martedì 10 febbraio 2026

Il porto infinito


Calagavetta era diventata un mare illimitato
Lei da una parte a guardarsi intesamente attorno alla ricerca del suo Ulisse mai riscattatosi dal maleficio di Circe, uomini in porci.
Io per puro caso dall'altra parte della cala che era mare infinito in quel momento.
Non ne provai nessuna soddisfazione anche se tutta la sofferenza dentro cagionatami l'avrebbe giustificato.
Mi sentii invece impotente e triste, la amai ancora di più e le lacrime che mi scorrevano copiose andarono via nel vento verso Tegge.
Poi i giorni successivi facemmo all'amore cone forse non mai.
Non mi posi troppe domande ma cercai di darle tutto me stesso e di renderla felice, che fossimo felici insieme.
Spero non pensasse a lui ma a me, però non importa ...che l'amore non ha compromessi né ragione.
Questo è scritto nelle pagine della mia vita e lo sarà per sempre.

La Fragola


Fu un rapido istante, le sue risate tese come pelli di tamburo, le sue parole ratte si accavallano le une sulle altre, come le telefonate, i messaggi e la tensione a spasimo per mantenere la veglia. 
Ma la luna dietro la grande nube nera sul porto occhieggiava gli alti alberi delle barche e gettava un tenue magnetismo su di noi. Io nella mia calma contemplativa mi concentravo solo sui suoi occhi e tutto tornava limpido, chiaro e profondo come un mare di stelle che le nubi non potevano nascondere in quel riflesso che non si può descrivere ma solo contemplare.
E le labbra carnose che si muovevano tese e veloci erano come i carichi di frutta rossa e carnosa che le navi scaricavano nel porto, ogni tanto una fragola rotolava via dalle casse lasciando una scia vermiglia e voluttuosa che chiunque voleva baciare leccare ma nessuno si osava e man mano il sole la asciugava....