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mercoledì 10 novembre 2010

Oibò! Ma come mai per GM si parla di "utile netto" mentre per Chrysler si è parlato di "utile operativo"?....


Oibò!
Ma come mai per GM si parla di "utile netto"
mentre per Chrysler due giorni fa si è parlato di "utile operativo"? (e non di "perdita netta"...)

Ci siamo capiti vero??.....

E se non ci fossimo capiti andatevi a leggere cosa scrivevo ieri in FIAT: Vassalli, Valvassori e Valvassini
...In Italia il vassallaggio nei confronti di mamma FIAT continua a rimanere molto diffuso.
Ieri ne abbiamo avuto un fulgido esempio:
all'uscita dei dati di Chrysler (che come tutti sapete ormai è controllata da Fiat) i nostri mass-media hanno iniziato a stombazzare di "certi" utili operativi da +239 milioni di $ nel trimestre, per un totale di circa 700 milioni di $ nel 2010...
Io invece stavo concentrando la mia attenzione su una PERDITA NETTA da 84 milioni di $, minore di quella del trimestre precedente ma sempre di PERDITA si tratta....
In definitiva per tutto il 2010 Chrysler dovrebbe PERDERE circa mezzo miliardo di $......

Purtroppo la maggior parte di voi continua a NON sostenere attivamente la LIBERA INFORMAZIONE dei Blog...
mentre continua supinamente a pagare l'obolo alla dominante (dis)informazione dei mass-media.
Almeno poi non lamentatevi ma sorbitevi l'informazione che vi meritate.
Oppure fate la scelta giusta....
e SOSTENETE L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE E DI QUALITA'






GM: utile netto III trimestre 2 miliardi di dollari, ricavi a 34,1 miliardi (Finanza.com)
GM: utile netto III trimestre 2 miliardi di dollari, ricavi a 34,1 miliardi.

Chrysler, utile operativo di 700 milioni nel 2010
8 Novembre 2010

Utile operativo in rialzo a 239 milioni di dollari e ricavi in crescita del 5,2%. Sono questi i principali numeri che definiscono la performance di Chrysler ...

giovedì 27 maggio 2010

Piccolo sì...ma Pericoloso....


Ho trovato un interessante grafico (vedi al fondo) che paragona da un punto di vista puramente quantitativo i debiti nazionali dei PIIGS europei con i debiti sottostanti ai bailout del settore privato negli Stati Uniti.
Non sono assolutamente d'accordo con questo approccio "quantitativo" da un tanto al chilo...ma come indice di riferimento dimensionale il grafico mi sembra comunque utile.
In effetti (Spagna a parte) i PIIGS sembrano assai piccolini rispetto ai colossi privati U.S. e dunque non dovrebbero essere un grosso problema...giusto?

Non a caso mi ricordo che molti sapientoni pontificavano: ma il PIL della Grecia rappresenta solo il 3% di quello dell'Eurozona...che volete che sia?...Fuffetta.
Ed infatti abbiamo visto che casino ha combinato quel microscopico 3% ellenico...

Come sempre le cose vanno viste NEL CONTESTO, attraverso un approccio non solo quantitativo ma anche QUALITATIVO.
Prima di tutto non ha molto senso paragonare Debiti Privati con Debiti Pubblici: è come paragonare le mele con le melanzane solo perchè entrambe le categorie iniziano per "M".
I Debiti Pubblici sono l'ultima barriera: se cede anche quella...

mercoledì 3 marzo 2010

FORD: legge della Jungla


Ford ieri ha presentato i dati di vendita di febbraio: un boom del +43% rispetto a febbraio 2009.
Sottolineo il solito ingannevole metodo statistico di paragonare il mese corrente con il mese dell'anno prima (che magari aveva registrato un crollo epocale) senza fornire altri dati contestuali.
Vi rimando al mio articolo A puro scopo (Auto)informativo... che spiega tutto per benino.

Ford ha fatto comunque passi da gigante: a febbraio ha sorpassato GM come primo produttore di auto americane in USA. Non succedeva da 12 anni.

Però il fattore che avrebbe maggiormente avvantaggiato Ford pare sia stato il crollo del 9% da parte di Toyota bersagliata da richiami di vetture per problemi tecnici e da indagini federali sulla sicurezza.
Una bella "combinazione" (mumble mumble) che il colosso nipponico

giovedì 5 novembre 2009

Miracolo Ford


Ho aspettato qualche giorno dopo l'uscita della trimestrale di FORD, per sicurezza....
Ho letto commenti ed analisi ovunque, cercando, snasando, sezionando ma niente!
Non ho trovato il COMMENTO PIU' SCONTATO, NORMALE e MACROSCOPICO.

Tutti ad inneggiare alla trimestrale "surprise": positiva e sopra alle attese.
Tutti ad inneggiare alle mosse in anticipo sullo sviluppo di nuove auto ed al taglio feroce dei costi con l'avallo monolitico di Bondholder, azionisti e sindacati (sappiamo cosa significa...).
Tutti ad inneggiare al fatto che Ford ce l'ha fatta da sola, senza i soldi "diretti" dello stato.

Ma NESSUNO a dire che FORD ha beneficiato di una condizione di mercato straordinaria ed irripetibile, visto che è rimasto L'UNICO MARCHIO NAZIONALE ancora seriamente in gioco negli USA...almeno per ora...
Con le concorrenti GM e Chrysler in stato catatonico ed in terapia intensiva che hanno mollato enormi fette delle loro quote di mercato liberando spazi ampi come verdi praterie....
E FORD in queste verdi praterie ha scorrazzato come un bisonte insieme a Toyota, Honda & compari grazie anche all'aiuto degli incentivi cash-for-clunker.

Infatti quale americano che avesse voluto fare una scelta d'acquisto "patriottica" avrebbe comprato GM o Chrysler con tutti i rischi annessi e connessi?? (calo qualità, difetti di produzione, carenze nella rete e nell'assistenza, in dubbio il futuro stesso dell'assistenza, disponibilità pezzi di ricambio, modelli vecchi, obsolescenza dell'auto, svalutazione dell'usato etc etc)
Pochi in verità, soprattutto quelli attratti dai prezzi in saldo.

E quale americano che avesse voluto fare una scelta d'acquisto "patriottica" non avrebbe dunque comprato un'eroica Ford??
L'unica con le palle...che ce l'ha fatta da sola, che ha superato la selezione naturale nella Giungla dei marchi auto americani che storicamente spadroneggiano sul mercato interno.
Molti in verità.

Non voglio certo mettere in dubbio la virtuosità di Ford rispetto agli altri carrozzoni od ignorare la concorrenza dei marchi stranieri, ma solo sottolineare come l'eccezionale fattore eco-sistemico sia stato completamente ignorato dalla stragrande maggioranza degli analisti.
Ed è tipico dei commentari su questa Grande Crisi: vengono strombazzate COSE ASSURDE, vengono date per scontate COSE FALLACI ma vengono tralasciate LE COSE PIU' NORMALI E LOGICHE.
Su FIAT poi.. è una vera e propria gara a chi spara in prima pagina il titolo più grosso o meglio a chi la spara più grossa....ma non voglio entrare nel merito.

Insomma, quando in un eco-sistema caratterizzato dalla compresenza di tre predatori due di essi quasi scompaiono e sono a rischio estinzione...il terzo predatore sopravvissuto se la sciala con la panza piena...
Ma quando poi i predatori concorrenti ricompariranno....la lotta per la sopravvivenza tornerà ad essere più dura.
Anche se il consolidamento del Marchio (così importante nelle case automobilistiche) ne avrà tratto sicuramente beneficio.

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lunedì 13 luglio 2009

La Fenice risorge dalla macerie


Secondo il mito, la Fenice risorge dalle sue ceneri.
Nella realtà invece la Fenice di General Motors risorge dalle macerie...dalle macerie dei creditori, dei bondholder, dei risparmiatori, dei dipendenti, dei contribuenti etc...
Anche i Miti devono adattarsi al passo dei tempi.

Vediamo un po' la versione ufficiale:
Gm risorge dalle ceneri
Vita nuova per la General Motors. La società è uscita dalla bancarotta e la nascita di una 'newco' con i migliori asset della compagnia segna una nuova partenza. L'impegno è quello di creare una società più snella e capace di stare sul mercato rispetto al colosso crollato, dopo un secolo di storia, sotto il peso di una montagna di debiti.
Una società più snella anche dal punto di vista numerico: dopo le forti riduzioni del personale che hanno colpito gli operai, perderanno il posto 6mila colletti bianchi, e il corpo dirigente sara' ridotto del 35%. Il governo canadese e le autorità dell'Ontario, che hanno finanziato l'operazione come Washington, avranno un 11,7%. Gli obbligazionisti, che hanno rinunciato a larga parte dei loro crediti, potranno salire fino al 10%. Un altro 17,5% andrà ad un trust legato al fondo di assistenza sanitaria dell'Uaw, il sindacato delle quattro ruote Usa, che ha altresi' accettato di ridurre le loro pretese sui crediti. La compagnia ha potuto cosi' ridurre il proprio debito di 48 miliardi di dollari. Il 40% dei concessionari e' stato tagliato. La nuova Gm sarà incentrata sui marchi Chevrolet, Cadillac, Buick e GMC, mentre il marchio Pontiac sparirà dai saloni.

E vediamo la versione di un mio lettore che ha descritto la rinascita della "Fenice GM" in modo inappuntabile e senza peli sulla lingua...dimostrando che, per fortuna, non siamo ancora tutti RIMBAMBITI come ci vorrebbero i mass-media con la loro soap-opera del G8.....

"...ho sentito che e' nata la nuova GM. Dopo aver inchiappettato migliaia di azionisti e obbligazionisti, la nuova GM fa come l'Araba Fenice che risorge dalle proprie ceneri dopo essere stata bruciata. Come Parmalat e Alitalia. Quindi e' facile: basta cambiare ragione sociale alle aziende in crisi per non pagare piu' i debiti a chi ha prestato soldi alle aziende (passi per gli azionisti, ma gli obbligazionisti ??). Come se nulla fosse, con la connivenza dei governi (NdR e dei sindacati...), migliaia di cittadini restano truffati, mentre i dirigenti delle aziende rinate come d'incanto sotto altro nome, anzi col vecchio nome ma con l'aggiunta del solo "Nuovo" continuano a percepire lauti stipendi. Sarei capace anch'io: mi faccio amico 2-3 politici importanti, ungendoli con mazzette a base di soldi versati dagli obbligazionisti. Mi comporto come se nulla fosse e continuo ad incassare stipendio e provvigioni, poi armo un fallimento, di cui, anche se reale, non mi preoccupo. Quindi, dichiaro bancarotta, non senza aver prima fatto il pianto greco davanti al paese per avere i soldi pubblici che ottengo grazie agli "amici" e poi faccio rinascere la NUOVA societa' dopo avere licenziato 1/3 dei dipendenti che, con le loro tasse, hanno anche loro contribuito all'accanimento terapeutico verso l'azienda (quella VECCHIA), prima del decesso definitivo. Poi risorgo, come Cristo, con le tasche piene di soldi (non li ho mai persi) e faccio marameo a chi i soldi me li aveva prestati. Incredibileeeeeeeeeeeeeeeeeeee.......... ............!!!!!!!!!!!!!!!"...
Paolo Vittori
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giovedì 28 maggio 2009

GM: Conto alla rovescia


Ripropongo un video "suggestivo" che GM aveva fatto girare a novembre 2008 per convincere il Congresso a prestargli 25 miliardi di dollari, che naturalmente sono spariti nella voragine e non sono serviti a nulla: hanno permesso solo di guadagnare 7 mesi di tempo.
Il Video è di parte ma i dati che vengono snocciolati non sono certo inventati di sana pianta e sono impressionanti...
Si parla del settore auto americano in toto, ovvero GM+Ford+Chrysler: fate voi le debite proporzioni riferite alla sola GM, la più grande di tutte, un colosso che fino a due anni fa aveva il più grande fatturato corporate del mondo, una delle maggiori capitalizzazioni in borsa, uno stato nello stato, un'azienda più grande di molti stati nazionali, con ramificazioni ovunque.

Secondo me Toro Drogato non ha scontato del tutto i possibili impatti del "fallimento annunciato" di GM, anche perchè le connessioni dell'ex-colosso di Detroit sono talmente estese che è quasi impossibile valutarne appieno le conseguenze.
Famoso è l'effetto farfalla: « il minimo battito d’ali di una farfalla è in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo»...
Pensate allora a quali tsunami può provocare dalle altre parti del mondo lo schiantamento di un Colosso a Detroit...
Sarà pure un "fallimento pilotato" o "chirurgico" ma stiamo parlando sempre del fallimento di "un'azienda-stato", difficilissimo da gestire, complicatissimo da pilotare, ed i tempi delle procedure Chapter 11 sono assolutamente fondamentali per la sopravvivenza di un'azienda.
Non è ancora detta l'ultima parola, attendiamo con ansia la dead-line dell'1 giugno.
(vedi anche La lungimiranza di GM e I GM Bondholders rispondono "Picche"!...)

Per un riassunto degli ultimi sviluppi sulla telenovelas GM, vedi l'articolo di MF.
Naturalmente l'eventuale Chapter 11 verrà presentato dal solito Super-discorso di Super-Obama come un successo, come la soluzione migliore...
No soglia minima adesioni concambio, GM verso bancarotta

aggiornamento ore 17
Attenzione, la partita si sta giocando fino alla fine...
Il 20% dei bondholder avrebbe accettato un'offerta migliorativa, il rimanente 80% NO...
Teniamo presente che la nuova GM sarebbe posseduta al 72,5% dal Governo USA...
GM = Governative Motors...
GM, migliorata l'offerta agli obbligazionisti
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mercoledì 20 maggio 2009

La lungimiranza di GM


Ho scoperto che GM ha già registrato due nomi di dominio molto SIGNIFICATIVI...
"GM-Restructuring.com" e "GMRestructuring.com" ...
Domain Registration Info.
La registrazione è avvenuta in data 6 aprile 2009 e l'ultimo update è dell'1 maggio.

Almeno in questo alla GM sono stati previdenti e lungimiranti...
Stanno già preparando il sito web per la nuova GM post-bancarotta...
Sempre che l'ex-colosso di Detroit riesca a sopravvivere al calvario del Chapter 11...

Infatti secondo le ultime indiscrezioni..
GM: ANALISTI, BANCAROTTA APPARE ORMAI INEVITABILE ...General Motors seguira' la sua rivale Chrysler in bancarotta: secondo gli esperti appare ormai inevitabile il ricorso al Chapter 11. ....L'Ad di Gm, Fritz Henderson ha precisato che il Tesoro non vuole offrire ai creditori piu' del 10%. Nel piano di swap lanciato da Gm e' previsto che ai creditori non garantiti vada il 10% della societa', a fronte del 39% del sindacato e del 50% del Governo.

Come ho anticipato tempo fa in anteprima assoluta per l'Italia,
il nodo è proprio il Picche dei Bondholders che a fronte dei loro 27 miliardi di crediti si beccherebbero il 10% della nuova GM, mentre il sindacato amichetto ed elettore di Obama a fronte di 20 miliardi di crediti si beccherebbe il 39%.
Una lieve disparità di trattamento...
vedi l'articolo del 28 aprile I GM Bondholders rispondono "Picche"!...

Secondo me il mercato sta sottovalutando (non a caso) la portata del sempre più probabile fallimento di GM, del fallimento di una delle industrie più grandi del mondo,
di uno Stato nello Stato con i suoi fondi pensione e la sua assistenza sanitaria, con i suoi titoli-di-stato-corporate, con un esercito di persone appese al suo destino...
Le ricadute della bancarotta potrebbero essere disastrose ed a 360 gradi e potrebbero innescare effetti a catena difficilmente prevedibili.
Infine non credo che nello stress-test delle banche USA sia stato calcolata la variabile crack GM che potrebbe aumentare sensibilmente le sofferenze di molte banche.
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giovedì 30 aprile 2009

Come anticipavo su GM


Come anticipavo 2 giorni fa in I GM Bondholders rispondono "Picche"!...
...Indiscrezioni affermano che gli obbligazionisti stiano preparando una contro-offerta...

Et voilà
General Motors: nuova proposta di ristrutturazione dagli obbigazionisti
30.4.09

Il comitato degli obbligazionisti di General Motors ha presentato una nuova proposta...La proposta...prevede la distribuzione di nuove azioni Gm ai sindacati e agli obbligazionisti sulla base dei crediti vantati. Non sarebbero invece distribuite azioni al governo. La proposta consentirebbe ai sindacati di detenere il 41% della nuova Gm e agli obbligazionisti il 58%...

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martedì 28 aprile 2009

I GM Bondholders rispondono "Picche"!


Lunedì le azioni di GM sono salite del 20% sulla presentazione del piano di rilancio della società, che alle borse è piaciuto.
Normalmente più una società quotata annuncia licenziamenti, più le sue azioni salgono in quel covo di pescecani che si chiama borsa...
Ecco i punti essenziali del piano:
- Lancio di un OPS di scambio sulle obbligazioni: per ogni 1.000 dollari di obbligazioni saranno offerte in cambio 225 azioni GM. Sulla base delle ultime quotazioni, gli obbligazionisti si vedranno riconoscere meno del 40% del valore. Se non arriveranno adesioni sufficienti, Gm sarà costretta a portare i libri in Tribunale. Con questa OPS, GM potrà ridurre il debito di almeno 44 miliardi di dollari. Al termine dell'operazione gli obbligazionisti avranno in mano una quota di circa il 10% della società.
- Sul fronte industriale, General Motors punta a concentrarsi solo su quattro brand, eliminando Pontiac. Gli impianti saranno ridotti a 34 nel 2010 dagli attuali 47 e a 31 nel 2012.

- GM prevede la riduzione dei dipendenti a quota 40mila da 61mila, per poi scendere a 38mila a inizio del 2011.


Entusiamo delle borse a parte (che di questi tempi s'infiammano fin troppo facilmente), già poco dopo la chiusura delle borse USA gli Analisti commentavano "che l'offerta di GM è al confine col fallimento" esprimendo i loro dubbi che una tale proposta potesse venire accettata
http://finance.yahoo.com/news/Analysts-say-GM-bond-exchange...

Ed infatti alle 17.20 ora degli USA (le nostre 23.20) puntualmente è arrivato il PICCHE del comitato Bondholders di GM...
Su questo Blog, in anteprima assoluta per l'Italia, ecco i punti essenziali della loro dichiarazione.

Il comitato dei Bondholder di GM: "L'offerta non è nè ragionevole nè adeguata"
In particolare ci sarebbe disparità di trattamento tra diverse categorie di creditori: infatti l'unione dei Sindacati degli auto-lavoratori in cambio dei suoi 20 miliardi di dollari di Bond riceverebbe il 50% in contanti ed una partecipazione azionaria del 39% nella nuova GM; mentre il Comitato degli Obbligazionisti in cambio dei suoi oltre 27 miliardi di dollari di bond riceverebbe solo una partecipazione azionaria del 10% nella nuova GM e sostanzialmente niente cash.
- Gli obbligazionisti dichiarano di essere profondamente preoccupati in merito alla decisione di oggi da parte della "Auto Task Force"/GM di offrire solo una minima e non equa percentuale di azioni agli obbligazionisti stessi.
- Gli obbligazionisti dichiarano che l'offerta è in evidente disprezzo dell'equità nei confronti degli obbligazionisti stessi che hanno fondato la GM, e che i soldi dei contribuenti vengono usati per concedere favoritismi politici a vantaggio di un creditore ed a svantaggio degli altri.
- Gli obbligazionisti dichiarano che la "Auto Task Force" e GM hanno dimostrato totale mancanza di volontà nell'impegnarsi in serie negoziazioni
.
- Gli obbligazionisti dichiarano di essere profondamente preoccupati del fatto che GM abbia aspettato sino alla fine aprile per presentare la sua offerta

- Gli obbligazionisti dichiarano che l'offerta è stata fatta in modo unilaterale
, ignorando le continue offerte di dialogo da parte del Comitato.
- Gli obbligazionisti dichiarano che GM si è messa sulla strada di un "ritorno alla Corte Fallimentare estremamente rischioso e dagli esiti legali incerti"
, preferendo questa via alla ricerca di negoziazioni serie.
- Il Comitato degli Obbligazionisti è molto preoccupata dal breve tempo rimasto: infatti ci sono tantissimi piccoli investitori retail i quali possiedono 6 miliardi di dollari di bond e potrebbero complicare il successo dell'offerta di scambio
.
Indiscrezioni affermano che gli obbligazionisti stiano preparando una contro-offerta.

Chiaramente gli obbligazionisti provano a rilanciare alzando la posta, ma i margini di manovra ormai sono vicinissimi al baratro del fallimento.

Segue copia completa della dichiarazione

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martedì 31 marzo 2009

Per un pugno di dollari


Per ottenere le sovvenzioni dello Stato si fa questo ed altro..
Bob Nardelli, il capo di Chrysler, ha trovato in sole 3 ore una nuova bozza d'accordo con FIAT dopo che ieri Obama aveva posto un ultimatum: o fate un accordo con FIAT entro 30gg o non vi somministro i 6 miliardi di ossigeno di stato...
La Task Force di Obama sull'auto aveva infatti giudicato Chrysler incapace di "ballare da sola" per cui aveva imposto un'alleanza con qualcuno in cambio degli aiuti: però "in coda per entrare" c'è solo FIAT mentre molti altri sono "in coda per uscire"...come Daimler che da 8 anni prova in tutti i modi a far funzionare un'alleanza con il collosso americano che gli è costata un sacco di soldi ed è stata solo una palla al piede...
Infatti entrare sul mercato USA è impresa difficilissima, praticamente mai riuscita a nessuno in modo sistematico: solo successi sporadici, vittorie lampo, mercati di nicchia ed il tutto a costi maggiori dei benefici.
Ma si sa che a Marchionne piacciono le "mission impossible" ed è anche bravo: dopo aver salvato la FIAT dalla quasi bancarotta qualche anno fa, sfiga vuole che adesso debba affrontare la peggiore crisi dell'auto della storia che riaprirebbe a breve di nuovo le porte della bancarotta...
Ed allora tanto vale rischiare o meglio BLUFFARE in attesa della vera mano vincente, della partita decisiva che si giocherà su altri tavoli.
Perchè questa "alleanza gratis" con Chrysler a me continua a puzzare di bluff ...ma è un bluff geniale, alla Marchionne, dove FIAT per ora rischia poco o nulla ma intanto "fa gioco"...
Ieri nell'articolo Obama non ha calato le brache...per ora... accennavo alle modifiche richieste da Obama: secondo indiscrezioni la MODIFICA consisterebbe in un abbassamento della quota d'ingresso iniziale di FIAT al 20% (dal 35%) in cambio di motori e tecnologia. Fiat potrà poi salire al 49% del capitale, ma non prima che sia stato ripagato il debito dello Stato.
Per adesso l'accordo con Bob Nardelli è solo una BOZZA, scritta in fretta e furia per opzionare i 6 miliardi di ossigeno di stato.
Le vere trattative sono nel vivo ed i vantaggi per FIAT della partnership con CHRY continuano a rimanere nel campo delle potenzialità e delle ipotesi: un portavoce Fiat ha confermato che l'AD Sergio Marchionne si trova negli Usa per le trattative con Chrysler.
Assistiamo alle prossime puntate della Telenovelas a valuteremo a "bocce ferme".

Nel frattempo FIAT, dopo avere perso ieri il 10% a seguito delle mazzate di Obama sull'auto USA, oggi rimbalza del 10% sulla rapidissima riapertura delle trattative con Chrysler...FIAT ormai da tempo non è più il tipico titolo da cassettisti pensionati ma è diventato una bisca da trader i quali infatti oggi commentano tra una speculazione e l'altra: "Chrysler è una grossa opportunità ma va intepretata alla luce di quali condizioni verranno poste"...."Il mercato temeva venisse richiesta una maggiore assunzione di responsabilità sul debito e forse un apporto cash. Il solo apporto di tecnologia non va male"...

E mentre in borsa sono di moda i fuochi d'artificio, in un grigio giorno di pioggia... nel mondo dell'economia reale:
Fiat Auto, 2 settimane nuova cassa integrazione Mirafiori
Reuters - 31/03/2009

Fiat Automobiles ha annunciato ai sindacati una nuova fermata della produzione nello stabilimento torinese di Mirafiori a fine aprile inizio maggio.
Per adeguare la produzione alla domanda tutta la carrozzeria di Mirafiori andrà in cassa integrazione nella settimana dal 27 aprile al 3 maggio.
Lo stop interesserà 4.540 operai e 450 impiegati, ha detto una fonte del sindacato Fismic.
Nella settimana successiva, dal 4 al 10 maggio, resterà in cassa solo la linea della Fiat Multipla, circa 1.000 dipendenti.
In conseguenza della fermata delle linee andranno in cassa integrazione dal 27 aprile al 10 maggio anche gli adetti delle presse di Mirafiori (518 operai e 82 impiegati), ha detto il sindacalista.

Nel frattempo la bancarotta di GM, l'altro colosso malato (terminale), pare sempre più vicina...ripeto PARE...ma non ci credo finchè non lo vedo...perchè sono mesi che deve succedere e poi non succede mai...
Lo stesso Obama ha parlato ieri della possibilità che GM vada in bancarotta assistita dallo stato. Commentando questa possibilità, il nuovo amministratore delegato Fritz Henderson ha detto ieri sera in una conferenza stampa che la bancarotta assistita e guidata dalla Casa Bianca è in questo momento una proceduta meno rischiosa del fallimento attraverso l'amministrazione controllata.
Diciamo che la Bancarotta di GM oggi appare la via più probabile per spuntare le armi dei numerosi creditori: è la via più rapida per dare un taglio alle difficili trattative con i bondholder, i sindacati, i dipendenti, i pensionati etc e per metterli con le spalle al muro o meglio... con le palle nello schiaccianoci.
Non vorrei essere al posto loro...ma il mercato libero è anche questo.

aggiornamento delle 19.39
e dopo Fitch tocca a S&P...
Fiat: S&P taglia rating a BB+ da BBB
ANSA - Mar 31 Mar, 19:24
Standard & Poor's ha tagliato i rating a Fiat portando quello a lungo termine a BB+ ('junk', spazzatura) da BBB-. Lo riferisce l'agenzia Bloomberg, precisando che il rating a lungo termine abbassato e' sotto osservazione con implicazioni negative, mentre quello a breve e' stato ridotto a B da A-3 ed e' stato rimosso dal 'Credit watch'.
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lunedì 30 marzo 2009

Obama non ha calato le brache...per ora...


Annuncio importante: gli Stati Uniti sono ancora gli Stati Uniti, non si è conclusa la mutazione finale nell'URSS come paventavo venerdì scorso...
Infatti Obama non ha calato le brache di fronte alle richieste di GM e CHRY: la sua task force per l'auto ha infatti respinto i piani di salvataggio assistenzialista presentati dai due ex-colossi, imponendo di fatto dure condizioni di ristrutturazione (licenziamenti, chiusura impianti, vendita marchi etc) e due ultimatum temporali (60gg per GM e 30 gg per Chry).

Peccato che l'amministrazione Obama (come la precedente amministrazione) non applichi la stessa fermezza nei confronti delle banche...verso le quali le brache sono state calate più volte e per importi ben superiori, nascondendosi dietro la solita giustificazione dell'importanza sistemica. Invece esistono soluzioni più radicali per ri-fondare il sistema bancario e trasformare questa crisi in una vera occasione di cambiamento, il tutto senza trascurare l'importanza sistemica. Ne abbiamo già parlato più volte e ne parleremo ancora.

Tornando alle BIG dell'auto, i mass media titolano il NO di Obama come "linea dura", "severa bocciatura" mentre è solo la NORMALE risposta del "Regno del Libero Mercato" di fronte alle inefficienze del mercato stesso. Chi sbaglia paga e fallisce, così funziona la legge della Jungla.
Infatti negli Stati Uniti sui blog più seguiti si leggono titoli ironici e disincantati che sottolineano proprio come ci si sorprenda di fronte alla normalità di certe scelte che andavano fatte già da tempo...come Paul Kedrosky's che su Infectious Greed titola Stating the Auto Obvious...un arguto gioco di parole che merita di non essere sciupato dalla traduzione.
In ogni caso mi riservo di analizzare bene l'annuncio ufficiale di Obama previsto per oggi...perchè dietro alla bocciatura ed alla sua facciata da libero mercato potrebbe nascondersi un'anima statalista che in questi tempi di Crisi è tornata di moda...
Potrebbe essere semplicemente un bluff per forzare la mano a sindacati, fornitori e controparti varie.

La bocciatura del piano Chrysler coinvolge anche la nostra FIAT che ha in ballo una partnership "gratis" al 35%... in cambio di... tecnologia.
Questa mossa di Fiat non mi ha mai convinto per varie ragioni: avrei voluto parlarne più volte ma altri argomenti hanno tenuto la ribalta. Se troverò il tempo, approfondiremo.
Solo una breve notazione: la conclusione degli esperti della task force è che nel lungo termine Chrysler non può sopravvivere come gruppo autonomo ed anche per questo si sottolinea che un'alleanza con Fiat potrà garantire il sostegno necessario al gruppo, a patto che si effettuino le modifiche richieste.
Chissà quali saranno queste modifiche richieste...se ne parla da una decina di giorni ma non si capisce in cosa consistano.
Non mi ha MAI convinto questo "baratto" di FIAT che entrerebbe in Chry non solo senza sborsare un'euro ma addirittura potendo beneficiare dei miliardi dei contribuenti americani regalati all'azienda ...Troppo bello per essere vero...
Infatti il governo USA non ha calato le brache davanti alle BIG americane dell'auto e non credo che lo farà davanti a Fiat...Difficilmente verrà accettato il fatto che una società straniera prenda il controllo di Chrysler "in cambio di tecnologia" e senza metterci del capitale, prima che i contribuenti americani siano stati ripagati del denaro pubblico investito nell'azienda. Ecco cosa s'intende per modifiche richieste: l'intesa Chrysler-Fiat in qualche modo va cambiata, probabilmente richiedendo un maggiore impegno da parte del Lingotto non tanto per il primo step dell'intesa (Fiat al 35%) ma piuttosto per il secondo step (salita al 60%), altrimenti Obama non sbloccherà gli ulteriori 6 miliardi di aiuti.

Auto, task force Usa rifiuta piani ristrutturazione Gm e Chrysler
Reuters - 30/03/2009 07:55:42
WASHINGTON, 30 marzo (Reuters)
La task force, voluta dall'amministrazione Obama per
monitorare la situazione del comparto automobilistico americano, ha respinto stamane i piani di ristrutturazione dei due colossi di Detroit General Motors e Chrysler e ha ammonito che entrambe potrebbero essere avviate verso il fallimento per far fronte ai debiti.....
....Invece di approvare la richiesta di Gm per nuovi prestiti fino a 30 miliardi di dollari, l'amministrazione si è limitata a promettere finanziamenti alla casa automobilistica per i
prossimi 60 giorni, fino alla messa a punto di un nuovo piano di ristrutturazione sotto una nuova guida. ....
....A Chrysler, controllata di Cerberus Capital Management , sono stati concessi 30 giorni per
completare l'alleanza con Fiat. In caso contrario dovrebbe fronteggiare un taglio dei finanziamenti governativi che la potrebbero costringere a una liquidazione.
Nel pomeriggio il presidente Barack Obama dovrebbe svelare i suoi programmi per il settore automobilistico. ...........
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Wagoner fa le valige...piene di dollari?


Finalmente uno dei principali "satrapi" di questa Crisi fa le valige o meglio viene cacciato a pedate come probabile conditio sine qua non affinchè l'amministrazione Obama approvi ulteriori aiuti di stato alla GM.
Non soprende la notizia di poco fa delle dimissioni di Ricky Wagoner. Al contrario, era ben più soprendente la resistenza del "Padre Padrone" di GM che avrebbe dovuto levare le tende molto tempo fa...Si vede che aveva ancora ottimi argomenti ed appoggi per resistere fino ad oggi al timone della corazzata GM che rischia di affondare.
Non voglio unirmi ai cori semplicistici e demagogici che di questi tempi sono alla ricerca di fin troppo facili capri espiatori: Mr. Wagoner è solo il l'icona di una complessa piovra di responsabilità politiche, imprenditoriali, finanziarie etc...
Però a consistenti onori (e retribuzioni...) coincidono consistenti oneri ed è buona norma che di fronte a pessimi risultati saltino "le teste coronate", buona norma che in Italia non ha mai preso piede...nemmeno di fronte alla Grande Crisi.
A questo punto sorgono spontanei alcuni dubbi...
Inizierà anche Per Wagoner la solita scandalosa tiritera sui Bonus milionari che questi "bravi manager" incasseranno comunque grazie a contratti a prova di bomba?
Non sarebbe il caso che l'amministrazione Obama approvi d'urgenza una legge che invalidi e renda revisionabili tali contratti che regalano fuori tempo massimo soldi a manager "discutibili" (eufemismo)? E' necessario porre uno STOP a questa BEFFA a danno degli azionisti ed obbligazionisti delle aziende depauperate proprio dai beneficiari di tali bonus. Tale beffa spernacchia anche i contribuenti americani che con i soldi delle loro tasse permettono di salvare tali aziende dal default.
Che fine faranno i 28 miliardi di dollari che la GM deve ai propri obbligazionisti, ovvero un esercito di cittadini americani della middle-class (oltre alle banche)?
Infatti ogni normale cittadino americano ha investito i suoi risparmi in azioni ed obbligazioni della Coca-Cola, della AT&T, della Microsoft, della GM...e di altre aziende bandiera della corporate america.
E che fine faranno i 20 miliardi di dollari che la GM garantisce ai suoi fondi sanità per ex-dipendenti in pensione che si devono operare di prostata...?
E che fine farà l'enorme ed oneroso fondo pensione GM dei 250mila dipendenti sparsi per il mondo?
E' la storica palla al piede di GM: già nel 2002 era in rosso per 19 miliardi di dollari, nel 2007 il rosso era cresciuto a 39 miliardi di dollari.
Il fondo è sostenuto in buona sostanza proprio dall'emissione obbligazionaria (di parecchio superiore all'attivo) che oggi rischia di naufragare...
Inoltre è una certezza che l'attivo 2008 del fondo si sia ridotto in modo consistente (nel 2007 era di 130 miliardi contro 171 miliardi di obbligazioni): non esistono dati trasparenti sulle gestioni previdenziali ma l'allocazione del fondo pensione GM era molto sbilanciata sull'azionario in generale e sui titoli immobiliari, assets che sono crollati negli ultimi tempi anche del 50%. Pare che la gestione del fondo sia stata molto aggressiva e spregiudicata.
Il fondo pensione è costato negli ultimi 14 anni ai bilanci di GM ben 98 miliardi di dollari, al ritmo di 7 miliardi di uscite l'anno. E qual è stata la redditività industriale di GM nello stesso periodo? Quasi sempre più bassa del costo del fondo pensione.
Queste erano crepe strutturali che rischiavano di far crollare la diga delle pensioni GM già ai tempi delle conigliette e dello champagne....Figuratevi adesso in piena crisi!
E pensate in che stato d'animo saranno di questi tempi gli sventurati pensionati della General Motors...

da La Repubblica
Si è dimesso Rick Wagoner AD e Presidente di General Motors

DETROIT - L'amministratore delegato di General Motors Rick Wagoner si è dimesso. Wagoner era a capo del colosso automobilistico americano da otto anni ed ha deciso di lasciare il suo posto alla vigilia di un importante intervento del presidente Usa Barack Obama proprio sugli aiuti all'auto.
E' stata una persona a conoscenza dei programmi della General Motors a rivelare all'agenzia Associated Press che Rick Wagoner si dimetterà dalla cariche di presidente e amministratore delegato del colosso automobilistico di Detroit. La fonte ha richiesto l'anonimato perchè la decisione di Wagoner non è stata ancora formalmente annunciata.
L'iniziativa giunge alla vigilia della presentazione del presidente Barack Obama del piano per rilanciare il settore automobilistico statunitense. Obama e altri responsabili della sua amministrazione hanno annunciato che la stessa General Motors e Chrysler dovranno procedere a una ristrutturazione più profonda prima di ricevere ulteriori prestiti dal governo. Entrambe le società sopravvivono grazie a un aiuto pubblico di 17,4 miliardi di dollari.
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venerdì 27 marzo 2009

General Motors e Chrysler di nuovo salvate dall'URSS...oops...USA?


In quel grande paese capitalista che sono gli Stati Uniti d'America sta per essere approvato l'ennesimo salvataggio di Stato di General Motors e Chrysler: le due grandi malate sembra sempre che stiano per fallire da un momento all'altro ma poi non falliscono mai...
Il comitato d'emergenza del "Soviet Supremo di Obama", chiamato a decidere il destino del settore dell'auto Usa, sta per decidere di tenere in vita GM/CHRY ed erogare prestiti aggiuntivi chiedendo in cambio le solite condizioni da "boy-scout": ...a patto che management, sindacati, creditori, azionisti, fornitori e concessionari - siano disposte a fare sacrifici.
"I
l presidente del Soviet Supremo" Barack Obama ha dichiarato ieri "Le case d'auto riceveranno degli aiuti se saranno disposte ad accettare drastici cambiamenti"...
Vediamo per quanto tempo basterà questa volta la "benzina di stato" per far camminare General Motors e Chrysler: normalmente l'autonomia della sovvenzione statale è 1-2 mesi...ma mi riservo di leggere meglio il provvedimento, per ora sono solo anticipazioni ed indiscrezioni.

AGGIORNAMENTI DOMENICA 29 MARZO ORE 23
aggiungo alcuni dati e cifre
Da dicembre 2008 le due società hanno ricevuto finanziamenti federali per 17,4 miliardi di dollari (oltre 13 miliardi di euro) e hanno richiesto altri 22 miliardi....
...Agli obbligazionisti Gm deve ben 28 miliardi di dollari mentre Chrysler deve 7 miliardi (principalmente a banche) e potrà prorporre di pagare con carta, ovvero con azioni delle case automobilistiche fino a due terzi di tali importi.
Potrà essere pagato con "carta" anche fino al 50% dei contributi in contanti che percepiscono per l'assistenza sanitaria i lavoratori in pensione delle due case automobilistiche.
In tali fondi Gm ha attualmente un debito di 20 miliardi di dollari mentre quello di Chrysler è pari a 10,6 miliardi.

Domani sapremo con esattezza se Obama, il capo del Soviet supremo degli USA, darà il via al nuovo salvataggio ed a quali condizioni.

Nel frattempo da La Repubblica
Si è dimesso Rick Wagoner AD e Presidente di General Motors

DETROIT - L'amministratore delegato di General Motors Rick Wagoner si è dimesso. Wagoner era a capo del colosso automobilistico americano da otto anni ed ha deciso di lasciare il suo posto alla vigilia di un importante intervento del presidente Usa Barack Obama proprio sugli aiuti all'auto.

E' stata una persona a conoscenza dei programmi della General Motors a rivelare all'agenzia Associated Press che Rick Wagoner si dimetterà dalla cariche di presidente e amministratore delegato del colosso automobilistico di Detroit. La fonte ha richiesto l'anonimato perchè la decisione di Wagoner non è stata ancora formalmente annunciata.

L'iniziativa giunge alla vigilia della presentazione del presidente Barack Obama del piano per rilanciare il settore automobilistico statunitense. Obama e altri responsabili della sua amministrazione hanno annunciato che la stessa General Motors e Chrysler dovranno procedere a una ristrutturazione più profonda prima di ricevere ulteriori prestiti dal governo. Entrambe le società sopravvivono grazie a un aiuto pubblico di 17,4 miliardi di dollari.
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