Fu un rapido istante, le sue risate tese come pelli di tamburo, le sue parole ratte si accavallano le une sulle altre, come le telefonate, i messaggi e la tensione a spasimo per mantenere la veglia.
Ma la luna dietro la grande nube nera sul porto occhieggiava gli alti alberi delle barche e gettava un tenue magnetismo su di noi. Io nella mia calma contemplativa mi concentravo solo sui suoi occhi e tutto tornava limpido, chiaro e profondo come un mare di stelle che le nubi non potevano nascondere in quel riflesso che non si può descrivere ma solo contemplare.
E le labbra carnose che si muovevano tese e veloci erano come i carichi di frutta rossa e carnosa che le navi scaricavano nel porto, ogni tanto una fragola rotolava via dalle casse lasciando una scia vermiglia e voluttuosa che chiunque voleva baciare leccare ma nessuno si osava e man mano il sole la asciugava....