Veramente illuminante e predittiva!
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Tesi centrale
Bitcoin ha agito come uno “sconto ombra” sull’oro, deviando capitali e deprimendo il prezzo dell’oro del 30–50%.
Con l’inversione dei flussi, questo sconto sta scomparendo e l’oro si sta rivalutando rapidamente.
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Relazione Bitcoin–Oro
Dal 2025, flussi di bitcoin e oro sono negativamente correlati (non in modo perfetto, ma significativo).
Non è una rotazione “tech → value”, ma energia-consumatori → energia-conservatori/produttori.
Il trade “store of value” di Bitcoin si è spezzato.
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Differenza strutturale tra Oro e Bitcoin
Oro: richiede energia solo per l’estrazione; una volta estratto, non consuma più nulla.
Bitcoin: richiede energia continua per mantenere la rete.
Se il mining rallenta o si ferma, sicurezza e performance della rete degradano.
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Le “Fauci della Morte” di Bitcoin
Ignorata la Seconda Legge della Termodinamica: mantenere un registro digitale richiede energia ordinata costante.
Bitcoin è il token che remunera i minatori per contrastare l’entropia.
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Problemi economici del mining
Prezzo Bitcoin ↓ ~27%, ma hashrate ↓ solo 5–8% → ricavi in forte calo.
I minatori hanno capex affondato e continuano a minare finché restano sopra il costo marginale.
Con costi “all-in” ~130k$, la maggior parte dei minatori pubblici è non redditizia.
I minatori vendono tutto il bitcoin estratto per generare cassa → pressione ribassista.
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Fine dell’energia “in surplus”
I minatori ora competono con AI e hyperscaler (Microsoft, Amazon) per l’elettricità.
I data center AI pagano 3–4× di più per kW rispetto al mining.
Il mining non è più un “ciclo ribassista”: è una stretta strutturale.
I minatori stanno migrando verso l’AI.
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Rischi di sicurezza della rete
Hashrate in calo non riduce l’emissione (difficulty adjustment), ma:
aumenta la vulnerabilità agli attacchi;
cresce la concentrazione geografica (migrazione verso Africa).
A ciò si aggiungono:
rischi da quantum computing;
halving 2028 (−50% ricavi per hash senza raddoppio del prezzo).
Un nuovo ciclo di capex appare improbabile.
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Crollo dell’“Offerta Passiva”
Bitcoin è necessariamente guidato dai flussi, non genera cassa.
Gli ETF hanno fornito per due anni una domanda “cieca” e price-agnostic.
Questo flusso si è fortemente ridotto.
Possibile rimbalzo tecnico nel 2026 (fiscal harvesting, value buyers), ma:
target ipotetico ~110k$;
completamento di un pattern di distribuzione.
I detentori sono passati da “fede” a “rendimenti”.
Senza flussi endogeni, Bitcoin ha solo feedback riflessivi, non stabilizzanti.
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Oro: l’arbitraggio “zero-manutenzione”
Banche centrali e Sud Globale comprano oro a ritmi record.
In un’economia di scarsità energetica, conta il costo di mantenimento:
Bitcoin: consumo energetico continuo e crescente.
Oro: chimicamente inerte, costo di mantenimento quasi nullo.
Bitcoin era il compratore marginale di energia negli anni di surplus.
Ora l’AI è il compratore strutturale di energia.
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Conclusione
Non si può conservare ricchezza generazionale in un asset che compete con l’AI per l’energia.
La ricchezza si rifugia nell’asset che esiste fuori dalla rete energetica.
Lo “sconto ombra” sull’oro sta scomparendo.
I capitali in uscita dalle crypto non vanno in cash, ma nell’oro.
Nella “guerra degli elettroni” 2026–2030, vince l’asset che non consuma nulla: l’oro.
Tesi centrale
Bitcoin ha agito come uno “sconto ombra” sull’oro, deviando capitali e deprimendo il prezzo dell’oro del 30–50%.
Con l’inversione dei flussi, questo sconto sta scomparendo e l’oro si sta rivalutando rapidamente.
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Relazione Bitcoin–Oro
Dal 2025, flussi di bitcoin e oro sono negativamente correlati (non in modo perfetto, ma significativo).
Non è una rotazione “tech → value”, ma energia-consumatori → energia-conservatori/produttori.
Il trade “store of value” di Bitcoin si è spezzato.
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Differenza strutturale tra Oro e Bitcoin
Oro: richiede energia solo per l’estrazione; una volta estratto, non consuma più nulla.
Bitcoin: richiede energia continua per mantenere la rete.
Se il mining rallenta o si ferma, sicurezza e performance della rete degradano.
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Le “Fauci della Morte” di Bitcoin
Ignorata la Seconda Legge della Termodinamica: mantenere un registro digitale richiede energia ordinata costante.
Bitcoin è il token che remunera i minatori per contrastare l’entropia.
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Problemi economici del mining
Prezzo Bitcoin ↓ ~27%, ma hashrate ↓ solo 5–8% → ricavi in forte calo.
I minatori hanno capex affondato e continuano a minare finché restano sopra il costo marginale.
Con costi “all-in” ~130k$, la maggior parte dei minatori pubblici è non redditizia.
I minatori vendono tutto il bitcoin estratto per generare cassa → pressione ribassista.
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Fine dell’energia “in surplus”
I minatori ora competono con AI e hyperscaler (Microsoft, Amazon) per l’elettricità.
I data center AI pagano 3–4× di più per kW rispetto al mining.
Il mining non è più un “ciclo ribassista”: è una stretta strutturale.
I minatori stanno migrando verso l’AI.
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Rischi di sicurezza della rete
Hashrate in calo non riduce l’emissione (difficulty adjustment), ma:
aumenta la vulnerabilità agli attacchi;
cresce la concentrazione geografica (migrazione verso Africa).
A ciò si aggiungono:
rischi da quantum computing;
halving 2028 (−50% ricavi per hash senza raddoppio del prezzo).
Un nuovo ciclo di capex appare improbabile.
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Crollo dell’“Offerta Passiva”
Bitcoin è necessariamente guidato dai flussi, non genera cassa.
Gli ETF hanno fornito per due anni una domanda “cieca” e price-agnostic.
Questo flusso si è fortemente ridotto.
Possibile rimbalzo tecnico nel 2026 (fiscal harvesting, value buyers), ma:
target ipotetico ~110k$;
completamento di un pattern di distribuzione.
I detentori sono passati da “fede” a “rendimenti”.
Senza flussi endogeni, Bitcoin ha solo feedback riflessivi, non stabilizzanti.
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Oro: l’arbitraggio “zero-manutenzione”
Banche centrali e Sud Globale comprano oro a ritmi record.
In un’economia di scarsità energetica, conta il costo di mantenimento:
Bitcoin: consumo energetico continuo e crescente.
Oro: chimicamente inerte, costo di mantenimento quasi nullo.
Bitcoin era il compratore marginale di energia negli anni di surplus.
Ora l’AI è il compratore strutturale di energia.
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Conclusione
Non si può conservare ricchezza generazionale in un asset che compete con l’AI per l’energia.
La ricchezza si rifugia nell’asset che esiste fuori dalla rete energetica.
Lo “sconto ombra” sull’oro sta scomparendo.
I capitali in uscita dalle crypto non vanno in cash, ma nell’oro.
Nella “guerra degli elettroni” 2026–2030, vince l’asset che non consuma nulla: l’oro.