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sabato 25 gennaio 2014

Argentina: la triste storia di Pablo e di un Samsung Galaxy S4...

L'Argentina è tornata prepotentemente agli "onori" della cronaca:
avrete letto a destra e manca del mitico crollo da -14% in un solo giorno del suo "sovranissimo Peso" ...
....Giovedì nero per il Peso argentino che nella giornata di ieri ha segnato un crollo del 14%, peggior tonfo giornaliero degli ultimi 12 anni.
A preoccupare i mercati è la debolezza dell'economia dell'Argentina ed il repentino calo delle riserve valutarie, scese già del 30% da inizio anno a causa della necessità di onorare il debito in valuta estera e gli interventi della banca centrale in dollari per frenare la svalutazione del peso.
.....il calo della valuta locale che da inizio anno ha già perso quasi il 20% del proprio valore. Guardando agli ultimi 12 mesi il saldo del peso è negativo addirittura del 59%.....
Insomma,
le colossali contraddizioni argentine stanno venendo al pettine...
insieme alle BALLE...
come l'enorme sfasatura tra il cambio ufficiale peso/$ (8) ed il molto più realistico cambio in nero (blue dolar rate ormai sopra ai 12 pesos per 1$)
N.B. Pensate che nel 2001 con 1 peso t'accattavi 1 dollaro...ergo pensate che fico per chi ha tenuto tutti i propri risparmi in Argentina ed in pesos...;-).......................

venerdì 23 novembre 2012

Esiste una via d'uscita per l'Italia?

Sono secoli che in questo blog analizzo la Grande Crisi,
tanto che potrei definirmi (tristemente...) un esperto della Grande Crisi: quando mi qualifico in questo modo, sono veramente imbarazzato e tutti si toccano....anche se poi m'ascoltano per filo e per segno ed iniziano a farmi mille domande senza mollarmi più...

Ebbene sono secoli che affermo come il conto vada pagato e che dunque non esistono soluzioni facili od indolori
nè tantomeno bacchette magiche o miracolose.
Dobbiamo mandare giù una medicina amarissima e poi tentare di ripartire....
ma non sarà facile, perchè il contesto globale è cambiato e perchè potenti forze di cambiamento socio-economico&geo-politico si sono messe in moto.
NON sono forze contrastabili ma al massimo cavalcabili come un surf cavalca l'onda del secolo...
Il Problema è solo scegliere non la medicina meno amara ma piuttosto quella che ci permetta di riprenderci al meglio....DOPO,
semprechè sia possibile.

Mi ricordo quando studiavo all'Università Sociologia Industriale: parliamo di 25 anni fa ma già si analizzava il declino, concentrandosi però solo su alcune aree industriali specifiche dell'Italia.
Ebbene, il succo dell'analisi (dati alla mano) era che se un'area iniziava a declinare per una serie di complesse forze socio-economiche, potevi tentare di riconvertire l'area industriale, potevi tentarne di cotte e di crude, potevi tamponare e rimandare...ma alla fine 90 su 100 il declino di quell'area era IRREVERSEBILE perchè dettato da importanti cambiamenti macro-socio-economici.
Dunque era meglio partire da qualcosa di nuovo ed altrove....
Lo schema di un'area industriale può essere applicato ad un'intera Nazione oppure ad un'Area del Mondo che abbia caratteristiche comuni...e vedrete che questo schema funzionerà anche su contesti più ampi ed anzi sarà ancora più deterministico e senza via di scampo.
E' stato possibile invertire il declino dell'Impero Romano od il declino dell'Impero Bizantino (quante volte ho letto e riletto il mitico Ostrogorsky!) o quello dell'Impero Inglese?
Magari ritardarlo sì...ma potenti forze di cambiamento si erano messe in moto ed i cicli storici/economici sono difficilissimi da invertire, anche se una bella stampante fatta girare a pieno ritmo li può rallentare....

Continuiamo ad assistere alle solite contrapposizioni manicheiste sulla soluzione alla Crisi:............................