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domenica 30 agosto 2015

(se non fossimo una FallitaGlia Snobbish Feudale&Cristalizzata...) Basterebbe un grafico "schizzato" dietro al Menu di "Falli-Expo" = Italia +5% di PIL subito...

SENZA PAROLE (tanto a che servono?)
Netanyahu: «Italiani, voi sbagliate. Pagate troppe tasse».
E lo spiega con un grafico sul retro del menù di Expo...

Il premier all’Expo prende un foglio e traccia la curva di Laffer: ecco dove sbagliate
di Elisabetta Soglio - Corriere della Sera

Prima ha sgranato gli occhi: «What?!».
Poi ha chiesto una penna e, disegnando un grafico sul retro del foglio con il menù della cena, Benjamin Netanyahu ha improvvisato la lezione di fiscalità.
Suo interlocutore, nella saletta riservata del ristorante di Palazzo Italia, il commissario unico di Expo Giuseppe Sala.
Proviamo a ricostruire la scena.

Siamo, giovedì sera, al termine della visita (blindatissima) di Netanyahu all’Expo: padiglione di Israele, poi Cina, Stati Uniti e infine lo spazio italiano.
Tutto bellissimo, «un grande successo», ripete lui davanti ai microfoni e in separate sedi.
Al tavolo del ristorante gestito da Peck siedono anche la moglie del premier israeliano, Sara, e il commissario del Padiglione Italia Diana Bracco............
Poi la politica interna: «Ho sentito che il vostro primo ministro Matteo Renzi sta avviando una manovra per abbattere le tasse», è lo spunto.
Ed ecco la domanda a Sala:
«Ma lei quanto paga di tasse?». «Mah, circa il 50 per cento. 
Stupore di Netanyahu: «Come?!». 
Il premier scuote la testa e chiede a Sala una penna. 
La discussione si anima e interviene anche Diana Bracco, che è imprenditrice ed è stata ai vertici dell’associazione degli industriali:
«Per le aziende è peggio, la tassazione in Italia è altissima». (N.d.R. circa il 70% reale)


Arriva il cameriere con la penna e Netanyahu illustra il principio della curva di Laffer (COS’È):
su un asse c’è il «tax rate», l’aliquota fiscale e sull’altro le «tax revenues», le entrate fiscali.
Se tu tieni al massimo di 100 (N.d.R. tutti evadono o non lavorano più) o al minimo di 0 (zero, ndr) le tasse, quello che incassi è sempre zero. 
Se tracci però la curva che incrocia i due dati, trovi un punto di equilibrio e verifichi che risali questa curva solo diminuendo le tasse. 
«Noi abbiamo fatto così — garantisce il premier israeliano — e ha funzionato.
Siamo riusciti a tagliare l’aliquota fiscale dal 36 al 25 per cento e gli introiti fiscali sono cresciuti».
Netanyahu, che fino al 2005 è stato ministro delle Finanze, garantisce che la teoria funzioni...................................................

mercoledì 6 maggio 2015

BoT a zero, in attesa del grande botto

Quello che vi spiego da tempo,
vedi uno dei miei ultimi post sull'argomento Un semplice Ritorno alla Normalità
viene spiegato in questo "guest post" con qualche particolare in più e con qualche utile metafora....

Come al solito, prima di leggere dei post
sul Territorio Inesplorato&d'Azzardo
di un Mondo sempre più a Tassi Zero e/o Negativi,
è d'uopo "spararsi" questo video



BoT a zero, in attesa del grande botto
6 May 2015

La notizia è da prima pagina.
Ma siccome nessuno sa bene come trattarla quasi tutti spingono il tasto “ottimismo” e fanno finta di non vedere l’altra faccia della medaglia.

Partiamo dunque dalla notizia semplice semplice: ieri il ministero del Tesoro (ora accorpato a quello dell’Economia) ha collocato BoT a scadenza di sei mesi a un tasso di interesse pari a zero.
In pratica, il Tesoro chiede un prestito sui mercati e tra sei mesi non pagherà nulla come “retribuzione del capitale”, limitandosi a restituire la cifra ricevuta.

L’Italia non è l’unico paese europeo a godere di questa eccezionale situazione finanziaria.
Tutti i paesi del Nord Europa (Germania, Olanda, Finlandia, ecc)...............................

martedì 20 gennaio 2015

L'insopportabile leggerezza del Determinismo Scientifico (e snobistico) della (Pseudo)Scienza Economica

...Chiedete una cosa qualsiasi a qualcuno che si occupa di "scienze esatte", tipo fisica, chimica o cose del genere, e quello (o quella) vi premetterà una serie di distinzioni, tipo "se è vero che....", "tenendo conto dell'incertezza dei dati.....", "entro i limiti dell'errore sperimentale...." e cose del genere.
Passate ora all'economia, che è tutto fuori che una scienza esatta, e i praticanti del caso non avranno dubbi.
La causa della crisi?
Vi diranno con grande sicurezza che è colpa di cose tipo debito pubblico, tasse, spread, credito, costo del lavoro, eccetera.

In questo periodo, sembra che sia tutta colpa dell'Euro e non ci sono dubbi in proposito - è così e basta.
Strano, perché al tempo dell'introduzione dell'Euro, la maggioranza dei politici (che si basavano su quello che gli dicevano gli economisti) erano d'accordo che era una cosa meravigliosa.
Ma è così che vanno le cose e nel dibattito sui media non puoi metterti a fare tante distinzioni.
Devi dire qual'è il problema e qual'è la soluzione.
Lo devi dire con grande sicurezza; solo così qualcuno ti darà retta.
Se poi viene fuori che la soluzione non funziona (come è quasi sempre il caso), darai la colpa a quelli che non l'hanno applicata bene, o non in misura sufficiente.
Economisti e politici hanno perfezionato quest'arte a un livello sopraffino.....
(Ugo Bardi)
Un docente di Fisica Chimica riassume benissimo quello che ripeto da secoli anche io...
L'Economia non è una Scienza Esatta...
anzi...non è nemmeno una Scienza
ma una Pragmatica che si avvale ..................

lunedì 5 gennaio 2015

Pillole di Riflessione (dalla mia bacheca di Facebook)

 
Pur essendo in vacanza, la mia attività di Blogger economico-finanziario indipendente non si è di certo fermata...
Infatti è un'attività (o dovrei dire una missione?...) full-time 24h su 24h 7gg su 7gg.
Mi sono però limitato a fare un po' di veloce "micro-blogging",
postando interessanti spunti di riflessione sulla mia bacheca di Facebook (che vi consiglio di visitare spesso).
Per mia strategia il Blog rimane uno spazio di maggiore approfondimento.
Prima di tornare in pista al 100%,
vi incollo gli spunti più interessanti lanciati in questi giorni sulla mia Bacheca Facebook.

- Incominciate dall'immagine "di copertina" sopra riportata, che è un "flash" provocatorio&fondamentale per cambiare prospettiva ed adattarsi al nuovo contesto globale (oppure soccombere...).

- Questa semplice considerazione dice TUTTO...  
"If Quantitative Easing Works, Why Has It Failed to Kick-Start Inflation?"...
Ma tanto sono solo parole nel vuoto... in mezzo ad una maggioranza (pseudo)neo-keynesiana "di maniera" che influenza (strumentalmente) le masse....


If Quantitative Easing Works, Why Has It Failed to Kick-Start Inflation?

Quantitative easing (QE) was supposed to stimulate the economy and pull us out of deflation.
But the third round of quantitative easing (“QE3″) in the U.S. failed to raise inflation expectations.
And QE hasn’t worked in Japan, either........

lunedì 29 dicembre 2014

À la recherche del Pensiero Liberale perduto: Arthur Laffer

Continuiamo la serie "À la recherche del Pensiero Liberale perduto"
vedi il fondamentale post: POST DA NON PERDERE (anche se pensi di essere catto-comunista...): À la recherche del Pensiero Liberale perduto: Luigi Einaudi
Mi rendo conto che parlare di certe "visioni economiche"
in un Paese iper-statalista...o meglio...FEUDALE&Corporativo come l'Italia
lasci il tempo che trovi e sia un'operazione squisitamente di "nicchia".
Ma comunque...
se anche solo servisse a far venire qualche dubbio ed a far riflettere, sarebbe meglio di nulla.

Il punto focale è sempre lo stesso:
in un contesto Mondiale ormai sempre più iper-globalizzato, iper-competitivo ed iper-veloce
un'Italia FEUDALE
che non solo non vuole cambiare
ma che non vuole nemmeno guardare in faccia la REALTÀ (cambiata radicalmente negli ultimi 25 anni).........................

venerdì 19 settembre 2014

L'Economia è SEMPLICE

L'Economia è SEMPLICE, perché è connessa profondamente alla natura dell'Uomo.
Lo sapete: io non amo i "Talebani" delle Teorie Economiche, non importa in quale "curva" della tifoseria si schierino...
Essere integralisti in Economia non è razionale e non è efficiente.
Ideologizzare le teorie economiche non è pragmatico, tanto meno oggi che siamo nel Territorio Inesplorato della più Grande Bolla della Storia che sta invalidando molti schemi dati per scontati e molte casistiche basate sui precedenti storici.
Lo spiegavo nel mio post: Il Mercato è a livelli da pre-Crash, però....
....Robert Shiller è uno dei pochi Economisti "pragmatici" che ci capisca qualche cippa di mercati&finanza.
Gli altri invece vivono nelle loro teorie che credono esatte come la matematica...mentre al massimo sono assiomi sociologici in continua evoluzione o poco più,
credono nelle loro ideologie (non ho mai visto persone più ideologizzate degli economisti...) che spesso diventano vere e proprie "fedi",
nelle loro prese di posizione mainstream dettate dalle lobby dominanti etc etc
Invece Shiller non a caso si chiede: Is Economics a Science? E la sua risposta è: "sì e no...." 
Alla luce di quanto ho appena detto, vi consiglio vivamente.................

martedì 16 giugno 2009

Deflazione vs. Inflazione


Come anticipato, oggi presentiamo le ragioni degli Economisti che vedono come primario il rischio di "deflazione".

Proprio in risposta alle previsioni di super-inflazione messe in campo da Laffer, il premio Nobel per l'economia Paul Krugman invece sostiene l'opposto:
"Lasciatemi ribadire per 1600 miliardi di volte*, noi siamo in una trappola di liquidità. Ed in queste circostanze aumentare la base monetaria non porta all'inflazione".


*la liquidità messa in campo dalla FED che differisce dal dato fornito da Laffer di 1000 miliardi di dollari: non mi sembra una discordanza banale, cercheremo di approfondire.




Paul riporta il grafico della sindrome giapponese anni '90, una situazione esmplare di "liquidity trap" ovvero di quando una banca centrale abbassa il costo del denaro a zero, immette liquidità nel sistema senza ottenere effetti di rilievo: la recessione continua, il denaro non circola, il tasso di risparmio dei cittadini rimane alto, s'innesca la deflazione, la recessione peggiora.
Come si può vedere la base monetaria in Giappone era aumentata notevolmente senza impattare sull'inflazione.














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Lo stesso discorso secondo Krugman vale per l'altro grande esempio di "trappola di liquidità" ovvero gli Stati Uniti durante la Grande Depressione del 1929.











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Aggiunge Krugman che se la FED applica una politica espansionistica della base monetaria mentre le banche non allargano i cordoni dei prestiti e la gente tiene i soldi nel materasso, non si avranno effetti di rilievo.
Non per nulla il seguente grafico dimostra come il crollo nell'indebitamento dei privati sia stato solo rimpiazzato dal boom nell'indebitamento del Governo senza invertirne la tendenza: i cittadini americani, impauriti dalla crisi, continuano a risparmiare ed a ridurre la domanda, controbilanciando così le spinte inflattive.














"È possibile portare un cammello all'abbeveratoio, ma non lo si può costringere a bere": è una celebre massima degli economisti keynesiani che negli anni trenta era utilizzata per descrivere la cosiddetta trappola della liquidità. Durante la Grande Depressione del '29, in America il tasso di interesse nominale raggiunse lo zero senza innescare una ripresa economica e la temibile trappola di liquidità scattò inesorabilmente.

Come ben descritto qualche tempo fa dal Sole24ore:
...Tornando alla trappola della liquidità, come uscirne?
Se la politica monetaria è inefficace, la ricetta keynesiana classica suggerisce di stimolare l'economia attraverso la politica fiscale, proprio quello che sta succedendo oggi in mezzo mondo per fare fronte alla brusca frenata dell'economia seguita alla crisi finanziaria e al razionamento del credito. Una riduzione di tasse o un aumento di spesa pubblica possono riavvicinare il reddito al livello di pieno impiego....
E sempre nello stesso articolo viene descritto come P. Krugman sia un grande esperto della "trappola di liquidità" grazie ai suoi studi degli anni '90 sulla sindrome giapponese.
...Più recentemente il premio Nobel Paul Krugman proprio durante la caduta dell'economia giapponese propose, invece, un modello dinamico per interpretare la trappola della liquidità: gli agenti economici prendono delle decisioni che riguardano non solo il presente ma anche il futuro, anello mancante dei modelli keynesiani della prima generazione. Una trappola della liquidità può verificarsi se la crescita attesa dell'economia è negativa. In questo caso, come si diceva, la propensione è a risparmiare oggi per poter consumare anche domani, quando il reddito potrebbe essere perfino più basso. La terapia, allora, secondo Krugman potrebbe essere una politica monetaria attiva che generi aspettative di inflazione...

Sempre in opposizione alla teoria della super-inflazione sentiamo l'opinione di un altro premio nobel per l'economia, Robert Lucas che ha affermato a Novembre 2008:
"L'inflazione non è la nostra preoccupazione più grande...La Recessione è il nostro problema più immediato.
In una crisi finanziaria le cose avvengono molto velocemente...La responsabilità della FED è di aumentare le riserve di liquidità, ed in questo senso stanno facendo il loro dovere...
Dobbiamo preoccuparci se la gente mette da parte le nuove riserve e continua a ridurre le spese? Questo sta accadendo sicuramente ma si possono sempre mettere in circolo nuove riserve.
Dobbiamo preoccuparci dell'inflazione? Sicuramente sì, come sempre. Ma adesso la recessione è il problema più immediato.

Se l'inflazione rialza la testa, le riserve possono essere riassorbite velocemente come sono state aggiunte.
...Io penso che se la FED persevererà nella sua politica monetaria aggressiva, le nostre chances di evitare una recessione più profonda di quella del 1982 siano molto buone. A questo punto io penso che sia la cosa migliore in cui possiamo sperare ed è molto meglio di una riedizione del 1929..."

Inflazione vs. Deflazione, Deflazione vs. Inflazione... tutti sono alla ricerca del male minore, della soluzione più indolore...perchè entrambe le strade sono dolorose, non dimentichiamocelo.
Secondo la mia modesta opinione, tutti e due gli scenari sono in gioco: per ora prevalgono i rischi di deflazione e abbiamo iniziato ad annaspare nella trappola di liquidità.
Ma se la ripresa che tutti invocano come un mantra arriverà, i rischi di una super-inflazione diventeranno predominanti e non sono così sicuro (come Lucas) che le banche centrali riusciranno a riassorbire velocemente la massa monetaria in eccesso, immessa in dosi da cavallo per evitare la recessione.
Ai posteri l'ardua sentenza...Purtroppo "i posteri" saremo sempre noi...e non qualche lontana generazione di homo sapiens....

aggiornamento ore 14.35
In effetti per ora la maggior parte dei dati macro confermano lo scenario deflattivo, vedi per esempio l'ultimo dato appena uscito sui prezzi alla produzione USA.
PREZZI ALLA PRODUZIONE IN PROGRESSO +0.2%
Il dato e’ inferiore alle attese del mercato. Le stime degli analisti erano per una variazione pari a +0.6%. Sotto le attese anche la versione "core" (-0.1% contro +0.1%).

aggiornamento 17 Giugno ore 16
altro segnale pesante di DEFLAZIONE

USA: PREZZI AL CONSUMO IN RIALZO +0.1% IN MAGGIO
E' deflazione: il costo della vita in America nei 12 mesi chiusi a maggio ha registrato il piu' forte calo annuale in circa 60 anni, cioe' dal 1950. Nel mese di maggio l'indice dei prezzi al consumo, (CPI) negli Stati Uniti ha registrato una variazione positiva dello 0.1% rispetto al mese precedente.
Il tasso annuale e' cosi' sceso sui livelli record dell'1.3% dal -0.7% del mese precedente e rispetto alle attese che erano in media per un calo dello 0.9%. Il costo della vita in America nei 12 mesi chiusi a maggio ha quindi registrato il piu' forte calo annuale in circa 60 anni, cioe' dal 1950.
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lunedì 15 giugno 2009

Inflazione vs. Deflazione


Ogni giorno ne sentiamo parlare...
Inflazione...Deflazione...Inflazione...e così via.
Nell'arena degli analisti/economisti ormai prevale l'ottimismo, prevale la certezza in una ripresa e nel fatto che il peggio sia alle spalle (per ora...).
E' curioso che la certezza non contagi anche le previsioni sugli scenari futuri che in tutta evidenza NESSUNO sa prevedere...
Non si riesce a capire che tipo di ripresa ci potrebbe essere e non si riesce nemmeno a capire se lo scenario sarà inflattivo o deflattivo...ovvero si prospettano due scenari diametralmente opposti. Semplicemente perchè ci troviamo in terra incognita, in una situazione mai sperimentata in precedenza.
Strana questa incertezza così marcata in confronto alla certezza adamantina nella Ripresa...

Il famoso economista Arthur B. Laffer sul WSJ scrive un articolo dal titolo inquietante: "Tenetevi pronti per Inflazione ed alti tassi d'interesse...L'espansione senza precedenti della base monetaria farà sembrare l'inflazione degli anni 70 una bazzecola..."
E se lo dice "quel Laffer" dell'omonima "curva" che ispirò Reagan nella sua politica iper-liberista e che, probabilmente, gettò le basi di tutte le bolle successive...allora dobbiamo preoccuparci...

La dimostrazione della "Curva di Laffer” convinse Ronald Reagan ad inserire nel suo programma, alla vigilia delle presidenziali del 1980 negli USA, la diminuzione delle imposte dirette, scelta che contribuì alla sua elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America.
Arthur Laffer teorizzò la presenza di un punto (assi cartesiani) d'incrocio tra i valori delle ascisse (aliquota fiscale) e delle ordinate (entrate fiscali) in cui l'aumento delle imposte (aliquota) fungerebbe da disincentivo alle attività economiche, determinando di conseguenza minore gettito fiscale.
Nella sua dimostrazione grafica l’economista americano dimostrò che lo stesso gettito fiscale può essere ricavato con due aliquote differenti: ipotesi, quindi, che renderebbe del tutto inopportuna e controproducente l’utilizzo di quella più alta.
Fondamentalmente se uso un'aliquota secca del 20% o giù di lì dovrei incassare lo stesso gettito che con un aliquota al 40% o giù di lì...Per varie ragione questa seducente teoria si è rivelata fallace nella prova dei fatti...ma torniamo a bomba.

Alcuni passaggi dell'articolo di Laffer sono inquietanti: per "farsela sotto" basterebbe già questo grafico sull'incredibile espansione della base monetaria...in parole semplici sulla marea di "carta" messa in circolo negli USA per evitare il collasso del sistema.
Bernanke dice che al momento giusto provvederà a "riassorbire" ma avrà bisogno di un "pannolone mostruso" per riassorbire in tempi brevi tutta questa incontinenza ...


















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Laffer scrive: "Da più di un anno siamo di fronte ad una grave crisi economica che ha fatto decollare il progetto di deficit fino al 13% del PIL. Questo livello rappresenterebbe più del doppio del maggiore livello di deficit dalla Seconda Guerra Mondiale..E questo progetto di deficit rappresenta la summa di una anno in cui il governo federale, sulle spalle dei contribuenti, ha acquisito enormi partecipazioni in banche, auto, mutui, salute ed assicurazioni".

E continua: "...una politica monetaria ispirata dal panico potrà avere conseguenze ancora più gravi della politica di deficit-spendig e della politica fiscale. Ci aspettiamo un rapido aumento dei prezzi e dei tassi d'interesse nei prossimi 4 o 5 anni, con un concomitante impatto disastroso sul potere d'acquisto e sulla disoccupazione, non molto diversamente dalla fine degli anni '70".

Otto mesi fa Bernanke ha iniziato un radicale incremento della base monetaria di circa 1000 miliardi di dollari con una cambio di strategia a 180° gradi da parte della FED, da una posizione anti-inflazionistica ad una posizione anti-deflazionistica.

Laffer continua con toni spaventati...: "La percentuale d'incremento della base monetaria è stata la maggiore degli ultimi 50 anni, di dieci volte tanto! Siamo talmente al di fuori dalle precedenti esperienze che è difficile fare delle comparazioni storico-statistiche che abbiano un senso. Il denaro circolante, prima della politica espansiva della FED, rappresentava il 95% della base monetaria mentre oggi rapresenta meno del 50%!" ed aggiunge un "Yikes!"...un'espressione di shock e precoccupazione che potremmo tradurre con "Mamma mia!" gridato con le mani nei capelli e gli occhi sbarrati....
Detto brutalmente questo vuol dire che di "denaro vero" in giro ne è rimasto ben poco rispetto alla "marea di denaro stampato da nulla"...
Pertanto l'inflazione potrebbe decollare a livelli da Zimbabwe come diceva provocatoriamente Marc Faber (vedi Inflazione USA come in Zimbabwe)...
Un Falò inflattivo che ridurrebbe lo stock del debito bruciando anche il potere d'acquisto ed i risparmi dei cittadini...Un "ottimo modo" per socializzare le perdite mentre i profitti rimarrebbero rigorosamente privatizzati nelle mani di pochi...

Ancora Laffer: "E' difficile stimare la magnitudine inflazionaria e di alti tassi d'interesse che l'azione della FED potrebbe provocare: francamente non abbiamo mai visto nulla di simile precedentemente.
Per fare un paragone gli effetti delle attuali politiche potrebbero essere maggiormente inflazionistici che nel 1970, quando i tassi d'interesse toccarono il 21,5% e l'inflazione schizzò a due cifre percentuali. I prezzi dell'oro schizzarono da 35$ all'oncia a 850$ all'oncia ed il dollaro collassò rispetto alle altre valute".

Insomma la situazione è riassumibile nel tipico detto "dalla padella alla brace".
Con l'attuale politica della FED si rischia un quadro inflattivo mostruoso come quello sopra descritto e si rischia di distruggere il potere d'acquisto ed i risparmi dei cittadini.
Dunque la FED dovrebbe diminuire sensilbilmente e rapidamente la base monetaria, ma per farlo dovrebbe vendere circa 1000 miliardi dei suoi Bond entrando in competizione con il colossale piano d'emissione del Tesoro per circa 2000 miliardi di dollari nei prossimi 12 mesi...Questo causerebbe aste deserte e crollo dei prezzi dei bond, un disastro insomma.
Inoltre una rapida contrazione della base monetaria ridurrebbe anche gli stimoli all'economia boccheggiante e la capacità di prestito delle banche: l'economia dunque ricadrebbe rapidamente in una profonda recessione, ancor prima che veda la luce la tanto strombazzata Ripresina...
Insomma la FED ha le mani legate: deve scegliere tra il male minore.
Secondo Laffer è meglio affrontare nel breve termine una profonda recessione piuttosto che nel lungo termine un armageddon inflattivo devastante.

Lo scontro Inflazione vs. Deflazione continua...
A breve vi riporterò altre posizioni contrastanti che sostengono come il rischio maggiore sia invece la Deflazione.
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