questo interessante articolo comparso sul Blog della London School of Economics
dove mi si cita in modo positivo...
anche se avrei il "difetto" di usare un linguaggio un po' colorito... ;-)
(del resto i "blogger d'assalto" sono tutti un po' così...alla McLuhan...in stile "il medium è il messaggio"...)
Per inciso l'autore dell'articolo ovvero il Prof. Roberto Orsi (PhD alla London School of Economics) aveva scritto due analisi illuminanti e "profetiche", rilanciate sul Blog di Beppe Grillo
una il 26 Maggio 2013 Il discreto collasso dell’economia italiana
e l'altra il 10 ottobre 2013 La caduta
Successivamente, solo qualche giorno fa, a distanza di ben 18 mesi dalle analisi del Prof. Orsi (nonché di quelle del sottoscritto e di altri bravi blogger),
lo stesso Ministro Padoan ha sostanzialmente confermato il "quadro catastrofico" (o catastrofista?...) sull'Italia...
"....occorre muovere con decisione su più fronti nella consapevolezza che in assenza di una ripresa robusta la tenuta del tessuto produttivo e sociale risulterebbe a rischio, la ricchezza delle famiglie minacciata, le prospettive dei giovani compromesse”....vedi il mio post: Anche Padoan fa OUTING (diventando a pieno merito un "GUFO"...): “Caduta Pil Italia superiore a Grande Depressione ’29″
Del resto il meccanismo è sempre lo stesso: l'informazione indipendente anticipa i tempi e le tendenze, viene attaccata (o non considerata tout court)...e poi, a babbo morto, infine arriva la conferma anche sul mainstream.
Amen...ce ne faremo una ragione.
Tanto la verità è sempre figlia del tempo...
e chi non vuol vedere sarà poi quello che pagherà il prezzo più alto ovvero il prezzo di aver creduto alla dis-informazione ufficiale che ancora si ammanta di autorevolezza in realtà ormai persa da tempo.
Perché l'Italia non ce la farà
Ricevo e volentieri pubblico il seguente articolo del Prof. Roberto Orsi, tradotto da Andrea Muzzarelli che ringrazio per la segnalazione.
di Roberto Orsi - PhD alla London School of Economics, docente e ricercatore all’Università di Tokyo
Tre articoli firmati da autorevoli commentatori come Ambrose Evans-Pritchard, Roger Bootle (entrambi del Telegraph) e Wolfgang Münchau (Financial Times) sono recentemente apparsi sulla stampa finanziaria: tema comune, la situazione economica dell'Italia e l'instabilità del suo debito pubblico.
Le argomentazioni e le parole usate in questi contributi sono da soppesare con cura, perché potrebbero essere il segnale di un graduale riposizionamento degli operatori di mercato e deipolicy maker nei confronti del debito sovrano italiano e delle conseguenze della sua attuale traiettoria per l'Eurozona – e non solo.
Si tratta di un cambio di prospettiva che implica una prognosi tutt'altro che favorevole sulle possibilità di "guarigione" del nostro Paese...........................



