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giovedì 15 settembre 2011

Alla fiera dell’Est, per due soldi, una banca mio padre comprò…


Alla fiera dell’Est, per due soldi, una banca mio padre comprò…

Al di là dei vari rumors che si diffondono più o meno ciclicamente, basta guardare il rendimento dei titoli di stato greci ad un anno (98%!) per capire da soli che molto presto Atene sarà costretta a dichiarare default.

Non a caso, già da diversi mesi si rincorrono le analisi con i possibili effetti sull’Euro, sulle banche europee e i loro bilanci.
Lo scenario di un default o un roll-over sul debito greco è pertanto già stato scontato dai grandi istituti europei che hanno svalutato, seppure solo in parte, i titoli in loro possesso.

Ciò che in molti invece sottovalutano è l’effetto domino che il default greco avrà sui paesi non-euro, in particolar modo su quelli del sud-est europa.
Negli anni precedenti la crisi infatti molte banche greche si erano lanciate................

martedì 8 giugno 2010

"Falso in bilancio" anche per la Bulgaria? + I "formidabili" problemi dell'UK


Ogni tanto mi faccio paura da solo....anche se tirando nel mucchio di un Mondo basato su Bluff&Debiti è difficile non cogliere nel segno...;-)

Giusto IERI
avevo lanciato il mio allarme sulla povera Bulgaria....
et voilà!
Bruxelles: dubbi su statistiche economiche della Bulgaria, a breve ispezione
martedì, 8 giugno 2010 - 15:09

La Commissione europea ha fatto sapere, attraverso il Commissario agli affari economici Olli Rehn,
di avere alcune preoccupazioni sulle statistiche economiche della Bulgaria.
“Stiamo considerando di inviare a breve nel Paese una missione di esperti” ha aggiunto Olli Rehn.
E se il "tenero Olli" (che tranquillizza sempre-tutto&tutti-su-tutto) afferma "di avere alcune preoccupazioni"....allora la situazione deve essere senz'altro DISPERATA....:-)

Oltre al fatto che poco alla volta venga fuori come tutti (o quasi) abbiano applicato una "contabilità creativa" sui bilanci pubblici...
sussiste il problema che la Commissione Europea non ha ancora il potere d'inviare ispezioni Eurostat con poteri di revisione contabile
e con i tempi medioevali della Euro-Armata-Brancaleone...
Bulgaria, dubbi Ue attendibilità dati, verso missione Eurostat
.....La Commissione europea è preoccupata della qualità delle statistiche macro pubblicate dalla Bulgaria e intende inviare a Sofia una missione Eurostat quando all'ufficio di statistica comunitario verranno concessi nuovi poteri di revisione contabile.....
"Abbiamo qualche timore sulla performance statistica della Bulgaria e stiamo valutando di inviare presto una missione ... che abbia poteri di revisione contabile" dice Rehn.
Il commissario avverte però che in materia si deve ancora esprimere il parlamento europeo, chiamato ad accogliere la proposta dell'Ecofin.
Un ultimo via libera deve arrivare anche dai vertici politici, possibilmente in occasione del Consiglio Ue del 17 giugno prossimo......

Come ben sappiamo il falso in bilancio(pubblico) è stata una prassi comune durante il periodo delle "vacche grasse".
Con il sopraggiungere delle "vacche magre", ovvero quando gli altri ti devono smollare i soldini per non farti fare default, la "fantasia" contabile non è più una dote ben accetta....

come scrivevo IERI
.....ma non dimentichiamoci della Bulgaria, pericolosamente connessa con la Grecia e le sue Banche come scrivevo il 29 Aprile in Grecia: nessuna crepa nella DIGA è tollerabile (anche minima)
....banche elleniche che ormai hanno rating spazzatura come conseguenza prima del rating spazzatura assegnato alla Grecia.
.....Molto interessante nel seguente articolo la connessione tra National Bank of Greece che controlla all'89.9% la United Bulgarian Bank: anche l'importante banca bulgara naturalmente è diventata spazzatura...
E' tutto interconesso, tutto collegato...per questo IL CONTAGIO può essere rapidissimo nel diffondersi.

In queste settimane tormentate e drammatiche stranamente TUTTI TACCIONO sull'Europa dell'EST, che fino a 12 mesi fa era considerato il tallone d'Achille della UE....(N.d.R. Notare cosa dicevo già il 29 Aprile scorso...)

In effetti considerando le strette connessione della Bulgaria con la Grecia
l'eventuale falso in bilancio(pubblico) non dovrebbe sorprenderci.
martedì 12 gennaio 2010
Boom Boom Debito Grecia: falso in bilancio....
..........."Non conosco il bilancio di una società che non sia falso"...
La leggenda metropolitana narra che questa frase sia da attribuirsi nientepopodimeno che ad
Enrico Cuccia, il mitico Presidente di Mediobanca, il fulcro per 40 anni della finanza e dell'economia italiane, l'eminenza grigia più potente della Penisola, la "vecchia volpe"...
Tale massima è senz'altro applicabile per "estensione" dai bilanci privati ai bilanci pubblici, secondo il tipico processo della sinèddoche a minore ad maius che implica un ampliamento semantico.
Diciamo che banfare sui conti pubblici è una pratica molto diffusa....però la Grecia ha toppato superando eccessivamente la "media europea di falsificazione"...;)

E poco alla volta, attraverso i pesci piccoli, si sta arrivando ai PESCI GROSSI....
Il Regno Unito ha la sua tripla AAA sempre più in bilico...
anche se la cosa che più dovrebbe scandalizzare i mercati è il fatto che l'UK abbia ancora una Tripla AAA e non il fatto che rischi di perderla....
da Wallstreetitalia
La Gran Bretagna ha problemi "formidabili"
Scossone sui mercati con borsa, moneta e bond inglesi in caduta dopo la dichiarazione dell'agenzia di rating Fitch, secondo cui le sfide a cui deve far fronte il governo di Londra per i suoi problemi fiscali sono "formidabili"....

lunedì 7 giugno 2010

La linea Maginot viene aggirata da tutte le parti: ed anche il Belgio...














Qualche giorno fa ho usato la metafora della Spagna come linea Maginot dell'Eurozona.
Poco dopo il NYT ha replicato la mia analogia...:-)
Maginot Lines and Illusions
Il riferimento è alla famosa linea di difesa della Francia contro la Germania (e contro l'Italia) durante la Seconda Guerra Mondiale, che avrebbe dovuto essere il baluardo per difendere la Francia dall'invasione e dalla sua caduta.
Invece la linea Maginot non servì a nulla...perchè venne facilmente AGGIRATA e poi smantellata.

La metafora mi sembra chiara: come successe nel 1940...la linea Maginot è facilmente aggirabile perchè i punti nevralgici che possono provocare shock sistemici globali sono presenti un po' ovunque nell'EUROZONA (e nel Mondo...).

Ebbene come abbiamo visto in questi giorni è ritornato LA MALVAGIA STREGA DELL'EST (come l'ha battezzata Icebergfinanza attingendo dal "Mago di Oz").
Abbiamo già parlato
dell'Ungheria
e della Romania
ma non dimentichiamoci della Bulgaria,
pericolosamente connessa con la Grecia e le sue Banche
come scrivevo il 29 Aprile in Grecia: nessuna crepa nella DIGA è tollerabile (anche minima)
....banche elleniche che ormai hanno rating spazzatura come conseguenza prima del rating spazzatura assegnato alla Grecia.
.....Molto interessante nel seguente articolo la connessione tra National Bank of Greece che controlla all'89.9% la United Bulgarian Bank: anche l'importante banca bulgara naturalmente è diventata spazzatura...
E' tutto interconesso, tutto collegato...per questo IL CONTAGIO può essere rapidissimo nel diffondersi.

In queste settimane tormentate e drammatiche stranamente TUTTI TACCIONO sull'Europa dell'EST, che fino a 12 mesi fa era considerato il tallone d'Achille della UE....(N.d.R. Notare cosa dicevo già il 29 Aprile scorso...)

Diamo un'occhiata al termometro imperfetto ma spesso significativo ed anticipatore dei CDS sul Rischio Sovrano dell'EST Europa

....With worries over Hungary and Romania now rattling markets, CDS spreads on Eastern European sovereign debt is also spiking. Notably, the cost of insuring Polish sovereign debt has declined during this period.

From CMA Datavision:

Eastern Europe CDS 67


Ma anche il BELGIO ovvero il CUORE dell'Eurozona...inizia ad avere qualche problemuccio: infatti è schizzato verso l'alto lo SPREAD tra il titolo di stato decennale belga ed il BUND (vedi grafico sottostante)
In effetti alcune caratteristiche del BELGIO non sono proprio tranqullizzanti...
- rapporto Debito/PIL al 99% e per la fine del 2010 dovrebbe superare il 100%
- proiezione per il 2020 = rapporto Debito/PIL al 150%
- 82% dei titoli di stato a breve scadenza in mano a Paesi Esteri
In compenso il Deficit è ancora sotto controllo (circa il 5%)
ed il debito privato è ancora molto basso.

Belgium Latest Contagion Crisis, As 10 Year Bond Spreads Go Vertical
The latest casualty of the European contagion is sleepy, quiet, french-fry and beer specialist Belgium.
The country's 10 Year bonds have gone vertical on ever increasing concerns the European core is just as messed up as the periphery.
Look for this hockeysticking to add even more tightness to German Bund spreads, until one day the market wakes up and realizes the only country it can now short is Germany itself.
That will be game over for Europe.


VEDI anche l'analisi del Financial Times in merito alla situazione del BELGIO

In the meantime, focusing on Belgium, here is what the FT had to say:

Anxiety is mounting in financial markets that a prolonged bout of political uncertainty in Belgium following national elections next Sunday could prevent decisive action to tackle the nation's debt mountain that threatens to turn it into "the Greece of the north".
Interest rates on 10-year Belgian government bonds jumped from 3.15 to 3.50 per cent last week and investors are demanding a mounting premium to hold the debt over corresponding German paper.

Belgium's debt is currently at 99 per cent of its gross domestic product, the highest in the eurozone after Greece and Italy, and is forecast to exceed GDP by the end of the year.

Officials play down the market concerns. Anne Leclercq, head of the Belgian debt-issuing authority, blames broader eurozone debt worries and "hyper-volatile markets" for the jump in interest rate spreads last week.

"The overall level of our sovereign debt is indeed high, but the budget deficit is good," she says. Deficit projections for 2010 and 2011 are around 5 per cent - more in line with Germany than with those countries at the heart of the eurozone debt crisis.

Moreover, the Belgian economy runs a trade surplus, which makes financing debt easier.
Household debt is among the lowest in the eurozone. And Belgium has a solid track record of paying down high debt, Ms Leclercq points out.

However, Belgium's climb out of recession has been slow, with GDP rising by just 0.1 per cent in the first quarter, below the eurozone average.
"If this trend continues, Belgium's fiscal consolidation plans may turn out to rely on overly optimistic growth projections," says Emilie Gay of Capital Economics. "There is no doubt that Belgium is the weak link of the north," she wrote in a note last week.

The structure of its debt could add to its problems. Eighty two per cent of short-term paper is owned by foreigners. It has relatively short maturity - under six years - meaning Belgium must return regularly to tap the markets for fresh funds.


Ed alla fin fine anche gli intoccabili STATI UNITI D'AMERICA iniziano a subire qualche piccolo contraccolpo (sarebbe anche l'ora!)....
Il CDS degli USA è quello che è peggiorato maggiormente negli ultimi tempi, pur rimanendo a livelli bassissimi in valore assoluto.
But there are concerns over the U.S. sovereign debt position, with the U.S. the current largest sovereign widener by percentage, according to CMA Datavision.
Though CDS markets on U.S. debt may not be the best judge of its stability, as payout would be extremely unlikely in the event of default.


sabato 5 giugno 2010

Ungheria: si apre un nuovo fronte o meglio...si ri-apre un vecchio fronte

ARTICOLO ANTICIPATO Venerdì 4 Giugno 2010
ALLA NEWSLETTER DEI SOSTENITORI ATTIVI

Ungheria: portavoce premier indica situazione economica grave, Bloomberg

venerdì, 4 giugno 2010 - 13:35
L'economia dell'Ungheria è in una situazione grave. Lo ha detto il portavoce del premier ungherese, Peter Szijjarto, secondo quanto riportato da Bloomberg.
Szijjarto, sempre secondo l'agenzia, avrebbe confermato la manipolazione dei conti dello Stato da parte del precedente governo.
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Qualche giorno fa ho usato la metafora della Spagna come linea Maginot dell'Eurozona.
Poco dopo il NYT ha replicato la mia analogia...:-)
Maginot Lines and Illusions
Il riferimento è alla famosa linea di difesa della Francia contro la Germania (e contro l'Italia) durante la Seconda Guerra Mondiale, che avrebbe dovuto essere il baluardo per difendere la Francia dall'invasione e dalla sua caduta.
Invece la linea Maginot non servì a nulla...perchè venne facilmente AGGIRATA:
Una forza civetta si appostò davanti alla Linea, mentre la vera forza d'attacco tagliò attraverso il Belgio e i Paesi Bassi, attraverso la Foresta delle Ardenne che giaceva a nord delle difese principali dei francesi.
In questo modo i tedeschi furono in grado di aggirare la Linea Maginot.
Attaccando dal 10 maggio, le truppe tedesche furono ben dentro alla Francia nel giro di cinque giorni e continuarono la loro avanzata fino al 24 maggio, quando si fermarono vicino a Dunkerque.
Per i primi di giugno i tedeschi avevano tagliato la Linea dal resto della Francia e il governo francese iniziò a trattare l'armistizio.


La metafora mi sembra chiara...
In effetti la Spagna è la linea Maginot ovvero la liena di difesa decisiva dell'Eurozona: con i suoi 1300 miliardi di PIL (8° nel Mondo e 5° in Europa) e con il suo notevole debito a carico del sistema bancario e dei conti pubblici...la penisola Iberica è semplicemente too-big-to-fail (e forse too-big-to-save...).
Però come successe nel 1940...la linea Maginot è facilmente aggirabile perchè i punti nevralgici che possono provocare shock sistemici globali sono presenti non solo nell'Eurozona ma un po' ovunque nel Mondo.

Et voilà....
Tutti parlavano 12-18 mesi fa degli enormi rischi provenienti dall'Est Europa: bolla immobiliare, elevato debito con l'estero, valute deboli, instabilità politica, crescita troppo rapida e basata sugli investimenti esteri, mutui regalati a chiunque ed assets tossici a go-go etc etc
Doveva essere l'epicentro di un terremoto che avrebbe convolto le banche dell'Europa Occidentale.
Poi zut, niet....silenzio: la Rete di Protezione messa in piedi tra fine 2008 ed inizio 2009 dal G20+FMI ha fatto guadagnare tempo e la polvere è finita sotto al tappeto.
Da non perdere in merito il mio articolo I sommersi e i salvati (11 Dicembre 2009) che ben descriveva questa operazione-tampone.

Però...
se poi le Economie non crescono,
se la Ripresa è fragile o inesistente,
se i tagli di spesa non vengono attuati con rigore,
allora i Tamponi non tengono più,
i problemi strutturali tornano fuori ed i soldi dei prestiti si esauriscono....
Vedi il CASO Romania, quasi ignorato dai mass-media ma non da questo Blog
La "sindrome ellenica" contagia la Romania (e non solo) (13 maggio 2010)

Ed adesso pare che si stia aprendo un nuovo fronte nella Guerra dei Boom Boom Debiti Pubblici: l'Ungheria.
Anche se sarebbe più esatto affermare che si sta riaprendo un vecchio fronte...visto che l'Ungheria per prima era già finita nell'occhio del ciclone circa 18 mesi fa come uno dei punti nevralgici della crisi da asset tossici etc etc
Ed andò ad un passo dal DEFAULT.

Nel "lontano" ottobre 2008 la Polka Ungherese iniziò a far ballare un po' di banche "occidentali" con la sua spazzatura tossica...tra le quali....
Accordo Ungheria-Fmi su aiuti, Unicredit sempre più a fondo

7 ott 2008
... Accordo Ungheria-Fmi su aiuti, Unicredit sempre più a fondo....

Poi si attivò la rete di protezione FMI&compari (vedi sopra)
Ungheria, da Fmi e Ue aiuti per oltre 20 miliardi di euro
29 ottobre 2008 - L'Fmi, la Banca Mondiale e l'Unione Europea hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per fornire all'Ungheria finanziamenti straordinari per.....


E dopo un po' i politici rincominciarono con le loro tiritere tranquillizzanti di ripristino della confidence (ma con la polvere sotto il tappeto)....
Ministro Finanze: l'Ungheria non ha più bisogno di aiuti dal FMI ...
2 feb 2010
...
In una recente intervista a Londra al Financial Times, Peter Oszko, Ministro delle Finanze, ha dichiarato che il Paese è ora in grado di
...

Ed infatti solo pochi mesi dopo....TUTTO OKKEY: l'Ungheria rischia di finire come la Grecia....
Infatti il Deficit che, come promesso, avrebbe dovuto essere ridotto al 3,8%...potrebbe schizzare quest'anno intorno al 7,5% ovvero al DOPPIO.
Sì...le somiglianze col caso Grecia ci sono...e parecchie anche: promesse da marinaio che poi vengono disattese di BRUTTO, situazione politica instabile, dati poco affidabili e falsati, super-indebitamento con l'estero etc etc
Unica differenza di rilievo l'avere ancora (per fortuna) il Fiorino Ungherese invece dell'Euro.
Come riportato da Borsa Inside:
....Lajos Kosa, il vice-presidente del Fidesz, il partito conservatore che ha vinto le elezioni nazionali dello scorso aprile, avrebbe dichiarato che l'Ungheria ha poche probabilità di evitare una situazione simile a quella della Grecia.
Secondo Kosa l'economia ungherese si troverebbe in una situazione di gran lunga peggiore di quanto stimato dal Fidesz.
In seguito alla notizia il fiorino ungherese è andato a picco. La valuta ungherese ha perso rispetto all'euro circa il 2,5% e rispetto al dollaro circa il 3%.
I rendimenti delle obbligazioni ungheresi sono balzati di circa 30 punti base.


Già ieri la Banca Centrale dell'Ungheria aveva avvertito che il Paese rischia di non raggiungere il suo obiettivo di riduzione del deficit per il 2010
a causa dell'aumento delle spese e del declino delle entrate.
L'Ungheria ha potuto evitare il default nel 2008 solo grazie ad un prestito da €20 miliardi ricevuto dall'UE, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale. Budapest ha concordato con i suoi creditori di ridurre quest'anno il suo deficit al 3,8% del PIL. Il nuovo Governo di centro-destra del Fidesz ha promesso però di tagliare le tasse e vuole concentrarsi sulla crescita dell'economia.
Gli analisti prevedono perciò in media che il deficit dell'Ungheria si attesterà quest'anno al 5% del PIL. Alcuni membri del Fidesz hanno di recente dichiarato che il deficit potrebbe anche raggiungere il 7,0% - 7,5% del PIL.


Hungary Warns on Deficit while EC Hopes for Faster Deficit Cutting
The crisis is focused today on Hungary. The European Commission on Thursday urged Hungary to cut its budget deficit faster.
The problem with this is that Hungarian government officials have reiterated that the 2010 fiscal gap may reach almost twice the target agreed with lenders including the EU.

The only solutions are bankruptcy, i.e.sovereign debt restructuring, for the countries that are in financial trouble, or restructuring via inflation.


E Naturalmente i CDS non perdono tempo....
Forint Slide Accelerates As Hungarian Default Risk Now 14 Wider To 277bps
.....So is the case with Hungary today. After opening 7 tighter, Hungarian CDS are now 14 bps wider to 277bps.
As the attached chart shows, the Hungarian Forint is now in freefall.
Yet if investors are concerned about Hungary, they should take a look at some of its less lucky Eastern European neighbors which, just like Hungary, have been considered to be strong for so long.


Come vedete il COLABRODO del Debito Pubblico fa acqua da tutte le parti: un giorno finisce sotto i riflettori la Grecia, un altro giorno il Portogallo e così via...
Ma nella ZONA D'OMBRA sono in molti "a fare acqua"...anche se la luce del riflettore non li sta illuminando.

venerdì 4 giugno 2010

Ungheria: si apre un nuovo fronte o meglio...si riapre un vecchio fronte (anteprima)


Ho appena spedito l'articolo
Ungheria: si apre un nuovo fronte o meglio...si riapre un vecchio fronte
alla Newsletter dei miei SOSTENITORI ATTIVI.
In questo caso la mia analisi potrà essere letta PRIMA dai coloro che hanno scelto la via della SIMBIOSI MUTUALISTICA tra Blog&Lettori (segui link per capire cos'è...).
e solo IN SEGUITO verrà pubblicata e potrà essere consultata da TUTTI gli altri.

Si parla della linea Maginot dell'Eurozona rappresentata dalla Spagna e di come sia facile aggirarla...come fecero i Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale
Si parla della dimenticata polveriera Est Europea e della Rete di Protezione messa in atto 12-18 mesi fa
Si parla del Caso Ungheria e delle sue preoccupanti somiglianze con la Grecia

Sottolineo che IL MIO BLOG ed i MIEI ARTICOLI rimarranno quasi sempre ACCESSIBILI A TUTTI in tempo reale.
Solo ogni tanto e senza alcun obbligo spedirò un articolo IN ANTICIPO (od anche IN ESCLUSIVA) alla Newsletter dei miei Sostenitori Attivi.
L'iniziativa non è pertanto da considerarsi in nessun modo un servizio esclusivo ed a pagamento ma solo un modo per dire GRAZIE.

Tempo di creazione dell'articolo: circa 2 ore per la compilazione/scrittura + circa 48 ore di "maturazione" ovvero di ricerca e documentazione "stratificata" e continua.

giovedì 13 maggio 2010

La "sindrome ellenica" contagia la Romania (e non solo)


La sindrome ellenica da debito pubblico sta scorrazzando in qua ed in là per l'Europa.
Dell'effetto contagio sui PIIGS ne parlano già tutti (fin troppo).
Invece rimangono nella zona d'ombra altri Stati dell'Est-Europa che hanno conti pubblici assai traballanti e che soffrono della temibile sindrome ellenica.

Ha avuto poca risonanza ma recentemente in Romania ci sono stati scioperi e proteste in stile greco.
Infatti il governo ha sforbiciato gli stipendi pubblici (del 25%), i sussidi di disoccupazione (!) e le pensioni (del 15%)
per cercare di tagliare nel 2010 al 6,8% un rapporto Deficit/PIL già molto elevato (quasi il 9%) ed in fase di ulteriore pegioramento.
In questo modo l'FMI sbloccherebbe un'ulteriore tranche del prestito necessario alla Romania.
Inoltre Bucarest avrebbe bisogno con urgenza di altri 5 miliardi per mandare avanti la baracca dei conti pubblici sbracati.

Come scrivevo 5 mesi fa in un mio articolo fondamentale I sommersi e i salvati:

.....In un mio articolo del 3 aprile 2009 "il Punto G" avevo già centrato il punto e ci avevo visto lungo: in quel "topico" G20 la decisione più importante era stata quella mettere a disposizione dell'FMI una considerevole dotazione (1000 miliardi di dollari circa) per mettere in piedi una rete di prevenzione e protezione a favore degli anelli deboli del sistema.

lunedì 15 febbraio 2010

Dall'euforia al panico: un brusco risveglio


aggiornamento delle 17

- Dubai CDS Hits 652, Ploughs Through November Highs As Gold Jumps On Greek FinMin Headlines

- Mercati del credito 15 Febbraio 2010 : Dubai e high-yield, nuovi problemi

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Nientepopodimeno che Citigroup calcola e compila un indice panico/euforia del sentiment dei mercati: nell'ultimo aggiornamento tutti gli "stupefacenti" guadagni conquistati nel 2009 sono stati bruciati e l'indice è tornato al confine del livello di panico.
Naturalmente non siamo ancora ai livelli di "prendi i soldi e scappa" tipici di marzo 2009 ma se questa volta le cose dovesso andare storte, si rischierebbe di bruciare ogni record di Panico.
Infatti a marzo stava per collassare il sistema finanziario/bancario ma c'era ancora la consapevolezza che "lo Stato Paparino" avrebbe coperto le malefatte ed i buchi neri.
Questa volta il ritorno al panico è stato ingenerato proprio dalla paura sulla tenuta degli Stati Sovrani che per coprire le malefatte dei "discoli" si sono "impegnati" i NOSTRI debiti pubblici al monte dei pegni.
Gli Stati hanno salvato le banche....ma adesso CHI salverà gli Stati (sul default dei quali stanno scommettendo proprio gli istituti bancari salvati dal fallimento...)?
Forse solo un intervento Divino potrebbe risolvere la situazione: una bella MANNA dal cielo di banconote stampate o meglio "create" dalla FGD (Federal God Reserve) che ci permetta di ripagare IL MARE DI DEBITI nel quale stiamo affogando.
Ma temo che il Creatore abbia di meglio da fare che salvare una genìa di avidi scriteriati con tendenze autodistruttive...
(A proposito del curatore dell'indice euforia/panico leggi Zombie-bank: Citigroup, l'ex-banca n° 1 del mondo).

Il Caso Grecia ha contribuito ampiamente ad ingenerare "un certo qual nervosismo" diffuso...
Infatti nella "tragedia" ci sono tutti gli ingredienti che possono far panicare i mercati:

lunedì 25 gennaio 2010

Congelare i propri asset tossici sììì...ma reciclare quelli degli altri naaa!


Ecco finalmente una scelta saggia e prudente, dopo anni di strategia "UCG-banzai" senza volere o sapere interpretare le nubi che si addensavano all'orizzonte (...la Grande Crisi non era prevedibile, vero???....;))

Congelare i propri assets tossici tra le pieghe del bilancio grazie al mark-to-fantasy va benissimo: è una provvidenziale manna dal cielo ex-lege....
Ma addirittura fare i "buoni samaritani" ed andare ad accattarsi gli assets tossici altrui proprio NO!
Tanto più che Unicredit ci ha lasciato "molte penne e piume" nell'EST Europa e dunque ben conosce il livello di tossicità di quell'area.

Profumo non si muove se prima....
1- ...se prima UCG non ha raccolto altro fieno in cascina in gran quantità tra ADC, emissioni di bond e cessioni di "asset non-core" (adesso li chiamano così)...in modo da mettersi al "sicuro" da ogni evenienza
2- ...se prima non si vede prima una Ripresa abbagliante e solidissima nell'EST europeo che metta al riparo dai ben conosciuti quanto elevati rischi di quella zona
2- ...se prima (e soprattutto) non si hanno "i ganci giusti" in queste operazioni "tutte organizzate e ben congegnate a tavolino" di reciclaggio di assets tossici.
Un po' come gli appalti di forniture militari o come gli appalti di reciclaggio rifiuti, dove non presenti nemmeno l'offerta se prima....puntini puntini....;)

UniCredit per ora non parteciperà a programmi su asset tossici
RIYADH, 24 gennaio (Reuters) - UniCredit non prenderà parte per ora ai programmi della Banca mondiale per acquistare asset tossici europei.
Lo ha detto oggi l'AD Alessandro Profumo a margine di una conferenza.
"Non per ora", ha risposto a Reuters alla domanda se la banca, la più grande d'Italia, parteciperà ai programmi......
.....
per investire fino a 450 milioni di euro per l'acquisto asset problematici da banche dell'Europa orientale, per aiutare il recupero della regione.....


P.S. Come preannunciato nei commenti del mio BLOG,
per adesso non produrrò più sudate "analisi fiume"
e mi limiterò a brevi commenti di News (come fanno la stragrande maggioranza dei Blog)
IN ATTESA che tra i miei numerossimi lettori s'incrementi LA PERCENTUALE DEI SOSTENITORI ATTIVI.
Un miglioramento c'è già stato, e ringrazio tutti coloro CHE HANNO CAPITO.
Ma è necessario che la percentuale degli "illuminati" cresca ancora un po'....;)
Leggi in questo Blog Chi ha orecchie per intendere intenda...

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giovedì 8 ottobre 2009

Lettonia sull'orlo del baratro?


In Lettonia è andata completamente deserta un'asta di titoli di stato da 17 milioni di dollari.
E fin qui niente di "strano" visto che non è la prima volta che le aste dei titoli lettoni vanno deserte: successe già in giugno creando un'ondata di panico ma erano altri tempi...quando le borse ancora scendevano di fronte alla cattive notizie...
La parata delle Bionde svoltasi a Riga servì però a risollevare almeno il morale...;)
Tutti conoscono la situazione disperata del paese baltico ed ogni nuova emissione di titoli di stato viene fatta accendendo preventivamente dei ceri a San Canuto, evangelizzatore della Lettonia...(quello in foto con le mani giunte).
Però questa volta è stato battuto ogni record di sfiducia visto che l'asta era di titoli SEMESTRALI, a brevissima scadenza dunque: non ne è stato piazzato nemmeno uno!
Che la Lettonia sia arrivata alla frutta rischiando d'innescare un effetto domino?
vedi "Lettonia" chiama "Argentina" e Scricchiolii dalla Lettonia...e non solo...

La repubblica baltica si sta accapigliando con con i leader occidentali, in particolare quelli della Svezia, sull'entità dei tagli di spesa: recentemente aveva tagliato per esempio del 20% gli stipendi dei dipendenti pubblici e del 10% le pensioni.
Inoltre è molto probabile che la Lettonia sarà costretta a svalutare pesantemente la sua valuta ancorata all'euro se non arriveranno i fondi d'emergenza del FMI.
Se questo accadrà ci saranno gravi ripercussioni sulle economie dei paesi vicini (per es. la Lituania) e le banche Svedesi (le più esposte) dovranno aumentare le svalutazioni su prestiti che hanno erogato nel paese.
Il rischio è che le banche svedesi creino un effetto trascinamento sulle altre banche europee innescando un'altra "ondata" della Crisi.
Non per nulla a giugno 2009 Roubini gufava: «La Lettonia rischia di diventare l'Argentina europea»...
In ogni caso questo sarebbe lo scenario peggiore ipotizzabile e non è detto che si realizzi: la situazione generale è più stabile di 4 mesi fa, non tanto per miglioramenti strutturali nel sistema finanziario (quasi nulla è cambiato) quanto piuttosto perchè gli Stati ci hanno messo la faccia ed una marea di liquidità sbracando i conti pubblici.
Intendo quegli Stati che hanno ancora una faccia da spendere: non è certo il caso della povera Lettonia.
La più compromessa a Riga e dintorni è la Swedbank, già soccorsa e tenuta in piedi dallo stato Svedese. La Swedbank sta emettendo nuove azioni allo scopo di raccattare 2 miliardi di dollari per affrontare eventuali tempeste dall'Est...E non è la prima volta: l'aveva già fatto in Novembre 2008 per circa 1,7 miliardi di dollari.

La tempesta più pericolosa è rappresentata dalla sorpresina che stanno minacciando le autorità lettoni in merito ai mutui in mano alle banche:
...Il governo lettone proporrà la fissazione di un limite sull’ammontare massimo recuperabile dai detentori di mutui in default da parte delle banche.....un motivo di preoccupazione per le banche del Nord Europa, principali creditrici, a loro volta, degli istituti del Baltico.
...Se la nuova norma sarà approvata le banche saranno autorizzate a recuperare per ciascuna proprietà immobiliare un controvalore corrente (mark-to-market) e non il valore di mercato misurato al momento della stipula del mutuo. Si calcola che dallo scoppio della crisi a oggi il valore degli immobili lettoni si sia ridotto del 70%.
..... Per i grandi istituti del Nord Europa come Swedbank, SEB e Nordea, le paure si fanno ora più concrete. I creditori temono infatti che la politica di Riga possa ispirare scelte analoghe nel Baltico e nell’intera Europa dell’Est.

Ricordiamo che il 10 settembre andò semi-deserta un'asta di Titoli di stato della Polonia da 2 miliardi, scadenza 2011: vedi in merito il mio articolo Attenzione: Asta di titoli di stato della Polonia semi-deserta.
Scrivevo in merito:
....Questo avvenimento pone inquietanti domande sulla sostenibilità del debito pubblico (schizzato alle stelle in pochi mesi) per i paesi emergenti...o per quelli "sommergenti" ...
Non è che tutti hanno la linea diretta con i Cinesi o con le altre banche centrali per sostenere il proprio debito...
Non è che tutti hanno la propria banca centrale che stampa denaro dal nulla e si ricompra i propri titoli di stato...

Non è che tutti hanno la potenza economica e la credibilità degli USA....

C'è un intasamento colossale di emissioni di titoli di stato.
C'è un incremento dei debiti pubblici epocale.

C'è un esponenziale incremento del rischio sui debiti pubblici.

Chi avrà il potere di farlo manderà in BOLLA pure il debito pubblico.

Chi avrà il potere di farlo terrà gli interessi sul debito pubblico forzatamente bassi.

Mentre i vasi di coccio subiranno le conseguenze di una dura SELEZIONE e dovranno aumentare gli interessi.

E chissà che qualcuno non SALTI PER ARIA...

E' la legge della Jungla signori...


Anche l'Ucraina sta rischiando il default: oberata dal debito estero, sfiduciata dalle agenzie di rating e non del tutto protetta dagli interventi del Fondo Monetario Internazionale.
...Il FMI non ha ancora sbloccato la seconda tranche del prestito promesso lamentando l’assenza delle riforme bancarie e del programma di risanamento di bilancio richiesto.
Nel corso del 2009, ricorda ancora RGE, l’Ucraina ha programmato un rastrellamento di capitali esteri da 700 milioni di dollari preparandosi, però, ad affrontarne i costi sottoforma di alti interessi.
A Febbraio Standard & Poor’s ha declassato il rating del Paese al livello CCC+, il più basso d’Europa.
Gli interessi dei derivati assicurativi sul debito nazionale (Credit Default Swaps) sono saliti a 3.400 punti base (servono 3,4 milioni di dollari per assicurarne 10).
Di fronte a questa situazione, è bene ricordarlo, non è solo il governo di Kiev.
Un fallimento del Paese, ha ricordato Business Week, metterebbe nei guai le banche occidentali più esposte nei crediti con l’Ucraina.
A rischiare maggiormente, precisano gli analisti, sarebbero soprattutto gli istituti di Austria, Germania, Svezia, Francia e Italia. Si stima che l’esposizione complessiva delle suddette ammonti a 30 miliardi di euro....


Ma è un po' tutto l'EST ad essere in difficoltà nel giocarsi l'ultima carta: "la Bolla del Debito Pubblico".
vedi Bolle ri-gonfiabili

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