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giovedì 13 settembre 2012

Italia: disoccupazione REALE al 17-18%


Non voglio entrare nell'eterna querelle che già nel lontano 1968 accusava l'ISTAT di presentare dati addomesticati e filo-governativi....
Però, per calcolare la Disoccupazione italiana, l'Istituto di Statistica utilizza dei metodi un po' incompleti e limitativi....

Non a caso la stessa Bankitalia (che non è proprio assimilabile ad una CGIL....)
entrò nel merito della questione affermando che la disoccupazione REALE in Italia sarebbe più alta del dato ISTAT perchè vanno calcolate anche altre categorie come i cassaintegrati, gli scoraggiati etc
utilizzando dunque un tasso di disoccupazione più "esteso" assimilabile all'U6 utilizzato dal BLS statunitense
Vedi il mio post di Ottobre 2010:
DISOCCUPAZIONE ITALIANA ALL'11%: CAZZO! LO DICE ANCHE BANKITALIA!

.................
Italia: Bankitalia, disoccupazione reale supera l'11%
venerdì, 15 ottobre 2010 - 16:16
La disoccupazione reale è ben superiore all'8,2 per cento che risulta dai dati Istat.
A rimarcarlo è Banca d'Italia che sottolinea come la ripresa dell'occupazione sta riguardando esclusivamente il Centro Italia.
L'ultimo Bollettino Economico di Bankitalia pubblicato oggi rimarca come, includendo i lavoratori scoraggiati e l'equivalente delle ore della Cassa integrazione guadagni (cig), il tasso di disoccupazione si collocherebbe sopra l'11%.
........... 
A quell'Epoca però (bei tempi...) la disoccupazione ISTAT stava "solo" all'8,2%
e dunque Bankitalia calcolò una disoccupazione Reale superiore all'11%.
Oggi la disoccupazione ISTAT sta al 10,7%
e dunque la DISOCCUPAZIONE REALE starebbe intorno al 17-18%............

giovedì 13 ottobre 2011

Disoccupazione REALE in USA al 23,1%?


Spulciando qua è là...ho trovato un sito Web Americano
che ricalcola le principali Statistiche Economiche fornite dagli Organi Ufficiali
secondo dei metodi ritenuti (da loro) più affidabili e soprattutto più rappresentativi della realtà.
Non ho ancora avuto modo di valutare l'affidabilità di questi "metodi alternativi".

E' comunque interessante notare come, secondo Shadow Government Statistics,
a Settembre la DISOCCUPAZIONE IN USA starebbe al 23,1% secondo il "filtro" SGS (usato fino al 1994 dallo stesso BLS...poi l'hanno accantonato...)
ed alternativo ai filtri "ufficiali" U3 ed U6, adesso "in voga" presso il BLS (U.S. Bureau of Labor Statistics)......

mercoledì 2 febbraio 2011

L'Epitaffio per 7 milioni di lavoratori americani (e non solo...)

Aggiornamento di giovedì alle ore 15
Post Scriptum all'Epitaffio....;-)
O la domanda finale va alle stelle oppure, con una produttività USA che continua ad aumentare, della maggior parte di quei 15 milioni di ex-lavoratori potrebbe esserci ben poca necessità...ahiloro...
Us market mover: +2,6% t/t produttività non agricola quarto trimestre
Progresso del 2,6% t/t della produttività non agricola Usa nel quarto trimestre. Il consensus era +2%. ....
Post Post Scriptum all'Epitaffio...;-)
Flash Usa: il costo unitario del lavoro scende oltre le aspettative
03.02.2011 14:40
Sulla base dei dati forniti dal Dipartimento del lavoro si è appreso che nel quarto trimestre 2010 il costo unitario del lavoro è sceso dello 0,6%, in calo rispetto alla flessione dello 0,1% dei tre mesi precedenti. Il dato ha deluso le attese del mercato che si era preparato ad un ribasso più contenuto dello 0,1%.
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Ecco l'EPITAFFIO "tombale" (o "trombale"...) per 7 milioni di (ex-)lavoratori americani trombati dalla Grande Crisi (filtro U3)
o se preferite per 15 milioni (filtro U6)
Se non sai cosa siano i "filtri" vedi: Disoccupazione USA: filtro U3 e filtro U6...

E' l'ennesima conferma di un New Normal ad ELEVATA DISOCCUPAZIONE STRUTTURALE nelle economie "avanzate".
Naturalmente lo stesso EPITAFFIO vale anche per milionate di altri ex-lavoratori non-americani (post-Grande Crisi).
Lo stupefacente miglioramento nella produttività dei lavoratori=Record nella Produzione del 4° trimestre 2010 con 7 milioni di lavoratori in meno

The Amazing Gains in Worker Productivity = Record Output in Q4 2010 With 7 Million Fewer Workers

















....But here's what's really amazing and is illustrated in the bottom chart: The U.S. produced slightly more output in Q4 2010 (by 0.14%) than in Q4 2007 when the recession started, but with 7.2 million fewer workers (almost 5%)!
Naturalmente solo "CARPE DIEM", ovvero un BLOG talmente OTTIMISTA A SENSO UNICO da rasentare la stupidità, poteva esultare anche per una statistica come questa....che meriterebbe "un minuto di silenzio" o come minimo qualche riflessione più sfumata e ad ampio spettro...invece del solito "Yeah! Yeah!"
Non a caso l'autore Mark Perry è un po' lo zimbello della Blogosfera made in U.S.A.
Vedi per esempio Stupidest Man Alive Nominations for Don Boudreaux, Mark Perry, and John Tierney
Pensate che il sopracitato BLOG si dedica esclusivamente a postare notizie positive oppure a seleziona accuratamente le sfaccettature positive delle notizie negative.
In ogni caso la Blogosfera è bella perchè è varia: tutto fa brodo e tutto ha una sua utilità, anche ab contrario....
Specularmente anche il mio BLOG "anarco-catastrofista" viene letto da fior di coca-cow-boys
che siano consapevoli e di ampie vedute
o che semplicemente vogliano lavarsi la coscienza...:-)

Invece altri Economisti che facciano minor consumo di PROZAC rispetto a M. Perry... la vedono in questo modo, anche se far cenno alla de-localizzazione selvaggia delle multinazionali è "politicamente scorretto" (nonché "poco igienico" per la propria carriera...):
As for when manufacturing's recent brisk expansion will translate into new jobs, Silvia is less optimistic. "My view is that a lot of this unemployment is structural.
We have some improvement in the unemployment rate already.
I think we're going to continue to see improvement in the next year, it'll continue to decline."
But, Silvia added, "there's just a lot of people in the wrong spot with the wrong skills. A lot of construction workers -- they're not going to be IT engineers tomorrow."

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lunedì 11 gennaio 2010

Autopsia dell'Occupazione Americana

Dopo aver lasciato per un paio di giorni il corpo nel refrigeratore...procediamo con un'accurata Autopsia del rapporto BLS di Venerdì sull'Occupazione americana.

Ecco il rapporto completo del Medico Legale.

- Persi a Dicembre -85.000 posti di lavoro contro le attese per un recupero di +13.000. Continuano dunque i tagli che durano ormai da 23mesi e che hanno messo per strada 8 milioni di americani (compresa la revisione del modello birth/death che aggiungerà a breve +824mila disoccupati del 2009)

- Il taglio di posti di lavoro in dicembre è particolarmente preoccupante perchè tutti si aspettavano un incremento almeno per motivi stagionali (festività). In effetti c'è stato un incremento di 47mila temporanei ma non è bastato a controbilanciare i tagli.

- Nella teoria classica, l'assunzione di temporanei è un segnale anticipatore perchè a breve dovrebbero seguire le assunzioni a tempo indeterminato.
Ma secondo me l'assunzione di temporanei a novembre-dicembre è più collegata al periodo delle festività natalizie che allo schema classico delle assunzioni nel ciclo recessione-ripresa.
Inoltre per questa Crisi sussistono (tanto per cambiare) dei dubbi che si possa applicare lo schema classico
Tom Abate at the San Francisco Chronicle recently provided some caution on using temporary help as a guide: BLS economist Amar Mann said an analysis by the San Francisco office suggests that employers are getting more sophisticated about using temp hiring as a clutch to downshift into recessions and upshift into recoveries. ...
"Employers are getting more savvy about using just-in-time labor on the way down and on the way up," he said
...

- La media delle ore lavorate a settimana è rimasta ferma 33,2 ore: se sotto-utilizzi o non fai lavorare di più il personale esistente...figurati si ti metti ad assumere. Questo punto aggiunge altri dubbi sull'assunzione di lavoratori temporanei come segnale anticipatore delle assunzioni full-time.
Ne sappiano qualcosa qui in Italia con il lavoro interinale che viene usato sistematicamente per diminuire i costi e per aumentare l'elasticità della forza lavoro: infatti durante la Grande Crisi i lavoratori temporanei sono stati licenziati IN MASSA e quasi sotto silenzio...
E visto che il mondo si sta "italianizzando" per esempio nel rapporto debito/PIL sopra al 100%...potrebbe anche italianizzarsi per l'utilizzo "permanente" dei temporanei: gli USA in questo sono ancora un po' indietro...
........if we were coming out of a recession with any potential strength in the job market, we’d at least see growth in the length of the average workweek. But there’s no sign of any growth. The average workweek held steady in December at 33.2 hours. Employers aren’t even giving their own workers more hours...

- Novembre è stato rivisto al rialzo da -11mila a +4mila ma Ottobre è stato rivisto al ribasso di -16mila (quasi nessuno l'ha fatto notare...).
In ogni caso da un punto di vista statistico s'interrompe la serie negativa di tagli che durava da 23 mesi di fila: altri 2000 mesi (166 anni) a passetti da +4000 posti di lavoro e finalmente gli 8 milioni di nuovi disoccupati verranno riassorbiti....;)
Scherzi a parte, abbozziamo una simulazione: per ritornare ai livelli occupazionali del 2007 ci vorrebbero 9 anni con una crescita mensile di +250mila posti, 18 anni con una crescita mensile di +200mila posti...mentre con +150mila posti al mese non si ritornerebbe MAI al livello pre-crisi.















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Employment May Never Recover
...With an average job growth rate of 250,000 per month we return to the pre recession level of employment in nine years.
With 200,000 per month job growth, we get there in 18 years.
At 150,000, approximately the rate during the expansion periods of the 1990s and 2000s, we never regain previous employment levels.
...
E come dice l'ex-ministro del lavoro Robert Reich ci vorrebbero +400mila assunzioni al mese da subito per riassorbire la disoccupazione in un tempo ragionevole.
Invece durante il boom occupazionale degli anni '90 al massimo si sono assunte 280mila persone al mese e durante l'ultima ripresa del 2005 il massimo è stato di +212mila assunzioni al mese.
Ma la media è stata ben più bassa: circa +150mila al mese ovvero la cifra del "non-ritorno".
....
To put this in perspective, the average monthly employment gains in the last recovery, from the beginning of 2003 to the end of 2007, were 146,000 per month. In the 1990's, from the end of 1991 to the employment peak in March, 2001, the average monthly gain in jobs was 154,000...
Miracoli a parte, la strada del ri-assorbimento rimane molto lunga e difficoltosa.
Come potete vedere prende sempre più sostanza la mia ipotesi di sudamericanizzazione
® ovvero un futuro livello endemico di disoccupazione assai più alto di quello passato, non riassorbibile
vedi nel mio blog Sudamericanizzazione: il dubbio si diffonde..." e Turnover dei consumatori

- Continua la moria di posti di lavoro nel campo delle costruzioni con un bel -53mila: il detonatore della grande crisi, l'immobiliare, rimane "innescato" anche se Governo /FED hanno messo in campo decine di misure a sostegno (vedi la listona aggiornata) che hanno ottenuto come unico risultato quello di congelare (per il momento) l'esplosione della bolla immobiliare.

- Mentre gli indici ISM manifatturieri salgono e rimbalzano esaltando le borse, continua il taglio posti di lavoro nel campo manifatturiero altri -27mila (-43mila secondo l'ADP)
Gli indici di produttività salgono, le multinazionali presentano trimestrali meglio delle attese grazie a feroci politiche di taglio dei costi (leggi occupazione), le previsioni sugli utili migliorano: secondo gli ormai numerossimi bullish i rapporti P/E (price/earnings) rendono l'azionario sempre più appetibile ed incrementano le previsioni sull'indice S&P che potrebbe arrivare anche a 1300 punti.
The Upside In A Down Labor Market
Friday’s disappointing jobs numbers might have been good news for corporate profits.

Demand rebounded in the fourth quarter even as firms held the line on hiring more workers or adding much to their hours. That adds up to another barn-burning quarter of labor productivity growth, which likely supported corporate profit growth....

......e
stimates U.S. gross domestic product grew at a 5.4% annual rate in the fourth quarter and that output-per-hour of non-farm workers (i.e. labor productivity) grew at a 6.5% annual rate. In normal times, 2.5% productivity growth is considered really good.
....While labor is suffering, productivity is booming. It grew at an 8.1% annualized rate in the third quarter and a 6.9% annualized rate in the second quarter. That averages out to a growth rate of more than 7% during the past nine months, much faster than anything registered during the tech boom..............

Un contesto da classica JOBLESS RECOVERY o forse meglio da JOB-LOSS RECOVERY....;)
vedi in questo Blog Economisti Blogger ed Economisti V.I.P.

- Il ritmo dei tagli naturalmente si è molto rallentato dal picco di -700mila al mese: ci mancherebbe altro! Dopo 23 mesi continuativi di tagli, ancora un po' e licenziavano anche i bambini dall'asilo...












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Però non si vedono segnali di ripresa nelle Assunzioni, anzi si mette la marcia indietro: ...Of 271 industries, 40% were hiring in December, down from 42.4% in November.

- Quest'ultimo fattore ha aumentato a livelli storici la percentuale degli "scoraggiati" che non provano nemmeno più a cercare lavoro, tanto non lo trovano: il livello di partecipazione al lavoro è crollato ai minimi degli ultimi 25 anni. Solo in Dicembre la forza lavoro è crollata di 661mila unità, il massimo degli ultimi 15 anni.
...However, fewer industries were hiring in December than in October, and the number of discouraged workers rose by 287,000 over the year to 929,000.
The employment-participation rate fell to a 25-year low 64.6% from 64.9% as the labor force fell by 661,000, the largest decline in nearly 15 years.


- Come dicevo altri 661mila scoraggiati abbandonano la forza lavoro e quindi il tasso di disoccupazione rimane fermo al 10%: a parità di forza lavoro sarebbe già al 10,4%.
Questa è un'altra anomalia della Grande Crisi: perdi -85k ed il tasso rimane al 10% mentre storicamente durante la Riprese post WWII dovresti avere per esempio +100mila posti di lavoro mentre il tasso RISALE per 3-6 mesi perchè la gente riprende fiducia e va ad ingorssare le fila della forza lavoro.
STAVOLTA ABBIAMO TUTTO IL CONTRARIO: perdi posti ed il tasso o migliora o rimane fermo. La gente non si riavvicina al lavoro perchè scoraggiata e dunque il tasso rimane fermo o migliora.
...That makes more than 1.6 million workers that have dropped out since August of this year.
Payrolls blah, this is not your typical post WWII recovery

- Il tasso "reale" di disoccupazione (l'ormai famigerato U6) che comprende anche gli scoraggiati ed i lavoratori sotto-utilizzati torna a salire dal 17,2% al 17,3%.
vedi Disoccupazione USA: filtro U3 e filtro U6...

- 1 lavoratore maschio su 5 negli USA risulta essere disoccupato (!)
1 in 5 Working-Age American Men Don't Have A Job

- Lo stimatissimo Davide Rosenberg, uno dei pochi "analisti bearish" rimasti in circolazione, capovolge in modo "suggestivo" il punto di vista: "Chissenefrega del tasso di disoccupazione, il vero INCUBO è il tasso di Occupazione...".
Ogni 100 persone ben 41,8 non stanno lavorando!
David Rosenberg: Forget The Unemployment Rate, The Real Nightmare Is The EMPLOYMENT Rate
- Quasi il 40% dei disoccupati sono senza lavoro da più di 6 mesi: è un RECORD negativo. Le persone che stanno per lungo tempo senza lavoro fanno molta più fatica ad essere riassorbite.

- Le grandi Multinazionali americane stanno sicuramente incrementando i profitti ma c'è una forte "disconnessione" tra profittabilità ed occupazione.
Le compagnie stanno difendendo ed incrementando i profitti con un feroce taglio dei costi (in particolare la forza lavoro), stanno facendo outsourcing all'estero dove la forza lavoro costa meno e stanno aumentando le vendite sui mercati esteri: le società quotate sono dunque in fase di Ripresa (sostenibile?).
Al contrario i lavoratori americani (e dunque i consumatori americani) sono ancora immersi in una profonda Recessione.

- Secondo l'ex-ministro del lavoro dell'era Clinton Robert Reich, Obama per cercare di combattere la disoccupazione metterà in campo "degli stimoli segreti", camuffati...questo per evitare di troppe grida d'allarme sull'aumento del Deficit che darebbero troppe armi all'opposizione repubblicana.

In ogni caso nuovo record di periodo in USA nel videogame Borse-di-Stato: nella giornata di Venerdì dapprima gli indici hanno accusato il colpo ma poi, naturalmente, hanno chiuso in positivo...
Con rapporti occupazionali così "neri" la manna dei tassi a zero è assicurata ancora a lungo e dunque giù a speculare finchè si può...
WSJ: Jobs Report Damps Expectations of Fed Rate Increase
Inoltre, come dicevo prima, ci sono buone aspettative sulla nuova stagione delle trimestrali che inizia oggi: gli utili delle Corporations dovrebbero crescere ulteriormente e gli azionisti dovrebbero gongolare....Ma sulle spalle di CHI?

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sabato 19 settembre 2009

Sbatti la disoccupazione in prima pagina


Mi rendo conto che sbattere il "mostro-disoccupazione" in prima pagina fa notizia, fa sensazione, ancor più quando tocca nuovi record.

Mettere poi la disoccupazione implicitamente a confronto con l'orgia rialzista delle borse, con gli utili miliardari delle banche tenute in piedi dagli aiuti di stato, con i continui proclami-spot "la recessione è finita, il peggio è passato", con gli utili meglio delle attese delle multinazionali, con i report trionfal-Buy degli analisti, con la speculazione su tutti gli assets del mondo contemporaneamente...etc etc
Beh... fare questo implicito confronto è indegno, strumentale, fuori moda, terroristico, inesatto, fuorviante, pessimistico, catastrofista, disfattista, demagogico, populista, radical-chic, deamicisiano, buonista, idealista, salesiano, catto-comunista, sindacalista, frustrante e da frustrati, da volpe-e-l'uva-acerba etc etc etc
Ma guarda un po' io lo faccio lo stesso! Tiè....

Sì sì lo sappiamo: la disoccupazione è un indicatore ritardato (lagging) che recupera dopo (sempre dopo...), come dice Brunetta è un indicatore "viscoso"...appiccicoso...scomodo...
E' un normale/necessario effetto collaterale che prima o poi si riassorbe...col tempo...con calma...

Ma comunque è importante visualizzare il COSTO UMANO, usando questa terribile terminologia che considera la vita/morte degli uomini come un "costo": non a caso si usa in economia ma si usa anche in guerra (il classico calcolo costi/benefici di Von Clausewitz)...ripeto non a caso...
E non mi sforzo nemmeno a cercare una definizione alternativa e più umana perchè va benissimo così: rende meglio l'idea.

Aggiungo però che molti economisti ed analisti considerano la disoccupazione nelle grandi recessioni come un leading indicator, ovvero un indicatore che anticipa le tendenze future (per es. consumi, incagliamento crediti e mutui, fallimenti banche ed aziende etc)
Ed il perchè è semplice: il crollo di occupazione è talmente rapido, imponente e traumatico che non è più un semplice effetto collaterale della recessione (che poi si riassorbe con la ripresa del ciclo), ma diventa un causa primaria di avvitamento della recessione stessa...

Siamo nel caso A (viscoso) o nel caso B (lubrificato)?....;)

Come scrivevo una settimana fa vi ricordo che
...Sempre grazie al Recovery Viagra Act di Obama (800 miliardi) sarebbero stati "salvati" (e non "creati" come dicono le grancasse...c'è una bella differenza) 1 milione di posti di lavoro, altrimenti il tasso di disoccupazione sarebbe stato al 10,6% invece che al 9,7%.
Ricordiamo che questo è il tasso applicato al campione più ristretto della forza lavoro che cerca un impiego tutti i giorni 24 ore su 24 senza nemmeno fermarsi per andare in bagno...(filtro U3).
Se invece applichiamo il più realistico filtro U6 che considera anche la forza lavoro che qualche volta va al bagno...il tasso di disoccupazione sarebbe al 16,8% e senza stimoli di Obama sarebbe circa al 19% (!).
vedi Disoccupazione USA: filtro U3 e filtro U6...

P.S. : Devo ancora parlarvi dello "scenario" di Sudamericanizzazione delle economie avanzate dove ipotizzo che questo livello di disoccupazione diventerà endemico e si riassorbirà solo parzialmente.
La Grande Crisi ha permesso a "Lorsignori" di imprimere "un rapido balzo" ad una tendenza in atto che sarebbe durata un decennio, e sarà difficile tornare indietro del tutto.
Prometto che alla prima occasione ne parleremo più a fondo.

Buona consultazione di Tabelle, Grafici, Grafici interattivi.

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See the full interactive graphic

Tabella del WSJ

Tasso di disoccupazione U3 in agosto al 9,7%
Tasso di disoccupazione U6 in agosto al 16,8%
27 stati degli USA mostrano incremento
7 stati rimangono invariati
16 stati mostrano miglioramenti rispetto al mese prima ma potrebbe essere un fenomeno passeggero (lo dice il WSJ)
14 stati sono sopra al 10%
Su base annuale tutti e 50 gli Stati ed il distretto federale di Columbia hanno incrementato il livello di disoccupazione
Il Michigan Schizza al 15,2% (patria dell'industria automobilistica made in USA)
California, Nevada, and Rhode Island toccano nuovi record

State Aug. 2009 Rate Aug. 2008 Rate Change from year earlier
Alabama 10.4% 5.2% +5.2
Alaska 8.3% 6.7% +1.6
Arizona 9.1% 5.9% +3.2
Arkansas 7.1% 5.1% +2
California 12.2% 7.6% +4.6
Colorado 7.3% 4.9% +2.4
Connecticut 8.1% 6.1% +2
Delaware 8.1% 5.1% +3
District of Columbia 11.1% 7.2% +3.9
Florida 10.7% 6.5% +4.2
Georgia 10.2% 6.4% +3.8
Hawaii 7.2% 4.2% +3
Idaho 8.9% 5.2% +3.7
Illinois 10% 6.7% +3.3
Indiana 9.9% 6% +3.9
Iowa 6.8% 4.2% +2.6
Kansas 7.1% 4.4% +2.7
Kentucky 11.1% 6.7% +4.4
Louisiana 7.8% 4.8% +3
Maine 8.6% 5.4% +3.2
Maryland 7.2% 4.5% +2.7
Massachusetts 9.1% 5.4% +3.7
Michigan 15.2% 8.6% +6.6
Minnesota 8% 5.4% +2.6
Mississippi 9.5% 7.3% +2.2
Missouri 9.5% 6.2% +3.3
Montana 6.6% 4.6% +2
Nebraska 5% 3.3% +1.7
Nevada 13.2% 7% +6.2
New Hampshire 6.9% 3.9% +3
New Jersey 9.7% 5.7% +4
New Mexico 7.5% 4.3% +3.2
New York 9% 5.7% +3.3
North Carolina 10.8% 6.6% +4.2
North Dakota 4.3% 3.3% +1
Ohio 10.8% 6.7% +4.1
Oklahoma 6.8% 3.9% +2.9
Oregon 12.2% 6.5% +5.7
Pennsylvania 8.6% 5.5% +3.1
Rhode Island 12.8% 8.3% +4.5
South Carolina 11.5% 7.3% +4.2
South Dakota 4.9% 3.1% +1.8
Tennessee 10.8% 6.6% +4.2
Texas 8% 5% +3
Utah 6% 3.4% +2.6
Vermont 6.8% 4.7% +2.1
Virginia 6.5% 4.1% +2.4
Washington 9.2% 5.4% +3.8
West Virginia 9% 4.2% +4.8
Wisconsin 8.8% 4.7% +4.1
Wyoming 6.6% 3.4% +3.2
Puerto Rico 15.1% 12% +3.1
Source: Bureau of Labor Statistics


Clicca sull'immagine per ingrandirla

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giovedì 2 luglio 2009

Disoccupazione USA: filtro U3 e filtro U6...


Eravamo tutti in orgasmica attesa e finalmente è uscito il tanto sospirato rapporto sulla disoccupazione USA.
Ha deluso le attese ed ha fatto venire un collasso a Toro Drogato.
Anche se non mi convince del tutto questa repentina discesa delle borse a seguito di un dato brutto ma tutto sommato atteso: in particolare sulla borsa italiana non vedo volumi.

USA: DISOCCUPAZIONE AL 9.5%

Lagging Indicators
(indicatori economici ritardati)
Nel mese di giugno l'occupazione nel settore non agricolo negli Stati Uniti e' diminuita di 467 mila unita’. Gli analisti prevedevano -350 mila, quindi il dato e' nettamente peggiore delle stime.
Il tasso di disoccupazione ha toccato il 9,5%, massimo degli ultimi 26 anni, cioe' dall'agosto 1983.
Secondo l'agenzia Bloomberg il tasso di disoccupazione è salito e il salario orario è rimasto a livelli "stagnanti", offrendo poche conferme sul fatto che il pacchetto di misure di stimolo dell'economia varate dall'amministrazione Obama funzioni.
...Sebbene i licenziamenti siano diminuiti dopo aver toccato il massimo di 741.000 unità a gennaio, l'economia americana continua a perdere impieghi in misura preoccupante. Dall'inizio ufficiale della recessione nel dicembre 2007, sono stati persi in totale circa 6,5 milioni di posti di lavoro.
Secondo numerosi economisti, la disoccupazione è destinata a superare il 10% nel corso dei prossimi mesi e rimanere sopra tale soglia per diverso tempo.
E il quadro è già ora ancor più preoccupante se al totale dei disoccupati si sommano quanti hanno un lavoro solo saltuario o part-time. In questo caso la percentuale sale al 16,5% della forza lavoro totale...

Leading Indicators (indicatori economici di tendenza)
Da segnalare che in giugno la settimana media di lavoro è stata di sole 33 ore, 0,1 ore in meno di maggio. Si tratta di un nuovo minimo storico.
In calo anche i lavoratori stagionali che sono scesi di 37.600 unità. Una flessione questa che preoccupa perché questa componente tende ad anticipare l'andamento complessivo del settore di qualche mese. Il governo infine ha licenziato 52.000 lavoratori, in pratica tutti quelli che erano stati assunti per condurre il censimento 2010...

Nel campo non-agricolo (non-farm payrolls) si sono persi in 12 mesi circa 5,7 milioni di posti di lavoro e negli ultimi 18 mesi consecutivi di contrazione si sono persi circa 6,46 milioni di posti di lavoro.

Interessante è notare come il tasso di disoccupazione in USA possa essere calcolato in base a diversi schemi, o meglio usando dei "filtri" più o meno stringenti che "fanno passare" più o meno disoccupati.

Quello standard è il filtro a maglie strette U3 che "fa passare" un 9,5% di disoccupati.
Lo schema U3 considera le persone senza lavoro, che sono disponibili a lavorare e che hanno cercato lavoro nelle 4 settimane precedenti. E' il popolo delle persone attivamente impegnate a cercare lavoro che include persone che hanno contattato un'azienda, un'agenzia di collocamento, un centro di ricerca lavoro o degli amici; persone che hanno mandato curricula od hanno riempito moduli di richiesta lavoro, o hanno risposto ad annunci oppure hanno pubblicato annunci.

Quello meno usato è il filtro a maglie larghe U6 che "fa passare" un 16,5% di disoccupati.
Lo schema U6 porta alla ribalta anche i lavoratori che hanno accettato forzosamente un lavoro part-time, oppure un lavoro sottoqualificato e sottopagato (per es. un dirigente che si è messo a servire hamburger...), anche se vorrebbero ed avrebbero bisogno di un lavoro qualificato full-time per soddisfare i loro bisogni e per far quadrare il loro budget familiare. Sono quindi dei lavoratori "zoppi" rispetto alle loro esigenze, quindi dei debitori poco affidabili e dei consumatori depotenziati, persone che non riescono a conservare il loro livello di vita.
Lo schema U6 porta alla ribalta anche le persone che cercano lavoro in modo meno attivo, vuoi perchè scoraggiati dalle difficoltà o perchè non hanno mai lavorato ma vorrebbero un lavoro, o perchè hanno cercato lavoro ma più di 4 settimane fa, etc
Il numero dei disoccupati di lungo termine continua ad aumentare: ormai sono 4,4 milioni le persone disoccupate da più di 27 settimane, in incremento netto dai 3,9milioni del mese scorso.
Molti di questi si sono scoraggiati ma nello schema U3 non appaiono.
Insomma usando il filtro a maglie larghe U6 le previsioni danno un tasso di disoccupazione che raggiungerà facilmente il 18%: nel 1929 durante la Grande depressione il tasso di disoccupazione raggiunse il 25%...non siamo poi così lontani da quei livelli.
E stiamo comunque parlando di dati "ufficiali", che normalmente tendono ad essere presentati in veste più rosea della realtà...

Interessante ancora notare come il tasso di disoccupazione sia considerato un lagging indicator ovvero un indicatore economico ritardato: quando la recessione sta finendo ed inizia la ripresa la disoccupazione continua a salire per un certo tempo. E' un dato de-sincronizzato secondo la teoria economica standard (avrei qualcosa da dire in proposito ma ne parliamo un'altra volta).
Alcuni sotto-indici del tasso di disoccupazione vengono però considerati dei leading indicators ovvero degli indicatori economici di tendenza: per esempio i lavoratori stagionali e le ore lavorate, dati che si muovono in anticipo rispetto a recessioni o riprese.
Ebbene entrambi questi leading indicators sono peggiorati (vedi sopra)...

Insomma si tagliano posti di lavoro nei periodi di recessione per ridurre i costi e difendere gli utili: negli USA questi tagli vengono fatti "in scioltezza" e molto rapidamente; specularmente le riassunzioni sono rapide quando la Ripresa fa capolino.
Ma questa volta io intravvedo qualcosa di più...eccone un cenno.
Come scrivevo in Quei "maledetti finanzieri" non vivono su Marte...
....E passiamo al cuore del problema, alla causa primaria dove la crisi finanziaria è solo la punta dell'Iceberg.
La grande crisi che stiamo vivendo non rappresenta infatti una crisi generale del sistema finanziario quanto piuttosto una fase terminale che scaturisce dalla convergenza delle conseguenze economiche e sociali causate dal WTO.
L'Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization) promuove la globalizzazione di tutti i mercati......
Proprio il WTO ha reso convenienti e possibili le tanto famigerate delocalizzazioni produttive che hanno rappresentato sia per gli USA quanto per l'Unione Europea una distruzione a tappeto di tessuti produttivi spesso secolari ed un'autentica emorragia di posti di lavoro ed e capitali a favore di paesi come la Cina e l'India che adesso vengono considerate le due fabbriche del pianeta.
Le grandi multinazionali, sfruttando le economie di scala attraverso i ridicoli costi di manodopera di questi paesi (e sorvoliamo per ora sulle condizioni di lavoro degli operai...), hanno potuto in questo modo aumentare a dismisura i loro profitti aumentando addirittura l'output produttivo, il quale poteva venire assorbito solo dai ricchi mercati occidentali statunitensi ed europei.....
Rifletteteci su e continuate a leggere il resto in Quei "maledetti finanzieri" non vivono su Marte...

Aggiungo a margine come sia stato relegato nella zona d'ombra questo pessimo dato UE
A maggio disoccupazione record nell'area euro (9,5%)
1 luglio 2009
Ancora un leggero aumento per il tasso di disoccupazione nei Paesi che compongono l'area dell'euro: in maggio si è attestato al 9,5% contro il 9,3% di aprile. Era al 7,4% nel maggio 2008.....


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