni peggiori delle mie (e lui è molto più bravo del sottoscritto...)
Forse il suo titolo è un filino "affrettato"....
ma va letto "in prospettiva"...;-)
L'Italia Entra ora in Recessione
La stangata di Tremonti garantisce la recessione per l'autunno, basta saper fare le addizioni.
Venerdì gli indicatori congiunturali italiani, PMI e ISM manifatturiero hanno indicato "recessione", nessun altro paese OCSE importante ha ancora un PMI sotto quota 50 che è quella che indica contrazione dell'economia, gli economisti si aspettavano 51 ed è uscito 49.9.

Questo indica che per la prima volta dal 2008 siamo in RECESSIONE e siamo subito dopo la Grecia, la Spagna e l'Irlanda il paese industriale la cui economia si contrae.


LA STANGATA di Tremonti colpisce un economia che si è già fermata come indicano gli ultimi dati e rende sicura al 100% la recessione.
(I dati delle vendite al dettaglio dei saldi usciti sabato dicono un bel -5% e mostrano che i consumi cedono)

La stangata sarà di 45 o 55 miliardi di euro, di preciso non lo sai perchè dipende largamente da regioni e comuni quanto spremeranno e le notizie che arrivano è che andranno giù pesante (vedi Vendola che aumenta subito l'acqua dopo aver vinto il referendum e Pisapia a Milano il cui assessore Beretta parla di 400 euro in più a famiglia...).

Aver colpito l'investimento azionario nostrano è la ciliegina ("tu uccidi un uomo morto.."), ma Tremonti lo ha fatto per spingere a tutti i costi la gente a detenere Bot, CCT e BTP, ha penalizzato tutto a favore dei titoli di stato perchè se la stanno facendo sotto


Sempre venerdì Bloomberg riportava che i Credit Default Swap delle banche italiane sono ora a prezzi che implicano sei livelli di rating sotto quelli attuali, cioè gli speculatori che usano i CDS si aspettano downgrade pesantissimi delle banche italiane


Il prossimo segnale di vendita è già stato messo sulla rampa di lancio, è solo questione di giorni e più si rimbalza in borsa, sull'idea cretina che si impone alla Grecia di pagare tutti i debiti e allo stesso tempo di aumentare le tasse e ridurre la spesa meglio è. Così si vende short da un punto più alto.....

vedi il mio articolo: Allarme Rosso: L'ITALIA TORNA IN CONTRAZIONE

Mi era sfuggito il Leading Indicator dei New Orders Italiani...o forse avevo preferito non vederlo...;-)
....Friday data show that Italy manufacturing purchasing managers index (PMI) was 49.9, for the first time ...
Economists had expected 51.0.
According to the data, manufacturing PMI new orders index was 47.5, for the first time in seven down, since the 2009 to the lowest value...
Tra parentesi anche quel GUFO di Roubini ci sprona a prendere serissimi provvedimenti...
altrimenti a breve rischiamo di finire FUORI DAL MERCATO DEI TITOLI DI STATO...
sotto la tenda di ossigeno di UE/FMI...
o meglio neppure quella perchè siamo too-big-to-bail...
I casi sono due:
o ce l'hanno veramente tutti con NOI
oppure semplicemente tutti (o quasi..) sanno fare 2+2....;-)
Nouriel Roubini says without austerity Italy and Spain will lose market access, however Spain is too big to fail........

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venerdì 25 marzo 2011

Correlazioni Inciuccate...

Aggiornamento di Martedì 29 Marzo alle ore 18
Crolla anche la Fiducia Consumatori del Conference Board
ma naturalmente le Borse USA se ne strafottono: non a caso Bernanke vigila tutti i giorni sull'S&P500....:D
Consumer confidence falls sharply in March
Rising gas and food prices are among consumers’ biggest concerns.
da MarketWatch.com - Top Stories - 17:26 (1 ora fa)

Consumer Confidence Takes a Nose Dive
...Board Consumer Confidence Index was released this morning based on data collected through March 16.
The 63.4 reading was lower than the consensus estimate of 65.0, reported by Briefing.com and a dramatic nose dive from the February upward revision of 72.0.
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Tutti gli ultimi rilevamenti sulla Fiducia dei Consumatori Americani sono stati pessimi o deludenti...
Stiamo parlando di un leading indicator ovvero di un dato che dovrebbe anticipare le prossime tendenze in materia di consumi.

Oggi ha fatto schifo perfino l'Indice di Fiducia Consumatori redatto dagli Happy Days Boys dell'U Michigan....
Usa: Fiducia Consumatori Ai Minimi Da Oltre Un Anno
La fiducia dei consumatori Usa scende ai minimi da oltre un anno a marzo.
L'indice Michigan arretra a 67,5 nella lettura finale, dai 68,2 punti della lettura preliminare e contro i 77,5 punti di febbraio.
Si tratta del livello minimo da novembre 2009.
L'indice delle aspettative arretra da 71,6 a 57,9, il minimo da marzo 2009...
Consumer Confidence "Expectations" Lower Than During "Recession"; Fifth Largest Drop Ever
Ieri anche il Consumer Comfort Index redatto da Bloomberg è crollato ai minimi da 7 mesi:
Bloomberg Consumer Comfort Index Plunges To Seven Month Low As Wealth Effect Trounced By Poverty Effect
...the Consumer Comfort index, which recently was moved from ABC to Bloomberg, has just plunged to a 7 month low, indicating comparable slides are coming in the other two reflexive market indicators, the UMich and the CONference Board.
"Consumer confidence in the U.S. fell last week to the lowest level since August as more Americans became desponde...
Secondo una logica correlazione, se la Fiducia Consumatori cala sensibilmente dovrebbero scendere anche le Azioni collegate al Retail....
Infatti si narra che le Borse "anticipino": dunque si dovrebbero concentrare proprio sui Leading Indicator, come gli Indici di Fiducia che hanno addirittura una componente "Expectations", crollata in Marzo a livelli infimi.
Tutto questo dovrebbe gettare lunghe ombre sul futuro dei Consumi e dunque dovrebbe deprimere le quotazioni dei Players del Retail.
Oggi invece anche questa classica correlazione è saltata (almeno per ora)
perchè le Retail Stocks made in USA stanno salendo,
dando maggior peso al dato vecchio&scontato del PIL americano 4° trim. 2010 (meglio del previsto)
piuttosto che ai leading indicator come la fiducia consumatori dell'U Michigan (molto peggio del previsto)

Ma ormai funziona così: ogni Correlazione Logica è definitivamente svanita dai Mercati.
Domina incontrastata l'ASSURDITA'....
LIBERI TUTTI!
Retail stocks edge up
Retail stocks inched higher Friday after the Commerce Department revised up its estimate of the U.S. economy’s fourth-quarter growth.
The S&P Retail Index (RLX 510.93, +7.57, +1.50%) rose 0.2%, as the government data showed the U.S. economy grew at a solid pace during the final three months of 2010, fueled by consumer spending and healthy exports.
Still, economists are much more worried about the outlook for the first quarter, as analysts have been trimming their estimates for first-quarter growth over the past few weeks.
See the GDP story.



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martedì 20 luglio 2010

Monitoraggio Shangai&BDY

































Stamattina la Borsa di Shangai (leading indicator globale)
ha chiuso di nuovo con un forte rialzo: +2,15%
Dai minimi del 5 luglio a 2.363 punti, oggi la chiusura è stata a 2.528 punti, circa +7% di recupero in 15gg.
vedi in merito Shangai Leading Indicator del Mondo

Ed anche oggi il BDY (Baltic Dry Index) è in positivo a +0,7%, 1732 punti (attenzione che l'indice è valutato in dollari).
vedi anche Par Condicio sul Baltic Dry Index

lunedì 19 luglio 2010

Par Condicio sul Baltic Dry Index


Visto che sono stato trai primi in Italia (come spesso accade...) a darvi conto del crollo infinito del Baltic Dry Index
che ha inanellato 35 sedute consecutive di RIBASSI
passando dai 4200 punti di fine maggio ai 1700 punti del 16 luglio...
Mi sembra giusto ed equo essere di nuovo trai primi a comunicarvi che OGGI
incredibile dictu
il BDY è rimbalzato del +1,17% a 1720 punti
interrompendo la sua serie negativa più lunga da 15 anni a questa parte...
Amen
Naturalmente la strada per un recupero è ancora LUNGHISSIMA ed il rimbalzino di oggi è solo un piccolo passettino....
ma a livello statistico è stato interrotto un massacro continuativo.

Molti hanno osannato fin troppo il BDY come un leading indicator catastrofista del trade internazionale.
Molti altri l'hanno smontato fin troppo come indicatore irrilevante ma solo quando l'hanno visto crollare all'infinito...;-)

Il Grande Bluff invece, come d'abitudine, conduce un monitoraggio "equilibrato" dei vari indicatori macro, rapportandoli rigorosamente al contesto generale ed evitando il più possibile forzature in un senso o nell'altro.
Vi avevo già dato conto dei possibili "rumori di fondo" del BDY in questo mio articolo Il Baltic Dry Index continua a crollare, però.....

In ogni caso è utile continuare a monitorare l'andamento del BDY, all'interno del CONTESTO.

STEFANO BASSI
IL GRANDE BLUFF

martedì 29 giugno 2010

Shangai Leading Indicator & BDY












AGGIORNAMENTO delle 12.08
Cina: superindice rivisto al ribasso
martedì, 29 giugno 2010 - 11:38
Drastica revisione al ribasso del superindice economico della Cina che ad aprile segna il minor rialzo in cinque mesi.
E' infatti stato rivisto a +0,3% dal +1,7% della precedente rilevazione del 15 giugno, a causa di un 'errore di calcolo' dell'area totale su cui sono state avviate costruzioni edilizie.
La revisione odierna conferma che l'accelerazione dell'economia cinese ha ormai superato il picco dopo che nel primo trimestre il Pil e' cresciuto dell'11,9%.

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Breve aggiornamento dalla Borsa di Shangai: stamattina un bel crollo da -4,27%
Infranta anche la soglia dei 2500 punti: chiusura a 2427 punti, NUOVO MINIMO che non si vedeva da metà aprile 2009.
Come ormai sapete io guardo sempre al Leading Indicator rappresentato dall'Indice della Borsa di Shangai (vedi Shangai Leading Indicator del Mondo).
Dal picco di recupero a circa 3.500 punti (agosto 2009) la caduta è di oltre il -30%
mentre dai massimi storici a 5.900 punti (ottobre 2007) siamo a circa -56%.
Addirittura Hong Kong (una delle borse più Toro Drogato del Mondo) sta chiudendo a -2,53%.


Ed anche il nostro caro Baltic Dry Index, dopo un paio di giorni di "stabilizzazione" (nel senso che il crollo verticale è diventato una discesa normale....)
ieri ha infranto i 2500 punti chiudendo a 2482 punti (solo 1 mese fa stava a 4200 punti....)

venerdì 18 giugno 2010

Ancora Borsa di Shangai & BDY

NOTA: Attenzione! L'area commenti potrebbe essere "piena" anche se il contatore riporta ZERO od un numero basso.
Se siete interessati apritela comunque ed i commenti appariranno "magicamente"

vedi Comunicazione tecnica: malfunzionamento area Commenti Blogger


La famosa accoppiata
Leading Indicator della Borsa di Shangai
+
Nonsobenedicosa :-) Indicator del Baltic Dry Index
continua ad andare giù...sempre più giù.

Oggi la Borsa Cinese si è sparata un bel -1,84%
Come ormai sapete io guardo sempre al Leading Indicator rappresentato dall'Indice della Borsa di Shangai (vedi Shangai Leading Indicator del Mondo).
Dal picco di recupero a circa 3.500 punti (agosto 2009) la caduta è di circa il -30%
mentre dai massimi storici a 5.900 punti (ottobre 2007) siamo a circa -56%.














Non a caso infatti
CHINA’S ECONOMY EXPECTED TO SLOW IN H2
Headlines out of China overnight:

CHINA: PBoC adviser Xia Bin warned that the economy is likely to slow in the second half of the year but urged further measures to discourage speculation in the property sector such as a home transaction tax. Regarding inflation, Xia Bin said price pressures may rise in June/July, but overall will not be substantial for the year.....
Elsewhere, Foreign Trade Center Director Wang Zhiping reflected on the impact of the fiscal crisis in Europe, pointing to May export growth to the region below 20% – much worse than expected.


Invece il BDY da livello 3288 di soli 4 giorni fa è ulteriormente crollato del -15% a livello 2784 (!)
Un CROLLO a rotta di collo di quasi -35% in sole tre settimane.....



















Ecco la sequenza negativa inziata il 27 Maggio 2010: 17 sedute CONSECUTIVE DI RIBASSO












Mentre le Borse UE ed USA salgono come fringuelli da giorni e giorni di fila, con nel mirino il giorno delle Tre Streghe (oggi).....
Ci sono alcune cosette che NON MI TORNANO....
(vedi anche il comportamento dell'Oro che cerca di stabilire nuovi record)

Del RALLENTAMENTO in atto ed in vista ne abbiamo già parlato ampiamente nei giorni scorsi.
Il problema VERO è quando stai iniziando già a frenare mentre stai ancora andando a passo d'uomo....
Deep Global Recession, Only Moderate Recovery
.....discussed the state of the global economy.
He had this terrific chart (below).
It makes it pretty clear that so far — nearly a year after the point where the recession looks to have technically ended — the recovery remains weak:

mercoledì 2 giugno 2010

Indicatori Economici & Oroscopi di Borsa

Ad integrazione del mio recente articolo
Entro qualche mese gli USA potrebbero tornare in RECESSIONE?
nel quale analizzavo l'ECRI Leading Index

l'ottimo, competente (e bearish) David Rosenberg ha creato un utile STRUMENTO che abbozza una correlazione (empirica) tra gli Oroscopi dell'ECRI e gli andamenti delle Borse Americane.
La correlazione è articolata sulle 4 fasi dell'Economic Cycle Research Institut: a ciascuna di esse corrisponde un diverso comportamento delle Borse.
Adesso siamo nella fase 3 ovvero Rallentamento (Slowdown) che coincide normalmente con un S&P500 volatile e sotto-performante.
Mi è piaciuto questo CERCHIO dei segni Zodicali che prova a mettere in correlazione cose ormai MOLTO DISTANTI....ovvero l'Economia e le Borse.
Un modo come un altro per tentare azzeccare la previsione giusta.

clicca sull'immagine per ingrandirla

















Source: Gluskin Sheff

martedì 16 marzo 2010

Boom Boom BRIC, Boom Boom Inflazione


Tutti trillano sulle super-performances del BRIC, la passata/presente/futura "locomotiva" del mondo: export +40% di qua, import +50% di là, produzione industriale +20% di su, PIL +10% di giù...

Si trilla però molto meno su alcuni "piccoli" effetti collaterali di questa Ripresa tumultuosa (sostenibile?): se infatti Cina ed India vengono regolarmente citati come un leading indicator della prossima Ripresa QUI da noi....allora ahi ahi sigh gasp sob se diventeranno anticipatori anche dell'IPER-INFLAZIONE, che sta scapitando e sbuffando ormai da tempo....

Ricordiamo che in Cina (ed India) hanno aperto i rubinetti del credito come non mai ed hanno sparato stimoli a destra e manca: su economie "iper-attive" in fase di "boom" simile ai nostri anni '50-'60, l'iper-stimolazione per contrastare il collasso della Grande Crisi può portare ad iper-reazioni abnormi...

Già la Cina ha mostrato i primi segni

sabato 19 settembre 2009

Sbatti la disoccupazione in prima pagina


Mi rendo conto che sbattere il "mostro-disoccupazione" in prima pagina fa notizia, fa sensazione, ancor più quando tocca nuovi record.

Mettere poi la disoccupazione implicitamente a confronto con l'orgia rialzista delle borse, con gli utili miliardari delle banche tenute in piedi dagli aiuti di stato, con i continui proclami-spot "la recessione è finita, il peggio è passato", con gli utili meglio delle attese delle multinazionali, con i report trionfal-Buy degli analisti, con la speculazione su tutti gli assets del mondo contemporaneamente...etc etc
Beh... fare questo implicito confronto è indegno, strumentale, fuori moda, terroristico, inesatto, fuorviante, pessimistico, catastrofista, disfattista, demagogico, populista, radical-chic, deamicisiano, buonista, idealista, salesiano, catto-comunista, sindacalista, frustrante e da frustrati, da volpe-e-l'uva-acerba etc etc etc
Ma guarda un po' io lo faccio lo stesso! Tiè....

Sì sì lo sappiamo: la disoccupazione è un indicatore ritardato (lagging) che recupera dopo (sempre dopo...), come dice Brunetta è un indicatore "viscoso"...appiccicoso...scomodo...
E' un normale/necessario effetto collaterale che prima o poi si riassorbe...col tempo...con calma...

Ma comunque è importante visualizzare il COSTO UMANO, usando questa terribile terminologia che considera la vita/morte degli uomini come un "costo": non a caso si usa in economia ma si usa anche in guerra (il classico calcolo costi/benefici di Von Clausewitz)...ripeto non a caso...
E non mi sforzo nemmeno a cercare una definizione alternativa e più umana perchè va benissimo così: rende meglio l'idea.

Aggiungo però che molti economisti ed analisti considerano la disoccupazione nelle grandi recessioni come un leading indicator, ovvero un indicatore che anticipa le tendenze future (per es. consumi, incagliamento crediti e mutui, fallimenti banche ed aziende etc)
Ed il perchè è semplice: il crollo di occupazione è talmente rapido, imponente e traumatico che non è più un semplice effetto collaterale della recessione (che poi si riassorbe con la ripresa del ciclo), ma diventa un causa primaria di avvitamento della recessione stessa...

Siamo nel caso A (viscoso) o nel caso B (lubrificato)?....;)

Come scrivevo una settimana fa vi ricordo che
...Sempre grazie al Recovery Viagra Act di Obama (800 miliardi) sarebbero stati "salvati" (e non "creati" come dicono le grancasse...c'è una bella differenza) 1 milione di posti di lavoro, altrimenti il tasso di disoccupazione sarebbe stato al 10,6% invece che al 9,7%.
Ricordiamo che questo è il tasso applicato al campione più ristretto della forza lavoro che cerca un impiego tutti i giorni 24 ore su 24 senza nemmeno fermarsi per andare in bagno...(filtro U3).
Se invece applichiamo il più realistico filtro U6 che considera anche la forza lavoro che qualche volta va al bagno...il tasso di disoccupazione sarebbe al 16,8% e senza stimoli di Obama sarebbe circa al 19% (!).
vedi Disoccupazione USA: filtro U3 e filtro U6...

P.S. : Devo ancora parlarvi dello "scenario" di Sudamericanizzazione delle economie avanzate dove ipotizzo che questo livello di disoccupazione diventerà endemico e si riassorbirà solo parzialmente.
La Grande Crisi ha permesso a "Lorsignori" di imprimere "un rapido balzo" ad una tendenza in atto che sarebbe durata un decennio, e sarà difficile tornare indietro del tutto.
Prometto che alla prima occasione ne parleremo più a fondo.

Buona consultazione di Tabelle, Grafici, Grafici interattivi.

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See the full interactive graphic

Tabella del WSJ

Tasso di disoccupazione U3 in agosto al 9,7%
Tasso di disoccupazione U6 in agosto al 16,8%
27 stati degli USA mostrano incremento
7 stati rimangono invariati
16 stati mostrano miglioramenti rispetto al mese prima ma potrebbe essere un fenomeno passeggero (lo dice il WSJ)
14 stati sono sopra al 10%
Su base annuale tutti e 50 gli Stati ed il distretto federale di Columbia hanno incrementato il livello di disoccupazione
Il Michigan Schizza al 15,2% (patria dell'industria automobilistica made in USA)
California, Nevada, and Rhode Island toccano nuovi record

State Aug. 2009 Rate Aug. 2008 Rate Change from year earlier
Alabama 10.4% 5.2% +5.2
Alaska 8.3% 6.7% +1.6
Arizona 9.1% 5.9% +3.2
Arkansas 7.1% 5.1% +2
California 12.2% 7.6% +4.6
Colorado 7.3% 4.9% +2.4
Connecticut 8.1% 6.1% +2
Delaware 8.1% 5.1% +3
District of Columbia 11.1% 7.2% +3.9
Florida 10.7% 6.5% +4.2
Georgia 10.2% 6.4% +3.8
Hawaii 7.2% 4.2% +3
Idaho 8.9% 5.2% +3.7
Illinois 10% 6.7% +3.3
Indiana 9.9% 6% +3.9
Iowa 6.8% 4.2% +2.6
Kansas 7.1% 4.4% +2.7
Kentucky 11.1% 6.7% +4.4
Louisiana 7.8% 4.8% +3
Maine 8.6% 5.4% +3.2
Maryland 7.2% 4.5% +2.7
Massachusetts 9.1% 5.4% +3.7
Michigan 15.2% 8.6% +6.6
Minnesota 8% 5.4% +2.6
Mississippi 9.5% 7.3% +2.2
Missouri 9.5% 6.2% +3.3
Montana 6.6% 4.6% +2
Nebraska 5% 3.3% +1.7
Nevada 13.2% 7% +6.2
New Hampshire 6.9% 3.9% +3
New Jersey 9.7% 5.7% +4
New Mexico 7.5% 4.3% +3.2
New York 9% 5.7% +3.3
North Carolina 10.8% 6.6% +4.2
North Dakota 4.3% 3.3% +1
Ohio 10.8% 6.7% +4.1
Oklahoma 6.8% 3.9% +2.9
Oregon 12.2% 6.5% +5.7
Pennsylvania 8.6% 5.5% +3.1
Rhode Island 12.8% 8.3% +4.5
South Carolina 11.5% 7.3% +4.2
South Dakota 4.9% 3.1% +1.8
Tennessee 10.8% 6.6% +4.2
Texas 8% 5% +3
Utah 6% 3.4% +2.6
Vermont 6.8% 4.7% +2.1
Virginia 6.5% 4.1% +2.4
Washington 9.2% 5.4% +3.8
West Virginia 9% 4.2% +4.8
Wisconsin 8.8% 4.7% +4.1
Wyoming 6.6% 3.4% +3.2
Puerto Rico 15.1% 12% +3.1
Source: Bureau of Labor Statistics


Clicca sull'immagine per ingrandirla

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giovedì 2 luglio 2009

Disoccupazione USA: filtro U3 e filtro U6...


Eravamo tutti in orgasmica attesa e finalmente è uscito il tanto sospirato rapporto sulla disoccupazione USA.
Ha deluso le attese ed ha fatto venire un collasso a Toro Drogato.
Anche se non mi convince del tutto questa repentina discesa delle borse a seguito di un dato brutto ma tutto sommato atteso: in particolare sulla borsa italiana non vedo volumi.

USA: DISOCCUPAZIONE AL 9.5%

Lagging Indicators
(indicatori economici ritardati)
Nel mese di giugno l'occupazione nel settore non agricolo negli Stati Uniti e' diminuita di 467 mila unita’. Gli analisti prevedevano -350 mila, quindi il dato e' nettamente peggiore delle stime.
Il tasso di disoccupazione ha toccato il 9,5%, massimo degli ultimi 26 anni, cioe' dall'agosto 1983.
Secondo l'agenzia Bloomberg il tasso di disoccupazione è salito e il salario orario è rimasto a livelli "stagnanti", offrendo poche conferme sul fatto che il pacchetto di misure di stimolo dell'economia varate dall'amministrazione Obama funzioni.
...Sebbene i licenziamenti siano diminuiti dopo aver toccato il massimo di 741.000 unità a gennaio, l'economia americana continua a perdere impieghi in misura preoccupante. Dall'inizio ufficiale della recessione nel dicembre 2007, sono stati persi in totale circa 6,5 milioni di posti di lavoro.
Secondo numerosi economisti, la disoccupazione è destinata a superare il 10% nel corso dei prossimi mesi e rimanere sopra tale soglia per diverso tempo.
E il quadro è già ora ancor più preoccupante se al totale dei disoccupati si sommano quanti hanno un lavoro solo saltuario o part-time. In questo caso la percentuale sale al 16,5% della forza lavoro totale...

Leading Indicators (indicatori economici di tendenza)
Da segnalare che in giugno la settimana media di lavoro è stata di sole 33 ore, 0,1 ore in meno di maggio. Si tratta di un nuovo minimo storico.
In calo anche i lavoratori stagionali che sono scesi di 37.600 unità. Una flessione questa che preoccupa perché questa componente tende ad anticipare l'andamento complessivo del settore di qualche mese. Il governo infine ha licenziato 52.000 lavoratori, in pratica tutti quelli che erano stati assunti per condurre il censimento 2010...

Nel campo non-agricolo (non-farm payrolls) si sono persi in 12 mesi circa 5,7 milioni di posti di lavoro e negli ultimi 18 mesi consecutivi di contrazione si sono persi circa 6,46 milioni di posti di lavoro.

Interessante è notare come il tasso di disoccupazione in USA possa essere calcolato in base a diversi schemi, o meglio usando dei "filtri" più o meno stringenti che "fanno passare" più o meno disoccupati.

Quello standard è il filtro a maglie strette U3 che "fa passare" un 9,5% di disoccupati.
Lo schema U3 considera le persone senza lavoro, che sono disponibili a lavorare e che hanno cercato lavoro nelle 4 settimane precedenti. E' il popolo delle persone attivamente impegnate a cercare lavoro che include persone che hanno contattato un'azienda, un'agenzia di collocamento, un centro di ricerca lavoro o degli amici; persone che hanno mandato curricula od hanno riempito moduli di richiesta lavoro, o hanno risposto ad annunci oppure hanno pubblicato annunci.

Quello meno usato è il filtro a maglie larghe U6 che "fa passare" un 16,5% di disoccupati.
Lo schema U6 porta alla ribalta anche i lavoratori che hanno accettato forzosamente un lavoro part-time, oppure un lavoro sottoqualificato e sottopagato (per es. un dirigente che si è messo a servire hamburger...), anche se vorrebbero ed avrebbero bisogno di un lavoro qualificato full-time per soddisfare i loro bisogni e per far quadrare il loro budget familiare. Sono quindi dei lavoratori "zoppi" rispetto alle loro esigenze, quindi dei debitori poco affidabili e dei consumatori depotenziati, persone che non riescono a conservare il loro livello di vita.
Lo schema U6 porta alla ribalta anche le persone che cercano lavoro in modo meno attivo, vuoi perchè scoraggiati dalle difficoltà o perchè non hanno mai lavorato ma vorrebbero un lavoro, o perchè hanno cercato lavoro ma più di 4 settimane fa, etc
Il numero dei disoccupati di lungo termine continua ad aumentare: ormai sono 4,4 milioni le persone disoccupate da più di 27 settimane, in incremento netto dai 3,9milioni del mese scorso.
Molti di questi si sono scoraggiati ma nello schema U3 non appaiono.
Insomma usando il filtro a maglie larghe U6 le previsioni danno un tasso di disoccupazione che raggiungerà facilmente il 18%: nel 1929 durante la Grande depressione il tasso di disoccupazione raggiunse il 25%...non siamo poi così lontani da quei livelli.
E stiamo comunque parlando di dati "ufficiali", che normalmente tendono ad essere presentati in veste più rosea della realtà...

Interessante ancora notare come il tasso di disoccupazione sia considerato un lagging indicator ovvero un indicatore economico ritardato: quando la recessione sta finendo ed inizia la ripresa la disoccupazione continua a salire per un certo tempo. E' un dato de-sincronizzato secondo la teoria economica standard (avrei qualcosa da dire in proposito ma ne parliamo un'altra volta).
Alcuni sotto-indici del tasso di disoccupazione vengono però considerati dei leading indicators ovvero degli indicatori economici di tendenza: per esempio i lavoratori stagionali e le ore lavorate, dati che si muovono in anticipo rispetto a recessioni o riprese.
Ebbene entrambi questi leading indicators sono peggiorati (vedi sopra)...

Insomma si tagliano posti di lavoro nei periodi di recessione per ridurre i costi e difendere gli utili: negli USA questi tagli vengono fatti "in scioltezza" e molto rapidamente; specularmente le riassunzioni sono rapide quando la Ripresa fa capolino.
Ma questa volta io intravvedo qualcosa di più...eccone un cenno.
Come scrivevo in Quei "maledetti finanzieri" non vivono su Marte...
....E passiamo al cuore del problema, alla causa primaria dove la crisi finanziaria è solo la punta dell'Iceberg.
La grande crisi che stiamo vivendo non rappresenta infatti una crisi generale del sistema finanziario quanto piuttosto una fase terminale che scaturisce dalla convergenza delle conseguenze economiche e sociali causate dal WTO.
L'Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization) promuove la globalizzazione di tutti i mercati......
Proprio il WTO ha reso convenienti e possibili le tanto famigerate delocalizzazioni produttive che hanno rappresentato sia per gli USA quanto per l'Unione Europea una distruzione a tappeto di tessuti produttivi spesso secolari ed un'autentica emorragia di posti di lavoro ed e capitali a favore di paesi come la Cina e l'India che adesso vengono considerate le due fabbriche del pianeta.
Le grandi multinazionali, sfruttando le economie di scala attraverso i ridicoli costi di manodopera di questi paesi (e sorvoliamo per ora sulle condizioni di lavoro degli operai...), hanno potuto in questo modo aumentare a dismisura i loro profitti aumentando addirittura l'output produttivo, il quale poteva venire assorbito solo dai ricchi mercati occidentali statunitensi ed europei.....
Rifletteteci su e continuate a leggere il resto in Quei "maledetti finanzieri" non vivono su Marte...

Aggiungo a margine come sia stato relegato nella zona d'ombra questo pessimo dato UE
A maggio disoccupazione record nell'area euro (9,5%)
1 luglio 2009
Ancora un leggero aumento per il tasso di disoccupazione nei Paesi che compongono l'area dell'euro: in maggio si è attestato al 9,5% contro il 9,3% di aprile. Era al 7,4% nel maggio 2008.....


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