Videmus nunc per speculum in enigmate.
Un diario di navigazione nei mari meravigliosi (ma anche tempestosi) della Poesia, senza la quale non potremmo nemmeno respirare.
Fu un ben conosciuto blog di finanza da 30 milioni di pagine viste...
Poi ad un certo punto è venuto naturale il passaggio alle mie poesie e non solo.
Stefano Bassi
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giovedì 12 ottobre 2017
Ormai ci vuole l'esorcista...
Purtroppo come spiego da tempo
ormai non è più questione di analisi economico-socio-finanziarie razionali
ma di psicanalisi di massa... o meglio ancora di un esorcista... ;-)
E' questione di superare una marea di schermi psicologici
che la gente si costruisce per giustificare il proprio immobilismo nella propria comfort zone (che si sta restringendo sempre di più)
e/o il proprio fallimento.
Sono schermi molto ben radicati anche perchè rinforzati da tutta la politica italopiteca e dai mass-media a libro paga.
Non a caso gli ultimi players al TOP della popolarità politica della maggioranza Italopiteca
sono i soggetti che meglio hanno saputo costruire/rinforzare/cavalcare le illusioni della maggioranza Italopiteca
1. Renzi con le sue piste mentali sul Boom Italiano = basta volerlo.... #lasvoltabuona etc
il tutto senza innovare quasi nulla ed andando ad impattare su una massa italopiteca che da 40 anni crede all'imbonitore di turno ed è permeata da una mentalità ormai del tutto inadatta per competere in un Mondo Globalizzato iper-competitivo.
Vedi prima anche Berlusconi = idem....non conta il colore politico ma l'essere italopiteco che non sa evolversi, assistenzialista, clientes di Stato Fallito e che dunque NON VUOLE IL CAMBIAMENTO ma solo tirare a campare come al solito anche se ormai su schemi sempre più INSOSTENIBILI
2. M5S con il suo geniale marketing politico (made in Casaleggio) che in realtà è totalmente dissociato dalla realtà ma "tira un casino"
facendo sfogare la ggggente e raccogliendo la vera è propria massa italopiteca del Paese...un po' di tutti i colori...ed anche spesso parecchio sbiellati.
Non c'è NESSUN VERO CAMBIAMENTO proposto dall'M5S ma solo la continuazione della parabola del Declino Italiano
mantenendo e persino rafforzando le CAUSE PRIME del Declino Italiano
= Statalismo estremo, blocco/limitazione di ogni iniziativa privata, mito dell'Arcadia pre-industriale, tasse a go-go per "più pppubllico" (già oggi insostenibile), visione fantasy della moneta della finanza e dell'economia, pseudo-ecologismo un tanto al kilo, intoccabilità del centralismo unitario che ha fallito sia per il nord che per il sud, pseudo collettivismo catto-fascio-comu, conservatorismo anacronistico etc etc
3. Salvini = xxx.... completate voi che mi sono già stufato....tanto quello spara qualunque cosa possa portare in quel momento ad un voto in più...
Risultato? L'unico movimento federalista/indipendentista che c'era in Italia, ormai è una specie di destra nazionale ed anche parecchio cazzona...
Insomma
NESSUNA VISIONE VERAMENTE INNOVATIVA
perchè bisogna fare i conti con questa maggioranza qui
Dunque nessun cambiamento
nessuna evoluzione adattiva
OGGI è possibile in FallitaGlia
se no perdi subito consensi
Dunque si va nell'esatta direzione OPPOSTA................
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martedì 15 febbraio 2011
La rivoluzione democratica (?) in Egitto

In merito alla Rivoluzione Democratica (?) in Egitto....
ci siamo goduti la solita versione "hollywoodiana" fornita da Obama ed a ruota da tutti gli altri della compagnia...
Roba da tirar fuori il fazzoletto e da mettersi a piangere a suon di "elevati ideali"...come quando vedi Amistad di Spielberg oppure La vita è meravigliosa di Frank Capra...
La realtà purtroppo è assai meno idealizzata ed è molto più complessa.
Accadrà mai che Obama, Bush & affini un giorno ci possano dire pubblicamente almeno un po' di verità?
O saremo sempre costretti a sorbirci 'ste "sceneggiature hollywoodiane", utili a dissimulare strategie assai più "sporche" di realpolitik?
La risposta è semplicemente NO!
Non accadrà mai.
Almeno un po' di sincerità (appositamente non ho usato il termine "verità") la potrete sempre e solo trovare nei Blogs che fanno informazione indipendente, e qualche volta altrove.
In queste "zone franche" potrete "rispecchiarvi" anche voi, non sentirvi dei pazzi solitari, degli alienati "scollegati" dal matrix....
e provare la sensazione che NON state vivendo uno di quei film americani in cui nessuno vi crede quando raccontate che ci sono gli zombies nel sotterraneo della biblioteca...
Poi alla fine è vero...avevate ragione voi....e la verità diventa talmente evidente che non è più possibile nasconderla e tutti la scoprono spontaneamente...
Così io vedo "lo specchio" di un Blog Indipendente...;-)
E' superfluo commentare il seguente lancio di agenzia della Reuters: la realtà delle cose è auto-evidente.
Chiunque potrà valutare come la realtà della Rivoluzione Democratica (?) Egiziana sia assai meno Hollywoodiana della versione ufficiale.
Tra parentesi Vi ricordo che anche Hosni Mubarak era un ex-Generale dell'esercito, un militare dunque.
Egitto, esercito lancia ultimatum a contestatori
IL CAIRO, 14 febbraio (Reuters) -
L'esercito egiziano ha lanciato un ultimatum oggi alle decine di dimostranti riuniti a piazza Tahrir, epicentro del movimento che ha portato il presidente Hosni Mubarak alle dimissioni, intimando loro di abbandonare la piazza e di tornare alla vita normale, pena l'arresto.
I soldati sono venuti a contatto ieri con i contestatori, mentre l'esercito cercava di riaprire al traffico le strade che portano alla piazza nel centro del Cairo.
Alcuni dimostranti sono rimasti nella piazza, per ribadire le loro richieste di un sistema libero e democratico.
I leader dell'opposizione hanno detto che gli egiziani scenderanno nuovamente in piazza se le loro richieste non dovessero essere accolte.
In programma per venerdì c'è un'imponente "marcia della vittoria", per festeggiare la rivoluzione, e forse per ricordare ai militari la forza delle manifestazioni lungo le strade.
I generali, infatti, stanno consolidando il loro controllo del Paese dopo la cacciata del presidente Hosni Mubarak, preparandosi oggi anche a vietare scioperi e ad ammonire che agiranno contro "il caos e il disordine".
Lavoratori insoddisfatti stanno già facendo pressione per avere migliori contratti.
Ci saranno elezioni libere e regolari in base a una costituzione rivista, ha annunciato l'esercito, senza indicare scadenze e dicendo che resterà al potere "per un periodo limitato di sei mesi o sino alla fine delle elezioni per la Camera alta e bassa del Parlamento e le elezioni presidenziali".
Non è stato neppure precisato quale contributo o partecipazione di civili ci sarà nella fase di revisione delle leggi nel periodo di transizione.
La rivoluzione democratica (?) in Egitto
di Andrea Gilli A pochi giorni dalla fuga di Mubarak da Il Cairo, vale la pena analizzare alcune stranezze di questa prima rivoluzione democratica in salsa araba.
Dopo giorni di manifestazioni di piazza, scioperi, violenze per le strade, Mubarak ha ceduto. Qualcosa, però, non torna.
In primo luogo, siamo di fronte alla prima rivoluzione democratica che porta al potere i militari.
Questa è la prima stranezza.
I militari hanno subito detto di voler favorire la transizione. Intanto, però, le Camere sono state sciolte e la costituzione sospesa.
E’ possibile che le misure siano temporanee. Dalla scienza politica sappiamo però che l’unica soluzione all’assolutismo è la competizione tra poteri.
In questo momento, tutto il potere è in mano all’esercito.
Non si capisce, dunque, per quale ragione questo dovrebbe o potrebbe lasciarlo in un futuro più o meno remoto.
Si potrebbe obiettare che le rivolte di piazza potrebbero ritornare. Qui viene il secondo problema.
L’esercito ha giocato di sponda con le proteste per far cadere Mubarak.
L’esercito, detenendo la forza militare, ha chiaramente svolto il ruolo di dominus.
Dal suo orientamente dipendeva il futuro del regime.
E un domani? Un domani, se l’esercito non procederà alle riforme promesse, non ci sarà più Mubarak: ci saranno solo le proteste e l’esercito medesimo.
Risulta difficile pensare che in quel frangente questo possa schierarsi con i manifestanti.
Qui arriviamo all’ultimo punto: è necessario che tutto cambi perché tutto resti.
Penso di sì.
La mia è speculazione, però non faccio fatica a vedere il seguente come possibile retroscena.
Gli Stati Uniti si sono preoccupati per le manifestazioni di piazza.
Il timore era di una salita al potere dei Fratelli Musulmani.
Il loro “uomo” in Egitto è l’esercito. Hanno dialogato per far cadere Mubarak così che i manifestanti vedessero le loro richieste esaudite e, allo stesso tempo, il potere politico fosse preservato.
In sostanza, questa è la prima rivoluzione democratica che anziché indebolire l’influenza americana pare rafforzarla.
Forse vale la pena chiedersi non solo fino a che punto sia democratica, ma anche quanto sia rivoluzione.
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