Videmus nunc per speculum in enigmate.
Un diario di navigazione nei mari meravigliosi (ma anche tempestosi) della Poesia, senza la quale non potremmo nemmeno respirare.
Fu un ben conosciuto blog di finanza da 30 milioni di pagine viste...
Poi ad un certo punto è venuto naturale il passaggio alle mie poesie e non solo.
Stefano Bassi
mercoledì 16 maggio 2012
Il Grafico del Giorno: ecco perchè l'Euro (così com'è) non può durare....
Il Grafico del Giorno: ecco perchè l'Euro (così com'è) non può durare....
Spesso val più un'immagine di 1000 parole....
Ecco l’andamento del Pil dei maggiori paesi dell’Eurozona, ribasato a 100 dal primo trimestre 2008.
E ringraziamo che non ci siano Portogallo e Grecia....
(fonte: Scotty Barber di Thomson Reuters)
Senza alcun VITTIMISMO Italiota ma con lo spirito di focalizzare i punti più importanti su cui concentrarsi per lavorare ad una soluzione
Vi rimando ad un'attenta lettura del mio post: I "mirabolanti effetti" dell'EURO sull'Italia e sulla Germania...
Ed a seguire non perdete questi due pezzi dell'Inkiesta e di Oscar Giannino............
In Europa cresce solo chi è fuori dall’euro
L’Europa si divide sempre di più.
Mentre i Paesi fuori dall’eurozona crescono a ritmo ancora sostenuto, quelli dentro, compresa la rigorosa Olanda, non sanno più correre.
E l’Italia è nel gruppo dei più lenti, insieme alla Spagna e a due nazioni salvate dal Fmi, Grecia e Portogallo.
Come dice la banca anglo-asiatica HSBC: «Tre velocità per l’Europa sono troppe. Sono troppi gli squilibri, troppe le disparità. Forse bisognerebbe ripensare all’intero sistema».
.....L’Europa viaggia a tre velocità diverse. C’è chi cresce, chi sta fermo e chi torna indietro.
E nel primo gruppo, sono pochi i Paesi dell’eurozona, mentre sono tanti quelli esterni, come Polonia, Lettonia, Lituania e Romania.
L’Italia, di contro, è nel terzo gruppo, quello dei peggiori, in compagnia di Grecia, Portogallo e Spagna...............
Il Wall Street Journal parla di Europa a due velocità, ma osservando gli ultimi dati della Commissione europea, emerge che ci sono tre differenti blocchi.
............ Il rischio all’orizzonte è quello di un’ulteriore aumento del gap fra nazioni forti e deboli, come ricordato dalla stessa Bce nel bollettino mensile di febbraio.
Del resto, guardando a Grecia e Germania, ovvero cuore e periferia dell’eurozona, questa differenza sembra essere già arrivata a livelli insostenibili.
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