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martedì 6 settembre 2011

Un occhio su Israele. Da crisi economica a crisi geopolitica?


Autore dell'articolo: Whisky Minsky


Da crisi economica a crisi geopolitica?

Sono pochi coloro che sanno come lo scorso 8 agosto, in seguito allo storico taglio del rating americano, S&P ha declassato anche il rating di diversi bond emessi da Israele ma garantiti dagli USA.

Dal comunicato stampa si legge:

Aug. 8, 2011--Standard&Poor's Ratings Services said today that it has lowered the ratings on all U.S.-guaranteed sovereign bonds issued by the State of Israel to 'AA+' from 'AAA'.
This rating action is in line with the rating action on the United States of America that took place on Aug. 5, 2011.
The sovereign credit ratings on Israel remain unchanged at 'A/A-1'.

The outlook is stable.

Quasi nessuno se ne è preoccupato ma in Israele il downgrade americano è stato quasi uno shock.
L
a borsa israeliana domenica 7 agosto è letteralmente crollata perdendo il 7%, il più grande calo dall’ottobre 2000.............................................


martedì 22 marzo 2011

Riparte il Petroliooooo

- Nuovi casini in Israele/Striscia di Gaza
- Nuove tensioni in Egitto col Ministero degli Interni in fiamme (forse...)
EGYPT IS BACK: Interior Ministry On Fire In Cairo
- Soliti Casini in Libia
- Soliti casini in Yemen, Bahrain e compagnia bella

Ecco il Risultato nel Breve: Petrolio che schizza nuovamente sopra ai 104$

giovedì 24 febbraio 2011

Egitto chiama Wisconsin (U.S.)



Ma guarda cosa mi tocca vedere prima di passare a miglior vita....;-)
Chi l'avrebbe mai detto....

I "Ribelli" del Wisconsin (USA)....
durante una Manifestazione di protesta a sostegno dei diritti dei lavoratori americani
leggono un messaggio di solidarietà e fratellanza "ideale" dei "Ribelli Egiziani"
Per la serie: ce l'abbiamo fatta Noi in Egitto (vs. Mubarak)...ce la potete fare anche Voi in Wisconsin (vs. Banksters&affini)...
.... in Madison, Wisconsin, rock star, guitar hero and all-round troublemaker Tom Morello reads a message from Egyptian protesters at a gig to support the rights of workers in the US.
To our friends in Madison, Wisconsin:
We wish you could see first hand the change we have made here.
Justice is beautiful, but justice is never free.
The beauty in Tahrir Square you can have everywhere - on any corner, in your city, or in your heart.
So hold on tightly and don't let go, and breathe deep Wisconsin - for our good fortune in on the breeze, in the midwest and in the Middle East.
So, breathe deep Wisconsin, because justice is in the air - and the spirit of Tahrir Square be in every beating heart in Madison, Wisconsin.
Mi sembra di avere le traveggole: Vi giuro che non ho bevuto né fumato nulla....

In merito alla Rivolta del Wisconsin, eccovi alcune linee guida:
La rivolta si estende. In USA, nel Wisconsin.

egyptwisconsin.jpg


Che strano cartello, al Cairo in festa.

Recita: L'Egitto sostiene i lavoratori del Wisconsin.
Cosa diamine c'entra l'Egitto col Wisconsin?
Un accostamento quantomeno improbabile.
Eppure, complice forse l'ampia copertura mediatica delle rivolte egiziane con sperticate lodi ai combattenti per la libertà e la democrazia, in Wisconsin sta succedendo l'impensabile: non solo sono scesi in piazza i lavoratori, ma ogni giorno a loro si aggiungono decine di migliaia di persone che arrivano da tutto lo Stato.
E' cominciato tutto il 15 Febbraio, quando i dipendenti pubblici hanno iniziato una protesta a Madison contro tagli di budget vòlti a togliere loro ogni diritto sindacale. Per il 16 Febbraio, la protesta si è estesa anche in Ohio, e il 19 c'erano 70 mila persone in piazza. Una cifra inaudita negli Stati Uniti.
Il 20 Febbraio i manifestanti hanno occupato il palazzo del governo.
Alcuni senatori democratici si sono uniti alla protesta, e la Polizia ha avuto l'ordine di arrestarli.
Ovunque sventolano bandiere egiziane, e dall'Egitto arrivano lettere di solidarietà e persino la pizza.
Le proteste, hanno dichiarato i manifestanti, continuano ad oltranza, in un braccio di ferro col governatore che non vuole cedere di un millimetro.
Intanto, questo fuoco che si propaga nei modi e nei luoghi più impensati sta arrivando in Florida: i dipendenti della scuola si stanno organizzando sui social media per una protesta ad oltranza contro i tagli al loro settore.
Non finirà qui, c'è da scommetterci...

Wisconsin Labor Fight Spreads to Ohio, Oklahoma and Indiana
Posted Feb 22, 2011 12:05pm
....With states like Wisconsin facing multi-billion dollar budget shortfalls, it is easy to see that
...But, the labor fight in Wisconsin is far from over and it’s spreading to states like Ohio, Oklahoma and Indiana where protests protecting public -- and private -- sector employee unions have erupted.
The labor disputes have become less about money, and more about the rights of employees to unionize.
....In recent years there has been much debate over the salaries and benefits of public employees, but it looks like the real fight is just getting started.

martedì 15 febbraio 2011

La rivoluzione democratica (?) in Egitto


In merito alla Rivoluzione Democratica (?) in Egitto....
ci siamo goduti la solita versione "hollywoodiana" fornita da Obama ed a ruota da tutti gli altri della compagnia...
Roba da tirar fuori il fazzoletto e da mettersi a piangere a suon di "elevati ideali"...come quando vedi Amistad di Spielberg oppure La vita è meravigliosa di Frank Capra...
La realtà purtroppo è assai meno idealizzata ed è molto più complessa.

Accadrà mai che Obama, Bush & affini un giorno ci possano dire pubblicamente almeno un po' di verità?
O saremo sempre costretti a sorbirci 'ste "sceneggiature hollywoodiane", utili a dissimulare strategie assai più "sporche" di realpolitik?
La risposta è semplicemente NO!
Non accadrà mai.
Almeno un po' di sincerità (appositamente non ho usato il termine "verità") la potrete sempre e solo trovare nei Blogs che fanno informazione indipendente, e qualche volta altrove.
In queste "zone franche" potrete "rispecchiarvi" anche voi, non sentirvi dei pazzi solitari, degli alienati "scollegati" dal matrix....
e provare la sensazione che NON state vivendo uno di quei film americani in cui nessuno vi crede quando raccontate che ci sono gli zombies nel sotterraneo della biblioteca...
Poi alla fine è vero...avevate ragione voi....e la verità diventa talmente evidente che non è più possibile nasconderla e tutti la scoprono spontaneamente...
Così io vedo "lo specchio" di un Blog Indipendente...;-)

E' superfluo commentare il seguente lancio di agenzia della Reuters: la realtà delle cose è auto-evidente.
Chiunque potrà valutare come la realtà della Rivoluzione Democratica (?) Egiziana sia assai meno Hollywoodiana della versione ufficiale.
Tra parentesi Vi ricordo che anche Hosni Mubarak era un ex-Generale dell'esercito, un militare dunque.
Egitto, esercito lancia ultimatum a contestatori
IL CAIRO, 14 febbraio (Reuters) -

L'esercito egiziano ha lanciato un ultimatum oggi alle decine di dimostranti riuniti a piazza Tahrir
, epicentro del movimento che ha portato il presidente Hosni Mubarak alle dimissioni, intimando loro di abbandonare la piazza e di tornare alla vita normale, pena l'arresto.
I soldati sono venuti a contatto ieri con i contestatori, mentre l'esercito cercava di riaprire al traffico le strade che portano alla piazza nel centro del Cairo.
Alcuni dimostranti sono rimasti nella piazza, per ribadire le loro richieste di un sistema libero e democratico.

I leader dell'opposizione hanno detto che gli egiziani scenderanno nuovamente in piazza se le loro richieste non dovessero essere accolte.
In programma per venerdì c'è un'imponente "marcia della vittoria", per festeggiare la rivoluzione,
e forse per ricordare ai militari la forza delle manifestazioni lungo le strade.
I generali, infatti, stanno consolidando il loro controllo del Paese dopo la cacciata del presidente Hosni Mubarak, preparandosi oggi anche a vietare scioperi e ad ammonire che agiranno contro "il caos e il disordine".
Lavoratori insoddisfatti stanno già facendo pressione per avere migliori contratti.

Ci saranno elezioni libere e regolari in base a una costituzione rivista, ha annunciato l'esercito, senza indicare scadenze
e dicendo che resterà al potere "per un periodo limitato di sei mesi o sino alla fine delle elezioni per la Camera alta e bassa del Parlamento e le elezioni presidenziali".
Non è stato neppure precisato quale contributo o partecipazione di civili ci sarà nella fase di revisione delle leggi nel periodo di transizione.
La rivoluzione democratica (?) in Egitto
di Andrea Gilli A pochi giorni dalla fuga di Mubarak da Il Cairo, vale la pena analizzare alcune stranezze di questa prima rivoluzione democratica in salsa araba.
Dopo giorni di manifestazioni di piazza, scioperi, violenze per le strade, Mubarak ha ceduto. Qualcosa, però, non torna.

In primo luogo, siamo di fronte alla prima rivoluzione democratica che porta al potere i militari.

Questa è la prima stranezza.
I militari hanno subito detto di voler favorire la transizione. Intanto, però, le Camere sono state sciolte e la costituzione sospesa.
E’ possibile che le misure siano temporanee.
Dalla scienza politica sappiamo però che l’unica soluzione all’assolutismo è la competizione tra poteri.
In questo momento, tutto il potere è in mano all’esercito.
Non si capisce, dunque, per quale ragione questo dovrebbe o potrebbe lasciarlo in un futuro più o meno remoto.

Si potrebbe obiettare che le rivolte di piazza potrebbero ritornare.
Qui viene il secondo problema.
L’esercito ha giocato di sponda con le proteste per far cadere Mubarak.

L’esercito, detenendo la forza militare, ha chiaramente svolto il ruolo di dominus.

Dal suo orientamente dipendeva il futuro del regime.

E un domani?
Un domani, se l’esercito non procederà alle riforme promesse, non ci sarà più Mubarak: ci saranno solo le proteste e l’esercito medesimo.
Risulta difficile pensare che in quel frangente questo possa schierarsi con i manifestanti.

Qui arriviamo all’ultimo punto: è necessario che tutto cambi perché tutto resti.
Penso di sì.

La mia è speculazione, però non faccio fatica a vedere il seguente come possibile retroscena.

Gli Stati Uniti si sono preoccupati per le manifestazioni di piazza.

Il timore era di una salita al potere dei Fratelli Musulmani.

Il loro “uomo” in Egitto è l’esercito.
Hanno dialogato per far cadere Mubarak così che i manifestanti vedessero le loro richieste esaudite e, allo stesso tempo, il potere politico fosse preservato.
In sostanza, questa è la prima rivoluzione democratica che anziché indebolire l’influenza americana pare rafforzarla.

Forse vale la pena chiedersi non solo fino a che punto sia democratica, ma anche quanto sia rivoluzione.

venerdì 11 febbraio 2011

Flash in tempo reale: Tira&Molla MUBARAK ha dato le DIMISSIONI

Aggiornamento di Sabato alle ore 11
DA NON PERDERE il bellissimo articolo di Bimbo Alieno:
Dal mito della caverna di Platone al coraggio della democrazia
....La notizia di oggi è che Hosni Mubarak si è dimesso, lasciando il potere all’esercito.
Per la verità e per rispetto alla mia e vostra intelligenza sarebbe più corretto dire che è stato deposto.

Oggi si apre una stagione nuova, nella quale il coraggio della democrazia di cui noi occidentali ci autoproclamiamo portabandiera verrà messo a dura prova: per trent’anni ......
continua


Aggiornamento delle 17.34
Anche Suleiman (il vice di Mubarak) avrebbe dato le dimissioni.
Traduzione: l'Esercito ha preso il controllo dell'Egitto
A cosa porterà la via di transizione militare è tutto da vedersi....
Omar Suleiman has just announced that Mubarak has stepped down.
And with Al Arabiya reporting that Omar Suleiman has also stepped down, this means that the military is now in charge.
The countdown to peaceful revolutions all across the Muslim crescent is now on.


Egitto: pieni poteri all'esercito*
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Ore 17.19
Solo ieri sera il "Faraone" aveva affermato pubblicamente che sarebbe restato altri 7 mesi
ed oggi l'esercito egiziano è uscito con un comunicato a sostegno della decisione di Mubarak.
Invece...
Poche ore dopo...
Colpo di scena!
MUBARAK RESIGNS!

egypt mubarak


At 18:00 in Cairo, Omar Suleiman gave a short statement: MUBARAK IS STEPPING DOWN. Mubarak is handing power to a military council, as Suleiman steps down as well, which is exactly what the people wanted.