lunedì 26 gennaio 2026

(Il sempre più obsoleto) Bitcoin vs. Oro (immortale)

Bellissima questa! 
Veramente illuminante e predittiva!
-------------------------

Tesi centrale

Bitcoin ha agito come uno “sconto ombra” sull’oro, deviando capitali e deprimendo il prezzo dell’oro del 30–50%.

Con l’inversione dei flussi, questo sconto sta scomparendo e l’oro si sta rivalutando rapidamente.

---

Relazione Bitcoin–Oro

Dal 2025, flussi di bitcoin e oro sono negativamente correlati (non in modo perfetto, ma significativo).

Non è una rotazione “tech → value”, ma energia-consumatori → energia-conservatori/produttori.

Il trade “store of value” di Bitcoin si è spezzato.

---

Differenza strutturale tra Oro e Bitcoin

Oro: richiede energia solo per l’estrazione; una volta estratto, non consuma più nulla.

Bitcoin: richiede energia continua per mantenere la rete.

Se il mining rallenta o si ferma, sicurezza e performance della rete degradano.

---

Le “Fauci della Morte” di Bitcoin

Ignorata la Seconda Legge della Termodinamica: mantenere un registro digitale richiede energia ordinata costante.

Bitcoin è il token che remunera i minatori per contrastare l’entropia.

---

Problemi economici del mining

Prezzo Bitcoin ↓ ~27%, ma hashrate ↓ solo 5–8% → ricavi in forte calo.

I minatori hanno capex affondato e continuano a minare finché restano sopra il costo marginale.

Con costi “all-in” ~130k$, la maggior parte dei minatori pubblici è non redditizia.

I minatori vendono tutto il bitcoin estratto per generare cassa → pressione ribassista.

---

Fine dell’energia “in surplus”

I minatori ora competono con AI e hyperscaler (Microsoft, Amazon) per l’elettricità.

I data center AI pagano 3–4× di più per kW rispetto al mining.

Il mining non è più un “ciclo ribassista”: è una stretta strutturale.

I minatori stanno migrando verso l’AI.

---

Rischi di sicurezza della rete

Hashrate in calo non riduce l’emissione (difficulty adjustment), ma:

aumenta la vulnerabilità agli attacchi;

cresce la concentrazione geografica (migrazione verso Africa).

A ciò si aggiungono:

rischi da quantum computing;

halving 2028 (−50% ricavi per hash senza raddoppio del prezzo).

Un nuovo ciclo di capex appare improbabile.

---

Crollo dell’“Offerta Passiva”

Bitcoin è necessariamente guidato dai flussi, non genera cassa.

Gli ETF hanno fornito per due anni una domanda “cieca” e price-agnostic.

Questo flusso si è fortemente ridotto.

Possibile rimbalzo tecnico nel 2026 (fiscal harvesting, value buyers), ma:

target ipotetico ~110k$;

completamento di un pattern di distribuzione.

I detentori sono passati da “fede” a “rendimenti”.

Senza flussi endogeni, Bitcoin ha solo feedback riflessivi, non stabilizzanti.

---

Oro: l’arbitraggio “zero-manutenzione”

Banche centrali e Sud Globale comprano oro a ritmi record.

In un’economia di scarsità energetica, conta il costo di mantenimento:

Bitcoin: consumo energetico continuo e crescente.

Oro: chimicamente inerte, costo di mantenimento quasi nullo.

Bitcoin era il compratore marginale di energia negli anni di surplus.

Ora l’AI è il compratore strutturale di energia.

---

Conclusione

Non si può conservare ricchezza generazionale in un asset che compete con l’AI per l’energia.

La ricchezza si rifugia nell’asset che esiste fuori dalla rete energetica.

Lo “sconto ombra” sull’oro sta scomparendo.

I capitali in uscita dalle crypto non vanno in cash, ma nell’oro.

Nella “guerra degli elettroni” 2026–2030, vince l’asset che non consuma nulla: l’oro.

sabato 24 gennaio 2026

Mi spiace per voi ma Trump non è pazzo

Ho trovato questa ottima analisi così risparmio tempo, visto che per la maggioranza di voi io non valgo neanche €100..🤐😒
Trovo però inaccettabile vedere la stragrande maggioranza di persone visceralmente ostili a Trump, anche perché si bevono completamente tutto il bombardamento mediatico dei dem sinistri woke con tutta la loro potenza di fuoco mediatica...
E la massa a dire che quello lì è pazzo, è un delinquente, è un deficiente... mentre i deficienti sono loro che si fermano in buona parte al metodo di comunicare di Trump che è banzai..
e la massa di educande si scandalizza senza andare alla sostanza che purtroppo molte volte ed è del tutto giusta, però la verità fa male.
Tutto questo al netto di tante devianze antidemocratiche di Trump, ma ormai la partita si gioca anche lì perché di certo la Cina non è democratica....
Purtroppo in generale si sta virando progressivamente verso una tendenza sempre meno democratica, di riarmo generale e di scontro sulla supremazia.
E poi di certo non è mica Trump che tira tutte le fila ma c'è tutta un'amministrazione dietro, c'è tutta una strategia americana che tra l'altro con enormi ipocrisia, e non sparata in faccia come da Trump, viene perseguita anche dai Dem.
Quindi buona lettura e finalmente un po' di pragmatismo al netto della massa di educande che vivono fuori dal mondo e che avranno duri risvegli oppure ce li hanno già...

-------------------------
Io continuo a pensare che leggere tutte le  esternazioni di Trump solo come la “sparata da pagliaccio con problemi” sia un errore piuttosto grave.

Al netto della comunicazione volutamente folkloristica (che fa parte del personaggio e del metodo), gli Stati Uniti negli ultimi anni si sono mossi in modo estremamente coerente e razionale sul piano geostrategico.

La separazione strutturale tra Europa e Russia è stata una mossa geniale: ha indebolito entrambi e ha reso l’Europa definitivamente dipendente dagli USA sul piano energetico, militare e industriale. In questo modo “””la provincia””” sarà totalmente succube dell’impero.

Il Venezuela non è una fissazione ideologica, ma un tassello chiave per contenere la Cina e blindare il continente americano. L’Iran viene tenuto costantemente sotto pressione non per “capriccio”, ma per limitare l’espansione di un competitor (Cina) strategico nell’area più sensibile del mondo.

La Groenlandia, infine, non è una boutade: è il nodo delle rotte artiche, delle risorse future e del controllo del Nord Atlantico in un mondo che sta cambiando rapidamente.

Possiamo discutere all’infinito sugli aspetti umani, etici o comunicativi (e lì le critiche sono legittime), ma sul piano della realpolitik e della transizione verso un inevitabile ridimensionamento dell’egemonia americana - fanno fatica a gestire le 900 basi fuori dal loro territorio - come talassocrazia, queste mosse sono tutt’altro che casuali.

Io non sto facendo un giudizio morale, né una difesa personale di nessuno.

Mi sto semplicemente mettendo nei panni di chi deve gestire e prevedere la riorganizzazione del potere statunitense in un mondo che non è più unipolare.

Da questo punto di vista, io non vedo errori strategici: vedo una sequenza coerente di mosse volte a contenere i competitor, blindare il continente americano, controllare le rotte critiche future e scaricare costi e instabilità sugli alleati.

La comunicazione è volutamente sopra le righe, ma serve a coprire scelte che sul piano della realpolitik sono tutt’altro che improvvisate.

Possiamo non piacerci, ma questo è un altro discorso. Sul piano dell’analisi, per ora, la scacchiera torna.

Ed è qui che il confronto diventa impietoso.

Mentre gli Stati Uniti ragionano in termini di potere, rotte, risorse e contenimento dei competitor, l’Unione Europea produce politiche incoerenti, simboliche e scollegate dalla realtà: fuffa green senza base industriale, immigrazione senza strategia, Euro 7, tappi delle bottiglie e micro-regolazioni elevate a visione storica.

A questo si aggiunge un rumore di fondo costante, ideologico e paralizzante, fatto di narrazioni completamente sganciate dalla realtà materiale: emergenze permanenti su femminicidi trattati come categoria metafisica, patriarcato evocato in assenza di patriarchi reali, lotta ossessiva al fascismo in contesti dove il fascismo semplicemente non esiste, mentre si chiude un occhio su milizie - vedasi il battaglione Azov pieno di lettori di Kant 😉 - reali quando fa comodo.

Violenza sulle donne, linguaggi simbolici, colpe collettive astratte: un arsenale di distrazione di massa che sostituisce qualsiasi riflessione seria su demografia, sicurezza, industria, energia e sovranità.

Il tutto affidato a una classe dirigente che spesso sembra non avere nemmeno una comprensione solida del mondo che pretende di governare.

Emblematico il caso di Kaja Kallas, oggi tra le voci più ascoltate della linea UE, che ha mostrato più volte una lettura quantomeno confusa degli eventi fondanti del Novecento, inclusa la Seconda guerra mondiale.

E questo non è un dettaglio accademico: se non capisci chi ha vinto, la nostra Kaja non lo sa e non vuole saperlo - come e perché, difficilmente capirai come funziona l’equilibrio di potere attuale.

Il problema dell’Europa non è morale, né valoriale, né comunicativo.
È strategico.

Mentre altri ridisegnano sfere d’influenza e catene di controllo, noi produciamo narrativa.

E in geopolitica, la narrativa non sostituisce la potenza.
Chi non gioca, diventa il campo.

#TGP #geopolitica

giovedì 15 gennaio 2026

Il Bitcoin che (doveva essere) un'alternativa di libertà...


ECCO PERCHÉ IL BITCOIN DOVREBBE ESSERE ALMENO A 300.000 E RIPETO ALMENO!....

ECCO PERCHÉ IL BITCOIN HA FALLITO COME SISTEMA ALTERNATIVO ALLA FINANZA TRADIZIONALE E ALLE VALUTE FIAT SEMPRE PIÙ ALLO SFASCIO

DUNQUE LA MASSA È SEMPRE PIÙ POVERA E NEMMENO SE NE ACCORGE PENSANDO AD ALTRE MILLE CAVOLATE DI DISTRAZIONE
E NON AL PROBLEMA NUMERO UNO... PER LORO E PER I PROPRI FIGLI

IL SISTEMA STA IMPLODENDO ED IL BITCOIN NON STA ESPLODENDO COME DOVREBBE ESSERE
MENTRE ORMAI È PREDA DELLA FINANZA INTERNAZIONALE E DEI VARI ETF DI STOCAZZO PER I QUALI IN TANTI ESULTAVANO...PENSANDO CHE CON UNA MAGGIORE LIQUIDITÀ... PENSANDO CHE CON GLI ISTITUZIONALI... ECCETERA ECCETERA

MENTRE IL BITCOIN È DEFLATTIVO,
MENTRE IL BITCOIN È UNA NICCHIA PER CHI HA CAPITO
E COSÌ PER LUNGO TEMPO È STATA UNA MINIERA D'ORO PER UN GRUPPO DI ELETTI CONTROCORRENTE CHE HANNO CREDUTO A UN SISTEMA NUOVO ED ALTERNATIVO

AVEVA SENSO COME ASSET DI MASSA SOLO SE FOSSE DIVENTATO VALUTA ALTERNATIVA E NON FIAT
COSA CHE NON È...
E NON SI STA RIVELANDO NEMMENO PER IL RIFUGIO E NEMMENO ORO DIGITALE COME DOVEVA ESSERE
SI STA RIVELANDO (QUASI) UN ASSET COME TANTI ALTRI

P.S. PARLO DEL BITCOIN MA NATURALMENTE MI RIFERISCO IN GENERALE AL SISTEMA DELLE CRIPTOVALUTE

------------------------------------

Oggi succede qualcosa che ho sempre detto...

Le azioni sono ai massimi record.
L'oro è ai massimi record.
Silver è ai massimi record.
I prezzi delle case sono ai massimi record.
Il rame è ai massimi record.
Il platino è ai massimi record.
I soldi nei mercati monetari sono ai massimi record.
Il debito americano è ai massimi record.
I deficit pubblici sono ai massimi record.
Il debito della famiglia è ai massimi record.

Quando tutto sta colpendo i massimi storici contemporaneamente...

Questa non è prosperità.
Questa è svalutazione.

I beni non stanno diventando improvvisamente più preziosi.

I soldi stanno diventando meno preziosi.

Quando il metro di misura si restringe, tutto misurato da esso sembra più grande.

Ecco come i sistemi fiat nascondono il problema.

QUESTA È LA PARTE CHE MANCA A PIÙ PERSONE

La gente festeggia l'aumento dei prezzi.

I ricchi fanno una domanda diversa:
“È questa crescita reale... o soldi più deboli? ”

Perché se sono soldi più deboli, allora:

- I contanti perdono silenziosamente
- I risparmiatori rimangono indietro
- I proprietari di risorse vincono per impostazione predefinita

Quando tutto è al massimo record...

Il record non è un patrimonio.
Il record è quanto velocemente il potere d'acquisto sta scomparendo.

Questa non è paura.
Questa è matematica.

E la matematica vince sempre.