lunedì 1 marzo 2010

La Grande Crisi 2008-2010: Bloggers in Trincea


Vedi aggiornamento a fondo articolo


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Oggi incomincia un nuovo mese di "vita dura da blogger": senza mai una pausa, sempre al 100% delle proprie possibilità, con molta gloria e risonanza ma con ritorni economici inferiori al volantinaggio ai semafori...(vedi Semaforo Motivazionale).
Purtroppo l'informazione indipendente e di qualità (preziosa ed intangibile quanto l'aria che respiriamo) è una merce tanto richiesta quanto pagata due lire.

In attesa che la mia "motivazione" riprenda quota, sarò breve: un rapido collage condito da rapidi flash di qualità, e poco più.

Negli USA l'immobiliare sta puntanto sempre di più ad una ri-caduta in double-dip ("W") con l'esaurirsi progessivo del viagra governativo.
Ricordiamo che l'immobiliare è sempre stato il detonatore delle Grandi Crisi ed immancabilmente è stato anche il detonatore di Questa Grande Crisi.
Per cui se riprende la caduta di case, casette e casini...fate voi 2+2.

Il seguente grafico è preoccupante soprattutto perchè fa vedere come negli USA si stia smosciando la vendita di case esistenti con il venir meno del Viagra-statale IN BARBA ai prezzi che diminuiscono e che dunque dovrebbero essere molto "eccitanti ed afrodisiaci" per gli aquirenti....
Ricordiamo però che gennaio-febbraio-marzo sono storicamente i mesi più mosci per l'immobiliare USA e che le tempeste di neve hanno smosciato ancor di più il mercato.
Il disgelo primaverile sarà decisivo e da monitorare con attenzione




La Cina riporta un forte rallentamento in Febbraio nel suo livello di produttività manifatturiera ed era anche l'ora che succedesse....
Infatti, come commenta lo stesso emittente statale del dato PMI Cinese, la domanda estera rimane debole (già lo sapevamo...) e su ordine del Governo le banche cinesi hanno stretto i cordoni del credito.
Insomma va bene stipare i magazzini locali di merci e di materie prime sperando nel futuro prossimo visto che i magazzini della Cina sono molto ampi, potendo contare su quasi 10milioni di metri quadrati di superficie territoriale...
Ma se la domanda non rifiorisce, c'è un limite anche ad accumulare fieno nell'enorme cascina cinese....

Cina: Pmi manifatturiero sceso a 52 punti a febbraio, sotto le attese

lunedì, 1 marzo 2010 - 8:13

Rallenta la crescita manifatturiera in Cina.
Il Pmi manifatturiero è sceso a febbraio a 52 punti dai 55,8 del mese precedente.
Il dato è inferiore alle attese ferme a 55,2 punti.
(siamo poco sopra il livello che indica espansione ovvero 50).

Chinese Manufacturing Index Nosedives (nosedive= scende in picchiata)

Chart


China's manufacturing index, the purchasing managers index (PMI) nosedived in February, falling to 52 from 55.8.

This follows a January drop from an all-time high of 56.6 in December. Note that any value over 50 indicates expansion, while below that indicates industry contraction. Thus February data indicates continues expansion, but a marked slow-down.

Taiwan News:
There were clear signs of weakening in many components of the index, the federation said in a statement.

"Given changing trends in domestic and overseas demand, China's economic recovery faces definite uncertainties.

We should pay close attention to the weakening in overseas orders," it cited federation analyst Li Zhangqun as saying.


Al di là della domanda estera, il mercato interno cinese è simile a quello dei nostri anni '50: si sta sviluppando tanto rapidamente quanto in modo squilibrato e parziale.
Pare che sia pronto soprattutto ad assorbire prodotti di base ed a basso costo dai vicini asiatici.
Vedi l'esempio della Korea:

Rocketing Korean Exports Show What's Really Going On In China

Want more evidence that domestic demand in China is the real deal?

Check out the Korean export data that came out this evening. It soared a whopping 31% compared to estimates of around 23%.

Who buys from Korea? Well, we do, but the big buyer these days is China, and according to Bloomberg, exports to China were up a staggering 38% (shipments to the US were up 14%). Semiconductors, flat TVs, and petrochemicals all did well.

The bottom line: Demand from China -- which is very much consumer in nature (at least when you're talking about purchases from Korea -- is hot.

Korea



Permane invece il dubbio di quando l'Asia ed i mercati emergenti saranno in grado di sostituire (turnover) NOI consumatori delle economie "avanzate", così finalmente le aziende globalizzate potranno licenziarci tutti....mettendo da parte gli ultimi scrupoli e SUDAMERICANIZZANDOCI DEFINITIVAMENTE....

Ma permane soprattutto il dubbio SE i paesi emergenti come la Cina avranno bisogno dei nostri prodotti...perchè, scrutando nella sfera di cristallo delle tendenze attuali, ho come la premonizione che cercheranno di fare il più possibile da SOLI quando si tratterà di gestire i LORO mercati interni...tanto quanto si sono prodigati per saturare i NOSTRI mercati interni.
Leggi nel mio Blog Turnover dei consumatori & "Sudamericanizzazione: il dubbio si diffonde..."

Asian Economies Are Actually Becoming A Smaller Part Of The World

Chart


The latest Economist provides some interesting macro perspective for the global economy.

Despite talk of Asia de-throning the West economically over time, the trend has actually moved in reverse recently... when measured using current market exchange rates:

The Economist via Free Exchange:
Yet a closer look at the figures suggests that the shift in economic power from West to East can be exaggerated.
Thanks partly to falling currencies, Asia’s total share of world GDP (in nominal terms at market exchange rates) has actually slipped, from 29% in 1995 to 27% last year (see chart 1). In 2009 Asia’s total GDP exceeded America’s but was still slightly smaller than western Europe’s (although it could overtake the latter this year).
To put it another way, the output of the rich West is still almost twice as big as that of the East. As for the popular belief that Asian producers are grabbing an ever-larger slice of exports, the region’s 31% share of world exports last year was not much higher than in 1995 (28%) and remains smaller than western Europe’s.
Indeed, the shift towards Asia appears to have slowed, not quickened. Its share of world output and exports surged during the 1980s and early 1990s.
Although China’s share has grown since then, this has been largely offset by the decline in Japan, whose share of output and exports has halved.
Just don't forget the two important 'buts' here.
One is that Asian economies are a lot larger if measured based on purchasing power parity, which is basically whereby one adjusts currency values so that a basket of similar products in each country would have the same global price.
The other is that Japan's decline has been a huge drag on Asia's aggregate data. Ex-Japan, Asia would look a lot better than the above statements suggest.
Continue reading at The Economist >


ORMAI mi rimane solo da capire QUANDO gli indici manifatturieri americani, dopo il rimbalzone da re-stocking, inizieranno a mettere la retro-marcia...visto che la disoccupazione rimane altissima, il credit crunch imperversa, la fiducia consumatori crolla (Consumer Confidence Hits 43 Year Low, Wall Street Bonuses Up 17%), i consumi latitano etc etc
Leggi nel mio Blog Il Rimbalzo

Vedi per esempio il recente BOOM del Chicago PMI di febbraio: ammetto che mi ha sorpreso.
26/02/10 15:39 - Risultato migliore delle previsioni nel settore manifatturiero in febbraio. Il dato e' infatti superiore rispetto allo scorso mese. Il consensus era per un calo a 59.7 punti da 61.5.
Ricordo che questi indici non rappresentano l'effettivo output ma sono semplici interviste di "tendenza" ai direttori d'acquisto delle aziende manifatturiere.
Sono dunque molto indicativi visto che questi signori conoscono bene il loro mestiere ma possono anche essere molti volatili e soggetti a nette inversioni di rotta, se il mondo reale non si sintonizza nel breve...

In ogni caso SE questi indici manifatturieri USA entro 4-5 mesi non rallenteranno...mi mangerò il cappello come Rockerduck....
E dopo averlo digerito con fatica...ragionerò a fondo per capire dove starebbero andando a finire tutti queste "manifatture " americane (ho già qualche ipotesi che per ora non dico).
Ma attendiamo i prossimi mesi e non mettiamo il "carro davanti ai buoi", perchè continuo ad essere convinto che un rallentamento è in res.

Come potete vedere vi ho fornito numerosi spunti di riflessione, molto interessanti e molto stimolanti.
Buona lettura o copiatura GRATIS a tutti: finchè la pacchia dura approfittatene...

Aggiornamento delle ore 16.45
Ancora prima di dire beh...anche l'ISM manifatturiero USA ha iniziato a rallentare.
La mia "Sfera di Cristallo" sbaglia raramente... :-) e riesce addirittura a prevedere la nefasta influenza delle tempeste di neve che potrebbero aver indebolito questo dato.
Monitoriamo attentamente i prossimi mesi: il rallentamento "vero" potrebbe iniziare tra maggio e luglio.

USA: L'ISM MANIFATTURIERO SCENDE A QUOTA 56.5
01/03/10 16:00 - Il dato di febbraio mostra un peggioramento rispetto al mese passato, quando il valore era stato di 58.4, e risulta inferiore alle attese.
Il consensus del mercato era per un valore pari a 57.9.
Calo dopo sei mesi consecutivi di rialzi.

Naturalmente le Borse si fanno i cavolacci loro, ormai avulse dalla realtà come non mi capitava di vedere da anni.
Sono un mondo virtuale che vive di vita propria (nel breve): oggi è lunedì....e come nell'80% dei lunedì degli ultimi 6-8 mesi va di scena lo schema virtuale n° 22 bis ovvero rialzo-automatico-qualunque-cosa-succeda.
Ma se i dati macro continueranno ad essere quelli degli ultimi due mesi, un giorno o l'altro il VIRTUALE dovrà fare i conti COL REALE.
Il DAX che si spara uno stellare +3% e fischia in due sedute, con un'economia teutonica FERMA nel 4° trimestre 2009 (e con il caso Grecia sul groppone), è un segnale che l'euro sempre più debole fa godere almeno nel mondo virtuale il principale esportatore dell'area euro (nonchè uno dei principali esportatori del mondo).
Che poi godano anche l'economia reale ed i cittadini è tutto da dimostrare....

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