martedì 23 giugno 2026

Mi ritroverai dopo un sogno


Nelle lunghe notti in solitudine
dove neanche uno specchio
riflette un'immagine di te
il cuore smette di battere
il cervello si mette a girare
come una magica giostra luminosa
Allora i pensieri sprizzano come scintille
e ci sono solo pensieri belli
ricordi magari idealizzati
speranze forse impossibili - se non ci credi
E prima lievemente - quasi non te ne accorgi
poi in modo impetuoso come un tamburo tribale
il tuo cuore ha ripreso a battere
il tuo sangue a scorrere nelle vene
Mentre il sole sorge
giallo come un albero di limoni
e ne senti il profumo
senti il vento sul viso
voli a vela sulle onde
È un amore che può cancellare ogni male
purificare ogni cosa rendendola felice e luminosa
Come un bel sogno
che non sai
ma la mattina ti svegli rinato

 
Stefano Bassi

La cattedrale


Nella cattedrale c'era la luce
che definiva il mondo e le pietre
o forse era viceversa
Ero con te
a rivedere il mondo
noi due
insieme

lunedì 22 giugno 2026

Stefano Bassi - Premi e concorsi poetici

Buongiorno a tutti,
sto partecipando ad alcuni concorsi con le mie Poesie, che trovate nei post di www.ilgrandebluff.info


Nel concorso organizzato da Aletti editore ho vinto la prima selezione andando nella finale di "Paese della poesia dell'amore" e verrò pubblicato nella loro antologia. 
Ho vinto anche il premio per la pubblicazione in una mia monografia "I Diamanti" ma per adesso per varie ragioni ho rifiutato e procederò a pubblicazioni per conto mio attraverso altri canali. 



Ho anche partecipato al prestigioso Premio "Mario Luzi" Poesie inedite "Vola alta parola” (è considerato il più importante premio italiano di letteratura)
ma la risposta arriverà a fine novembre, dopo aver inviato il mio materiale ad Aprile. 



Infine ho partecipato al Premio Poesie di Via Margutta Dantebus vincendo con La casa dell'amore ritrovato , dunque sono stato selezionato tra gli 8 poeti che verranno pubblicati nella prestigiosa antologia da 12 poesie per ogni autore

Ecco l'attestato della selezione con il commento della giuria


Stefano Bassi

domenica 21 giugno 2026

Non si ama niente se non si ama tutto


Ti amo come si amano le cose che fanno male,
come il mare d’inverno quando chiama e non puoi rispondere.
C’è qualcosa di eterno nel tuo nome,
una ferita dolce che non smette di brillare.
Ti penso nei silenzi lunghi della sera,
quando il mondo si spegne e restano solo
i battiti ostinati del cuore.
È lì che mi manchi di più,
come se l’aria avesse dimenticato
come si fa a respirare senza di te.
Amarti è un incendio che non consuma,
ma scalda e brucia nello stesso istante.
È desiderarti sapendo che forse
non ti riavrò mai davvero,
è sorridere mentre dentro si spezza qualcosa per sempre.99
Eppure non smetterei.
Non smetterei di cercarti nei sogni,
di stringere almeno il tuo ricordo
come si stringe una promessa fragile.
Perché questo dolore ha il tuo volto,
e se soffrire significa averti amato così,
allora lascia che resti —
sospeso tra mancanza e infinito —
questo amore struggente 
che porti finalmente al sollievo dell'ultimo passo.

S.B.

Anna



Porto dentro di me una donna
fin da quando ero bambino
il suo nome non poteva che essere Anna
Ci siamo trovati
perché era nelle cose,
nell'aria, negli alberi, nell'intelletto, nelle parole, nei primi baci, nei fiori che sbocciavano
Era semplicemente l'amore
che porta con sé anche sofferenza
tempi meno felici o più felici
Per me tutto questo rimane per sempre
come la risacca del mare che non si ferma mai
e fa rotolare i ciottoli sulla spiaggia
creando disegni senza un disegno
Mi sussurrano solo una parola, una persona
uno dei doni più belli della natura: Anna!

Stefano Bassi

sabato 20 giugno 2026

Wolkenstein: Nuvola e Pietra


C'era una volta tanto tempo fa un castello dal nome Wolkestein, nuvola e pietra. 
Un principe e una principessa in amore
si stesero su un prato
Si tenevano per mano 
Occhi negli occhi
Sfiorandosi con le ciglia
Come uccelli in volo
le loro ali erano baci
Lievi ma profondi
Le pietre immobili 
le nubi in movimento
O forse era il contrario
Le pietre si muovevano  
Le nubi si riflettevano immobili.
Fu la magia della fiaba:
di un'amore naturale
Ma fu anche la magia del tempo 
perché trent'anni fa sono oggi
Stringi tutto questo a te
Non lasciartelo sfuggire
È fiaba possibile per tutti noi 
Se solo vogliamo viverla.

Chi sei? Chi eri?

Donna vestita di rosso 

Sui sedili posteriori 

Di una decappottabile 

Corre sulla strada dritta 

Senza autista

Senza direzione

In mezzo alla foresta di pini 

La donna si trasfigura 

Di continuo 

Immagine materica

Immagine evanescente

Una volta - almeno credo -

C'era sempre, presenza costante

Adesso

Forse non c'è già più 

O forse non c'è mai stata 

La decappottabile 

Continua a fuggire 

Non sai per dove 

Donna in trasfigurazione 

Chi sei adesso? 

Chi eri veramente? 

Sei mai esistita? 

Al crepuscolo


Al crepuscolo 
Quando luce e buio si abbracciano 
Vai davanti al tuo specchio
E guardati negli occhi 
Non le eventuali rughe 
Non le labbra 
Non un neo 
Solo gli occhi negli occhi 
Vedrai riflessi
Alcuni luminosi
Altri oscuri
Se ti guardi negli occhi
Cerchi di riconoscerti
Di vederti
Il pensiero, le emozioni
Altrimenti distogli lo sguardo
trascinandolo altrove 
lontano dallo specchio 
Proiettano qualunque cosa 
fuori da sé 
Negli occhi che guardano gli occhi 
c'è c'è tutto 
Non lo vuoi vedere
lo porterai sempre dentro di te
con te
Nessun percorso
Se occhi non guardano gli occhi gli - il fondo della tua anima

Meriggiare pallido e assorto (Montale)


      
     Meriggiare pallido e assorto
      presso un rovente muro d'orto,
      ascoltare tra i pruni e gli sterpi
      schiocchi di merli, frusci di serpi.

      Nelle crepe del suolo o su la veccia
      spiar le file di rosse formiche
      ch'ora si rompono 
      ed ora si  intrecciano
      a sommo di minuscole biche.

      Ascoltare tra fondi il palpitare
      lontano di scaglie di mare
      mentre si levano tremuli scricchi
      di cicale dai calvi picchi.

      E andando nel sole che abbaglia,
      sentire con triste meraviglia
      com'è tutta la vita e il suo travaglio
      in questo seguitare una muraglia,
      che ha in cima 
      cocci aguzzi di bottiglia.

da "Ossi di seppia", 1925
(Di fronte a certi poeti e a certe poesie mi viene una certa voglia di andare a zappare 😅😅🤦)

venerdì 19 giugno 2026

La nostra Itaca


L'isola del nostos 
Del ritorno 
Del mitico Ulisse distruttore di città e ideatore dell'inganno 
Astuto intelligente
sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da sperimentare 
Rischiando sempre la vita
Perché "fatti non foste per vivere come bruti 
Ma per seguire virtute canoscenza"
1500 anni dopo lo canta il sommo Dante condannandolo tra le fiamme
Ma Ulisse è superiore anche alla legge divina: se ne frega dell'inferno
perché lui è Ulisse, perché lui è l'uomo mortale per eccellenza che affronta ogni sfida .
Ssenza di lui l'umanitlà animale ferma, immobile.
Perfino nell'inferno della Divina commedia con le sue ferree regole, Ulisse è fuori da qualunque schema perché è un personaggio talmente eccezionale che se ne parla ancora adesso dopo 4000 anni del suo poema Odissea trasmettendo tutti i valori, ,le avventure - simboliche - tutti i mostri che ti portavi dentro, tutte le vicissitudini superate, .
perfino la rinunzia dell’immortalità offerta dalla Dea Calipso piuttosto di tornare a casa dalla moglie Penelope ormai anziana - per l'epoca - e dal figlio Telemaco è nella rocciosa Itaca.
E io navigando un'estate Verso Itaca leggevo l'Odissea in varie versioni compresa quellaal di Kavafis ed ero commosso e fiero di arrivare su quell'isoai di rocce che però rappresentava tanto altro per tutti noi.. 
Mi vergognavo quasi di avvicinarmi, mi sentivo come se fossi Nessunò.yy
Auguro a tutti di avvicinarsi a Itaca ma non bevendo birra scherzando mettendo la musica no in silenzio leggendo con sacralità i vari poemii dell'Odissea 
 poi dopo questo momento di raccoglimento, dare allfine libero sfogo di esse finalmente alla nostra Itaca.i.

La vendemmia deserta



Il cuore cosa morta
La figlia ti ripudia per sempre
L'hai ferita profondamente 
senza volerlo 
perché non eri tu 
eri un'altro
nelle grinfie dell'alcol
Lei in fuga dal mostro
Oggi finalmente stai uscendo dal tunnel 
Ma ecco un tunnel peggiore
Impotenza 
Come morire due volte 
I ricordi bellissimi
- ero il suo "pp" -
compagno di giochi 
mentore 
cantore omerico,
oggi provocano solo dolore 
per entrambi
Per me ormai il tempo è breve 
Dovresti goderti le ultime vendemmie 
Le più belle e gaie 
ma la vigna è deserta
i vitigni
sillabe storte e secche
Non odi voci allegre 
ma lugubre silenzio
La fila di candele nere alle spalle
sempre più lunga 
quelle accese davanti a me 
man mano si spengono
Il tempo non esiste più 
Si è fermato a un "non voglio mai più vederti in vita mia"
Oltre il dolore 
la beffa che finalmente Satana 
sta mollando sempre più la presa
Che io sono tornato io
Stanotte sto vedendo spegnersi un'altra candela 
Da solo 
Nel buio dell'esilio
Ma figlia mia! 
Ti sto portando sempre in braccio 
Come in un altro tempo 
Come in un altro luogo

giovedì 18 giugno 2026

Spiegazione necessaria

 


................La guardavo mentre dormiva, 
il ginocchio piegato ad angolo sul
lenzuolo 
Non era solo l'amore. Questo angolo
era il crinale della tenerezza, e il profumo
del lenzuolo, di pulito e di primavera completavano
quell’inspiegabile che ho tentato, ancora inutilmente,
di spiegarti.

 Ghiannis Ritsos


mercoledì 17 giugno 2026

Torniamo a guardare le mani che abbiamo stretto con passione


Non è sole nero né tempesta, 
ma stanchezza a camminare ancora,
insieme.
Dividere invece che condividere.
Una mano stringe il cuore
quando dimentichiamo la felicità che dà l'amore.
Ma c'è una luce oltre il grigio (che tende all'oscurità) 
Il ponte di una barca a vela 
teso verso candele accese
laggiù in mezzo al mare.
Scegliamo di ridere insieme: 
tutto diventa più bello, 
e trasforma acqua stagnante 
in onda inarrestabile.
Torniamo a guardare le mani 
che abbiamo stretto un tempo con passione, 
oggi sono perfino più belle!
Incomprensione e sofferenza 
siano un nuovo slancio a cuore aperto.
No! Non pensiamo al giorno che ci ha stancato,
ma amiamo il cammino che abbiamo fatto insieme.
Coltiviamo il bello, mettiamo da parte il brutto.
Seminiamo gioia: 
scacceremo la cenere e la sofferenza.
sarà la nostra cura, 
la nostra salvezza 
per rendere i nostri baci
i nostri abbracci 
nuovamente
la cosa più bella del mondo
con gli alberi su di noi a contemplarci
e il mare per un attimo si fermerà
a guardare un po' sorpreso questo prodigio 
della fenice che fa rinascere l'amor perduto.