Vi giuro... il primo "talebano economico" che in modo fideistico integralista unilaterale de-contestualizzato e deterministico
mi viene ancora a parlare di sovranità monetaria, deficit spending, investimenti pubblici, stampa-che-ti-passa, svalutazione competitiva etc etc
come se fossero la panacea di tutti i mali ed il ricettacolo della santità
rispetto a tutte le altre cattivissime soluzioni che rappresenterebbero lo sterco del demonio...
GLI SPUTO IN FACCIA
e lo depenno dai miei radar/amicizie a vita.
L'economia NON è una scienza esatta...anzi...non è nemmeno una scienza
ma una pragmatica dove tutto è relativo, dove tutto è da valutare/calibrare/contestualizzare di caso in caso e che presenta solo qualche tratto comune/ripetitivo...quà e là.
Inoltre l'economia è un affare maledettamente complesso, multi-causale, pieno di variabili
e dunque assai poco prevedibile ed indirizzabile con strategie deterministiche,
tanto meno se con approccio talebano/ideologico che è cattivissimo consigliere nonché foriero di "fallimenti mitologici" .
Molto più spesso l'approccio "unilaterale talebano" non è nemmeno in buona fede ma viene venduto come la soluzione migliore, mentre effettivamente lo è solo per alcuni....i soliti noti...
In realtà esistono solo strategie economiche pragmatiche, elastiche, adattabili
e non verità assolute e manichee in stile il bene vs. il male come vi raccontano e vi semplificano.
Ed io non voglio assolutamente entrare nelle tifoserie ultras da curva nord vs. curva sud
no-euro vs. pro euro, deficit spending vs. austerity, neo-keynesiani vs. austriaci etc etc
ma solo cercare di controbilanciare un minimo le visioni estremiste
ed invitare tutti ad essere più elastici, razionali, equilibrati e "laici" ...almeno in economia...settore pragmatico per eccellenza... ;-)
Ecco qui le ultime (pessime) notizie dal Giappone, il luminoso campione dell'anti-austerity.................................
Videmus nunc per speculum in enigmate.
Un diario di navigazione nei mari meravigliosi (ma anche tempestosi) della Poesia, senza la quale non potremmo nemmeno respirare.
Fu un ben conosciuto blog di finanza da 30 milioni di pagine viste...
Poi ad un certo punto è venuto naturale il passaggio alle mie poesie e non solo.
Stefano Bassi
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lunedì 25 gennaio 2016
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