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giovedì 11 novembre 2010

Legge del Contrappasso


Mentre l'agenzia di Rating Cinese Dagong ieri ha downgradato gli USA
l'agenzia di Rating Americana Moody's oggi ha upgradato la Cina

Cina: Moody s alza rating ad Aa3 da A1 (Finanza.com)
Moody s promuove le obbligazioni governative cinesi alzando il rating ad Aa3 da A1 e mantenendo le prospettive positive.........

Del resto, secondo le ultime rilevazioni, il totale del PIL prodotto dai cosiddetti "Paesi Emergenti" coincide con il 53% del PIL Globale ovvero più della metà (a parità di potere d'acquisto).
As the FT notes:
These are at market exchange rates. At purchasing power parity, the emerging market share of global GDP rises to 53 per cent.
I primi 5 paesi emergenti si sparano da soli la metà di questo 53%: Cina, Brasile, Russia, India, Messico.
Ecco perchè, come dicevo ieri, c'è ben poco da fare dell'ironia se la società di Rating Cinese Dagong downgrada gli USA: gli equilibri si stanno sempre più spostando.

Ed alle soglie di questo G20 sarà bene tenere presente la seguente tabella
(che non è a parità di potere d'acquisto ma ai tassi di cambio)
CLICCA SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA



























E per cominciare "bene" la giornata, insieme al caffè ecco un breve aggiornamento di come ieri hanno "grugnito" i PIIGS...ovvero i "Paesi Sommergenti":
Ireland 10-year bond yield at 8.64%.
Portugal 10-year bond yield at 7.04%.
And for Spain, the 10-year bond yield has risen to 4.5%.
And for Greece, the yield is up to 11.55%

Vediamo oggi come si comporterà l'Irlanda dopo la dichiarazione fresca fresca di Barroso
G20: Irlanda; Barroso, Ue Pronta a Intervenire Se Necessario (Agi)
...Jose Manuel Barroso, ha assicurato che l'Unione Europea ...
da Yahoo! Finanza: Ultime notizie -

17 commenti:

Pietro ha detto...

Segnalo a tutti i lettori 2 interessanti articoli, in riferimento allo stato di salute dell'Inghilterra e alla sfida economica Usa-Cina; pubblicati oggi su http://www.megachipdue.info/

Ovviamente come sempre chiedo a Beato un parere, questa volta sull'articolo riguardante il prossimo crollo dell'Inghilterra....

Beatotrader ha detto...

Pietro
che l'UK sia in mutande lo ripeto da secoli
però ha tagliato un casino
se seguirà anche un po' di crescita potrebbe cavrsela
ma sicuramente è messa malissimo
come non mai nella sua storia

Anonimo ha detto...

Tu hai ragione BT: il Nuovo avanza inesorabile travolgendo l'arroganza di coloro che si ritengono invulnerabili. Vorrei tuttavia proporre a te e ai Gentlemen convenuti questa facezia, invitando tutti a riflettere:
a- Sulla nazionalità di quelli che sono citati
b- Sul loro anno di nascita
c- Sul fatto che pur essendo un elenco (strumento di mirabili ipotiposi...) necessariamente parziale, alla fine ci possiamo riempire qualche autobus ma non tanto di più
d- Su come sarebbe il Mondo (nel senso di Tianxia, tanto per dirla nella lingua del futuro, vedi anche http://en.wikipedia.org/wiki/Tianxia)se costoro non avessero fatto quello che hanno fatto.

Ecco le risposte che sono state ricevute dopo aver spedito gli inviti al

GRAN BALLO DEGLI SCIENZIATI:

Pierre e Marie Curie irradiarono entusiasmo;
Einstein pensò che sarebbe stato relativamente facile parteciparvi;
Volta si sentì elettrizzato;
Ampere non ne fu messo al corrente;
Ohm al principio oppose resistenza;
Boyle disse che era troppo sotto pressione;
Edison pensò che sarebbe stata un'esperienza illuminante;
Stephenson si mise a sbuffare;
i fratelli Wright si sentirono volare;
il dottor Jekyll declinò, dicendo che ultimamente non era se stesso;
Morse avrebbe preso la linea 2 e sarebbe arrivato alle 8 in punto;
Franklin disse che sarebbe arrivato in un lampo;
Meucci avrebbe telefonato per conferma;
Von Braun sarebbe arrivato come un missile;
Fermi disse che era una notizia atomica;
la moglie di Coulomb si sentì carica;
Hertz si sentì sulla cresta dell'onda;
Joule dovette rinunciare per problemi di lavoro;
Nobel esplose di gioia per la notizia;
Kelvin disse che era in grado di partecipare;
Fourier aveva già una serie di impegni;
Cantor rifiutò: preferiva gli insiemi piu compatti;
Abel invece accettò di buon grado: si trovava bene in gruppo... e
Avogadro non fu avvisato: nessuno si ricordava il suo numero

Voi ci leggete musi gialli?

Suerte.

Anonimo ha detto...

la cina è un bluff. a capirlo basta considerare che la crescita cinese viene strombazzata e propagandata da tutti i media mainstream. già questo per me è sufficiente a sapere che la crescita degli emergenti è una cretinata.

capire la realtà è facile: basta ascoltare il tg1 o repubblica, prendere le loro affermazioni, mettere il segno meno davanti e ce l'avrete fatta

pippo

Beatotrader ha detto...

oh pippo!
o' che tu dici???.....

Anonimo ha detto...

e Pippo Pippo non lo sa...

:)

Enrico SV

Cyclometria ha detto...

Segnalo l'articolo odierno del Corriere della Sera, a cura di Federico Fubini, "I nuovi equilibri demografici più forti delle monete" ove si sottolinea anche l'aspetto demografico dei paesi emergenti, Cina ed India in primis, che impone un naturale spostamento del consumo dai paesi occidentali verso quelli emergenti. Inoltre, l'età media sensibilmente inferiore ed un tasso di natalità in crescita, rispetto ai paesi delle economie occidentali, garantirà ancora per i prossimi decenni uno squilibrio commerciale verso quelle economie. Mi sembrava interessante sottolineare anche questo aspetto di natura demografica, che spesso nelle analisi economiche viene omesso o sottovalutato.

Beatotrader ha detto...

assolutamente sì Cyclometria
hai ragione
l'aspetto demografico è fondamentale
ma è argomento che conosco poco

vedrò di approfondire
ciao

Cyclometria ha detto...

Grazie Beatotrader,

leggerò con interesse un eventuale tuo articolo in materia.

Anonimo ha detto...

Purtroppo la Cina, o l'oriente in genere, non sono affatto un bluff. Il problema è che noi ci concentriamo sulla Cina, e dimentichiamo tutto il resto, in particolare il Giappone e le sinergie tra Cina, Giappone, e Corea del Sud. Faccio notare una cosa: quando ero bambino io (anni 80), tutto era made in Italy, tranne qualcosa che era made in Germany, o persino made in USA. C'erano anche alcuni ammenicoli made in Japan. Il TV color era il massimo delle aspirazioni tecnologiche, i migliori erano Telefunken e Grundig (indistruttibili, il mio andò avanti fino al 2005), ma esistevano anche televisori fatti in Italia. In Italia, la Olivetti produceva computer.
Ora, guardatevi attorno. Praticamente TUTTO è fatto in Oriente. E quasi tutto con tecnologia giapponese, o coreana (che è poi la stessa cosa). Il Giappone, che avrà anche un mare di debiti (ma tutti interni, e in yen, la loro stessa moneta che possono stampare a piacimento), rimane il paese numero uno per la produzione di brevetti industriali. Dopo gli accordi del Plaza nel 1985, furono costretti a rivalutare lo yen, ma continuarono le loro strategie commerciali delocalizzando le produzioni a basso valore aggiunto in Corea (ascesa della Corea), Taiwan (ascesa di Taiwan) e infine in Cina (di qui l'ascesa della Cina). O pensate davvero che si possa cominciare a produrre laptops da zero? Certo che no, è tutta tecnologia giapponese. Sono riusciti a tagliarci fuori completamente. Come? Con la disciplina delle loro società e con la padronanza dell'innovazione tecnologica.
Certo, la scienza è e rimane un prodotto della cultura occidentale. Il problema è che non saremo più in grado di riprodurla, se non ricostruiamo le nostre società. È quel che vado dicendo da tempo: il nostro problema è politico, non solo economico. Il punto è chi siamo e cosa siamo diventati negli ultimi 30 anni. Robert

Anonimo ha detto...

scusa beato ma se in occidente hanno truffato, truccato bilanci, ingannato ecc. in maniera abnorme, figurati che cosa non hanno fatto in cina!!! se non possiamo credere alle statistiche americane, figurati a quelle cinesi! non parliamo poi di india o brasile, dove il popolo fa la fame...

pippo

Anonimo ha detto...

In un sistema economico basato sui consumi, ovviamente proporzionali nel lungo termine alla popolazione, l'aspetto demografico (considerandone anche la sfumatura culturale) è ovviamente dominante. Per questo era prevedibile fin da quando la Cina si è aperta al nostro sistema economico che sarebbe arrivata a dominarlo: era ed è solo questione di tempo. Effetto collaterale della globalizzazione che si è voluto, per convenienza (di chi?), trascurare.

Un altro aspetto che si tende ad ignorare è che si continua a misurare il mondo con il metro del presente senza accorgersi che sta, in sostanza, cambiando l'unità di misura.

Si parla ad esempio di tecnologia e brevetti. Temo (ma neanche tanto) che saranno un ricordo del passato, di quando alla nostra cultura occidentale servivano per giustificare la nostra "superiorità". Non hanno mai fatto parte della cultura orientale, che abbiamo per anni cercato di "rieducare", ma sono sicuro che in futuro, visto che ci farà comodo, saremo pronti ad essere noi ad ingorare i diritti di copyright (cosa che in ambito informatico sta già cominciando ad accadere con denunce e ricorsi ai tribunali sempre più frequenti anche fra i big del mercato).

In un mondo che ha cominciato la guerra delle monete, da cui si passerà alla reintroduzione di un sempre più marcato protezionismo e rialzarsi delle barriere, quale scrupolo volete che ci possa essere ad infrangere, per interessi nazionali, l'ostacolo dei brevetti?

Ancora, altro aspetto trascurato soprattutto demograficamente parlando, il problema della Cina è che è un paese, come il Giappone, anzi ancor più in prospettiva, che invecchia in fretta. Le politiche demografiche del passato hanno prodotto un gap generazionale: con l'introduzione del figlio unico non ci sono abbastanza giovani e mancano soprattutto le donne, necessari a ristabilire in tempi brevi un riequilibrio generazionale. Questo porteràin futuro ad un rallentamento della già stentata crescita economica individuale dei cinesi, che si ripercuoterà, ancora, sui consumi. La speranza di passare dall'export al consumo interno a cui si vuol indurre la Cina, dovrà scontrarsi con questa realtà. Ovviamente ci sono margini di crescita rispetto alla situazione attuale, ma non come vorremmo e servirebbero.

E questo si ricollega ad un altro problema forse trascurato, ce ne sono già abbastanza contingenti con cui fare i conti :), se crolla il consumo americano a seguito di nuove recessioni (e di seguito quello europeo) dove credete possa finire l'economia cinese, che ha appena lasciato il regime economico precedente per buttarsi a peso morto nel nostro promettente consumismo? Sperare in una crescita veloce del loro consumo interno è inverosimile. sono tutte vane speranze di chi non sa più che strada percorrere, nella speranza che la "divina provvidenza" possa risolvere tutto domani.

Il modello economico è andato ed il nostro sistema si sta ogni giorno più rapidamente sgretolando, disfacendo.

Garlet
(da ieri sera felicemente piccolo sostenitore de "il Grande bluff: se l'ho fatto io potete davvero farlo tutti :) )

Anonimo ha detto...

In un modello economico basato sui consumi, che nel lungo termine sono correlati evidentemente alla popolazione (senza trascurarne l'aspetto culturale), è ovvio che la demografia assume un ruolo fondamentale.

Per questo motivo era facilmente prevedibile fin da quando si aprì al nostro modello economico che la Cina ne avrebbe assunto la guida: era, ed è, solo questione di tempo. Abbiamo solo preferito ignorarlo per convenienza (di chi?).

Dal punto di vista demografico la Cina ha però un grosso problema, di cui dovremo anche noi tener conto. Le scelte demografiche del passato, la politica del figlio unico, ha prodotto un profondo gap generazionale. La Cina, come il Giappone, anzi ancor più in prospettiva, sta rapidamente invecchiando. Ci sono molti meno giovani, soprattutto donne, di quanti ne servirebbero per poter sperare in un riequilibrio in tempi ragionevoli. E questo si ripercuoterà nel livello di consumi interni in avvenire. Ovviamente rispetto agli attuali livelli medi infimi ci sono margini di miglioramento, ma non come speriamo e come ci servirebbe per mantenere in piedi il nostro carrozzone.

Quindi quando i consumi americani ed europei si contrarranno per le future recessioni, causa debiti, le produzioni cinesi non avranno sbocchi. Addirittura vedere la Cina come mercato per le nostre di produzioni è, salvo poche mirevole eccezioni, soprattutto tedesche, un'utopistico miraggio. La Cina ha già capacità produttive eccedenti rispetto ai propri consumi presenti e futuri.

Garlet
(da ieri sera felice sostenitore de "il Grande Bluff", e se l'ho fatto io potete farlo davvero tutti :) )

Anonimo ha detto...

ma!!
in brasile faranno anche la fame
ma stamattina ho scoperto che anche le caramelle balsamiche HALLS le producono li!!!
ma!!

LH

Anonimo ha detto...

ma!!
in brasile faranno anche la fame
ma stamattina ho scoperto che anche le caramelle balsamiche HALLS le producono li!!!
ma!!

LH

Beatotrader ha detto...

Ragazzi
complimenti per gli interventi
ottimo livello di analisi e di riflessione
complimenti!

la demografia va senz'altro approfondita
farò il possibile

in merito ai dati falsi nostri e degli emergenti
ho scritto fuor di articoli nel BLOG (nel 2009) sulla falsificazione dei dati cinesi
ma comunque la SOSTANZA di un BOOM economico STRUTTURALE come quello dei nostri anni 50-60
NON CAMBIA PIU' DI TANTO
esiste al di là di ogni taroccamento
poi la Cina ha un sacco di punti fragili, bolle, incognite
COME TUTTI DIREI...come questa Grande Crisi ha mostrato
ed alla fin fine secondo me ci sono migliaia di esperti che fanno analisi contrastanti sulla Cina
ma alla fin fine nessuno riesce ad interpretarla appieno
è un sistema troppo complesso ed esteso

Anonimo ha detto...

lol, il commento lo avevo già postato (anzi per un'errata segnalazione dal form mi è toccato riscriverlo, in versione ridotta è l'ho postato due volte per errore e me ne scuso), ma riguardo al problema del copyright e dei diritti guardate cosa ha appena scritto repubblica:

http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/11/11/news/tecnologia_e_tribunali_il_regno_delle_cause_incrociate-8931330/

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