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martedì 7 settembre 2010

Comparazione dei principali Indici Mondiali di Borsa

Ecco un'interessante comparazione dei principali Indici di Borsa dal 2000 ad oggi.

In effetti (come mi hanno fatto notare) ci starebbe bene anche il Bovespa Brasiliano.
Se qualche gentile volontario ha voglia d'integrare il grafico con un po' di Samba, mi faccia sapere. Io purtroppo non ho un secondo.

Ad oggi, ecco le performances rispetto ai valori del 2000
(Brasile +400% circa)
India +239%
Cina +88,8%
Hong Kong +20,7%
Germania -9,1%
Londra -18,5%
USA -24,1%
Giappone -52%
E l'Italia....come si posizionerebbe in questa comparazione dei Principali Indici?
(non a caso nel grafico non è stato inserito il nostro FTSEMIB...)
Ce lo dice Mercato Libero:
IN ITALIA, VI RICORDO, NEL 2000, L'INDICE VALEVA 46.000 ,
OGGI 20.000 OVVERO - 57%
ECCO UNA COSA IN CUI L'ITALIA E' PRIMA! ...PRIMA NELLA PERDITA DI VALORE


Clicca sull'immagine per ingrandirla

















Un grazie all'ottimo Dshort.com
dshort.com World Markets Update
September 6, 2010

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Non ho i rilevamenti del Bovespa...ti dovrai accontentare della donazione mensile; mi spiace :P

Frank Armitage

Beatotrader ha detto...

ecco la fonte dati con il rilevamento
http://br.finance.yahoo.com/echarts?s=^BVSP#chart5:symbol=^BVSP;range=my;compare=;indicator=volume;charttype=area;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=

dai su, non è difficile per chi sa usare photoshop...

Anonimo ha detto...

ciao Beato. esco dal seminato, perdonami.

Oggi, con un mesetto di ritardo, ho scoperto Metro Bank...

http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=9554

"il nuovo modello di banca del futuro"
Danno anche da mangiare al tuo cane che impazzito vorrà tornare tutti i giorni allo sportello.
Indebiteranno anche lui con tutta probabilità.
Sede a Londra e inaugurazione in pompa magna.
Secondo te mi danno un paio di milioni di fido senza troppe formalità?

Su Youtube le immagini della inaugurazione

Crazy Duck

Anonimo ha detto...

ma il boom indiano come si spiega?
c'è un altro barba trucco modello cina?

zecca_2000@yahoo.it

Anonimo ha detto...

Scusami stefano se non è l'argomento corretto a questo post.

Ma avevi ragione tu......

Ci stanno provando a Sudamericanizzare il mondo del lavoro italiano..... .

Grazie a Finmeccanica ora tocca ai metalmeccanici vedere andare in fumo il loro contratto.

I prossimi chi saranno ?

Il metodo Marchionne fa scuola, ed il mondo politico italiano lo celebra come il salvatore della patria.

Beatotrader ha detto...

L'India?
No nessun trucco
E' come se il loro orologio fosse nei nostri anni 50 (con le debite differenze tecnologiche)
sono nel BOOM di "modernizzazione", infastrutture, creazione classe media, etc etc
Con le debite differenze, perchè oggi c'è la globalizzazione etc

In ogni caso va ricordato che questi mega-boom tanto decantati coinvogono una minima parte della popolazione
Su 1 miliardo di indiani quanti "beneficiano" (si fa per dire) o meglio sono coinvolti dal +8,8% di PIL?
E' una domanda che mi faccio da tempo (anche su Cina, Brasile etc)
Sicuramente una minima parte...
Ma non so come calcolare il numero esatto

La stra-stra-stragrande maggioranza continua a vivere come 100 anni fa e del PIL a +8,8% non sa nulla
Alla fin fine credo che siano PIU' FORTUNATI e FELICI quest'ultimi...;-)

Beatotrader ha detto...

Caro anonimo (firmati)
per forza che ho ragione...
La sudamericanizzazione non è un mio colpo di genio
La può vedere chiunque non abbia tutti e due gli occhi chiusi...tutto qui...

Sullo stile Marchionne hai ragionissimo
Ci pensavo solo qualche gg fa
come sono cambiati i tempi!
Adesso uno come Marchionne viene visto come un Figo pazzesco
mentre solo 10-20 anni fa sarebbe stato visto come un capitano d'industria bastardone, cinico e spietato ...
Ma i tempi sono cambiati: non esiste più il controbilanciamente di altre ideologie
Ormai esiste solo un pensiero UNICO dove conta solo fare soldi A QUALUNQUE COSTO, a qualune costo e senza alcuna remora.
Ed anche gli operai stessi ormai sono coinvolti nel pensiero unico: giocano al lotto, comprano l'Iphone, votano Berlusconi, guardano gli Yachts ormeggiati sperando che forse un giorno...

E' il solito pendolo della storia
Quando lo sfruttamento raggiungerà livelli intollerabili, allora torneranno di moda ideologie dimenticate...
Il problema è che la globalizzazione rende lo sfruttamento molto più efficiente e gestibile, ed allunga il gioco

Paolo ha detto...

@beato

Finchè ci sarà globalizzazione, il che ha gli anni(pochi) contati.
Ti dice qualcosa il peak oil(già avvenuto) e le sue implicazioni globali???

Beatotrader ha detto...

Paolo
hai ragione
il petrolio è una variabile fondamentale

Anonimo ha detto...

che cos'è il peak oil? il picco nel prezzo del petrolio? e quali sono le implicazioni?
perchè ogni volta che il prezzo del petrolio sale c'è poi una recessione? è stata dimostrata / ragionata la correlazione?

zecca_2000@yahoo.it

Anonimo ha detto...

Assolutamente no, zecca2000.

Il prezzo (o quotazione) c'entra poco con il picco del petrolio ... forse una piccolissima correlazione, ma finisce tutto lì.

Il picco del petrolio ha a che fare con il raggiungimento del massimo della produzione mondiale di petrolio legato a fattori geologici / logistici / finanziari.

Ti rammento 2 cose:

- il petrolio è un componente fondamentale per l'economia mondiale, sia in termini energetici (produzione, riscaldamento, illuminazione, uso civile) sia in termini di movimentazione (materiali e persone). Praticament è la linfa vitale del sistema economico

- il paradigma economico attuale si basa unicamente sul concetto di "crescita continua" ovvero c'è benessere solo se c'è crescita (vedi i proclami dei vari governatori o capi di stato che rassicurano che "stiamo tornando a crescere")

Ergo, se il petrolio smette di crescere (picco del petrolio), e bada ben che non si parla di esaurimento delle risorse bensì di fine del processo di aumento, allora, per intima e stretta correlazione, l'economia interrompe la sua crescita, ovvero cadiamo in recessione ripetuta e continua (che equivale a malessere economico, secondo il pensiero economico vigente)

L'economia si deve pertanto re-inventare su nuove basi, ovvero de-crescita e sostenibilità (economica, energetica, ambientale)

E' una sfida epocale.

E non ce ne stiamo neppure accorgendo.

Hunter76Lima

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