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martedì 20 gennaio 2015

L'insopportabile leggerezza del Determinismo Scientifico (e snobistico) della (Pseudo)Scienza Economica

...Chiedete una cosa qualsiasi a qualcuno che si occupa di "scienze esatte", tipo fisica, chimica o cose del genere, e quello (o quella) vi premetterà una serie di distinzioni, tipo "se è vero che....", "tenendo conto dell'incertezza dei dati.....", "entro i limiti dell'errore sperimentale...." e cose del genere.
Passate ora all'economia, che è tutto fuori che una scienza esatta, e i praticanti del caso non avranno dubbi.
La causa della crisi?
Vi diranno con grande sicurezza che è colpa di cose tipo debito pubblico, tasse, spread, credito, costo del lavoro, eccetera.

In questo periodo, sembra che sia tutta colpa dell'Euro e non ci sono dubbi in proposito - è così e basta.
Strano, perché al tempo dell'introduzione dell'Euro, la maggioranza dei politici (che si basavano su quello che gli dicevano gli economisti) erano d'accordo che era una cosa meravigliosa.
Ma è così che vanno le cose e nel dibattito sui media non puoi metterti a fare tante distinzioni.
Devi dire qual'è il problema e qual'è la soluzione.
Lo devi dire con grande sicurezza; solo così qualcuno ti darà retta.
Se poi viene fuori che la soluzione non funziona (come è quasi sempre il caso), darai la colpa a quelli che non l'hanno applicata bene, o non in misura sufficiente.
Economisti e politici hanno perfezionato quest'arte a un livello sopraffino.....
(Ugo Bardi)
Un docente di Fisica Chimica riassume benissimo quello che ripeto da secoli anche io...
L'Economia non è una Scienza Esatta...
anzi...non è nemmeno una Scienza
ma una Pragmatica che si avvale ..................

mercoledì 16 gennaio 2013

NEL LUNGO PERIODO SAREMO TUTTI MORTI. NEL BREVE? TUTTI POVERI....

Semplice e cristallino questo post.....

NEL LUNGO PERIODO SAREMO TUTTI MORTI. NEL BREVE? TUTTI POVERI.
da Economia e Libertà

Abbiamo una banca centrale che presta soldi all'1% a un sistema bancario che compra titoli pubblici che rendono il 6% e che vengono dati in garanzia alla stessa banca centrale.
Il 5% è una somma enorme e fa tutti contenti, la banche che fanno un sacco di soldi e gli stati che spendono a debito a rotta di collo.
Banche e stati basterebbero quindi a sè stessi.

Al di fuori di questa relazione ci sono le economie reali e le persone vive come voi e me. 
Ebbene, persone vere, aziende ed economie sono solo una gran rottura di palle..............

mercoledì 3 ottobre 2012

Rifletteteci su...

Rifletteteci su...

da Il mito del moltiplicatore keynesiano e le verità della crisi economica:
....esistono in realtà numerosi casi empirici a dimostrazione che il moltiplicatore keynesiano è spesso inferiore all’unità, ossia per un euro speso dallo Stato il Pil aumenta meno di un euro. 
Questo avviene generalmente quando il debito pubblico in rapporto al Pil arriva attorno al 90% (dato che si tratta di uno studio piuttosto noto e scritto da due autori non certo sospettabili si simpatie economiche “austriache”,.....“This Time is Different” di Rogoff e Reinhart). 
Negli ultimi vent’anni i due casi più evidenti sono stati rappresentati da Giappone e Italia, ma negli anni a venire la cosa riguarderà diversi Paesi europei e gli stessi Stati Uniti......
Ed ecco il mio post del 27 aprile 2012
USA: il "rapporto di cambio" tra Debito e PIL schizza a 2,5x...



Mitico ZeroHedge...
USA: il "rapporto di cambio" tra Debito e PIL nel 1° trimestre 2012...
Per "comprare" 1$ di PIL USA, ormai ci vogliono 2,52$ di nuovo Debito...
......

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martedì 25 settembre 2012

Dedicato alle sterili&sorpassate contrapposizioni: destra-sinistra...statalisti-liberisti...etc etc


Il Mondo è cambiato...
ma, come spesso accade, la maggioranza non se ne accorge minimamente e continua ad applicare vecchi schemi interpretativi, vecchie filosofie, vecchi impianti teorici...
Ciascuno è convinto della sua posizione, dell'essere (assolutamente) nel giusto...a seconda della sua (relativa) posizione dalla quale si trova a predicare...

La Grande Crisi ha portato al settarismo, ad esacebrare le proprie posizioni e convinzioni...come è sempre accaduto nella Storia quando si verificano momenti di Crisi e di necessità estrema.
Ma in campo socio-economico la cosa deprimente è che si sono (inutilmente) esacerbate posizioni vecchie, stantie e sorpassate
che ormai sono applicabili solo in minima parte alla nuova realtà delle cose
Il Mondo è cambiato...
e tanta gente continua  perdere tempo sulla vecchia diatriba statalisti vs. liberisti
keynesiani (+MMT) vs. scuola austriaca............

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martedì 24 aprile 2012

Su Keynes ho qualche dubbio, sulla MMT parecchi dubbi...ma l'Austerity (astratta dal contesto)...

Non è facile capire certi temi...
non è facile per nessuno...
non è facile farlo SOPRATTUTTO in modo imparziale ed anche pragmatico...

Gli estremisti dell'uno o dell'altro estremo
sembrano avere le idee molto chiare:
Austriaci
o MMT-iani dell'ultima ora...
e le conventions da Rock-star non aiutano certo a risolvere i dubbi...quanto piuttosto aiutano l'ego frustrato di alcuni personaggi controversi...;-)

A me i discorsi di uno dei più dotti ed "integralisti" :-)
Blogger del Web
(segui link)
m'ispirano ben più della MMT...
per semplice buon senso....
Come spiegavo in un mio post da "casalinga di Voghera"
che vi consiglio vivamente di leggere: Di livello in livello ci avviciniamo alla schermata finale...

In ogni caso non è facile avere le Idee chiare
in un momento di CRISIS Epocale:
io che sono un cultore del pensiero debole
e del pragmatismo esistenziale
non ho le sane (od insane) certezze che hanno altri,
beati loro...
dannati loro...

So solo che Keynes now sembra funzionare.........

domenica 29 agosto 2010

Miracolo teutonico e spesa pubblica

Flash dalle Vacanze.
Ad integrazione e parziale revisione del mio articolo Deutschland über alles del 13 Agosto,
ecco un'interessante comparazione
tra la Germania "dell'austerity"
e gli Stati Uniti "dello scialo keynesiano".

Dapprima contempliamo il raffronto tra il recupero del PIL teutonico ed il recupero del PIL 'mericano.

Us-ger


Ed a seguire contempliamo il raffronto tra spesa pubblica teutonica e spesa pubblica 'mericana (dal 3° trimestre 2008, fonte OECD's estimates of real government expenditures).
Secondo queste stime, la Germania batterebbe gli spendaccioni per eccellenza ovvero gli USA.

Baker-full


Il raffronto fa riflettere
e mette in crisi la diffusa mitologia dell'austerity teutonica (per ora solo annunciata...) che ha messo in ombra la precedente fase di pesante spesa pubblica, indirizzata principalmente a salvataggio dello scarrupato sistema bancario tedesco.
Non a caso il rapporto debito/PIL della Germania da un 60% circa sta procedendo spedito verso un 90% circa.
E nella prima metà del 2010 il deficit è più che raddoppiato rispetto alla prima metà del 2009.
Germany's Government Deficit Soars By Over 100%

La cosa andrebbe approfondita ma sono in vacanza, dunque metto tutto in un cassetto per quando sarò di nuovo operativo al 100%.
Infatti la pulce nell'orecchio mi arriva dal keynesianissimo Krugman e dunque non mi fido: potrebbero essere forzature pro domo sua.
In ogni caso è sensato pensare che certe strategie keynesiane (congrue per timing, peso e "mira") possano essere più efficaci di altre.

Pertanto il mitologico +9% annualizzato di PIL teutonico (2° trim. 2010) andrà tenuto sotto osservazione non solo per la sua sostenibilità nell'arena dell'export internazionale
ma ANCHE tenendo a mente le riflessioni qui abbozzate.

lunedì 28 dicembre 2009

Il "Manometro"


Nelle Borse di tutto il Mondo è appena andato in scena il rally pre-natalizio.
Oggi invece è iniziato il rally di fine anno, al quale seguirà il rally della Befana e poi quello dei "giorni della Merla" ...etc etc etc
Sono Rally iper-annunciati che si auto-avverano: molti li vogliono e MOLTI NE HANNO BISOGNO.
Sono rally che si sviluppano su volumi "ectoplasmatici".
Sono rally quasi del tutto auto-referenziali: impermeabili alle pessime notizie ed iper-infiammabili alle buone notizie.
Sono rally perfettamente coordinati e globalizzati su tutti i mercati del mondo (quasi per magia...).
Insomma sono Rally che, in un'atmosfera rarefatta e vacanziera, mettono a NUDO il GIOCO che è in atto da mesi nelle Borse Mondiali.
Chi pratica il Trading fa benissimo a sfruttarli ed a cavalcarli.
Questo BLOG però non è mirato al trading: ho fatto questo cappello introduttivo solo perchè il discorso che segue rischiava di sembrare un po' troppo SURREALE...anche se in effetti è perfettamente logico e consequenziale.

Come ripeto da tempo le Borse di Stato per ora salgono quasi esclusivamente sulle "PIL-protesi" una tantum a spese dei debiti pubblici, in applicazione del keynesianesimo più sfrenato e socialistoide (vedi un paio di esempi qualunque: numero 1 e numero 2).
Infatti "camminare sulle proprie gambe e senza stampelle" rimane tuttoggi una pura utopia: persino una "locomotiva" come la Cina, stando alle ultime dichiarazioni, non è minimamente intezionata a diminuire il "pompaggio statale" dell'economia.
- Gli Stati, dopo aver tamponato il sistema bancario con una marea di denaro dei contribuenti, fanno a gara a chi stimola di più l'economia con piani faraonici che dopano i vari settori considerati "strategici" ed allo stesso tempo fanno peggiorare il rapporto debito/PIL del +50%/+100% in pochi mesi...
Persino Craxi nei mitici anni '80 ebbe bisogno di almeno 4 anni per inaugurare la china discendente del debito pubblico italiano....
- Le Banche Centrali hanno messo in campo le politiche monetarie più espansive della Storia dell'Uomo: con tassi a zero a tempo indeterminato, riacquisto di titoli di stato, stampa di denaro dal nulla, enormi iniezioni di liquidità gratis, tecniche intensive per rendere i mutui artificiosamente regalati etc etc

Tutte queste misure statali si stanno scontrando CON LE TENDENZE NATURALI dell'economia, dei consumi, del credito etc che andrebbero in tutt'altra direzione: si sta cercando di forzare la mano ai NATURALI PROCESSI DI AGGIUSTAMENTO socio-economici e finanziari.
E l'uomo, animale rapace per eccellenza, ne sta approfittando alla grande..semprechè si trovi nella posizione giusta per approfittarne, un po' come succedeva alla burocrazia d'apparato dei tempi dell'URSS....;)

La SCOMMESSA è ardita quanto pericolosa: stuprare la NATURA e pensare che si possano guidare tendenze socio-economiche iper-complesse con un semplice dualismo pompo/smetto di pompare e con la scelta del timing/dose da somministrare.
Il tutto a spese di un pesante sfondamento dei debiti pubblici che in teoria verranno corretti nel tempo grazie all'innesco di una Ripresa consistente/continuativa e grazie ad una futura (molto futura) politica di tagli e risparmi pubblici....dopo aver scialato tutto lo scialabile.
Nemmeno Hari Seldon con la sua Psicostoria era stato così determinista e dirigista: nelle sue previsioni sul futuro dell'Impero Galattico aveva comunque messo in conto il clinamen, l'imprevisto.
Ma Seldon, nella fantasia di Asimov, era uno scienziato imparziale, guidato solo dalle sue teorie...e non dalle lobbies, dalla pagnotta e dal mantenimento dello status quo e dei privilegi acquisiti.
La SCOMMESSA infatti è fallace e non-imparziale: una strategia di mantenimento del sistema grazie alla SOCIALIZZAZZIONE delle perdite a vantaggio di pochi, viene presentata come imprescindibile ed a vantaggio di tutti.

Vabbè...bando alle masturbazioni mentali e passiamo alle preoccupazioni dei "non-del-tutto-integrati integralisti-keynesiani"...come il premio Nobel per l'economia Paul Krugman (insieme al suo "compare" Stigliz)
Il nostro Paul considera lo sbracamento del debito pubblico come un trascurabile effetto collaterale anzi come un qualcosa di eccitante e stimolante...
Dunque Krugman è molto preoccupato non tanto dallo sbracamento dei 12.100.000.000.000 miliardi del tetto di spesa pubblica USA aumentati di recente a 12.400.000.000.000...ma è preoccupato piuttosto dal fatto che i driver una tantum della crescita (stimoli statali e re-stocking) si stiano rapidamente esaurendo e che svaniranno dopo il primo semestre 2010.
Il rischio dunque è che la Ripresa metta la marcia indietro trasformandosi in una seconda gamba a "W" della Recessione (un po' meno del 50% di possibilità secondo il buon Paul).
Infatti come diceva il grande Vecchio della FED Paul Volcker: There's No Growth Other Than What The Fed's Pouring Into The Economy (Non c'è altra crescita oltre a quella che la FED sta riversando nell'economia).
Ebbene...è necessario pensare quanto prima ad un secondo mega-piano di stimolo marca "Obama" perchè il primo da 800 miliardi di dollari si sta esaurendo...
Bisogna dunque imitare l'esempio del Giappone che ha varato un nuovo piano di stimoli per contrastare l'esaurimento di quelli precedenti: la borsa Giapponese in un amen è passata dai 9100 punti ai 10.600 punti...una vera e propria manna per i "soliti noti".

Krugman: 'Reasonably High Chance' Economy Will Contract Next Year (VIDEO)

Ed ancora vi consiglio di leggere (in inglese) questa istruttiva Krugman-disamina di come funziona e di come si distribuisce nel tempo un super-piano di stimolo socialista-keynesiano, con tabella annessa....
Stimulus timing









.
E sapete cosa ho scoperto proprio mentre scrivevo questo articolo...solo DOPO aver citato spontaneamente la Psicostoria di Asimov????:D
Ho scoperto che Paul Krugman si è avvicinato all'economia proprio grazie alla sua passione per la Psicostoria di Hari Seldon! Quale migliore conferma per il determinismo "fantascientifico" della scuola keynesiana? :D
...According to Krugman, his interest in economics began with Isaac Asimov's Foundation novels, in which the social scientists of the future use "psychohistory" to attempt to save civilization. Since "psychohistory" in Asimov's sense of the word does not exist, Krugman turned to economics, which he considered the next best thing...

Nel frattempo i "libertari" seguaci di Von Mises e della scuola "austriaca" ed i seguaci della scuola liberista di Chicago a larghi giri volteggiano come "avvoltoi" sull'attuale trionfo dell'assistenzialismo keynesiano a spese del debito pubblico...in attesa della loro "revanche" dall'alto dei loro"sacri pilastri di saggezza":
- Non c'è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un'espansione creditizia.
La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell'abbandono volontario di un'ulteriore espansione del debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario
coinvolto" (Von Mises)
- ....la superiorità del libero mercato rispetto alla pianificazione economica statale.
Sosteneva l'impossibilità in regime socialista di calcolare il complesso economico, teoria poi ripresa da un allievo di Mises, Friedrich von Hayek, il quale sosteneva, come già faceva a suo tempo Mises, l'inevitabile crollo dell'Unione Sovietica proprio per questo motivo.

Certo che, al di là delle scelte di campo, a me spaventa sommamente una filosofia che pensa di gestire le iper-complesse tendenze socio-economiche globali manovrando millimetricamente un MANOMETRO.
Anche perchè tale MANOMETRO è assai pretestuoso e TARATO sulle lobbies dominanti.;)

In ogni caso, anche essendo "keynesiani & ottimisti", il cammino della Ripresa post-Crollo rimane ancora molto lungo come fa notare il solito Krugman nel suo "L'Era delle Aspettative diminuite" (Age of diminished expectations)
...Sorry, But 3.5% Growth Is Not A "Surge"....

krugman graph 12/28/09

“Economy poised for surge as most accurate economist see U.S.” reads the Bloomberg headline. So it’s a major disappointment to read what Bloomberg considers a “surge”: 3.5 percent growth in 2010.
Um, that’s really subpar for recoveries, let alone recoveries from deep slumps:...........

O come ben spiegano su Chicago Blog riferendosi alla situazione italiana nell'articolo I livelli della crisi:
...Misurato in termini di trimestri persi, cioè di quanto indietro nel tempo sono tornati i livelli della produzione, la maggiore gravità della situazione italiana risulta evidente: i 12 e 13 trimestri di Francia e Germania si confrontano con i quasi 100 dell’Italia....
...Nello specifico, e rimandando il lettore alle tavole 1 e 2 del paper, il livello di produzione industriale italiana è tornato al secondo trimestre 1986, quello tedesco al quarto trimestre 1999, quello francese al primo trimestre 1994.
Come si nota, quello italiano è un autentico crack, che conferma (se mai ce ne fosse stato bisogno) che affermare che il nostro paese ha navigato in questa crisi meglio dei nostri concorrenti è una fallacia assoluta.

Dal lato più generale del Pil, l’Italia in questa crisi è tornata indietro di 34 trimestri, contro i 13 e 12 rispettivamente di Germania e Francia
.
Naturalmente la notizia è rimasta sepolta nella cronaca natalizia, e forse è meglio così, visto quanto è inquietante.

....Uno degli errori più comuni commessi dalla stampa e dai commentatori politici è quello di considerare solo le variazioni di una grandezza, non i suoi livelli. In tal modo l’analisi finisce col perdere profondità prospettica. Sono ancora e sempre troppo pochi quelli che riescono a realizzare che, quando una grandezza perde il 50 per cento, necessiterà di una ripresa del 100 per cento solo per tornare al
livello di partenza. Non sorridete, in questo paese abbiamo un disperato bisogno di partire dalle nozioni di base.....

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