Visualizzazione post con etichetta re-stocking. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta re-stocking. Mostra tutti i post

sabato 7 agosto 2010

Inutile poi lamentarsi...


Sarò ingenuo ma continuo a scandalizzarmi & indignarmi.
Posso capire i gossip-Tiggì, che sono asserviti da sempre e che dunque fanno il loro "classico" mestiere "d'informazione" mirata e strumentale.

Invece le gossip-testate giornalistiche dovrebbero mantenere la schiena un po' più diritta e cercare d'informare in modo più imparziale e NON fuorviante.
Altrimenti è inutile poi lamentarsi se non le legge più nessuno e se hanno bilanci sempre più in rosso.
Ma per fortuna...esistono (e resistono...) i provvidenziali contributi statali.
Considerando che spesso sono quest'ultimi a garantire la sopravvivenza dei giornali, ecco spiegabile come possano permettersi di coniare dei titoli-fuorvianti come quelli sotto riportati (ed anche l'articolo nella sua interezza aggiunge ben poco al "contesto interpretativo").

Il brutto è che i dati non sono stati falsificati (ci mancherebbe!) ma sono stati presentati ad arte per ottenere effetti mirabolanti rispetto alla realtà delle cose.
Si chiama MANIPOLAZIONE.

L'Italia cresce, produzione industriale record
Le imprese mai così bene dal 2000. Il pil a +0,4% nel secondo trimestre, su base annua +1,1% il dato più alto da inizio crisi...

Secondo trimestre 2010, riparte il Pil
Balzo della produzione industriale L'incremento è dell'1,1% sul 2009, dato più alto dal 2007. Nell'industria registrata una crescita dell'8,2% in un anno (record dal dicembre 2000) e dello 0,6% in un mese

Pil italiano in crescita nel secondo trimestre, a giugno produzione industriale al top dal 2000

06/08/2010

Pil italiano in crescita nel secondo trimestre, a giugno produzione industriale al top dal 2000 ... Segnali incoraggianti, a differenza della locomotiva tedesca, sul fronte della ripresa arrivano anche dalla produzione industriale.....
(QUI addirittura si sono superati pennellando una sfumatura di ulteriore trionfalismo nazional-popolare e cortigiano attraverso l'uso di un "furbetto" paragone con un singolo dato negativo della Germania, che invece nell'insieme sta andando assai MEGLIO di noi)

Ne abbiamo già parlato più volte di queste Manipolazioni (quasi)senza pudore da parte dei gossip-mass-media, per cui non mi dilungherò sulle "tecniche fuorvianti adottate".
Vedi per esempio in questo BLOG
La menzogna è contagiosa (la Verità molto meno)

Solo due-tre cosette....
1- Si lascia in ombra il fatto che stiamo andando più lentamente di buona parte della UE
2- Si lascia in ombra come il tanto decantato Indice OCSE (che i Ministri usavano come la Bibbia quando saliva) adesso abbia segnalato una contrazione, un futuro rallentamento ed il probabile raggiungimento del picco nel rimbalzino italiano....(di già?)
Ocse: a Giugno Superindice Italia a 104,1 Verso Rallentamento Ciclico (Asca)
...misurato dall Ocse e sceso a 104,1 punti dai 104,2 punti del mese precedente.
Ocse: a Giugno Superindice Scende a 103,4, Ciclo Ha Gia Raggiunto Picco (Asca)
...dell area Ocse e sceso a 103,4 dai 103,5 punti del mese di maggio, segnalando il possibile raggiungimento del picco ciclico , spiega l Ocse.
Italia, leading indicator Ocse giugno 104,1, segnali debolezza (Reuters)
Cede un decimo di punto a giugno per portarsi a 104,1 dal 104,2 rivisto al ribasso di maggio il leading indicator sul ciclo italiano a cura dell Organizzazione per la cooperazione e per lo sviluppo economico.
3- Nessuno parla del mitico potere del RE-STOCKING, che dopo un po' svanisce.
Vedi "lo schema" degli USA che come sempre ci anticipano: con l'esaurirsi del re-stocking (e degli incentivi) il PIL si sta smosciando di brutto...
Noi stiamo ristabilendo il livello delle scorte solo in questi ultimi mesi, ma visto che la domanda rimane deboluccia...cosa succederà nel futuro prossimo? (stesso schema degli USA)

Ma il PUNTO FOCALE è sempre lo stesso: partendo da un epocale collasso del -25%/-30%, le successive variazioni percentuali si amplificano a dismisura.
Pertanto, visto in prospettiva, un +8,2% rispetto all'anno precedente è solo un piccolo passo....anche se comunque è un lodevole passo avanti.
La strada è ancora lunga, moooolto lunga per risalire dall'abisso.

In questa terribile "carestia" di notizie equilibrate, siamo persino costretti a cercare la verità nelle dichiarazioni (da sempre di parte) dei Sindacati...;-)
Produzione industriale: Cisl, da Istat conferma ripresa
venerdì, 6 agosto 2010 - 19:20
ROMA (MF-DJ)--"I dati sulla produzione industriale diffusi oggi dall'Istat, pur confermando la tendenza al consolidamento della ripresa, segnano ancora una perdita di oltre 17 punti di produzione rispetto ai livelli di due anni fa e l'assenza di ricadute positive sulla occupazione".

Comunque i grafici parlano più di mille parole e di mille manipolazioni: li potete reperire nello stesso rapporto ISTAT, usato come materia prima per ricamarci sopra.
Vi consiglio di scorrervi velocemente tutti i grafici in esso contenuti e capirete immediatamente AD OCCHIO NUDO qual'è la Reale Situazione.
Ve ne riporto solo UNO ASSAI ELOQUENTE....
da paragonarsi con i seguenti fioretti giornalistici:
...L'Italia cresce, produzione industriale record...
...a giugno produzione industriale al top dal 2000...
...Le imprese mai così bene dal 2000...
...Nell'industria registrata una crescita dell'8,2% in un anno (record dal dicembre 2000)...


















"...L'Italia cresce, produzione industriale record..." ?????
"...Le imprese mai così bene dal 2000..." ?????
Ma se dai 105 di Produzione Industriale in Giugno 2008 siamo crollati ad 80 ed in 14 lunghi mesi abbiamo recuperato solo ad 88 circa....
Dove starebbe il "record" od "il mai così bene dal 2000" ?
Forse i titoli sopra riportati andrebbero leggermente RIELABORATI E RICALIBRATI...o no?
Bisognerebbe piantarla di giocare sulle "variazioni percentuali" e sottolineare piuttosto i valori "assoluti".

Detto questo non voglio certo fare il MENAGRAMO e NEPPURE NEGARE che dal bottom siamo risaliti sensibilmente.
Però le COSE vanno dette e spiegate in modo corretto ed imparziale e soprattutto vanno CONTESTUALIZZATE.

Va anche detto che quel mitico ed iper-produttivo 105 di Giugno 2008 era bello pompato anche dai fattori che poi ci hanno portato alla Grande Crisi.
Ma allora va anche detto che se quel livello era pompato, dovremo abituarci ad un New Normal, ad una Nuova Normalità più moscia nella quale sarà molto importante "cadere dalla parte giusta"....
Per esempio:
Lavoro: Cgia, Al Rientro Dalle Ferie 70mila Posti a Rischio
Roma, 7 ago - Al rientro dalle vacanze estive 70 mila lavoratori potrebbero perdere il posto....

Insomma la famosa Sudamericanizzazione di cui vi parlo da tempo immemore.

venerdì 21 maggio 2010

GOSSIP: nel 1° trim. 2010 la Grande "Cermania" era ancora in RECESSIONE (tecnica...)

PSSST PSSST
Vi sussurro nell'orecchio un piccante gossip da Novella 3000: nel primo trimestre 2010 la Grande "Cermania", ovvero la Mitica Locomotiva Europea, era ancora in RECESSIONE...

Sì...lo so: è una lettura un po' ORIGINALE e fuori dal coro... Infatti da mesi e mesi tutti strombazzano: "Siamo in Ripresa!" (tecnica).
Però me l'hanno sussurrato I DATI, purchè interpretati in modo un po' più realistico...ed un po' meno strumental-trasognante.
Infatti quando totalizzi un misero +0.2% basato quasi esclusivamente su RE-STOCKING (rimpiguamento scorte) e su SPESA PUBBLICA....
invece di RIPRESA TECNICA
bisognerebbe parlare piuttosto di RECESSIONE TECNICA :-)

venerdì 19 marzo 2010

Indice Manifatturiero di Filadelfia (Philly Fed): oltre la superficie


Ieri in USA è uscito l'Indice Manifatturiero di Filadelfia (Philly Fed) che ha confermato come il settore manifatturiero americano sia in Ripresa (solo restocking o qualcosa di più?).

Il Problema è che per adesso in USA le fabbriche manifatturiere pompano benissimo senza sentire minimamente il bisogno dei 15 milioni di disoccupati/sottoccupati creati dalla Grande Crisi...
Speriamo che prima o poi queste aziende manifatturiere, oltre che produrre a stecca per fare export verso le nuove frontiere del consumo, sentano anche il bisogno di assumere qualche americano che si sta girando i pollici da 24 mesi di fila, magari dotato di un bel buono viveri governativo...

37 million Americans now receive food stamps, and the program is expanding at a pace of about 20,000 people a day. The United States of America is very quickly becoming a socialist welfare state.

Nelle passate Recessioni il settore Manifatturiero ha ricominciato prima a pompare, poi a riassumere ed infine si è trascinato dietro il resto dell'economia.
In questa Recessione però non tornano nè le dimensioni del fenomeno (molto più profondo) nè i tempi (molto più lunghi).
Inoltre uno degli altri grandi driver di Ripresa, ovvero l'Immobiliare, rimane in stato comatoso post-sgonfiamento da Bolla (nei casi precedenti non era messo così male).

Continuiamo dunque a sperare che

lunedì 1 febbraio 2010

Punto focale


Ragiono ad alta voce...
Gli indici manifatturieri continuano a salire.
Vedi l'ISM USA di Gennaio che oggi è schizzato verso l'alto a 58,4 contro una previsione per una lieve marcia indietro a 55,5.
Questo significa RE-STOCKING ovvero rimpinguamento delle scorte che sono state tagliate pesantemente per circa un anno di fila.
Ma forse significa qualcosa di più...perchè io mi aspettavo una lieve correzione od un rallentamento da parte di questo tipo di indici, mentre invece stanno accelerando in modo inatteso.
Il re-stocking è cosa buona perchè normalmente è la prima fase di una Ripresa che poi si trascina dietro tante altre cose positive (leggi occupazione).
Ma il re-stocking va visto insieme ad altri indicatori per avere conferma che non sia un "fuoco di paglia".
E gli altri indicatori "di sostegno" per adesso LATITANO.
Vedi oggi la crescita microscopica e sotto alle attese delle spese al consumo in USA: uno striminzito +0,2% a Dicembre ovvero nel mese (teoricamente) più spendaccione dell'anno grazie al Natale "in chiave consumistica"....
Oppure la spesa per le costruzioni di Dicembre che scende pesantemente ed oltre le attese del -1,2% mentre Novembre viene visto al ribasso (da -0,6% a -1,2%): come ben sappiamo l'immobiliare è sempre l'origine di tutti i mali...
Ed anche altri indicatori contestuali continuano a non essere corenti con un quadro di "mini-boom" manifatturiero.
Il concetto è semplice: se gli altri indicatori a breve non daranno un supporto degno di questo nome, non sarò sorpreso se nei prossimi mesi gli indicatori manifatturieri inizieranno a rallentare ed a mettere la marcia indietro.
Uniche incognite:
- Quanto incide su questo re-stocking l'export verso i nuovi mercati dei nuovi consumatori compulsivi asiatici?
- Quanto di questo re-stocking è causato da stimoli statali e da politiche espansive del credito?
- Quanto questi stimoli dureranno ancora?

Tanto per avere conferme di questo mio "Teorema" del rischio di un re-stocking spumeggiante soggetto poi a "rapide delusioni", ecco paio di "anticipatori asiatici".
Infatti quei paesi ormai sono dei leading indicator rispetto a noi "mercati maturi" (e decotti)...

South Korean Jan exports disappoint; China a worry
Sun Jan 31, 2010 11:50pm
SEOUL (Reuters) - South Korean exports in January fell at the fastest monthly pace in a year, reinforcing investor fears that the recovery in demand is moderating and may be hit by China's crackdown on credit growth...continua

Data Points to Solid Growth in Asia, Along With Pitfalls
(pitfalls = trappole, insidie)
.......But the statistics from Asia also contained new reminders that policy makers face a delicate balancing act as they begin to scale back some of the extraordinary stimulus measures they launched in the wake of the financial crisis of late 2008.
In China, the official PMI reading actually slipped back somewhat from December’s reading of 56.6. And the export figures from South Korea fell short of what economists had expected.
This highlighted that the recovery in demand — including from the United States — still has some way to go........

Da questa postazione monitoreremo con attenzione questo PUNTO FOCALE.
.

Sostieni l'informazione indipendente e di qualità



venerdì 29 gennaio 2010

Il PIL della Cina è.....oops scusate: volevo dire degli USA....


Questa volta non mi spremerò in approfondite analisi sul PIL USA dell'ultimo trimestre 2009 che si è sparato IN APPARENZA una crescita "quasi-cinese"...
(leggi in questo Blog PIIIIIIIILLLLL !!, Mamma! Mi si è ristretto il PIL USA... e Mamma! Mi si è ristretto (di nuovo) il PIL USA...)
La farò breve...

1- I 2/3 sono stati generati dal re-stocking che è un classico processo "altalenante" ed una tantum: quanto più si erano tagliate le scorte PRIMA (per 13 mesi di fila) tanto più di devono rimpinguare DOPO. Ne consegue una bella spintarella di PIL...ma poi?
Senza re-stocking il PIL sarebbe cresciuto del +2,2%.
In the fourth quarter of 2009, about two-thirds of the growth came via the swing in inventories. Excluding the change in inventories, final sales increased at a 2.2% annual rate, a signal that the economy remained weak despite stellar topline numbers.
(per capire meglio il meccanismo leggi Un po' d'aritmetica ed Il Rimbalzo)
Non ci sono ancora stime dell'impatto sul PIL nel 4° trim. da parte piani di stimolo: restiamo in attesa. Nel 3° trimestre 2009 l'impatto è stato del 90%, ovvero poco meno del 2%.
...I have seen no analysis (yet) on the impact of the stimulus spending, but it was 90% of the growth in the third quarter, or a little less than 2%....
Vedi questa OTTIMA ANALISI (in inglese) di John Mauldin sul PIL USA.

2- Facendo le somme, al di là delle percentuali trimestrali "annualizzate" (che fanno molto "teatro"), il PIL del 2009 è crollato del -2,4%: non accadeva dal 1946 post-bellico.
Anche gli investimenti delle imprese (il sale della futura crescita) sono crollate come non succedeva dal 1942!
Even with healthy growth in the second half of the year, the economy shrank 2.4% in 2009, the worst year for GDP since the 10.9% drop in 1946, when the United States geared back to a peacetime economy. Business investment fell the most since 1942.

3- Il deflattore allo 0,6% nettamente sotto alle attese ha contribuito in modo significativo.
GDP rocks but less than expected deflator helped alot
Q4 GDP rose 5.7%, better than expectations of 4.7% but nominal GDP was only .3% above estimates as the price deflator rose only .6%, .7% less than expected. Nominal GDP rose 6.3% vs estimates of 6%.

I dati appena usciti sono una RETROSPETTIVA del 4° trimestre 2009 nel quale la RIPRESA TECNICA indubbiamente prendeva piede negli States.
Una bella accellerazione di fine anno, non voglio certo negarlo....sospinta anche da monumentali piani di stimolo governativi e da una epocale politica di tassi a zero.
La ripresa tecnica dovrebbe continuare anche nel primo trimestre 2010 (ad un ritmo più lento), per poi decelerare nel prosieguo dell'anno.
Nei trimestri successivi potrebbero fare capolino i primi problemi di SOSTENIBILITA' DELLA RIPRESA: ne abbiamo già visto i segnali nel settore immobiliare americano e ne vediamo da tempo i segnali nella terribile situazione occupazionale americana (8 milioni di nuovi disoccupati e 15 milioni tra disoccupati e sotto-occupati), una situazione talmente grave da mettere in dubbio lo status di lagging indicator (indicatore ritardato).

Insomma, il gioco si farà veramente DURO nel 2010...
In modo scaramantico...facciamo le corna.

PER METTERE IN PROSPETTIVA questa stellare ma un po' ingannevole accelerazione del 5,7% nel 4° trimestre 2009, ecco un bel GRAFICO più eloquente di 1000 parole....
Ma le borse erano in iper-venduto: dunque è possibile cavalcare un DATO già ampiamente scontato.

Real (and Nominal) GDP Back to Black The VERY low nominal growth over the past year is still worrisome, but nice to be back in black.





Sostieni l'informazione indipendente e di qualità


venerdì 30 ottobre 2009

PIIIIIIIILLLLL !!


Va bene...del PIL USA ne stanno già parlando TUTTI.
Ma ne parlerò anche io per due ragioni:
1- Perchè la maggior parte delle fonti sbandiera in modo esultante questo mini-boom da +3,5% del PIL, dissimulando naturalmente COME si è ottenuto. Al solito è la nostra improba ma eroica lotta nel contrastare la DISINFORMAZIONE di Gossip-Tiggì & affini...
2- Perchè molte ottime fonti (guarda a caso sono BLOG) stanno già facendo INFORMAZIONE corretta, completa e di qualità su questo dato.
Però repetita iuvant: più diffondiamo nel WEB non tanto la verità (parola grossa) ma semplicemente un'informazione NORMALE meglio è. Cerchiamo la massima diffusione nei limiti dei nostri mezzi "poveri ma belli"...Inoltre molte fonti affidabili sono in inglese e dunque non sono accessibili a tutti.

Cercherò di essere breve, forte e chiaro.
PIL USA nel 3 trimestre 2009 = +3,5% annualizzato, pari o poco superiore alle attese (dipende dalle fonti previsionali).
Un bel miglioramento indubbiamente rispetto al -6,4% del primo trimestre ed al -0,7% del secondo trimestre: il crollo è stato arrestato ma è chiaro che fermarsi alla lettura superficiale e senza un'analisi in prospettiva lo lasciamo fare ai Gossip-Tiggì. Noi proviamo ad INFORMARE e non solo a fare FICTION.

Prima di tutto un chiarimento sulla metodologia statistica di +3,5% "annualizzato", come è spiegato bene in questo articolo:
Dice l'economista Fortis...."Gli Stati Uniti esprimono convenzionalmente i tassi di crescita reali del proprio Pil trimestre su trimestre a valori “annualizzati”; ed è in questo modo che di solito li comunica al pubblico l’ufficio stampa del Bureau of Economic Analysis (www.bea.gov).
Ricordo che nel 2° trimestre 2008, in realtà, il PIL americano destagionalizzato.... era aumentato solo poco più dello 0,8% sul trimestre precedente, cioè del 3,3% “annualizzato” (vale a dire lo 0,8 circa moltiplicato per 4 trimestri).

In Italia nel 4° trimestre del 2006 si ebbe una crescita del Pil sul trimestre precedente ben maggiore, pari a +0,98% (cioè, se facessimo anche noi come gli americani, addirittura del 4% circa “annualizzato”)".
.......
"Si ha l’impressione, in definitiva, che quando vengono diffusi i dati trimestrali Usa sul Pil questi vengano spesso percepiti (inconsapevolmente) moltiplicati per quattro rispetto a quelli dei Paesi europei e dell’Italia e ciò finisce con l’aumentare il nostro senso di sudditanza verso il modello economico americano (certamente questo è l’effetto che si produce sulla maggioranza dell’opinione pubblica che legge i giornali e non possiede competenze statistico-economiche specifiche)".
.....

POI FACCIAMO DUE CONTI DELLA SERVA
A questo stellare +3,5%
andiamo a sottrarre l'1,66% che sarebbe il contributo una tantum del programma di incentivi alla rottamazione dell'auto "Cash for Clunkers" (esauritosi nel 3° trimestre)
E siamo a +1,9%
andiamo a sottrarre almeno lo 0,5% che sarebbe il contributo una tantum dei bonus fiscali per l'acquisto della prima casa (in fase di prolungamento per il 4° trimestre e per il 1° 2010 ma con un probabile minore impatto positivo)
e siamo a +1,4%
andiamo a sottrarre circa lo 0,9% che sarebbe il contributo del più volte citato processo di re-stocking ovvero un driver di crescita "tecnico" che andrà esaurendosi (possibile effetto positivo ancora nei prossimi 2-3 trimestri)
e siamo a +0,5%....
Se poi consideriamo il contributo delle spese governative e nel campo della difesa...beh lasciamo stare....

Il conto che ho fatto non è molto ortodosso... ma serve a capire come
SENZA il contributo di incentivi e fattori una tantum il PIL USA sarebbe stato molto meno stellare.
Ecco un grafico che calcola l'impatto sul PIL passato, presente e futuro dei piani di STIMOLI messi in campo per ora.
L'unica incognita per il futuro è quanto il governo USA sarà disposto a tirare la corda del debito pubblico per continuare a STIMOLARE....



















Questo ci dovrebbe farci riflettere sugli scenari di crescita e sostenibilità del PIL americano nei prossimi trimestri visto che gli incentivi a spese del debito pubblico non possono durare in eterno.
Inoltre gli incentivi cannibalizzano il futuro: non per nulla le vendite auto in USA post-cash-for-clunker sono crollate.
Se non si metteranno in moto altri driver "naturali e duraturi" saranno dolori...
Il PIL USA non può continuare a basarsi sull'uso di PROTESI deambulatorie ma deve iniziare a camminare con le proprie gambe.
E su questo punto si addensano nubi oscure: il perdurante ed elevatissimo livello di disoccupazione e la continua diminuzione del reddito dei cittadini americani, il tutto condito dal famoso credit crunch...
Considerando che il maggiore contibuto a questo +3,5% di PIL è stato fornito dai consumi (incentivati una tantum) per un +2.3%...potete rendervi conto perchè il barometro potrebbe puntare verso il cattivo tempo...

Come giustamente sottolinea Icebergfinanza:
...Incominciamo dal reddito....
Disposable personal income decreased $20.4 billion (0.7 percent) in the third quarter, in contrast to an increase of $138.2 billion (5.2 percent) in the second.
Real disposable personal income decreased 3.4 percent, in contrast to an increase of 3.8 percent.( Bea )

E' ormai un decennio che in America il reddito continua a scendere, ne abbiamo spesso parlato al di la di una dinamica lunga un decennio perduto, nessuna possibilità di inversione nei prossimi anni.

La concorrenza nello sfruttamento dei paesi emergenti ha determinato questa tendenza ormai cronica

Per quanto riguarda l'occupazione, nulla da dire, questa è e resterà una "jobless recovery" una ripresa senza lavoro.
Come abbiamo detto più volte, prima di assumere, le imprese, quando mai vi sarà un reale ripresa, provvederanno a reintegrare i lavoratori part-time sino a quando la sovrapproduzione non verrà assorbita.
La mia sensazione è che comunque, una parte della disoccupazione prodotta da questa crisi, non verrà assorbita, per tanto e tanto tempo e probabilmente resterà cronica.

E sempre a proposito dell'occupazione, il premio Nobel per l'economia Paul Krugman è molto preoccupato: di questo passo il cammino per un futuro ritorno alla piena occupazione in USA potrebbe essere molto molto lungo...addirittura al secondo mandato come Presidente della Sarah Palin...:D
Paul come sempre è molto ironico: lui è un democratico convinto che non sopporta di pancia i repubblicani...pertanto parlare di "secondo mandato Palin" è come dire tra centomila anni...o forse mai....
...Obviously, 3.5 percent growth is a lot better than shrinkage. But it’s not enough — not remotely enough — to make any real headway against the unemployment problem.
....Basically, we’d be lucky if growth at this rate brought unemployment down by half a percentage point per year. At this rate, we wouldn’t reach anything that feels like full employment until well into the second Palin administration.


Ieri le Borse naturalmente l'hanno presa in modo diametralmente opposto rispetto alle mie "masturbazioni mentali"...
Complice (?) anche il giochino diabolico e spiazzante della revisione al ribasso del giorno prima sulle previsioni del PIL da parte di Goldman Sachs, poi rivelatasi "inspiegabilmente" cannata...;)

Come giustamente commenta l'iper-realista Mish Shedlock
...I am struggling to understand what is surprising other than how bad this all looks once you break down the numbers.
The government sloshed trillions around and yet disposable income is down, jobs are horrendously weak, and the only reason GDP rose is wasteful government spending, cash-for-clunkers and extremely unaffordable housing tax credits whose effect is soon going to start diminishing even though the program was just extended.

I see plenty of chances for negative territory or at least extremely anemic growth starting in the second quarter of 2010, if indeed not the first quarter.

Let's see what Christmas brings. I am expecting far weaker numbers than most.
In the meantime, let's party even if only for a day or two.
Reality is likely to return soon.
....


Sostieni l'informazione indipendente e di qualità


giovedì 15 ottobre 2009

Anche Draghi ha dei dubbi...


Mi fa piacere vedere che anche il bollettino n. 58 di Bankitalia la pensa sostanzialmente come me...
Loro hanno il migliore centro studi e la migliore banca dati del paese (ed una delle migliori d'Europa).
Io sono solo "un cane sciolto" che legge, studia, approfondisce e mette insieme i pezzi del puzzle usando il cervello (fino?) e l'esperienza, senza peli sulla lingua.

Non per nulla sono mesi che parlo di Ripresa basata principalmente su: re-stocking, piani di stimoli, politiche monetarie iper-espansive e fuori dai canoni, sbracamento dei debiti pubblici etc etc
Mentre i veri motori di una Ripresa solida e duratura sono ancora assenti od anemici.
Gli articoli in merito a questa Ripresa, basata per adesso sulle "protesi" e sul "socialismo Keynesiano", sono "innumerevoli" in questo Blog.
Il primo di essi è stato un'anticipazione in "tempi archeologici": ancora nel pieno della Crisi provavo ad allungare il collo per vedere più lontano: Un po' d'aritmetica
Ed a seguire: Il Rimbalzo, Ci siamo comprati la Ripresa..., Il Generale Keynes ed i Marines
Ultimamente ho parlato "del rumore di fondo" degli incentivi che rende difficile capire se l'economia riuscirà a camminare con le sue gambe quando gli effetti saranno svaniti: Cannibalizzazione, I conti tornano

Le borse procedono spedite senza dubbi od incertezze in un rally molto più probabilmente guidato dalla liquidità che dai fondamentali: si scommette su una super-ripresa a V.
L'economia reale, gli economisti e le banche centrali parlano un linguaggio molto più prudente, pieno di incognite, di dubbi, di elementi di rischio e di debolezza: si prevede una ripresa molto graduale ad U, od addirittura uno schema a W con ricaduta in recessione. Alcuni parlano di uno schema a WWW nel quale ripresa e recessione si alternano per parecchio tempo.

La versione del bollettino n. 58 di Bankitalia coincide sostanzialmente con l'analisi del n° 2 della della FED David Kohn che ho riportato ieri su questo Blog, e coincide sostanzialmente anche con i Verbali della FOMC (il braccio operativo della FED) che sono usciti ieri sera.

Ecco riassunti ed evidenziati i passaggi di maggiore interesse
DA LEGGERE CON ATTENZIONE

Secondo quanto la Banca d'Italia riporta nel Bollettino Economico n. 58, ottobre 2009, la recessione mondiale si è arrestata e si sta ora profilando una ripresa, in larga parte grazie al sostegno delle politiche economiche espansive adottate nei principali paesi.
............. Nel terzo trimestre in numerose economie sono giunti segnali positivi dalla produzione industriale, dalle vendite al dettaglio, dal clima di fiducia di imprese e famiglie. Le condizioni dei mercati finanziari internazionali hanno continuato a migliorare, sostenute da una maggior fiducia degli investitori: sono proseguiti il forte rialzo dei corsi azionari, la riduzione degli spread sulle obbligazioni societarie, l'allentamento delle tensioni nei mercati interbancari. Secondo le previsioni degli organismi internazionali, tuttavia, la ripresa si presenterebbe con ritmi contenuti fino al prossimo anno: nel 2010 la crescita mondiale si collocherebbe in media attorno al 3 per cento; quella dei paesi avanzati appena al di sopra dell'1 per cento.
Rimane inoltre molto elevata l'incertezza sulla sua solidità: vi è il rischio che con il venir meno degli stimoli fiscali e monetari, e una volta esaurito il ciclo di ricostituzione delle scorte, la domanda privata possa tornare a ristagnare, frenata in molte economie da una disoccupazione elevata e crescente, dalla limitata disponibilità di credito e dall'esigenza delle famiglie di risanare i propri bilanci.

............
Nell'area dell'euro l'attività sarebbe tornata a crescere nel terzo trimestre L'indicatore coincidente dell'economia dell'area dell'euro prodotto dalla Banca d'Italia, €-coin, ha assunto in settembre un valore positivo, ancorché assai contenuto, per la prima volta negli ultimi quindici mesi.
...........
Secondo le attese degli operatori professionali censite da Consensus Economics, nel terzo trimestre la crescita del PIL dell'area sarebbe tornata positiva, nell'ordine del mezzo punto percentuale.
.......
.
IN RIFERIMENTO ALL'ITALIA
Anche in Italia si stima che nel trimestre estivo il PIL sia tornato a crescere, dopo cinque trimestri consecutivi di contrazione, che avevano riportato la produzione ai livelli di quasi un decennio addietro. L'incremento è stimabile nell'1 per cento circa sul periodo precedente. Vi contribuirebbe il deciso rialzo della produzione industriale in agosto (peraltro da considerare con cautela data l'accentuata erraticità dei fattori stagionali nei mesi estivi), il primo dopo la pesante contrazione osservata tra il secondo trimestre del 2008 e lo stesso periodo del 2009. Parte di questo recupero è verosimilmente destinato alla ricostituzione di un adeguato livello delle scorte, scese in alcuni comparti a livelli molto bassi.
.............
L'istituto di Via Nazionale afferma tuttavia che "non si intravede una chiara inversione di tendenza ne' nella domanda interna, ne' di quella estera".
Sul primo fronte, la domanda interna, "continuano a peggiorare gli indicatori relativi alle intenzioni di acquisto di beni durevoli e alle condizioni del mercato del lavoro".
Sul secondo fronte, la domanda estera, "i dati disponibili per luglio e agosto sulle nostre esportazioni ne segnalano una persistente debolezza"; inoltre "la competitivita' di prezzo delle imprese industriali italiane ha continuato a peggiorare nei primi otto mesi dell'anno"

.................
.....ancora non s'intravede una chiara inversione di tendenza né della domanda interna...
Si è consolidato, soprattutto nelle componenti prospettiche, il miglioramento degli indicatori di fiducia delle famiglie e, in misura meno decisa, delle imprese.
Continuano tuttavia a peggiorare gli indicatori relativi alle intenzioni di acquisto di beni durevoli e alle condizioni del mercato del lavoro.
La propensione a investire delle imprese rimane molto bassa, in presenza di margini inutilizzati di capacità storicamente elevati.
................

ATTENZIONE: DATI E NUMERI SULL'OCCUPAZIONE CHE IN GIRO NON SI LEGGONO
SONO QUASI TOP SECRET, MATERIALE ALTAMENTE SECRETATO DA ISTITUZIONI E MASS MEDIA
UN GRAZIE A BANKITALIA PER AVERCELI COMUNICATI (in particolare il rarissimo e sfuggente dato sui precari...)

Pesa verosimilmente sulle decisioni di spesa delle famiglie il calo dell'occupazione, in atto dalla metà del 2008.
Nel secondo trimestre la perdita è risultata di oltre mezzo milione (500.000) di occupati rispetto a un anno prima, escludendo dal computo l'effetto delle iscrizioni all'anagrafe di lavoratori immigrati. È stata di circa 300.000 unità la flessione dei lavoratori comunemente definiti come "precari", in maggioranza giovani.
Nel terzo trimestre si è ancora intensificato il ricorso alla Cassa integrazione guadagni: le ore complessivamente autorizzate sono aumentate di circa il 30 per cento rispetto al trimestre precedente.



...né di quella estera
Pur in un contesto di domanda mondiale più favorevole, i dati disponibili per luglio e agosto sulle nostre esportazioni ne segnalano una persistente debolezza. La competitività di prezzo delle imprese industriali italiane ha continuato a peggiorare nei primi otto mesi dell'anno, a causa di un andamento fortemente sfavorevole della produttività del lavoro: misurata con le ore lavorate (per tenere conto dell'ampio ricorso alla CIG), la produttività è caduta del 3,6 per cento nel primo semestre dopo il -0,8 nella media del 2008; ne ha risentito il CLUP, che ha accelerato al 5,4 per cento nonostante la dinamica contenuta del costo orario del lavoro.
.........
Continua a contrarsi la crescita del credito Il credito bancario al settore privato non finanziario continua a risentire sia di una ridotta domanda di finanziamenti da parte delle imprese, a causa della difficile congiuntura economica, sia di un orientamento ancora restrittivo dei criteri di offerta, seppure con segnali di attenuazione.
...........
Qualità degli attivi e redditività delle banche hanno continuato a peggiorare; la raccolta ha ulteriormente rallentato. Sono migliorati i coefficienti patrimoniali dei maggiori gruppi bancari italiani.

L'inflazione risale moderatamente
L'inflazione al consumo sui dodici mesi, ridottasi rapidamente dalla fine del 2008, ha toccato un minimo in luglio (-0,1 per cento secondo l'indice armonizzato).....successivamente ha mostrato un contenuto aumento, portandosi allo 0,3 per cento in settembre secondo i dati preliminari.
Il rialzo, osservato anche per le componenti di fondo, dovrebbe proseguire nel resto dell'anno e accentuarsi gradualmente nel corso del 2010, in linea con le attese per l'insieme dell'area dell'euro. .......l'inflazione si manterrebbe comunque moderata, all'1,5 per cento, nella media del prossimo anno.

...............
I conti pubblici sono in forte deterioramento
Lo stato dei conti pubblici è in notevole peggioramento, risentendo soprattutto della dinamica particolarmente negativa delle entrate.
Nei primi nove mesi del 2009 il gettito tributario erariale si è ridotto del 3,2 per cento, nonostante la forte crescita di alcune imposte sostitutive straordinarie.
...Nell'anno in corso, l'indebitamento netto risulterebbe pressoché raddoppiato rispetto al 2008, al 5,3 per cento del PIL; il debito aumenterebbe di oltre nove punti percentuali, al 115,1 per cento del prodotto.
........Sulle prospettive dei conti pubblici pesa l'incertezza ancora elevata riguardo ai tempi e all'intensità della ripresa ciclica. Il disegno di legge finanziaria 2010 prevede interventi limitati, senza effetti sui saldi di bilancio.
Nelle previsioni del governo.... il debito pubblico, in flessione dal 2011, sarebbe ancora superiore al 112 per cento del PIL nel 2013, oltre nove punti percentuali in più rispetto al 2007.



Insomma, come ribadisco da tempo la caduta si è interrotta e si vedono i segnali di una Ripresa in atto: è innegabile anche se si tratta di una "ripresa tecnica", di "una ripresa che sembra una recessione", di una "jobless recovery" etc etc
Per adesso è una Ripresa che cammina principalmente con l'ausilio delle stampelle, degli antidolorifici e del doping...e sulle spalle di Debiti Pubblici schizzati alle stelle.
Vedremo se, messe da parte le protesi e gli stimolanti, questa Ripresa riuscirà a camminare con le proprie gambe.

Fermo restando che, sia del mondo finanziario e bancario sia del mondo economico, la maggior parte dei problemi STRUTTURALI NON SONO STATI RISOLTI O NEMMENO AFFRONTATI, ma solo PROCRASTINATI.
Vedi in merito (in inglese) il video con l'opinione dell'ottimo Mish Shedlock

Non per nulla negli USA ormai i comici chiamano Obama "il grande procrastinatore" invece che "il grande comunicatore"....
Girano battute comiche di questo tenore:
...Per Jay Leno, il difetto di fondo di Obama è quello di rimandare sempre a domani le decisioni importanti che già avrebbe dovuto prendere. «Non aspettatevi che mandi subito più truppe in Afghanistan, sebbene ve ne sia bisogno...Ha impiegato 5 mesi a scegliere un cagnolino per le figlie».
E a proposito del Nobel: «Straordinario. Se ci pensate bene, il premio è l’unico successo ottenuto sino ad ora dal presidente».
Ed un altro comico, respingendo l’accusa delle destre che Obama trasformi l’America in una Germania nazista o in una Unione sovietica: «E’ falso. Basta che guardiate a ciò che ho fatto in 9 mesi» ha protestato. «Non ho fatto nulla».
....«Politicamente, il messaggio dei comici potrebbe essere devastante: Obama è il grande procrastinatore, non il grande comunicatore, una delusione per il pubblico, che forse ha nutrito eccessive aspettative».


Sostieni l'informazione indipendente e di qualità


giovedì 1 ottobre 2009

I conti tornano


La miriade di dati macro usciti oggi non spostano più di tanto il boccino.
La situazione generale rimane molto fragile, la Ripresa tanto decantata rimane molto debole, il rumore di fondo dei piani di stimoli rimane molto elevato, i consumi rimangono deboli, la disoccupazione rimane il Problema.

Mi concentrerò pertanto sul dato che conferma la mia ipotesi di ieri espressa in Cannibalizzazione.
Teorizzavo un possibile rintracciamento/rallentamento degli indici manifatturieri, inziato ieri con il Chicago PMI che ha inserito la marcia indietro tornando a 46,1.
Soprattutto il sotto-indice New Orders è ri-piombato in zona 38, un livello infimo che non si vedeva da mesi: questa componente è fondamentale per interpretare le tendenze dei prossimi mesi e la fiducia dei direttori di acquisto manifatturieri nella ripresa prossima ventura della domanda (ricordo che la parità è 50).

Ed oggi la conferma: anche l'indice ISM manifatturiero delude le attese per 54 e torna indietro a 52,6 dai 52,9 del mese scorso.
Indica sempre crescita perchè è sopra ai 50, ma indica una crescita già molto limitata che addirittura rallenta.
E rallenta ancor più il miglioramento del sotto-indice New Orders che passa da 64,9 di agosto a 60,8 di settembre.
Trainanti sono stati i seguenti sotto-indici:
- balzano in alto gli Inventories grazie alla ricostituzione delle scorte (re-stocking), pur rimanendo ampiamente sotto 50 (42,8)...come a dire "rimpinguiamo i magazzini ma non troppo visto che la domanda è ancora debole"
- gli Export Orders salgono grazie al dollaro debole.

Ribadisco: re-stocking ed incentivi sono per ora le componenti chiave ma una tantum del rimbalzo.
Finchè rimarrà cosi assordante il rumore di fondo dei piani di stimolo è difficile capire come si comporterà l'economia quando dovrà camminare con le proprie gambe.
Nel 3° trimestre l'impatto degli incentivi è stato elevato, ma nel 4° trimestre chissà...
Il programma cash-for-clunkers (incentivi per l'acquisto di un auto) è stato fondamentale per dopare in questi mesi gli indici manifatturieri ma anche gli ordini di beni durevoli e, più in generale, le spese al consumo (il +1,3% record dal 2001 uscito oggi è in buona parte motivato proprio dalla componente "auto").

Ma si sa: se la domanda rimane debole, la protesi degli incentivi da una tantum può diventare nunc et semper...in Italia ne sappiamo qualcosa.
Tanto aumentare il debito pubblico a dismisura pare che non sia un problema (immediato)...

P.S. Riporto en passant altri due dati significativi, usciti stamattina e relegati nella "zona d'ombra"...
- Vendite al dettaglio di agosto in Germania meno -1,5% contro un +0,2% atteso...
- Tasso Disoccupazione UE salito al 9,6%, il massimo da almeno un decennio
.

Sostieni l'informazione indipendente e di qualità