
Il refrain che sentiamo ormai da mesi è: "La colpa è dei finanzieri! La colpa è dei Banchieri!"...(nella vulgata comune le due categorie sono quasi indistinte)
Sfatiamo questo luogo comune.
Sicuramente la colpa è ANCHE dei finanzieri ma sicuramente non è SOLO dei finanzieri.
I finanzieri sono stati un catalizzatore della crisi, un moltiplicatore della crisi, ma le cause e le responsabilità sono molto più complesse e diffuse.
E' in corso una campagna, messa in atto dalle altre categorie (più nascoste) di colpevoli per scaricare tutta la colpa sui finanzieri ed uscire così dalla crisi non solo puliti ma anche con la nomea di paladini.
E la cosa pare funzionare, basandosi sul luogo comune di stampo cattolico-protestante che permea le nostre società occidentali: il denaro è sporco, è lo sterco del diavolo. Maneggiare e far fruttare il denaro sono anch'esse cose sporche in odore di zolfo...(infatti solo gli ebrei hanno avuto per secoli l'appannaggio della "finanza").
Anche questo ipocrita ed auto-lesionistico luogo comune verrà criticato prossimamente in questo blog parlando nella necessità di promuove ad ogni livello la formazione su "educazione ed autodifesa finanziaria".
L'importanza fondamentale di un minimo di conoscenze finanziarie per la gestione dei propri risparmi viene troppo trascurata e l'analfabetismo finanziario combinato con il radicato luogo comune cattolico-protestante di cui sopra, causano una consistente e dannosa distruzione di ricchezza generata dalle "immacolate" attività produttive o dai servizi socialmente accettati.
E' come se un contadino fosse bravissimo a coltivare, produrre e raccogliere grano (lavoro pulito ed imprescindibile). Ma poi fosse una frana ad immagazzinare, conservare e vendere il frutto delle sue fatiche (lavoro sporco e trascurabile).
Questo pernicioso analfabetismo fa molto comodo anche all'industria del "risparmio gestito"
Ovvero il contadino affida a terzi il lavoro di conservare il grano con i risultati che tutti tristemente conosciamo...
Ne parleremo presto in modo più approfondito.
Ebbene, le COLPE sono anche di altre tre categorie
Politici
Imprenditori
Cittadini comuni
Politici
dobbiamo sottolineare un fattore fondamentale: il 99% delle "porcate" dei finanzieri sono state fatte A NORMA DI LEGGE od addirittura SOTTO LA SPINTA DI APPOSITE LEGGI.
Faccio un esempio: negli USA le due entità para-statali Freddie Mac e Fanni Mae (oggi fallite e nazionalizzate) hanno emesso per anni mutui suprime a favore di categorie di cittadini che al 90% non sarebbero stati in grado di pagare le rate. Insomma hanno fatto beneficienza sulle spalle degli inconsapevoli contribuenti americani, perchè negli Statuti delle due principali entità erogatrici di mutui degli USA era inscritto l'obbligo di dare una casa ed un mutuo a TUTTI i cittadini americani, anche quelli che non erano in grado di pagare...
Insomma un metodo efficace per arrivare prima o poi al fallimento e per creare una bolla immobiliare: il tutto è stato fatto dai politici (democratici e repubblicani) per ragioni ellettorali e per attingere al bacino voti di alcune grosse etnie USA (sudamericane) in crescita esponenziale.
A parte questo esempio,
in generale la politica ha facilitato in tutti i modi la "finanza facile", la "cultura del debito e delle rate" per mantenere alto il livello di benessere e d conseguenza il consensus degli elettori, mentre in realtà il potere di acquisto si stava inesorabilmente erodendo (poi vedremo perchè).
E per venire incontro alle richieste degli imprenditori che richiedevano il mantenimento di alti livelli di consumo da parte dei mercati avanzati, allo scopo di vendere sempre di più con utili stratosferici i loro prodotti delocalizzati nel terzo modo a costi produttivi irrisori.
In ultima ratio, le famose entità di controllo che hanno fallito, i controllori che non hanno controllato
trovano una spiegazione della loro inefficienza ed inutilità proprio in quello che ho scritto.
Infatti sono ENTITA' POLITICHE (od altamente politicizzate): come avrebbero potuto controllare ed imbrigliare la finanza creativa se i loro stessi "mandanti" la stavano propugnando e sponsorizzando?
Aggiornamento del 25 aprile: a proposito delle pesanti responsabilità dei politici vedi anche Una bolla soporifera...
Imprenditori
Piangono lacrime di coccodrillo, chiedono aiuti ai governi (ovvero sempre soldi nostri oltre quelli che già gli diamo come consumatori), presentano dai loro uffici studi dati terribili, usano a go-go la cassa integrazione (sempre soldi nostri) o licenziano e chiudono stabilimenti (spesso storici e spesso in Italia), urlano contro finanzieri e banchieri avidi e scriteriati che hanno rotto il giocattolo, l'oliato meccanismo ed adesso li impiccano con tassi d'interesse capestro o non gli concedono più credito...
Prima di tutto facciamo notare che se guardi i bilanci delle aziende vedrai che in questi ultimi anni quasi tutti hanno aumentato moltissimo la componente finanziaria...Gli imprenditori oltre che produrre (cosa sana e pulita come si dice...) hanno iniziato a fare i finanzieri, a fare trading prima guadagnandoci e poi perdendo soldi a palate....Ma guarda guarda...non erano cose sporche?
E passiamo al cuore del problema, alla causa primaria dove la crisi finanziaria è solo la punta dell'Iceberg.
La grande crisi che stiamo vivendo non rappresenta infatti una crisi generale del sistema finanziario quanto piuttosto una fase terminale che scaturisce dalla convergenza delle conseguenze economiche e sociali causate dal WTO.
L'Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization) promuove la globalizzazione di tutti i mercati, tanto finanziari quanto alimentari.
Un mercato globalizzato presuppone l'abbattimento di tutte le barriere commerciali (dazi e restrizioni doganali) unito all'abolizione dei sussidi all'agricoltura assieme alla libera circolazione dei capitali.
Proprio il WTO ha reso convenienti e possibili le tanto famigerate delocalizzazioni produttive che hanno rappresentato sia per gli USA quanto per l'Unione Europea una distruzione a tappeto di tessuti produttivi spesso secolari ed un'autentica emorragia di posti di lavoro ed e capitali a favore di paesi come la Cina e l'India che adesso vengono considerate le due fabbriche del pianeta.
Le grandi multinazionali, sfruttando le economie di scala attraverso i ridicoli costi di manodopera di questi paesi (e sorvoliamo per ora sulle condizioni di lavoro degli operai...), hanno potuto in questo modo aumentare a dismisura i loro profitti aumentando addirittura l'output produttivo, il quale poteva venire assorbito solo dai ricchi mercati occidentali statunitensi ed europei.
Non trovo migliori parole di quelle di Eugenio Benetazzo per sintetizzare il seguito...
A fronte di questo diabolico arricchimento di pochi si è contrapposto un drammatico depauperamento in Occidente a causa della polverizzazione dei posti di lavoro ed a causa della concorrenza spietata di prodotti e beni di consumo importati che spazzano via per convenienza economica sul prezzo quelli autoctoni.
La trasformazione del tessuto sociale ed imprenditoriale tanto negli USA quanto in Europa, che adesso devono convivere con il mostro che hanno creato ovvero un esercito di impiegati ed operai senza alcuna prospettiva lavorativa ed una occupazione a singhiozzo, ha lentamente impoverito il paese creando nuove sacche di povertà e disagio sociale a ritmo costante.
Solo con il ricorso al debito questi zombie globalizzati hanno potuto continuare a consumare come prima, fino a quando non si è raggiunta la saturazione finanziaria. Nessuno ha fatto ancora notare come in questi ultimi anni tutto è stato venduto a rate, dalle abitazioni alle vacanze alle isole tropicali, causa estinzione della capacità di risparmio, soprattutto nelle giovani generazioni. Il peggioramento dello scenario planetario porterà ad un consistente ridimensionamento dei fatturati delle imprese a cui faranno seguito un crollo del gettito fiscale ed un aumento vertiginoso della disoccupazione.
Chiaro? E la colpa sarebbe solo dei finanzieri avidi, o piuttosto della miopia ed avidità degli imprenditori globalizzati?
Oltre l'aggravante della delocalizzazione e della distruzione dei ns. tessuti produttivi, la crisi finanziaria ha accelerato una recessione economica che era già nell'aria e proprio la finanza stava cercando di ritardarla il più possibile e di nasconderla.
Infatti, non dimentichiamoci che da tempo il mondo era in sovrapproduzione, questo significa che la recessione ci sarebbe stata anche senza crisi finanziaria.
L'industria automobilistica è matura, ormai abbiamo tutti un'auto a testa e quindi la possibilità di espansione è difficile.
In casa abbiamo di tutto di più. Abbiamo cose comprate e mai usate.
Abbiamo situazioni irreali come gli immobili che la gente non si può permettere perchè costano 60 anni di stipendio, visto che in pochi anni i prezzi sono triplicati o quadruplicati.
Certo, ci sono i paesi poveri da sfuttare come nuovi mercati (dopo averli sfruttati come manifatture a basso costo), c'è (c'era) il BRIC (un acronimo utilizzato in economia internazionale per riferirsi congiuntamente a Brasile, Russia, India e Cina) con le sue promesse di crescita infinita, le prospettive dell'energia verde, le auto a idrogeno etc etc ma sono discorsi a medio-lungo termine spesso solo imbastiti.
Se il sistema bancario fosse rimasto sano, la recessione ci sarebbe stata comunque: certo, si sarebbe attutito il colpo, la crisi sarebbe stata meno dura, ci sarebbe stato un atterraggio morbido, ma questo non significa che si sarebbe evitata una recessione lunga in attesa della scoperta rivoluzionaria, di un nuovo paradigma tecno-energetico.
La rivoluzione industriale l'abbiamo già avuta, l'informatica, internet ed i cellulari sono già stati inventati da lungo tempo.
Servono modelli economici nuovi e nuovi obbiettivi, banche o non banche, finanza o non finanza.
Ecco perchè, oltre a chiederci se ne usciremo e se le banche le salveremo tutte, bisognerebbe iniziare a chiederci se abbiamo già un'idea su dove vogliamo essere tra 10 anni.
Cittadini comuni
E TU cittadino comune, che pensi di essere innocente come un agnellino, senza alcuna responsabilità, vittima (e non complice) del sistema...Non eri TU che compravi casa con un mutuo al 120% del valore dell'immobile, con rata mensile a tasso variabile da 1000 euro mentre il tuo stipendio era di "solo" 1500 euro al mese? Non eri TU che ti compravi a rate l'automobile cambiandola ogni tre anni? Non eri TU che ti compravi a rate lo schermo al plasma 42 pollici, i mobili, la lavatrice, la macchina digitale, l'Ipod e l'Iphone (per te per per i tuoi figli) etcetera etcetera etcetera...
Se non era per i finanzieri "bastardi" che vivono su Marte, TU non avresti potuto accedere a questo "benessere-tutto-e-subito" e forse sarebbe stato meglio...
Ma TU cittadino comune non sei un bambino che va tenuto sotto tutela ed i conti in tasca te li devi saper fare, anche solo ricordando cosa ti diceva tuo nonno nella sua saggezza popolare: "mai fare il passo più lungo della gamba", "non mettere il carro davanti ai buoi" e "non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso"...
8 commenti:
Il capitalismo: male necessario!!
Solo pochi anni fa mentre esultavamo per la caduta indolore del comunismo non avremmo mai e poi mai immaginato che anche il "nostro" mondo di li a pochi anni ci sarebbe crollato addosso. Perchè anche il nostro mondo ci aveva reso schiavi ma non ce ne eravamo accorti ! schiavi del profitto di pochi a svantaggio di molti. Schiavi di vivere una vita impostata sui debiti, per comprare il televisore piatto in 48 rate a interessi zero e paghi tra sei mesi, schiavi di passare tutta una vita a pagare le banche per il mutuo di una casa, schiavi che non godono del profitto di pochi, della classe eletta, proprio come accadeva in quel mondo di cui godevamo dello sgretolamento.
Ma anche il nostro soviet, fatto di ricchezza basata sul nulla, fatto di bolle speculative, di derivati e di bilanci falsi sta crollando e si sta sgretolando.
Ci sentivamo sicuri, noi, quelli del mondo occidentale, quelli che avevano la libertà, quelli che cavalcavano l'onda dei facili guadagni in borsa, perchè ci avevano fatto credere che il senso della vita era comprare a 10 e rivendere a venti! bella la vita nel mondo occidentale. Una guerra ogni tanto qua e la, un bel fondo d'investimento, un debitino che dura quarant'anni, un cellulare per collegarti ad internet anche dalle gallerie della metropolitana, per scaricare l'immagine in tempo reale di questo mondo che se ne va in rovina
Una noticina storica, mi concedi?
La condanna della finanza è più cattolica che protestante, mi pare. Pensa ad esempio al Calvinismo che interpreta il successo e la ricchezza come un segno tangibile della grazia divina. Ovvero se uno è povero e derelitto, beh significa che non è destinato alla salvezza eterna, non entra nelle grazie divine. Si chiama teoria della predestinazione.
In fondo è un'esaltazione delle capacità finanziarie e allo stesso tempo una giustificazione dell'antagonismo di classe (il calvinista sostanzialmente pensava: se sei povero, in fondo è colpa tua!).
Il segno più evidente di ciò che affermi lo si può riscontrare nella storia della cattolicissima Spagna: fino al 1500 è stata una vera e propria potenza economica europea, ma non ha saputo far circolare il denaro nei secoli successivi. E viene stroncata dalla crisi del Seicento. Aveva accumulato ricchezze esorbitanti sottraendole agli indigeni d'America e trasferendole nel vecchio continente. Gli spagnoli, probabilmente sopraffatti dalla logica del risparmio e della morigeratezza cattolica, non hanno fatto circolare le ricchezze e le hanno rinchiuse nei forzieri, bloccando l'economia del paese.
Buon lavoro... di scrittura sul tuo nuovo blog!
Ciao.
Fulvia
La crisi finanziaria ed economica, che seguo da tempo prima che si manifestasse, è molto più complessa.
E' inutile adesso dire che questa crisi non è ciclica ma strutturale.
Lo dico in parole povere: il sistema capitalista è crollato come il muro di Berlino nell'89.
E' un cambiamento epocale che "non è la fine del mondo, ma la fine di un mondo".
lumenlux
mi fanno ridere quelli che parlano di crollo del sistema capitalistico
come se ci fosse un'alternativa... piaccia o non piaccia, è il sistema economico naturale... che poi qualcuno abbia cercato di fare il furbo, è sempre successo
è lo Stato che deve arbitrare il mercato, quando ci riesce male è perchè si mette la maglietta dell'una o dell'altra squadra...
nessuno ha parlato di crollo del sistema capitalistico, ma al limite di collasso di questo sistema che poi verrà sostituito da uno nuovo o meglio uguale...magari con attori diversi.
Sarebbe una grande occasione di CAMBIAMENTO ma temo che verrà sprecata
PAROLE SANTE
negli ultimi anni non c'era più differenza tra ricchi e poveri.
Ho visto i più poveri non farsi mancare niente.
SKY, ADSL, macchina nuova e telefonini a go-go. Poi vacanze, cene, discoteche e divertimenti a rate.
La formica disse alla cicala .... hai cantato questa estate mentre io lavoravo per mettere da parte cibo per l'inverno ?
HAI CANTATO ? E ADESSO BALLA !!!
Sicuramente molto illuminate post che descrive bene i motivi per cui ora 3 anni dopo ci ritroviamo peggio di allora e in una situazione veramente di esaustione di un modello economico, con i BRICS che da allora sono rimasti più che altro "fabbriche" del pianeta (che incominciano a soffrire anche nella produzione)e non ancora capaci di sostituirsi in modo deciso ai consumatori dell'occidente che nel frattempo hanno perso notevole potere d'acquisto.
Beato ma non hai mai pensato di fare una raccolta dei tuoi post diciamo più illuminanti e metterli a disposizione giustamente anche a pagamento, come tesi di base per spiegare l'attuale crisi.
Un altro appunto, leggendo i toni del tuo post mi sembra che 3 anni fà eri un po più accomodante rispetto ora che ti leggo più diretto! immagino che la pazienza dopo un po ha i suoi limiti.
Come consigliato sono tornato a leggere questo commento. Io non ero tra quelli che comprano a rate e non lo sono mai stato. Se non mi posso permettere una cosa non la compro e chiusa li. Anche se capisco la difesa della professione finanziaria, alla fine ognuno porta acqua al suo mulino, manca per me un dato fondamentale. La creazione di moneta dal nulla da parte delle banche centrali. E la perdita di sovranità monetaria di una banca d'Italia che fa pubblica fino a trent'anni fa e poi gradatamente e' passata in mani private. Allora se le banche sono private, perché se falliscono deve pagare il pubblico? Sicuramente ne avrai parlato da qualche parte sul blog, ma se leggi e riposti qualche link, fa piacere. Saluti.
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