venerdì 6 marzo 2009

L'impressione è che a Obama delle borse....

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Dopo il crollo della borsa USA degli ultimi giorni
dopo il crollo dei finanziari con in testa Citigroup (ex-prima banca del mondo) che oggi è scesa sotto 1 dollaro (in USA è spesso una soglia traumatica...tanto per dire al Nasdaq sotto 1 dollaro c'è il delisting automatico del titolo, come se fosse spazzatura...)
ed infine vedendo le performaces disastrose delle Borse dall'elezione di Obama




















EBBENE
L'IMPRESSIONE E' CHE A OBAMA DELLE TENUTA BORSE NON GLIENE FREGHI NULLA
come lui stesso ha dichiarato: "E' importante tenere d'occhio le prospettive a lungo termine, basare una politica sui progressi e sulle cadute della Borsa puo' portare solo ad una cattiva politica', ha aggiunto il presidente statunitense"

I piani e le strategie di Obama saranno anche a lungo termine
e magari non hanno ancora le idee chiare su cosa fare,
oppure hanno le idee chiarissime,
oppure non sanno più cosa fare (perchè non c'è più niente che si possa fare)
o forse le aspettative sono state troppo alte...io francamente non lo so.
Fatto sta che nel breve lasciare polverizzare le borse ed in particolare le banche USA senza nemmeno fiatare è un gioco molto pericoloso, che può mettere a rischi lo stesso lungo termine.

E lo scontro strisciante ed insolito tra la FED (Bernanke) ed il Ministero del Tesoro (
Geithner) non promette nulla di buono ed è la dimostrazione che qualcosa non funziona.

Spezzato il tabù dell'intesa obbligata con la Casa Bianca. Per la prima volta contestata in pubblico l'azione del Tesoro
4/3/2009 - ANALISI - Molinari - LaStampa
Rompendo una consolidata consuetudine il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke durante l'audizione al Senato ha contestato l'operato dell'amministrazione Obama, rimproverando al ministro del Tesoro Geithner «scarsa aggressività» nel fronteggiare la crisi finanziaria. E rendendo così di pubblico dominio il dissenso che li divide su come stabilizzare i mercati. ..........Ma a far saltare la regola non scritta delle convergenze obbligate fra Fed e Casa Bianca è l'impatto di una crisi finanziaria che sta polverizzando l'economia nazionale. Di fronte alla quale Geithner e Bernanke sono portatori di ricette molto differenti.
Il disaccordo fra Geithner e Bernanke svela che sono portatori di opposte priorità. Per l'amministrazione Obama, proiettata verso il traguardo dei cento giorni, prevalgono quelle politiche. ............
Per la Federal Reserve invece prevale un approccio economico......

.....Ma Geithner dalla sua parte ha il presidente degli Stati Uniti. Nulla da sorprendersi dunque se quando Michael Capuano, presidente della commissione Finanze della Camera, ha chiesto a Bernanke se andava d'accordo con Geithner la risposta è stata glaciale: «Non siamo sposati, solo amici».........
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