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martedì 26 febbraio 2019

"7 milioni di americani, un record, hanno smesso di pagare le rate dell’auto: è un dato che sorprende anche la Fed..."

"7 milioni di americani, un record, hanno smesso di pagare le rate dell’auto: è un dato che sorprende anche la Fed..." 
Gli USA si sono giocati meglio di tutti il pompaggio via Banche Centrali della più grande Bolla Globale di sempre post-crack-Lehman Brothers...
ma non è che siano del tutto immuni agli effetti collaterali
che una Bolla del genere innesca per forza di cose.
Solo che - come sempre - sono in posizione ....................

mercoledì 2 aprile 2014

(Why) Strong Buy Ita(g)lia (?): cosa sto intuendo in mezzo alle "spire di fumo" della mia sfera di Cristallo...

Come ben sapete in questo Blog faccio soprattutto analisi macro-socio-economiche di lungo periodo.
Però, qua e là,
ho fatto anche delle saltuarie PROFEZIE PRAGMATICHE di medio-breve, che cercassero di anticipare il mood di come si sarebbero mossi i mercati, i flussi di capitali etc
E ne ho sbagliate ben poche...
anche se le parole profetiche si sono un po' perse nel flusso quotidiano delle migliaia di miei post...
Controllare per credere:
Adesso sto maturando una nuova Profezia, questa volta sull'Italia...
l'illuminazione mi è giunta ieri
mettendo insieme alcuni pezzi del puzzle....................

martedì 18 giugno 2013

La Cina ed il suo "sdoppiamento della personalità"...

La Cina patisce di una grave forma di "sdoppiamento della personalità"...
Non c'è una sola Cina ma ce ne sono (almeno) due...
Una è la Cina "ufficiale" sotto il ferreo controllo dello Stato.
L'altra è la Cina "in nero", la Cina "ombra" che consiste in tutto quello che sfugge al controllo dello Stato...
Questa seconda Cina è probabilmente quella più "vera", quella che sta man mano emergendo come la Cina dominante e le sue dimensioni stanno crescendo.
Quanto a lungo queste due "Cine" potranno convivere insieme?
Quanto l'una sta danneggiando l'altra in questa sempre più assurda commistione di comunismo e di capitalismo?
Difficile a dirsi.

Non so a voi...ma a me questa Cina "in nero" che tenta di sfuggire ad uno Stato opprimente, totalitario, inefficiente e corrotto mi ricorda qualcosa....:-)
Cina, Fitch: se la situazione non cambia esploderà una bolla senza precedenti

A raccogliere le dichiarazioni di Charlene Chu, direttore dell’agenzia di rating Fitch a Pechino è il Telegraph, quotato quotidiano britannico che oggi mette a nudo la situazione cinese, mostrando un quadro non certo idilliaco.

"La crescita drogata dalle attività di credito non reggerà e il problema di una sovracapacità strutturale potrebbe provocare una deflazione alla giapponese"
Questo il riassunto di quanto affermato dall’analista nel corso dell’intervista rilasciata al giornale inglese nella quale ha evidenziato tutta la preoccupazione derivante dal “sistema cinese”.
Un credito che ha raggiunto livelli estremi, incredibili per la storia moderna; fondi speculativi e veicoli d’investimento non strutturati che formano ormai una vera e propria rete di intermediatori finanziari alternativa. ......

mercoledì 27 giugno 2012

Un po' di verità sull'Immobiliare Italiano: IL BOTTO SILENZIOSO (Kein Pfusch®)

Aggiornamento del 28 Giugno alle 17.28
E come LAMPANTE conferma ab contrario alla tesi illustrata in questo post...ecco qui la Negazione che ti tradisce...:-)
Non a caso arriva dal mondo delle Banche....
ue: il 25% delle famiglie italiane non riesce a pagare il mutuo. la smentita dell'abi: è solo l'1,2%
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In un paese feudale&corporativo come l'Italia è difficile trovare informazioni ed analisi indipendenti ed affidabili.
Infatti quasi sempre sono le Corporazioni che gestiscono le fonti d'informazione e le società di analisi che si occupano del settore in cui esse stesse operano.

Per fare un esempio...se salta fuori un'analisi che con Grafici e fior di tabelle ti dimostra che i Notai hanno bisogno di occhiali sovvenzionati dallo Stato perchè svolgono una funzione di utilità pubblica, quell'analisi sarà stata emessa dall'Associazione Notai Miopi Italiani....
E se salta fuori che l'Immobiliare Italiano è in ripresa ed è molto promettente, quell'analisi sarà stata emessa dall'Associazione Costruttori Italiani o da Tecnocasa...

Visto che in Italia è diffusa una vera e propria MANIA psico-genetico-culturale per la CASA DI PROPRIETA'...la potente Corporazione Italiana degli Immobiliaristi
da lungo tempo ha partita facile a cacciarci un sacco di palle ed a rifilarci falsi miti....
come quello che comprare Casa è sempre conveniente, su lungo periodo....
Un po' come quando Ennio-pagliaccio-Doris ci raccontava che comprare azioni è sempre remunerativo sul lungo periodo e mal che vada basterà mediare ogni volta che l'azione scende: per esempio se tu nel 2000 avessi comprato a 14 euro Mondadori che oggi vale 1 euro....beh...sul lunghissimo periodo vedrai che....;-)

Insomma, se volete un po' di Verità sull'Immobiliare Italiano
PRIMA DI TUTTO non perdete i miei articoli
- Finalmente qualcun'altro (oltre a me...) dice la verità sul mercato immobiliare italiano...
- Si moltiplicano i segnali di ALLARME sull'immobiliare italiano

- Italian Dreams: Casa Dolce Casa...(senza nemmeno conteggiare il possibile -50% di effetto New-Lira...)


E poi non perdete la sgamatissima analisi di KEIN PFUSCH®:
tutte le fonti bancarie italiane ONESTE con le quali sono in contatto mi confermano la visione del cattifo cattifo Uriel....:-)
Qui una sintesi (ma non perdete l'intero post che trovate nel suo BLOG):
Il botto silenzioso.
Mi fanno una domanda per email: "perche' mai le banche stanno togliendo credito alle aziende, che pure sono le loro fondamenta, quando hanno ricevuto miliardi all' 1% dalla BCE in due operazione LTRO?"
E perche' hanno preferito comprarci debito -pur sapendo che si sarebbero intossicate di titoli a rischio- anziche' investirli nelle aziende italiane producendo un balzo del PIL?
LA risposta e' nella frase che nessuno vuole dire: in Italia sta scoppiando una bolla immobiliare.
Esistono decine di siti web che hanno postato statistiche............

mercoledì 30 novembre 2011

Eh eh eh...e la Cina torna a riallargare i cordoni del credito


Dopo un lunga terapia a base di tightening
per cercare (senza troppo successo) di raffreddare l'inflazione che rischiava di affamare la popolazione cinese alzando il prezzo del food...o per cercare di dare una calmata alla mega-bolla immobiliare di Shangai&affini
ecco che la Cina torna a "riallargare i cordoni" di fronte a problemi ben più impellenti dei prezzi del riso e dell'insalata (più impellenti dipende per chi...)
Cina taglia coefficiente di riserva obbligatoria dello 0,5%
Finanzaonline.com - 30.11.11/12:19
La banca centrale cinese ha annunciato il taglio di 50 punti base del coefficiente di riserva obbligatoria delle banche commerciali, uno strumento utilizzato dall´istituto centrale per controllare la liquidità del sistema finanziario.......

venerdì 23 settembre 2011

La Cina è in Bolla?

Non perdete i continui aggiornamenti della mia PREZIOSA Lavagnetta Twitter nella colonna di destra del BLOG.

La Cina è in Bolla? (...come tutto il resto delle "Economie Avanzate"?...)
Tutti se lo chiedono dalla mattina alla sera e ciascuno si da la sua risposta.
Jim Chanos è il Gufo specializzato sulla Cina: tutti i giorni ne parla male, afferma che è in bolla, che falsifica i conti, che è piena zeppa di debiti marci e nascosti (fino ad un 200% del PIL!), che ha una crescita sbilanciata, che è destinata all'hard landing ed a frantumarsi etc etc
Ultimamente Chanos ha smontato il mito che............

venerdì 9 luglio 2010

Consumi Inesauribili made in USA...


Purtroppo nella nostra società contemporanea, il livello dei consumi è diventato più importante dell'aria che respiriamo o della qualità della nostra vita...


Da lungo tempo mi sto interrogando sulla misteriosa e miracolosa tenuta sostanziale dei consumi in USA,
se paragonata
ad un livello altissimo di disoccupazione e sotto-occupazione,
a salari in netta contrazione,
al credito al consumo ridotto all'osso (vedi l'ultimo pessimo dato di Maggio: The Ugly Picture of Consumer Credit)
etc etc etc

Il 14 Giugno 2010 nel mio articolo Maggio 2010: Export Cinese +48,5% vs. Vendite al Dettaglio Americane -1,2% ragionavo come segue:
........Va bene, Va bene! Il dato mensile delle Vendite al Dettaglio è volatile ed una rondine morta non fa l'Inverno....
Però il RECUPERO mitologico DEI CONSUMI AMERICANI per me rimane uno dei più GRANDI MISTERI INSOLUTI

Infatti
guardate qui cosa dicono i dati "ufficiali" Retail sales are up 8% from the bottom, but still off 4.6% (SOLO???) from the pre-recession peak.














Ed io circa un mese fa mi chiedevo in
1° Trimestre 2010: il PIL USA cresce dello 0,8% (+3,2% annualizzato)
......Permane IL MISTERO DEI MISTERI al quale non ho ancora trovato una risposta convincente...
"Pare" che il PIL americano del 1° trimestre 2010 sia stato trainato soprattutto da questa cosa qui..."la crescita dei consumi e' stata del 3.6% nel trimestre, la piu' alta dal primo trimestre del 2007 e piu' del doppio rispetto all'1.6% dei tre mesi precedenti"

EBBENE...io non riesco a capire COME CAVOLO i consumi in USA riescano ad essere così pimpanti quando ti trovi 8,5 milioni di disoccupati in più, circa 20 milioni di sotto-occupati che guadagnano una fava, costo del lavoro diminuito parecchio e di conseguenza anche le retribuzioni (che nel 1° trim. 2010 sono rimaste piatte dopo la caduta 2009: ...economic data including an increase in consumer spending to the fastest pace in three years tempered by flat inflation-adjusted disposable incomes...), credito al consumo che continua a ridursi (
Consumer Credit Declines in February), bancomat MEW (segui assolutamente il link) del ri-finanziamento mutui nettamente diminuito....etc etc etc

Alcuni narrano che sia perchè due milioni di americani non pagano i mutui ed attendono il pignoramento (in molti casi congelato per legge o poco conveniente per la banca creditrice): dunque ogni mese avrebbero un sacco di soldi che avanzano da spendere "spensieratamente" (...del doman non v'è certezza...).
Rosenberg: The Only Story Is Deflation, And Consumer Spending Is Only Up Due To Mortgage Walkaways

Altri narrano che sia perchè le catene retail hanno tagliato i prezzi a stecca.

Altri citano dati alternativi sui consumi che raccontano un'altra storia....una storia di
consumi quasi fermi ai livelli minimi della Grande Crisi...
Vedi per esempio
l'indagine della rinomata Gallup (segui LINK per vedere il grafico interattivo) Debunking The Myth Of US Retail Sales Improvement









Vedi anche il confronto/divergenza tra dato "ufficiale" dei consumi e quello di Gallup










Io dico solo che non ho trovato ancora una spiegazione convincente MA SECONDO LOGICA questa galoppata dei consumi USA è un asbsurdum, è qualcosa di inspiegabile come l'avvistamento di un UFO....
Prima o poi ne verrò a capo.

Aggiungo altre due spiegazioni che mi sono costruito nel frattempo.
- i consumi hanno recuperato/tenuto perchè gli americani avrebbero pescato dai risparmi pur in una dinamica di forte disoccupazione e salari discendenti (la sindrome consumistico-compulsiva degli 'mericani è dura a morire...).

Quindi molti analisti fuori dalla schiera dei coca-cow-boys affermano che tali consumi NON saranno SOSTENIBILI A LUNGO...a meno che nel frattempo non s'incrementi seriamente sia l'occupazione che la dinamica dei salari.

- molti americani si sarebbero "spesi" i vari bonus, risparmi fiscali, incentivi etc etc provenienti dall'Obama-viagra-Stimulus-plan (in via di esaurimento).
Insomma se le condizioni Macro-Economiche degli USA dovessero rimanere mediocri e fragili come oggi, una dinamica discendente dei Consumi made in US finalmente MI riconcilierebbe con l'ENIGMA dei dati ufficiali che non tornano........

All'ipotesi tanto folle quanto realistica degli americani che non pagherebbero il mutuo ma scialerebbero i soldi "risparmiati" in consumi voluttuari, si era aggiunta un'autorevole conferma (vedi in questo BLOG Nodi che vengono al pettine: Cara vecchia Grecia...e Catapecchie USA):
....La mitica Meredith (che è diventata famosa per aver anticipato come le proporzioni della crisi dei mutui subprime sarebbero state enormi e come le banche USA fossero alla canna del gas)
NON ha dubbi (ed anche io...): "Meredith Whitney: "No Doubt We Have Entered A Double-Dip For Housing"

E mentre c'era ha tirato giù anche qualche altra RAMAZZATA sugli ALTRI NODI IRRISOLTI d'oltreoceano (tutte cose che i lettori del mio BLOG già sanno da lungo tempo):
Meredith Whitney: "No Doubt We Have Entered A Double-Dip For Housing"

Sul
magico e misterioso recupero dei consumi americani
Retail sales have been stronger only due to consumers not paying mortgages, retail sales have already topped as is....
Consumatori impazziti: "Mai vista una cosa simile: i proprietari di casa non pagano piu' il mutuo, fanno bancarotta, e invece aumentano le proprie spese personali e i consumi".
Il comportamento dei consumatori ha messo in mostra tratti che Whitney sostiene di non aver mai visto prima d'ora.
Una delle anomalie principali e' la tendenza dei proprietari di casa a non pagare i loro mutui ed invece a pagare altre bollette ed aumentare le proprie spese personali (di qui il contraddittorio aumento dei consumi Usa).
..........

OGGI HO TROVATO un altro bel tassello che va ad aggiungersi al tentativo di SPIEGAZIONE del grande mistero "Consumi Inesauribili made in USA..."
Come farebbero i consumi americani a rimanere così pimpanti (relativamente parlando) nel bel mezzo di una mega-recessione umana?
Risposta semplice: merito del Governo Federale....
Meno tasse (i vari bonus assegnati con l'Obama Viagra-stimulus-plan)
e maggiori transfer payments ovvero sussidi di disoccupazione, assegni di welfare etc etc Insomma roba da Komunisti.... :-)
AAA Cercasi Fonte di Consumo maggiormente sostenibile per il futuro prossimo....

How is Spending Still Strong?
Since Lehman collapsed in September 2008, consumption has remained surprisingly strong in the face of high unemployment (thus lower wages), lower asset values, and a collapse in consumer credit.
How?
The government!
Less taxes and higher transfer payments (i.e. unemployment / welfare benefits).





Tutto ciò combacia con quello che rilevavo già qualche secolo fa: lo stesso discorso a TUTTOGGI è ancora valido.
....Latitano dunque i VOLANI duraturi della ripresa: la domanda finale, gli investimenti aziendali, i consumi, etc
...Insomma manca il PRIVATO mentre abbonda a compensazione il PUBBLICO che non può sostituirsi all'infinito....

In un mio passato articolo "
In questo mondo di debiti..." riportai questo Grafico ESEMPLARE che evidenzia come il PUBBLICO abbia sostituito per ora il PRIVATO per compensare gli effetti della Grande Crisi.
Ed in questa accezione i segnali di ripresa sono ancora molto sbiaditi o del tutto assenti.
........

giovedì 15 aprile 2010

Soldi virtuali e Soldi reali


Molto interessante questo scambio di vedute che ho trovato in un super-network americano di Top-Bloggers finanziari.
Infatti negli USA come sempre sono più avanti di noi, anche se certe volte si è dimostrato che è meglio essere "arretrati"...:-)
In ogni caso negli States i Bloggers non sono solamente "lupi solitari della steppa" ma spesso si rafforzano organizzandosi "in branchi" e mantenendo allo stesso tempo la propria indipendenza.
Qualcosetta d'innovativo l'abbiamo provato anche NOI con il progetto di collaborazione Top Bloggers: un piccolo passo per un Blogger ma un grande passo per la Blogosfera...:-)

Ebbene uno dei Top Bloggers economico-finanziari americani

mercoledì 8 luglio 2009

Una seconda scarica di Defibrillatore


Come ripeto a mo' di ritornello da tempo, una marea di denaro pubblico si è riversata sulle banche e sulle economie mondiali.

Gli interventi sono stati principalmente di due tipi
1- La maggior parte dei soldi sono finiti in salvataggi, tamponamenti e tappabuchi del sistema finanziario e bancario lasciando sostanzialmente invariate le strutture proprietarie (a parte i casi senza speranza) e salvando tutto e tutti a caro prezzo, anche chi non lo meritava.
2- Una parte minore dei soldi sono finiti in politiche keynesiane di stimoli all'economia reale, solo DOPO aver dato la precedenza alle banche nella convinzione che le istituzioni finanziarie siano il volano dell'economia con la loro funzione di presta-soldi.
Convinzione fallace: infatti le banche rispondono prima di tutto ai loro azionisti ed a logiche (rapaci) di profitto e di sopravvivenza, pertanto fanno da volano solo quando conviene loro e non per un'istanza di utilità sociale iscritta nel loro DNA...
Ed infatti le banche sono si beccate i soldi gratis dello stato e delle banche centrali e li usano per fare gli affaracci loro...
Solo una piccola parte torna in circolo come volano dell'economia.
Numerose le grida di dolore provenienti dall'imprenditoria su fidi prosciugati, rubinetti del credito chiusi anche per aziende sane o per sforamenti millimetrici etc
Gli imprenditori ed il popolo delle partite IVA per natura si lamentano sempre ma questa volta il piagnisteo è troppo diffuso e strutturale per non dargli credito..
Leggete per esempio qui alcuni esempi di rubinetti chiusi, oppure qui per capire come ragionano le banche "volano" dell'economia...

Ed è solo normale che le banche facciano i loro interessi, per carità!
Anormale è considerarle delle entità che pensano al bene pubblico e quindi trattarle (erroneamente) di conseguenza.
Partendo da preupposti fallaci e mitologici (non voglio nemmeno pensare che ci siano delle connivenze...) si rischia di sprecare parecchio denaro pubblico affidandolo a mani sbagliate...

A febbraio del 2009 è stato approvato il piano Obama di sostegno economico da 789 miliardi di dollari per contrastare gli effetti della recessione economica. Si narrava che attraverso tale provvedimento sarebbe stato possibile creare 3,5 milioni di posti di lavoro. Obama disse che il piano avrebbe consentito all’economia statunitense di “rimettersi in carreggiata”...
Il problema è che le politiche fiscali di stimolo Keynesiano ci mettono tempo ad avere effetto: il corpo dell'economia è grande e complesso e la scossa di defibrillatore arriva al cuore dopo parecchi mesi, semprechè arrivi...senza disperdersi per strada.
Il problema è che il defibrillatore potrebbe essere stato calibrato con una carica di stimolo troppo bassa, anche perchè la condizione del paziente cambia in continuazione con un peggioramento repentino e costante.
Il problema è che la defibrillazione potrebbe essere inefficace perchè il paziente ha bisogno di altri tipi di stimoli oppure è già morto...

Negli Stati Uniti si sta parlando ormai di una seconda scarica di defibrillatore, di un secondo piano Obama di stimolo economico a soli 4 mesi dal primo.
E' come ammettere l'inefficacia e l'insufficienza delle misure già prese, è come ammettere che la sperata ed invocata ripresa non si vedrà a breve ma più avanti, forse...
Le Borse anticipano, le borse scommettono: Toro Drogato come dico da tempo ha scommesso ed anticipato TROPPO scambiando i green shoots per verdi praterie in cui scorrazzare.
Un Toro pericoloso a rischio collasso, un Toro drogato dalla bolla di liquidità messa in campo dalle banche centrali che in buona parte è finita in speculazioni invece che in circolo nell'economia reale...

Tutte queste cose le predico da tempo, anche mentre tutti o quasi erano inebriati da Toro Drogato e "dall'Ottimismo è il profumo della vita" propinato da media ed istituzioni...

Ci potrebbe essere anche un'altra spiegazione più tecnica, contingente ed opportunistica alla correzione delle borse (le cause non vanno mai da sole ma sempre in compagnia, anche se hanno pesi diversi): in questa settimana ci sono tre Aste importanti di T-Bond americani...
Gli USA continuano a battere cassa per finanziarsi il boom del deficit e ripagarsi tutti i soldi gettati nel calderone delle varie AIG, Fannie Mae, Freddy Mac, CiTì, BofA etc etc etc etc etc etc
Il Tesoro Usa si aspetta di emettere almeno 2mila miliardi di dollari di debito nel corso dell'anno fiscale per finanziare il primo pacchetto di stimolo e altre misure di sostegno all'economia.
La prima asta di ieri di t-bond triennali ha deluso sia per la bassa richiesta che per gli interessi più alti del previsto.
Oggi c'è quella importantissima dei t-bond decennali che sono il Punto di Riferimento e domani quella dei trentennali che sono legati a doppio filo con il costo dei mutui.
Insomma come ironicamente scrivevo ieri: "negli ultimi tempi capita che gli indici scendano sul timore che precede queste aste, per poi tirare un sospiro di sollievo quando regolarmente arrivano solide richieste a fronte di rendimenti bassi....
In effetti logica vorrebbe che col deficit americano schizzato alle stelle, con il dollaro che scricchiola, con rendimenti da fame rispetto ad un rischio aumentato, questa aste di Titoli di Stato americani andassero un po' più deserte e costringessero lo stato USA ad alzare i rendimenti rendendo il finanziamento del debito (esploso) più difficile ed oneroso...Ma "misteriosamente" tutti si fiondano a richiedere in asta T-Bond con rendimenti da fame...e dopo si festeggia lo scampato pericolo."
Il mercato di fronte alle borse Toro Drogato ed ai T-bond con rendimenti da fame potrebbe farsi venire dei pericolosi dubbi...meglio prevenirli piuttosto che curarli...

aggiornamento delle 13
Ironicamente il Governatore di Bankitalia Draghi si chiede come mai le banche italiane non abbiano praticamente sfruttato i 442 miliardi della BCE regalati all'1%...
Ma se possono permettersi di rinunciare ai regali della BCE, perchè poi prestano col contagocce?....
;)

P/t Bce a un anno, dubbi Draghi su scarsa presenza banche Italia mercoledì
8 luglio (Reuters)
Il governatore di Bankitalia Mario Draghi si chiede perchè le banche italiane abbiano partecipato in misura molto limitata al p/t di finanziamento a un anno della Bce.
"Sono curioso di sapere perchè (la partecipazione italiana) è stata così bassa visto che si trattava di una raccolta all'1% annuo" ha detto Draghi, parlando a braccio nel corso del suo intervento all'assemblea annuale Abi.
Il governatore ha ricordato che il p/t a un anno della Bce ha raggiunto massimi storici sia nel numero delle controparti (1.121) sia nell'importo assegnato (oltre 442 miliardi di euro).
"La partecipazione delle banche italiane è stata pari a meno del 3% del totale" ha sottolineato.

Ed ancora Draghi si veste da "Crociato"...
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giovedì 2 luglio 2009

L'assedio di Basilea


Basilea è sotto assedio...non da parte dei Turchi...ma da parte degli Europei.

Già a marzo la Merkel aveva messo sotto pressione gli accordi di Basilea 2, giudicati troppo restrittivi e non adatti ai tempi di Crisi.

CRISI: MERKEL, ALLENTARE TEMPORANEAMENTE CRITERI DI BASILEA II
19 mar - La Germania vuole un allentamento dei criteri di accesso al credito bancario e controllo del rischio attualmente regolati dal protocollo di Basilea II. Lo ha spiegato il cancellerie tedesco, Angela Merkel, alla vigilia del summit Ue di Bruxelles. Per il cancelliere, Basilea 2 ''e' troppo prociclica e dunque si rischia un razionamento del credito tra la primavera e l'estate'', promettendo che nel summit Ue, la Germania ''combattera' duramente'' per allentare i criteri di Basilea II.
La Merkel ha spiegato come un allentamento temporaneo di Basilea II potrebbe essere piu' positivo delle misure anticrisi prese dai governi nazionali, ''rifiuto l'idea che servano nuovi interventi di sostegno pubblico all'economia'', ha concluso il cancellerie.

I tedeschi, si sa, sono metodici e costanti: come promesso la Germania sta tornando alla carica per allentare/sospendere Basilea. Lo si desume da un documento preparato dal Comitato Ecfin, che prepara le riunioni dell'Ecofin, in vista dell'incontro dei ministri finanziari europei di martedì prossimo. Berlino vuole una modifica temporanea dei requisiti di capitale per le banche al fine di alleggerire la pressione per il deprezzamento degli asset tossici.

Che le norme troppo stringenti di Basilea 2 possano avere pesanti ripercussioni sul credito alle imprese (soprattutto le PMI), pregiudicando così la ripresa dell'economia reale, è stato sottolineato due giorni fa da Guidalberto Guidi, ex vicepresidente di Confindustria.

Una sospensione di 'Basilea 2' per 18 mesi o due anni
Milano, 30 giu. 2009
E' quanto propone Guidalberto Guidi, presidente uscente di Confindustria Ancma, a margine dell'assemblea annuale dell'associazione svoltasi questa mattina a Milano, per risolvere la querelle che coinvolge banche e imprese in questo periodo di crisi economica.
''L'agenda di governo -ha affermato Guidi- dovrebbe prevedere un incontro a lato del G8 con i ministri dell'economia e i premier dei diversi Paesi per proporre una sospensione di 'Basilea 2' per 18 mesi o per due anni, il tempo necessario per superare questo periodo di crisi economica. In questo modo -ha aggiunto- le banche non avrebbero piu' scusanti per non intervenire a sostegno delle imprese''.

L'assedio a Basilea è portato in forze massicce dal mondo imprenditoriale: già a fine marzo 2009 gli Industriali Lombardi in un articolo del Sole24ore mettevano sotto accusa gli accordi di Basilea 2.
Basilea 2, serve più flessibilità
Martedí 24 Marzo 2009
.........Il tema dei temi, spiega il presidente Giuseppe Fontana nella sua relazione, è ovviamente il credito, mai così vitale come in questi mesi. «Le banche, infatti, devono rispettare parametri di rischio, ma le Pmi, tradizionalmente più esposte ai cicli negativi di mercato devono poter continuare a godere della fiducia». Di qui la proposta di Fontana: «Introdurre, anche temporaneamente, maggiore flessibilità nell'applicazione delle regole di Basilea 2».
... «la crisi sta incentivando il ridisegno del layout produttivo per tenere alto l'export, visto che è crollato il mercato Usa. Anche qui, però: il problema è il credito. Le banche si fermano ai modelli matematici di Basilea 2 invece di venire a valutare in azienda».

E l'imprenditrice Fiorenza Mursia sul Riformista scriveva un'accorata lettera il 18 febbraio 2009, naturalmente esprimendo un giudizio partigiano.
...In Italia le imprese sono soffocate da un sistema bancario che - usando come alibi i rating di Basilea 2 - sta in modo sistematico revocando o riducendo affidamenti e alzando i tassi di interesse. Da imprenditore che vive nel Paese reale, nell’economia reale, posso assicurare al presidente Catricalà che la stretta creditizia c’è, che i tassi di interesse sfiorano il 14 per cento, che il sistema di autofinanziamento (anticipo fatture, factoring, eccetera) sta collassando perché tutti i clienti sono potenzialmente a rischio.
O almeno tali li ritengono gli istituti di credito. Posso anche testimoniare che, contrariamente a quello che ha dichiarato (testuale: «Emerge una politica di finanziamenti del settore bancario italiano che dimostra il suo radicamento al territorio e storicità nei rapporti banca-impresa»), «la storicità dei rapporti banca-impresa» oggi non vale niente e viene annullata da una semplice telefonata.
Ho visto in questi mesi cambiare le facce, letteralmente, delle banche italiane. Dove c’era un funzionario ragionevole e di buon senso che conosceva pregi e difetti delle aziende, oggi ci sono funzionari zelanti che sembrano selezionati sulla base del principio: «Meno pensano meglio è». Le eccezioni si contano sulle dita di una mano.
............
Solo da un quadro corretto della realtà il legislatore potrà trarre giuste e rapide conclusioni. Nel mio piccolo ne suggerisco una: moratoria su Basilea 2. Se hanno allentato i parametri di Maastricht, si potranno bene allentare quelli di Basilea 2 e dire chiaramente alle banche che non possono usarli come clave per disintegrare le aziende.

Ma cos'è Basilea 2?
...Basilea 2 impone al sistema bancario vincoli assai rigidi nel rapporto tra riserve e crediti concessi (impieghi), inoltre fissa delle procedure fortemente vincolanti per l'erogazione del credito. Fondamentale a tal fine la classe di rating che viene assegnata alle imprese: più alta è la classe di merito più agevole è l'accesso al credito sia con riferimento al plafond disponibile sia con riferimento alle condizioni. Al contrario con l'abbassarsi della classe di merito si riduce la possibilità di accedere al credito e si appesantiscono, talora in maniera assai grave, le condizioni.
Di fatto Basilea 2 e quindi le banche legano la concessione del credito e le condizioni al grado di rischiosità dell'impresa. La questione è che la batteria di parametri assunti a base del rating, oltre a puntare sulla virtuosità delle imprese, punta sulla capacità dell'impresa di garantire in tempi fisiologici il rientro e quindi la solvibilità. Di fatto il volume del portafoglio ordini, il fatturato, il cash flow (quindi i tempi d'incasso) diventano essenziali per un'ordinata ed efficace gestione della liquidità aziendale. Il problema è che al momento tutti questi parametri sono generalmente caratterizzati da andamenti negativi. La crisi sta mordendo le imprese singolarmente e come sistema......
La Gazzetta del Mezzogiorno - 30 marzo 2009

Mi riesce difficile esprimere giudizi in merito a questo "assedio, pertanto mi mantengo neutrale.
Gli imprenditori hanno le loro ragioni, le banche hanno le loro ragioni ed "il legislatore" di Basilea 2 ha le sue ragioni.
Posso fare solo alcune osservazioni di principio.
Si ripete che la Crisi è stata causata dal debito eccessivo e la si combatte con ancora più debito (degli stati stavolta).
Si ripete che la Crisi è stata causata dalla deregolamentazione eccessiva e la si combatte allentando ancor più le regole esistenti ed al tempo stesso si proclama ai quattro venti che si scriveranno nuove regole più rigide...
Qualcosa non mi torna...
C'erano rigidi regolamenti ed adesso li si vuole cambiare a gioco in corso, perchè la partita sta buttando male: questo è un pessimo atteggiamento, sempre e comunque.
C'erano delle "zone opache" non regolamentate: per esempio il mondo dell'OTC (Over the Counter), il mondo dei CDS ed il mondo dei Paradisi fiscali...tutti sapevano ma tutti chiudevano un occhio, perchè a molti faceva comodo.
E c'erano regolamenti allentati ad arte come è successo negli USA per il Community Reinvestment Act, forzando le banche ad erogare mutui a cani e porcelli per ragioni politiche ed ellettorali. Proprio questi allentamenti mirati sono stati la causa principale della bolla dei Subprime.
Qualcosa non mi torna...
.

martedì 23 giugno 2009

Sono come noi...sono peggio di noi...


Ormai è nella vulgata comune: i Cinesi imparano in fretta e copiano in fretta.
Parlavo con un imprenditore che produce pompe idrauliche: voleva aprire un impianto in Cina ed ha avuto contatti con i Cinesi, gli ha fatto vedere i suoi impianti di produzione ed i suoi prodotti. Dopo un mese ha partecipato ad un salone e tre stand dopo il suo c'erano i suddetti Cinesi con una pompa idraulica uguale alla sua, di qualità più scarsa, ma che costava 1/3....

I Cinesi hanno imparato rapidamente anche altri atteggiamenti: banfare, spargere ottimismo, far trapelare le notizie al momento giusto, pompare borse e commodities e soprattutto creare Bolle finanziarie...

Vedi stamattina quando il solito funzionario governativo cinese ha fatto trapelare: "La crescita tendenziale del prodotto interno lordo cinese nel secondo trimestre accelererà probabilmente avvicinandosi all'8% dopo il 6,1% registrato nei primi tre mesi...In generale, sia che sia in termini di Pil, produzione industriale, crescita o produzione di acciaio, energia o altri dati, a meno di grosse sorprese, possiamo in sostanza dire che attualmente l'economia nazionale ha toccato il fondo e che il periodo più difficile sia passato".
Notevole: in grassetto e copiata alla lettera la frase che abbiamo letto 1000 volte in questi tre mesi in Europa, UE, Giappone...I Cinesi, si sa, imparano in fretta...
Anche se possono ancora migliorare: quel "a meno di grosse sorprese" il funzionario cinese poteva risparmiarselo...ma è ancora in rodaggio e si correggerà presto.

Verrebbe spontaneo chiedersi: ma la Cina a chi piazza questo suo fantastico +8% di PIL?
Un PIL basato al 60% sull'export, mentre gli stati importatori dell'UUG (Usa+UE+Giappone) stanno attraversando la peggiore crisi dal dopoguerra, con un crollo dell'import, dei consumi, della produzione industriale, delle commesse in giro per il mondo...
Un PIL a +8% mentre l'export cinese crolla a maggio del -26,4% ben oltre le previsioni e l'import del -25,2%...(vedi Don Chisciotte contro i mulini a vento).
Vabbè...la Cina è uno stato enorme, hanno un sacco di spazio dove accumulare scatoloni e pallets di roba invenduta...
Oppure in 5 mesi hanno sviluppato un super-mercato interno di consumatori voracissimi che hanno tre lavatrici e 4 automobili ciascuno...

Certo che nel bel mezzo della più grave crisi dal dopoguerra avere un PIL che dal +10% dell'anno scorso è sceso solo al +8% è un vero Miracolo...
Un fenomeno che sfida le leggi della gravitazione universale, anche se la scienza economica non è esatta come la fisica...

Taroccamenti tipici di uno stato totalitario a parte, i motori del miracolo potrebbero essere due
1- Il super-piano di stimoli messo in campo dal governo Cinese che ha calato 500 miliardi (se ben ricordo) di dollari sonanti presi dalle riserve, e non futur-dollari creati con la bacchetta magica del debito...
2- Il Diktat del governo centrale alle banche cinesi di aprire di colpo i rubinetti del credito a più non posso: +100% rispetto all'anno scorso, il doppio! In numeri fanno 900 miliardi di dollari di credito erogati dalle banche cinesi nei primi 5 mesi del 2009.
A questo ritmo alla fine dell'anno le banche avranno prestato circa 1800 miliardi di dollari contro un PIL della Cina annuale di 3200 miliardi di dollari...
Insomma è stato erogato credito per 900 miliardi+500 miliardi di riserve in dollari sonanti=1400 miliardi per far salire il PIL dell'8% ovvero di circa 250 miliardi...
Direi che i cinesi ci hanno copiato anche il concetto di BOLLA...e la loro copia forse è più gonfiata dell'originale...
(vedi nel mio Blog La salvezza vien dalla Cina seguendo i vari link interni, vedi anche questa analisi)
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martedì 5 maggio 2009

Ripresa made in China


La Cina ormai è una grande potenza economica che ha un peso sempre maggiore sulla bilancia dell'economia globale e globalizzata.
In base ai dati del 2007, la Cina è diventata la terza potenza economica del Mondo per PIL nominale, alle spalle di USA e Giappone, sorpassando la Germania.
La Cina prima di tutto è stata la "fabbrica manifatturiera" del mondo avanzato, e sostanzialmente è ancora questo il suo ruolo principale.
Ma sta cercando di evolvere verso nuove peculiarità: sta sviluppando un mercato interno che farebbe gola pure ai marziani (se esistessero) come pure un mercato del lusso (quello non manca mai dai tempi dei Faraoni egiziani a quelli del Re Sole); sta sviluppando un ruolo primario anche nel campo della ricerca.
Queste evoluzioni cambieranno le carte sul tavolo da gioco mondiale: prevedere tra quanto tempo succederà è molto difficile, se non impossibile.
Anche perchè in Cina si può parlare solo di "tendenze in atto", ancora velleitarie ed incomplete: per esempio la Cina non ha ancora lontanamente sviluppato un mercato di consumi interni autosufficiente e maturo, e per questa ragione è ancora legata a doppio/triplo filo con i paesi consumatori USA, UE ed affini.
La Cina, quando il Dow Jones era a 14.000 punti veniva invocata insieme ad altre potenze emergenti (India, Brasile) come la ragione per cui si poteva e doveva arrivare a 20.000 punti...
La Cina adesso viene invocata come la causa primaria per la quale la recessione potrebbe finire molto presto ed il dow jones tornare almeno a 10.000 punti od anche 12mila...
Insomma è sempre la Cina a sparigliare le carte e ad essere invocata come la panacea.
Ma lo stato cinese è caratterizzato anche da enormi problemi, da squilibri strutturali e gestionali.
Prima di tutto viene percepito come un paese "moderno" mentre è un paese del terzo mondo, nel senso che 1.1 miliardi di cinesi vivono come nella Nigeria e 200 milioni di cinesi vivono in un contradditorio mix di modernità ed antichità, di nuove conquiste e sfruttamento.
Pertanto ci sono enormi "distanze" tra "centro" e "periferie" del paese: una mappa a "macchia di leopardo" con rare isole di "modernità" in estessisimi territori primitivi. Questa situazione crea anche forti tendenze secessioniste e centripede, severamente contrastate dal governo centrale.
E non dimentichiamoci che la Cina ormai è un paese capitalista-consumista nei fatti, ma al vertice ha ancora una burocrazia di tipo comunista, di partito, di apparato.
Pertanto quando arrivano dati macro e previsioni dalle autorità cinesi, è necessario prenderle sempre con le molle perchè sorge spontaneo il sospetto che siano dei "falsi made in china"...
Se gli USA, ovvero una delle più avanzate democrazie del mondo, hanno messo in piedi una colossale operazione dissimulatoria di "polvere sotto il tappeto" e "trucchi contabili"...immaginatevi la Cina che cosa è in grado di raccontarci...
Almeno negli USA c'è il normale gioco politico dove democratici e repubblicani si scoprono gli altarini a vicenda, dove esistono giornali e giornalismo di altissimo livello, dove la rete con i suoi blog e la sua libera circolazione d'informazioni non permette nemmeno ad un moscerino di sfuggire agli occhi implacabili degli internauti, dove professori di economia (anche premi nobel) discutono apertamente
dati, previsioni, politiche governative, ricette alla crisi su blog, web-forum real time, giornali, conferenze.
In Cina esiste invece un partito unico ancora potentissimo, un controllo di ferro su tutte le istituzioni del paese ed un controllo pazzesco su tutti i media (web compreso) e sulle persone.
Se
il Premier Cinese Wen Jiabao decide che domani in Cina piove, domani in Cina pioverà anche se c'è un sole pazzesco...

Alla caratteristica tipica dei Regimi di alterare ed abbellire la realtà delle cose, secondo George Friedman (grande esperto di Asia e Cina) bisogna aggiungere anche una componente "antropologica" o culturale: in Cina è fortemente radicato l'imperativo etico di "salvare la faccia" sia a livello personale, che familiare, che d'impresa e per trasposizione anche a livello di Nazione nel suo insieme.
Pertanto è abitudine radicata "mentire", "aggiustare i dati" per migliorare ed abbellire la facciata in pubblico, mentre dietro le quinte magari prevale il pessimismo e si "lavano i panni sporchi in casa".
Sommando la componente di regime a quella antropologica, la Cina diventa un vero e proprio Rebus da decriptare: risulta pertanto difficilissimo distinguere la verità dalla falsità in mezzo ai dati macro che provengono da quel paese, molto più che in altri casi.

Tornano a Friedman, assai interessante il suo articolo China Is Not Another Ascendant Superpower, It's Just Another Nation with Structural Problems... il titolo è già esemplificativo.

Ne cito alcuni stralci esemplari, che vi traduco.
...L'economia cinese è ostaggio del sistema internazionale, in prima istanza dell'economia americana. La Cina è incapace di coprire con consumi domestici la sua produzione industriale. Così quando gli USA prendono un raffreddore, la Cina si becca la polmonite. E' importante capire che la Cina non ha ancora un'economia che concepisca l'importanza dei consumi domestici. L'economia cinese è esageratamente orientata all'esportazione e quindi ostaggio dei paesi consumatori....

...Io credo che la ragione fondamentale delle "incompresioni" sulla Cina è che risulta facile saltare a conclusioni superficiale su questo Paese (e sull''Asia in generale) perchè perchè i "veri" problemi di queste nazioni e culture rimangono dietro la superficie e non vengono discussi in pubblico....

...In altre parole nulla è come sembra in Asia. Questo non significa che la crescita della Cina sia illusoria. Significa però che i problemi strutturali del paese sono mascherati come problemi di percorso e saranno sempre mascherati in questo modo....

..Mentre in Cina la Leadership decanta in pubblico la "grande prosperità della Cina", quella stessa leadership sta segretamente comprando in contanti case a Vancouver od a Los Angeles, come rifugio per le loro stesse famiglie se le cose in Cina dovessere precipitare. Perchè si comporterebbero così se veramente fossero ottimisti sull'ascesa della Cina? ...
...Ai visitatori vengono mostrati i nuovi impianti di purificazione dell'acqua, ma non gli viene detto che i filtri non vengono mai cambiati, perchè sono troppo cari.
Ai visitatori vengono mostrate le fabbriche che fanno turni di chiusura di giorno imposti dai regolatori, ma non che quelle stesse fabbriche funzionano segretamente di notte.
...I visitatori vengono allettati dalla notizia dell'apertura di impianti di produzione medicinali, ma non gli viene mostrato che producono copie perfette di medicinali che non contengono il principio attivo, ma che vengono venduti come "medicinali reali" con enormi profitti proporzionali agli enormi danni che causano sui consumatori alla ricerca di una cura...
I media cinesi dichiarano che una fabbrica che imitava moto Giapponesi è stata chiusa, ma non riportano che la fabbrica è stata riaperta una settimana dopo nella città vicina...E così via...

I cinesi hanno imparato il valore di falsare le statistiche dai maestri della frode che presiedono i governi degli USA...i quali ormai di routine taroccano inflazione, disoccupazione ed altri importanti dati statistici secondo le esigenze della politica, non appena le "cattive notizie" possono far lievitare la domanda di cambiamento dello status quo.
Come conseguenza, sarebbe necessario accogliere tutte le statisitiche "ufficiali" presentate dal Governo Cinese con lo stesso od anche maggiore scetticismo con cui accogliamo le statistiche fittizie del Governo USA...

Pertanto quando leggo che il SIC, un centro studi governativo cinese, prevede in Cina una crescita del PIL al 7%, in miglioramento dal +6.1% del primo trimestre... mi viene spontaneo prendere questi dati con le molle e con i guanti d'amianto...
Anche perchè si parla di un crollo dell'export del 20% e fischia.
I gestori si stanno comportando come se la recessione finisca entro l'autunno o forse persino entro agosto e inizi una ripresa trainata dalla solita Cina che scalpita e che mantiene indicatori economici col segno +.....
Ma la realtà è un po' diversa: nei primi tre mesi del 2009 in Cina, su ordine del governo, le banche (che sono statali, ricordiamolo...), hanno erogato più credito che in tutto il 2008.
Questo è un dato affidabile e molto meno manipolabile del PIL: 4600 miliardi di yuan ovvero 800 miliardi di dollari! Annualizzato vorrebbe dire 3000 miliardi di dollari di credito nel 2009 contro un economia da circa 4000 miliardi!
In Cina c'è stata in questi mesi un'alluvione di credito che ha drogato qualunque indicatore, e se l'alluvione non continuerà, è probabile una prossima e brusca frenata, altro che Cina trainante...

Insomma la Cina ha scopiazzato dagli USA e dai paesi occidentali anche il sistema per generare il boom 2003-2007, ovvero erogare credito a go-go ad un ritmo anche triplo rispetto alla crescita dell'economia reale...La magia del DEBITO infinito...
Gli USA e gli occidentali hanno perso un po' il "tocco magico" e la loro "bacchetta del debito" per ora è inceppata, per cui hanno passato il testimone (e la bacchetta) alla coraggiosa e magica Cina...
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venerdì 24 aprile 2009

Una bolla soporifera...


Dopo la bolla dei mutui subprime, negli Stati Uniti rischia di scoppiare da tempo una seconda bolla: quella delle carte di credito, creando una contrazione dei consumi ancora più marcata, visto che negli USA tutti usano la carta anche per consumare un hot dog...
(vedi I Cinesi presentano il conto e Carte & Tarocchi)

Il Presidente Obama si sta dunque impegnando in un piano specifico di intervento sulle carte di credito, la cui messa a punto è costellata di varie riunioni.

Guardate un po' il suo Consigliere Economico Larry Summers come segue con attenzione un importante incontro con i funzionari delle carte di credito: si è addormentato mentre sta parlando il Presidente degli Stati Uniti!
Probabilmente ha lavorato giorno e notte a nascondere la polvere sotto il tappeto ed adesso fatica a stare sveglio...



Il nostro Larry è il Direttore del Consiglio Nazionale Economico della Casa Bianca: è la vera mente della Politica Economica di Obama; si dice che tiri i fili anche del Segretario al Tesoro Geithner; sicuramente, dai tempi dell'Amministrazione Clinton, è una vera eminenza grigia.
Insieme a Bob Rubin, Larry fa parte della "banda del buco nero" che ha creato i presupposti della Grande Crisi: cultura del debito, leverage esasperato, derivati OTC* in libertà, deregulation a stecca, mutui e carte di credito per cani e porcelli (anche per chi non poteva dare quasi nessuna garanzia di rimborso)
Un breve inciso su Bob Rubin: il suo cursus honorum è il seguente in ordine cronologico 1-capo di Goldman Sachs 2-Segretario al Tesoro ai tempi di Clinton 3-Presidente di Citigroup 4-oggi consigliere di Obama...Salta subito agli occhi come negli USA si entri nel palazzo di una banca d'affari, per poi passare al palazzo del governo, tornare nel palazzo di una banca e rientrare nel palazzo del governo...Bene inteso: nessun conflitto d'interessi, nessuna commistione tra banche e potere esecutivo, grande imparzialità...non facciamoci venire strani dubbi.
* Over the Counter, ovvero fuori dai mercati regolamentati
(vedi in MERCATO LIBERO l'ottima definizione di "governo dei banchieri")

Traccio un brevissimo quadro riassuntivo: approfondiremo un'altra volta questa storia.
In effetti le responsabilità più rilevanti del disastro finanziario che ha investito gli USA sono da ricercarsi nei gabinetti Clinton I e II, che con Rubin (all'epoca Segretario al Tesoro) e Summers hanno:
1) Privato le autorità di vigilanza del potere di controllo sui derivati
2) Abrogato la Stegall-Glass Act che separava retail Bank ed investment Bank
3) Allargato il Community Reinvestment Act forzando le banche a prestare a cani e porcelli per ragioni politiche ed ellettorali, soprattutto nei confronti delle comunità sud-americane in fortissima crescita. Per esempio si incoraggiavano le banche a prestare fino al 120% del valore dell’immobile senza apporto iniziale e senza un minimo di garanzie di rimborso da parte del creditore: chiunque, anche un disoccupato, otteneva il mutuo. Forti ammende e ostacoli burocratici alle operazioni erano i mezzi di pressione usati sulle banche.
Freddie Mac e Fannie Mae - le due grandi ex-istituzioni finanziarie del mutuo e della "casa per ogni cittadino americano" (come sancito a lettere d'oro nel loro Statuto), i due grandi "buchi neri dei suprime" ora nazionalizzate - hanno iniziato a degenerare proprio in quel periodo.
4) E' stata fatta una strenua opposizione ad ogni tentativo di regolare i subprime
5) Con Greenspan, hanno giocato con i tassi bassi e fatto esplodere la massa monetaria provocando la bolla immobiliare più grande della storia ed anche la bolla della New Economy.

In seguito si è cercato di metterci una pezza, passando alla contabilita "mark-to-market" (recentemente cancellata) e con il Sarbanes-Oxley Act per rimettere un po’ d’ordine e trasparenza nei bilanci societari dopo lo scandalo Worldcom ed Enron.
Ironia della sorte, quel Rubin che provocò questi sfaceli (insieme a Summers e qualcun altro), dopo avere affondato Citigroup, è tornato al governo come consigliere economico, insieme a Summers, ed al suo ex-delfino Geithner...
E da questa "banda del buco nero" dovremmo aspettarci la soluzione finale alla Crisi...
Siamo in buone mani...

Terminiamo con un po' di Gossip facendo i conti in tasca al nostro Larry (tra parentesi i Blog di Gossip sono i più seguiti al mondo: se mi mettessi a pubblicare i nudi hard-core di Corona e Belen, invece di parlare della Grande Crisi ed altri argomenti "irrilevanti"...farei almeno 100mila accessi al giorno).
Larry Summers nel 2008 ha guadagnato la bellezza di 8 milioni di dollari di cui ben 5,2 milioni di dollari dagli Hedge Funds, ovvero dai "cattivi".
Ha preso anche centinaia di migliaia di dollari per le sue frequentazioni e conferenze presso le ex-grandi firme di Wall Street come J.P. Morgan, Citigroup, Goldman Sachs and Lehman Brothers.
Ha preso 147mila dollari semplicemente per stare seduto nel consiglio d'amministrazione della Roubini Global Economics...ovvero è riuscito a prendere soldi addirittura da Roubini, il Doctor-Doom, il Gufo per antonomasia...
C'è perfino un'entrata di 225mila dollari dalla Nigeria per la collaborazione col giornale This Day pubblicato nel paese africano...
Larry Summers deve essere l'unico uomo nella storia ad avere risposto a quelle e-mail di spamming che ogni tanto ci arrivano da paesi lontani ed esotici tipo la Nigeria col messaggio "vuoi guadagnare un sacco di soldi facendo poco o nulla, rispondi a questa e-mail"...e nel suo caso ha funzionato...
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lunedì 23 marzo 2009

Carte & Tarocchi


Qualche giorno fa leggevo che si prospettano tempi duri per il colosso delle carte di credito American Express: la società potrebbe chiudere in perdita sia il 2009 che il 2010 a causa della crescita delle insolvenze delle carte di credito. Solo qualche giorno fa la società ha lanciato un "alert", comunicando che sono risultate in crescita dal 4,7% di fine dicembre al 5,3% di febbraio le insolvenze delle carte di credito.
Per dare un'idea del rapido peggioramento della situazione, alcuni analisti avevano previsto un utile per azione di 90 centesimi per quest'anno e di 1 dollaro per l'anno prossimo, ed hanno recentemente corretto il tiro: Amex riporterà una perdita per azione di 41 centesimi per il 2009 e di 22 centesimi per il 2010.
Non dimentichiamo che a novembre 2008 American Express si è messa sotto l'ombrello del Tesoro Usa: la Fed infatti, con una decisione epocale, ha autorizzato il colosso Usa del denaro di plastica a prendere lo statuto di banca; in questo modo gli ha permesso di beneficiare degli apporti di capitale previsti dal Tesoro Usa in aiuto alle banche.

Gli americani come ben sappiamo sono dei consumatori voraci, uno sciame di cavallette a confronto è molto più morigerato...Gli USA contano 300milioni di abitanti, solo 1/20 della popolazione mondiale ma consumano ben il 30% delle risorse della terra.
Per mantenere un tenore di vita al di sopra delle proprie possibilità, viene utilizzata l'arma del DEBITO sotto le più svariate forme e mutazioni.
Dei mutui subprime ormai sappiamo tutto o quasi, e ne abbiamo sentito parlare fino alla nausea.
Si sente parlare meno delle carte di credito subprime: anche in questo caso è stato ampliato il credito a fasce di popolazione con alta percentuale d'insolvenza sia per ragioni politico-elettorali che per ampliare ulteriormente il parco consumatori.
"Naturalmente" questi crediti collegati alle carte (come è successo per i mutui) sono stati cartolarizzati ovvero impacchettati e ceduti a terzi i quali a loro volta hanno emesso dei bond basati su quei crediti che gli hanno permesso di generare altri crediti. Su primi due anelli di questa catena se ne sono "agganciati" molti altri con la generazione di derivati strutturati nei quali è stato impacchettato di tutto (per es. i crediti di cui sopra + un derivato sul petrolio + titoli di stato + un paniere di azioni) il tutto rigorosamente con leve fino a 50 volte...
Insomma la stessa catena di Sant'Antonio dei mutui subprime, nella quale a causa della catena esponenziale basta che un 5% non paghi più il mutuo...e CRAAAASHHH

Aggiungiamo che il meccanismo della carta di credito, anche senza l'aggravante del subprime, subisce naturaliter un grave rallentamento quando la recessione avanza ed aumenta il tasso di disoccupazione: infatti si combinano tra di loro in un mix implosivo alcuni elementi come
la diminuzione dei consumi,
la maggiore propensione al risparmio,
il posticipo degli acquisti e degli investimenti,
il forte incremento dell'insolvenza a causa dell'aumento dei disoccupati
e la diminuzione delle linee di credito da parte degli emittenti di carte,
Tutti questi fattori costruiscono un contesto di Debt deflation o Credit Crunch...dipende da quale parte la guardi (contrazione del debito e del credito).

Come già successo con i mutui subprime, lo scoppio della bolla credit cards potrebbe estendersi ad altri settori, visto che sui mercati si prevede ci siano circa 365 miliardi di dollari in titoli legati all'esposizione su questo strumento (ma vedrete che come sempre saranno almeno 5-10 volte tanto...). Le carte di credito infatti sono il punto di incontro tra la crisi finanziaria e quella dell' economia reale e nel momento in cui i consumatori non riescono a ripagare i debiti contratti, rischiano il default. Negli USA ad aggravare la situazione è la radicata cultura del debito, che ha fatto crescere l' esposizione sulle carte fino a circa 2000 miliardi di dollari e l'apertura di linee di credito per 5000 miliardi di dollari.

A complicare un quadro già complesso è stata l'introduzione della carta di credito revolving: mentre una normale carta di credito comporta il rimborso in una tranche unica del saldo di fine mese, una carta revolving permette di rateizzare tale saldo attraverso soluzioni personalizzabili ma comunque a caro prezzo, pagando fino ad un 30% d'interessi annuali.
Molto spesso la carta revolving è stata offerta come via d'uscita al maggiore livello d'insolvenza della carta normale: quando non si riusciva più a pagare il saldo di fine mese, ti veniva offerta la possibilità di rateizzarlo ed in seguito di cumulare sempre più debito potendo continuare ad usare la carta di credito. Una forma mascherata di credito al consumo, ad accrescimento costante (parleremo presto anche di questo fenomeno).
Insomma calza a pennello la storiella (vera) che citavo qualche giorno fa in I Cinesi presentano il conto
......questa estate una signora americana mia amica mi ha raccontato che tutte le signore sue conoscenti usano la carta di credito per fare shopping. Fin qui nulla di strano: il problema è che a furia di consumare sopra le loro possibilità non riescono più a rimborsare entro il 10 del mese successivo le spese del mese precedente. Invece di sospendergli la carta, gli istituti di credito hanno permesso alle desperate housewives di accumulare fino a 30-40mila dollari di debito. E successivamente, invece di fare un severo recupero del credito pignorando anche i bigodini di queste signore...hanno loro proposto di pagare mensilmente solo gli interessi sul debito cumulato ed intanto possono continuare tranquillamente a spendere. It is only a piece of plastic commentavano le rispettabili signore americane...con ancora tutti i loro bigodini in testa...Indovinate un po' chi ha comprato dagli istituti di credito americano il debito di quelle carte??...Permettendo di fatto che si continuasse a spendere e consumare...

E storiella per storiella (sempre vere purtroppo) i cugini britannici hanno fatto di meglio, del resto la maggior parte delle "invenzioni" della finanza USA sono nate a Londra.
Un quotidiano britannico ha pubblicato la storia di un cinquantunenne che ha accumulato un debito di 58.000 sterline su 14 carte di credito e finanziamenti vari. Con l’impennata dei costi del carburante, dell’elettricità e del gas non riusciva più a pagare gli interessi, Deplorando, col senno di poi, la sconsideratezza che lo ha gettato in questa situazione spiacevole, se la prendeva con chi gli aveva prestato il denaro: parte della colpa è anche loro, diceva, perché rendono terribilmente facile indebitarsi. In un altro articolo pubblicato lo stesso giorno, una coppia spiegava di aver dovuto drasticamente ridurre il bilancio familiare, ma esprimeva anche preoccupazione per la figlia, una ragazza giovane già pesantemente indebitata. Ogni volta che esaurisce il plafond della carta di credito subito le viene offerto in prestito altro denaro. A giudizio dei genitori le banche che incoraggiano i giovani a prendere prestiti per acquistare, e poi altri prestiti per pagare gli interessi, sono corresponsabili delle sventure della figlia.

E' stata progettata, costruita e promossa una Fabbrica del Debito: l’offerta di un prestito è costruita in modo da alimentare ed incrementare il bisogno di indebitarsi.
L’introduzione delle carte di credito è stata un'icona di questa cultura: lo slogan più famoso sussurrava con voce suadente «Perché aspettare per avere quello che vuoi?».
Un volta per comprare qualcosa bisognava accumulare le monetine nel porcellino, faticosamente e per lungo tempo. Poi un giorno con grande gioia (e con qualche rimpianto e complesso di colpa...) si rompeva l'ormai familiare porcellino e si andava a comprare "l'oggetto del desiderio" pagandolo in contanti tra l'approvazione della famiglia, del negoziante e degli astanti.
Ma adesso con la carta di credito (sopratutto se revolving e quindi con il credito al consumo) si può invertire l’ordine: prendi subito, paghi dopo. La carta di credito rende liberi di appagare i desideri a propria discrezione: avere le cose nel momento in cui le vuoi, non quando te le sei guadagnate e te le puoi permettere. Si può appagare il desiderio quando si vuole, ma anticipare la conquista dell'oggetto non lo renderà più abbordabile. Molto spesso sarà differita solo la presa di coscienza della triste realtà.
Mettere i soldi da parte e comprare l'oggetto desiderato pagando in contanti l'intera somma dovuta, è diventato un atteggiamento da originali, visto con sospetto o con derisione.
Una delle maggiori società di carte di credito presenti in Gran Bretagna ha suscitato pubbliche proteste nel momento in cui ha scoperto il suo gioco rifiutando il rinnovo delle carte ai clienti che pagavano ogni mese il loro intero debito, senza quindi incorrere in sanzioni finanziarie.
Alle istituzioni finanziarie interessa avere come loro clienti dei perenni debitori, perché si è fatto sì che lo status di debitore si auto-perpetui e si continuino a offrire nuovi debiti come unico modo realistico per salvarsi da quelli già contratti.
Negli Usa il debito medio delle famiglie è cresciuto del 22%, negli ultimi otto anni di apparente crescita economica senza precedenti. L’ammontare totale dei prestiti su carta di credito non pagati è cresciuto del 15%. Ed ultimo fattore veramente preoccupante, il debito complessivo degli studenti universitari, la futura élite politica, economica e spirituale della nazione, è raddoppiato.

Poi è arrivata "la Grande Crisi" ad inceppare questo meccanismo pefetto, che sembrava essere mosso dal "moto perpetuo". E le storielle o gli aneddoti che si possono trovare sulle carte di credito hanno cambiato tono...improvvisamente e radicalmente.

Usa, predicatori contro la crisi: carte di credito nel microonde
In tempi di crisi anche nelle chiese i predicatori devono adeguare la preghiera ai nuovi bisogni. Durante i suoi sermoni il predicatore Kevin Cross invita i fedeli a bruciare le proprie carte di credito: in padella o in un apposito microonde .... L'intento, in ogni caso, è quello di dare alla gente qualche consiglio su come spendere e risparmiare in maniera responsabile. E il messaggio finale è: «Molti sono schiavi dei debiti e come tali non posseggono le cose per le quali si sono indebitati ma sono posseduti da quegli stessi oggetti». Di qui l'idea di tagliare, bruciare, eliminare le carte di credito.


ed ancora, nel contesto di Debt deflation o Credit Crunch di cui parlavamo prima...

American Express abbassa i limiti di utilizzo delle sue carte ed offre bonus a chi rimborsa subito.
«Wayne Brown ha un dilemma», scriveva recentementel'agenzia Bloomberg. Il "signor Rossi" americano, infatti, non sa cosa fare con la sua carta di credito American Express: se decide di ridurne l'utilizzo, è probabile che gli venga ridotto il massimale. E se non effettua un pagamento importante, è probabile che il suo tasso d'interesse schizzi alle stelle.....Circa il 45% delle banche americane ha ridotto i limiti per le nuove e le vecchie carte di credito, secondo un rapporto pubblicato a gennaio dalla Federal Reserve. Un trend che proseguirà anche nel prossimo futuro. Complessivamente, il credito accordato ai possessori di carte potrebbe essere ridotto di 2 mila miliardi di dollari nel prossimi 18 mesi, aggiunge Meredith Whitney, ex analista di Oppenheimer & Co. in un report. E non è il solo dato a far comprendere quanto i colossi americani delle credit cards siano ancora lontani dal superare le loro difficoltà.
American Express in questi giorni sta offrendo in bonus di 300 dollari ai propri clienti, a patto che questi ultimi accettino di rimborsare l'intero debito contratto entro il 30 aprile...

Insomma si stringono i cordoni della borsa, prima allargati a dismisura.
Storicamente le carte di credito in USA hanno avuto, insieme ad altre "ingegnerie" finanziarie, il compito di stimolare i consumi, spesso attraverso il debito.
Al momento attuale vi sono circa 5000 miliardi di dollari di linee di credito aperte in America e circa 800 miliardi sono al momento utilizzati, questo è quello che dice l'analista Meredith Whitney (sopra citata), una delle "Cassandre" che hanno anticipato la grave crisi finanziaria che ha colpito l'America.
La Whitney però mantiene la sua analisi entro i limiti del "circolo vizioso" e si preoccupa del prossimo Credit Crunch che rischia di innescarsi proprio "dal restringimento" delle carte di credito...come questa vignetta illustra perfettamente...

......Le carte di credito "rappresenteranno il prossimo credit crunch", a causa della contrazione delle linee di credito, che abbasserà la spesa dei consumatori colpendo l'economia Usa. Parola della nota analista finanziaria Meredith Whitney. "Ci sono pochi dubbi sull'importanza della spesa dei consumatori per l'economia Usa e i suoi molteplici effetti sull'economia globale, ma quello che è sotto stimato è il ruolo della disponibilità delle carte di credito in quella spesa", ha scritto Whitney sul Wall Street Journal. Benché il credito si sia esteso "troppo liberamente negli ultimi 15 anni" e che la razionalizzazione dei prestiti sia inevitabile, ciò che occorre evitare è "togliere il credito alla gente che ha la capacità di pagare i propri conti", ha spiegato Whitney, AD di Meredith Whitney Advisory Group. Whitney ha aggiunto che le linee di disponibilità si sono ridotte di circa 500 miliardi di dollari solo nel quarto trimestre del 2008; stima poi che oltre 2.000 miliardi di dollari di linee saranno tagliate nel 2009 e un'ulteriore riduzione di 2.700 miliardi si registrerà entro la fine del 2010. "Inevitabilmente, le linee di credito continueranno ad essere ridotte in tutto il sistema, ma la velocità a cui sta già avvenendo e continuerà ad avvenire avrà conseguenze sulla fiducia dei consumatori, sulla spesa e su tutta l'economia", scrive ancora Whitney. Negli ultimi 20 anni, gli americani hanno usato le carte di credito come uno strumento di cash-flow, ha aggiunto, sottolineando che il 90% degli utenti le usa in modalità "revolving" (ossia che consentono di rimborsare a rate il saldo di fine mese) almeno una volta all'anno e oltre il 45% ogni mese. Per Whitney la prossima crisi sarà quella delle carte di credito.

Insomma la nostra "Cassandra" suona l'allarme sul non "restringere" troppo le carte di credito, altrimenti si "restringeranno" anche i consumi degli americani che rappresentano bel il 70% del PIL USA: i consumi vanno preservati come se fossero una ricchezza...ed insieme a loro va preservato anche il credito/debito che li sostiene, anch'esso come se fosse una ricchezza...
Come dicevo...Debt deflation o Credit Crunch...dipende da quale parte la guardi (contrazione del debito e del credito)
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