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venerdì 8 maggio 2015

#ITALIALTROVE: di ritorno dal SE Asiatico ed in partenza per le Repubbliche Baltiche...

Ad una quindicina di giorni dal mio ritorno dalla fruttuosa Spedizione in SE Asia
vedi il mio post: Un salutone da Bangkok & dintorni
prima di "re-italiotizzarmi" troppo ... ;-)
e di farmi ridurre (come la maggioranza di Voi...) all'inerzia decadentista da Palude Feudale "FallitaGliota"
ri-eccomi in partenza tra qualche giorno per #ITALIALTROVE,
questa volta con destinazione Repubbliche Baltiche.

Sono stato invitato
(insieme ad altri Bloggers come Mercato Libero, Mercato Libero News, Giacomo Zucco etc)
ad una "cinque giorni" a Tallin e Riga, organizzata da un primario e ben conosciuto "player" immobiliare&finanziario:
un Evento che prevederà conferenze, workshops, tour per le città
allo scopo di comprendere e toccare con mano le opportunità immobiliari e di business
che si stanno manifestando nelle Repubbliche Baltiche, coinvolte in una fase di notevole sviluppo economico.
Tallin e Riga sono città bellissime ed ancora poco conosciute, come se fossero delle "piccole Praga" prima del Boom.
E siamo a due passi da .............................

giovedì 12 novembre 2009

Boom Boom Debito Islanda


Come ho ripetuto 999 volte in questo Blog, per salvarci dall'esplosione della BOLLA del debito privato è stata messa in piedi in piedi la BOLLA finale...quella del DEBITO PUBBLICO.
Gli Stati (leggi contribuenti) ci hanno messo la faccia e non solo quella....

Il gioco può funzionare fino a quando il mondo si accapiglia in asta per strapparsi di mano i titoli di stato dei "debiti pubblici forti" accontandosi di interessi da fame.
Vedi per esempio le ultime due emissioni RECORD di T-bond USA triennali (40 miliardi) e di T-bond decennali (25 miliardi) che sono andate a ruba (con qualche scricchiolìo per il decennale).
Ci sono varie ragioni a "doppio e triplo filo" per cui queste aste vanno incredibilmente bene e pagano tassi incredibilmente bassi rispetto al rischio: le ho già elencate più volte nel Blog.
Al momento m'interessa sottolineare come fino a quando queste aste andranno a ruba con tassi very cheap, gli USA & compari potranno liberamente tamponare cani & porci in barba al mercato, ed il gioco si reggerà.

Anche se nel Club dei rating tripla AAA inizia a manifestarsi qualche crepa...in particolare sull'U.K. (vedi La Regina sta per perdere il rating).
Consiglio inoltre di leggere questo articolo (in inglese)
Sovereign Credit Ratings: China Up ... UK, US, Japan and France In Question?

Ed anche l'ex-virtuosa Francia....
...Si fa più difficile la situazione dei conti pubblici in Francia. Il deficit è, infatti, più che raddoppiato nel corso dell'ultimo anno: alla data del 30 settembre è salito alla ragguardevole cifra di 125,8 miliardi di euro contro i 56,6 di un anno fa....

Nel frattempo continuiamo a monitorare i debiti pubblici "minori", quelli più deboli... attraverso la nuova telenovelas "Boom Boom Debito"...
Infatti come scrivevo quando il 10 settembre 2009 andò semi-deserta un'asta di Titoli di stato della Polonia da 2 miliardi, scadenza 2011:
....Questo avvenimento pone inquietanti domande sulla sostenibilità del debito pubblico (schizzato alle stelle in pochi mesi) per i paesi emergenti...o per quelli "sommergenti" ...
Non è che tutti hanno la linea diretta con i Cinesi o con le altre banche centrali per sostenere il proprio debito...
Non è che tutti hanno la propria banca centrale che stampa denaro dal nulla e si ricompra i propri titoli di stato...

Non è che tutti hanno la potenza economica e la credibilità degli USA....

C'è un intasamento colossale di emissioni di titoli di stato.
C'è un incremento dei debiti pubblici epocale.

C'è un esponenziale incremento del rischio sui debiti pubblici.

Chi avrà il potere di farlo manderà in BOLLA pure il debito pubblico.

Chi avrà il potere di farlo terrà gli interessi sul debito pubblico forzatamente bassi.

Mentre i vasi di coccio subiranno le conseguenze di una dura SELEZIONE e dovranno aumentare gli interessi.

E chissà che qualcuno non SALTI PER ARIA...

E' la legge della Jungla signori...


ADESSO GODIAMOCI gli ultimi aggiornamenti sull'EMBLEMATICO CASO dell'Islanda, uno dei SIMBOLI di questa Crisi.
Anche nei pisciatoi....

L’agenzia di rating Moody’s ha abbassato ancora la valutazione sui bond statali islandesi in valuta locale ed estera attribuendo a questi ultimi un giudizio di Baa3, l’ultimo livello che precede l’area “junk”.
L’agenzia di rating Moody’s ha abbassato ancora la valutazione sui bond statali islandesi in valuta locale ed estera attribuendo a questi ultimi un giudizio di Baa3, l’ultimo livello che precede l’area “junk” (quelle delle “obbligazioni spazzatura”).
La mossa allinea l’analisi di Moody’s con quella delle altre due grandi agenzie globali, Fitsch e Standard & Poor’s, che avevano già abbassato il giudizio sulle obbligazioni di Reykjavik a un livello equivalente.
A pesare sulla scelta di Moody’s c’è l’incertezza sul futuro del Paese.
Nonostante le ipotesi di recupero del sistema economico, infatti, i dati finanziari restano preoccupanti e le strategie di uscita dal collasso non sono ancora chiare.
Si stima che nel 2010 il rapporto debito/Pil dell’Islanda dovrebbe sfiorare il 150% grazie anche alla contrazione dell’economia (si parla di una riduzione del prodotto interno lordo pari al 7% alla fine del 2009).
Tra i motivi di grande preoccupazione c’è, inoltre, la precaria stabilità della valuta locale.
La corona islandese è soggetta a una progressiva svalutazione che alimenta la spirale inflazionistica del Paese.
Martedì, la banca centrale di Reykjavik ha abbassato i tassi interesse dal 12 all’11%. Un’operazione che contribuirà alla perdita di potere d’acquisto da parte della moneta nazionale.

leggi in questo Blog sullo stesso argomento
Boom Boom Debito Giappone
Boom Boom Debito Pubblico Grecia e Boom Boom Debito Pubblico Grecia - aggiornamento
Lettonia sull'orlo del baratro?

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giovedì 8 ottobre 2009

Lettonia sull'orlo del baratro?


In Lettonia è andata completamente deserta un'asta di titoli di stato da 17 milioni di dollari.
E fin qui niente di "strano" visto che non è la prima volta che le aste dei titoli lettoni vanno deserte: successe già in giugno creando un'ondata di panico ma erano altri tempi...quando le borse ancora scendevano di fronte alla cattive notizie...
La parata delle Bionde svoltasi a Riga servì però a risollevare almeno il morale...;)
Tutti conoscono la situazione disperata del paese baltico ed ogni nuova emissione di titoli di stato viene fatta accendendo preventivamente dei ceri a San Canuto, evangelizzatore della Lettonia...(quello in foto con le mani giunte).
Però questa volta è stato battuto ogni record di sfiducia visto che l'asta era di titoli SEMESTRALI, a brevissima scadenza dunque: non ne è stato piazzato nemmeno uno!
Che la Lettonia sia arrivata alla frutta rischiando d'innescare un effetto domino?
vedi "Lettonia" chiama "Argentina" e Scricchiolii dalla Lettonia...e non solo...

La repubblica baltica si sta accapigliando con con i leader occidentali, in particolare quelli della Svezia, sull'entità dei tagli di spesa: recentemente aveva tagliato per esempio del 20% gli stipendi dei dipendenti pubblici e del 10% le pensioni.
Inoltre è molto probabile che la Lettonia sarà costretta a svalutare pesantemente la sua valuta ancorata all'euro se non arriveranno i fondi d'emergenza del FMI.
Se questo accadrà ci saranno gravi ripercussioni sulle economie dei paesi vicini (per es. la Lituania) e le banche Svedesi (le più esposte) dovranno aumentare le svalutazioni su prestiti che hanno erogato nel paese.
Il rischio è che le banche svedesi creino un effetto trascinamento sulle altre banche europee innescando un'altra "ondata" della Crisi.
Non per nulla a giugno 2009 Roubini gufava: «La Lettonia rischia di diventare l'Argentina europea»...
In ogni caso questo sarebbe lo scenario peggiore ipotizzabile e non è detto che si realizzi: la situazione generale è più stabile di 4 mesi fa, non tanto per miglioramenti strutturali nel sistema finanziario (quasi nulla è cambiato) quanto piuttosto perchè gli Stati ci hanno messo la faccia ed una marea di liquidità sbracando i conti pubblici.
Intendo quegli Stati che hanno ancora una faccia da spendere: non è certo il caso della povera Lettonia.
La più compromessa a Riga e dintorni è la Swedbank, già soccorsa e tenuta in piedi dallo stato Svedese. La Swedbank sta emettendo nuove azioni allo scopo di raccattare 2 miliardi di dollari per affrontare eventuali tempeste dall'Est...E non è la prima volta: l'aveva già fatto in Novembre 2008 per circa 1,7 miliardi di dollari.

La tempesta più pericolosa è rappresentata dalla sorpresina che stanno minacciando le autorità lettoni in merito ai mutui in mano alle banche:
...Il governo lettone proporrà la fissazione di un limite sull’ammontare massimo recuperabile dai detentori di mutui in default da parte delle banche.....un motivo di preoccupazione per le banche del Nord Europa, principali creditrici, a loro volta, degli istituti del Baltico.
...Se la nuova norma sarà approvata le banche saranno autorizzate a recuperare per ciascuna proprietà immobiliare un controvalore corrente (mark-to-market) e non il valore di mercato misurato al momento della stipula del mutuo. Si calcola che dallo scoppio della crisi a oggi il valore degli immobili lettoni si sia ridotto del 70%.
..... Per i grandi istituti del Nord Europa come Swedbank, SEB e Nordea, le paure si fanno ora più concrete. I creditori temono infatti che la politica di Riga possa ispirare scelte analoghe nel Baltico e nell’intera Europa dell’Est.

Ricordiamo che il 10 settembre andò semi-deserta un'asta di Titoli di stato della Polonia da 2 miliardi, scadenza 2011: vedi in merito il mio articolo Attenzione: Asta di titoli di stato della Polonia semi-deserta.
Scrivevo in merito:
....Questo avvenimento pone inquietanti domande sulla sostenibilità del debito pubblico (schizzato alle stelle in pochi mesi) per i paesi emergenti...o per quelli "sommergenti" ...
Non è che tutti hanno la linea diretta con i Cinesi o con le altre banche centrali per sostenere il proprio debito...
Non è che tutti hanno la propria banca centrale che stampa denaro dal nulla e si ricompra i propri titoli di stato...

Non è che tutti hanno la potenza economica e la credibilità degli USA....

C'è un intasamento colossale di emissioni di titoli di stato.
C'è un incremento dei debiti pubblici epocale.

C'è un esponenziale incremento del rischio sui debiti pubblici.

Chi avrà il potere di farlo manderà in BOLLA pure il debito pubblico.

Chi avrà il potere di farlo terrà gli interessi sul debito pubblico forzatamente bassi.

Mentre i vasi di coccio subiranno le conseguenze di una dura SELEZIONE e dovranno aumentare gli interessi.

E chissà che qualcuno non SALTI PER ARIA...

E' la legge della Jungla signori...


Anche l'Ucraina sta rischiando il default: oberata dal debito estero, sfiduciata dalle agenzie di rating e non del tutto protetta dagli interventi del Fondo Monetario Internazionale.
...Il FMI non ha ancora sbloccato la seconda tranche del prestito promesso lamentando l’assenza delle riforme bancarie e del programma di risanamento di bilancio richiesto.
Nel corso del 2009, ricorda ancora RGE, l’Ucraina ha programmato un rastrellamento di capitali esteri da 700 milioni di dollari preparandosi, però, ad affrontarne i costi sottoforma di alti interessi.
A Febbraio Standard & Poor’s ha declassato il rating del Paese al livello CCC+, il più basso d’Europa.
Gli interessi dei derivati assicurativi sul debito nazionale (Credit Default Swaps) sono saliti a 3.400 punti base (servono 3,4 milioni di dollari per assicurarne 10).
Di fronte a questa situazione, è bene ricordarlo, non è solo il governo di Kiev.
Un fallimento del Paese, ha ricordato Business Week, metterebbe nei guai le banche occidentali più esposte nei crediti con l’Ucraina.
A rischiare maggiormente, precisano gli analisti, sarebbero soprattutto gli istituti di Austria, Germania, Svezia, Francia e Italia. Si stima che l’esposizione complessiva delle suddette ammonti a 30 miliardi di euro....


Ma è un po' tutto l'EST ad essere in difficoltà nel giocarsi l'ultima carta: "la Bolla del Debito Pubblico".
vedi Bolle ri-gonfiabili

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lunedì 22 giugno 2009

"Lettonia" chiama "Argentina"


Di poco fa la notizia che la situazione economica in Lettonia è peggiore del previsto, parola del capo-economista del FMI (Fondo Monetario Internazionale)...
Visto che la situazione della povera Lettonia era già disatrosa e che adesso "è peggiore delle attese"... vi lascio immaginare...
(vedi in questo Blog Scricchiolii dalla Lettonia...e non solo...)

...Sul fronte della crescita e dei conti pubblici l'economia lettone versa in condizioni molto più gravi di quanto previsto quando è stato predisposto il programma di aiuti messo a punto da Fondo monetario internazionale e Unione europea....l'ancoraggio della valuta lettone all'euro fa parte del programma tra Riga e il Fondo e non c'è motivo venga al momento ridiscusso. .....da Vilnius il Fondo monetario internazionale annuncia di stimare per il prodotto interno lordo lituano di quest'anno una contrazione pari a 16%, peggiore del calo di 10% ipotizzato ad aprile, seguita da una flessione di 3,75% nel 2010....


Forse oggi il presidente della BCE Trichet aveva in mente anche la Lettonia quando ha affermato:
"La recessione arretra ma mercati non sono al sicuro...Ci sono ancora rischi di una improvvisa emergenza per una inaspettata turbolenza dei mercati...anche se ci sono i primi segnali di un rallentamento della crisi, dobbiamo restare vigili"...
....tutti gli organi preposti al funzionamento dei mercati finanziari devono restare allerta perchè "siamo al momento ancora in una fase di rallentamento che a livello globale si sta rivelando la più grave dai tempi della seconda guerra mondiale".
Il Cigno Nero di Taleb è sempre in agguato di questi tempi...ed è molto meno raro ed inaspettato di quanto s'immaginasse il suo stesso inventore...

Ed ancora, voci dalla Lettonia durante una delle numerose manifestazioni di piazza:
Scendono in piazza senza rassegnarsi i cittadini lettoni.
Il piano di tagli previsto dal governo contro la crisi economica, li angoscia. Il parlamento di Riga ha approvato una riduzione del 20% dei salari dei dipendenti pubblici e del 10% delle pensioni a partire dal primo luglio.
“ Devo scegliere -ha raccontato una manifestante – tra mangiare e pagare l’affitto. Devo anche comprare le medicine. Cosa possiamo fare?” “ Non posso permettermi- ha detto un insegnante -di lavorare per 230 euro al mese. Devo pagare le fatture e la mia famiglia vuole mangiare. Mi spiace, ma devo lasciare il paese”. Il ministro delle finanze lettone ha incontrato anche i manifestanti, nel tentativo di rincuorarli. Ma il governo di Riga non puo’ fare marcia indietro: i tagli li richiede il Fondo monetario internazionale in cambio di aiuti. Il paese baltico, che conta 2 milioni e trecentomila abitanti, è secondo lo stesso governo sull’orlo della bancarotta. L’economia lettone risulta essere la più colpita dalla recessione in tutta l’Unione Europea. Nei primi tre mesi dell’anno è retrocessa dell’ 11,2%.

Non per nulla il solito Nouriel Roubini dieci giorni fa "gufava" addirittura sul Financial Times...
«La Lettonia rischia di diventare l'Argentina europea»...
...Roubini analizzava la condizione della repubblica baltica, definendola senza mezzi termini «drammatica».
Il Paese, spiega Roubini, è infatti in una situazione molto simile a quella in cui versava l'Argentina nel biennio 2000-2001: una grave recessione provocata da shock finanziari a livello mondiale, un improvviso prosciugamento dei capitali in ingresso e la necessità di ridurre un imponente deficit estero, aggravato da una politica monetaria insostenibile.

Altra similitudine con il Paese sudamericano è legata al Fondo Monetario Internazionale: allora come oggi l'istituto ha assecondato a lungo le scelte valutarie della Lettonia, con l'obiettivo di scongiurare una svalutazione galoppante. Senza però rendersi conto di quanto il lat (la moneta locale) fosse sopravvalutato. E contribuendo così a non consentire alle industrie lettoni di mantenersi competitive sul mercato.
«Occorrono misure draconiane, specialmente per quanto riguarda il taglio della spesa pubblica», ha insistito l'economista.
...
.....«Solo un miracolo o misure straordinarie potranno restituire credibilità all'economia, e guidare verso una stabilizzazione - conclude l'economista - Come insegna il caso argentino, procrastinare gli interventi significa solo andare incontro ad un inevitabile crollo, con il rischio di contagiare l'intera regione e di aumentare drammaticamente i costi»....

Ed anche la Bulgaria scricchiola...
LA BULGARIA STA SEMPRE PEGGIO . ARRIVA IL SOCCORSO DEL FMI ?
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lunedì 8 giugno 2009

Scricchiolii dalla Lettonia...e non solo...


Stamattina Toro Drogato ha avuto un altro dei suoi collassi improvvisi...
Difficile capire le borse in generale, difficilissimo capirle in questi tempi di Crisi a causa della predominante componente speculativa che le caratterizza e delle possibili notizie shock che sono sempre in agguato e che possono sparigliare le carte in quattro e quattr'otto...
Infatti i problemi strutturali NON SONO STATI RISOLTI ma sostanzialmente è stata messa la polvere sotto al tappeto.

Che oggi il collasso di Toro Drogato sia causato (oltre che dalle prese di beneficio dopo una corsa forsennata degli indici) anche dai preoccupanti scricchiolii che provengono dalla Lettonia??
Effetto psicologico + ritorno di paure momentaneamente rimosse + effetto domino...

Reuters - 08/06/2009 09:51:47
Lettonia, balzo interventi banca centrale settimana scorsa...

Mercoledì 3 giugno Lettonia, deserta asta di titoli di stato...
Ma non rinuncia alla sua "parata delle bionde"...

Contribuisce anche il crollo nella borsa tedesca (-35%) di Arcandor, una super-holding che controlla, tra le altre cose, la principale catena di grandi magazzini della Germania (Karstadt), attività turistiche, etc ctc
Sarebbe sull'orlo del fallimento se, come sempre, non paga Pantalone, ovvero lo Stato...
http://en.wikipedia.org/wiki/Arcandor
Lo spettro del fallimento di Arcandor spaventa i mercati europei

Ma Toro Drogato probabilmente sarà in grado di recuperare anche questa volta, sniffando qualche altra pista di qualche altro dato "meno peggio" del previsto...

aggiornamento 14.17
Ulteriore scricchiolio dalla verde Irlanda, uno dei talloni d'Achille della UE-area euro insieme alla Grecia...ed all'Italia...

Irlanda, S&P taglia rating a AA su costi salvataggio banche

DUBLINO, 8 giugno (Reuters) - Standard and Poor's ha tagliato il rating sovrano dell'Irlanda per la seconda volta in tre mesi e ha avvertito che il giudizio potrebbe scendere ulteriormente per le preoccupazioni sui crescenti costi per il salvataggio del settore bancario del paese.
Il rating dell'Irlanda è adesso "AA" con outlook negativo, ha detto S&P.
Il giudizio prima era "AA+" e soltanto tre mesi fa il paese poteva contare su una "tripla-A".
"Il rating potrebbe essere abbassato di nuovo
.......

aggiornamento 9 giugno ore 10,03
Gli scricchiolii dalla Lettonia aumentano...si aspettano altri soldi dal FMI per evitare il peggio...

La Lettonia spera di ottenere dal Fondo un nuovo sostegno da 1,2 miliardi di euro, parte del pacchetto da complessivi 7,5 miliardi ottenuti l'anno scorso.
Il ministro delle Finanze torna infine a negare categoricamente l'ipotesi di una svalutazione del lats, attualmente ancorato all'euro.
"E' assolutamente fuori discussione, non ne abbiamo mai discusso" dichiara.
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